Febbraio 2nd, 2019 Riccardo Fucile
A GIULIANOVA SFOGGIA LA MAGLIA DELLA SQUADRA LOCALE… MA DOVREBBE INFORMARSI DELLE RIVALITA’: I TIFOSI DEL TERAMO SI SONO INCAZZATI (E VOTANO PURE LORO)
Nella sua frenesia di piacere a tutti Salvini non ha mai disdegnato mezzucci come le ormai celebri divise delle forze dell’ordine.
Le avrà evidentemente indossate tutte o saranno finalmente state portate in lavanderia, dato che proprio oggi, in visita a Giulianova in Abruzzo, il ministro sfoggiava una sgargiante maglia giallo-rossa, colori del Giulianova calcio.
L’effetto, se già con le divise era disturbante, in questo caso sembra addirittura peggiore, con Salvini somigliante più che a un giocatore a un tracotante tendone da circo.
Ma Salvini dovrebbe fare attenzione alle maglie che indossa.
Perchè quando in Italia vai a toccare il calcio entri in un campo minato dal quale uscirne vivi è estremamente difficile.
E, in questo caso, Salvini è andato a indossare una maglia di una squadra (al momento nel girone F della serie D) che in Abruzzo ha molti rivali, in primis il Teramo.
Quindi, che farà il Capitano? Indosserà le maglie di ogni squadra di ogni città che andrà a visitare?
E, dinanzi a questo quasi esagerato esempio di qualunquismo, i suoi fan si faranno abbindolare?
(da Globalist)
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Febbraio 2nd, 2019 Riccardo Fucile
LA TAV IRROMPE NELLA CAMPAGNA ELETTORALE IN ABRUZZO ED E’ SUBITO AVANSPETTACOLO
All’indomani della visita di Matteo Salvini al cantiere della Tav a Chiomonte, non si placano le
polemiche nel governo sul cantiere dell’alta velocità Torino-Lione.
Polemiche accentuate anche dall’imminenza delle prossime tornate elettorali (la prima in Abruzzo il 10 febbraio) e che virano inevitabilmente verso un gioco delle parti.
Con Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista che in mattinata chiudono a ogni possibile avanzamento della Tav, mentre il ministro dell’Interno si dice fiducioso su un accordo con gli alleati di governo. Tanto che poi anche il suo collega vicepremier in serata sfuma i toni.
Durante una diretta su Facebook in mattinata da Penne, in Abruzzo, il vicepremier Di Maio tuona: “Finchè ci sarà il Movimento 5 Stelle al governo per quanto mi riguarda la Tav Torino-Lione non ha storia, non ha futuro”.
Di Maio aggiunge: “Le peggiori lobby di questo Paese vogliono che si inizi a fare la Tav, che è a zero come cantiere. Ma quando tutti i signori che in questi anni hanno sostenuto Renzi e Berlusconi stanno da una parte, il M5s sta dall’altra, dalla parte delle opere utili come la nuova metro a Torino, una linea Roma-Pescara, la Tav Palermo-Catania. Quando i signori dei grandi potentati che hanno ridotto il Paese in queste condizioni tifano per un’opera inutile come la Torino-Lione il M5s sta col popolo”.
Molto duro anche Di Battista, che si rivolge direttamente a Salvini: “Siamo favorevolissimi alle infrastrutture giuste per i cittadini e per i pendolari – afferma -. Se la Lega intende andare avanti su un buco inutile che costa 20 miliardi di euro e non serve ai cittadini, tornasse da Berlusconi e non rompesse i coglioni. È chiaro?”.
Salvini, anche lui in Abruzzo per la campagna elettorale, stempera gli animi (non sia mai che grillini si incazzino e lo mandino in galera) : “Troveremo come sempre una soluzione con i 5stelle – spiega -. Io non vedo spaccature nel governo: non mi interessano inutili polemiche o retroscena. Ci siederemo attorno a un tavolo e faremo la scelta di buon senso che serve agli italiani, all’economia e all’ambiente. Se l’opera riduce i tempi, l’inquinamento ed è conveniente perchè non farla? Questa è la domanda alla quale tutti, senza pregiudizi, dobbiamo rispondere”.
In serata anche Di Maio usa toni più pacati: “Lo dico anche con molta franchezza a Salvini – afferma -: non utilizziamo i temi dei nostri oppositori per farci dividere, andiamo avanti su quei temi su cui siamo d’accordo e vedrai che questo governo farà altre cose buone nei prossimi anni”.
Di Maio chiarisce: “Andiamo avanti, perchè questa pantomima serve a bloccare un governo in cui io mi sono speso tanto, ci metto la faccia ogni giorno, mi prendo anche tutti gli attacchi. Se ho proposto un contratto è perchè sapevo che non andavamo d’accordo su tutto e quindi ho scritto un contratto insieme a un’altra forza politica per vedere quello su cui andavamo d’accordo”
Sulla questione interviene anche il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, attraverso una nota: “Sulla Tav ho preso un impegno a nome del governo: di procedere alla decisione finale non sulla base di sensibilità personali o di una singola forza politica. Il contratto di governo prevede una “revisione” del progetto – spiega il premier -. Abbiamo interpretato questa clausola quale necessità di procedere all’analisi costi-benefici e di riservarci la decisione all’esito di questa valutazione finale che contemplerà tutte le implicazioni tecniche, economiche, sociali”.
Conte prosegue: “Il governo saprà assumersi la responsabilità politica della decisione” sulla Tav “nel rispetto e nell’interesse di tutti i cittadini. Renderemo trasparenti i risultati in modo che tutti gli italiani possano conoscere le motivazioni della nostra decisione”.
C’è poi il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, che in una diretta su Facebook annuncia che “tra pochi giorni avrete l’analisi costi-benefici della Tav”.
Ma tutti vogliono rimandare la decisione vera a dopo le elezioni europee.
Se ci sarà ancora il governo.
(da “Huffingtopost”)
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Febbraio 2nd, 2019 Riccardo Fucile
ORLANDO ACCUSA: “SI ERA OCCUPATO DELLA BESTIA DI SALVINI”,, INDIGNAZIONE TRASVERSALE PER UNA MISURA CHE METTE IN PERICOLO CHI DENUNCIA I MAFIOSI… E’ LA SICUREZZA CHE SALVINI GARANTISCE A CHI IL BOSS ZAGARIA HA PROMESSO DI “SQUARTARE VIVO”
Provare a contattare al telefono Sandro Ruotolo è inutile, evidentemente non vuole commentare. Chi delle persone vicine gli ha parlato nel primo pomeriggio, quando è stata ufficializzata la notizia che gli è stata revocata la scorta, dice che il giornalista “è abbattuto, non se lo aspettava”.
E non era l’unico a giudicare dalle reazioni sdegnate, preoccupate, sconcertate, seguite al tweet dell’ex Ministro della Giustizia, oggi deputato del Pd, Andrea Orlando, il primo a dare la notizia.
“Hanno tolto la scorta a Sandro Ruotolo”, ha scritto Orlando, sottolineando l’impegno del giornalista napoletano contro le mafie.
Punto di riferimento per generazioni di cronisti, storico inviato e tra i collaboratori più stretti di Michele Santoro in trasmissioni che hanno segnato la storia del giornalismo in televisione, Ruotolo da lunedì sarà senza scorta.
Gli era stata assegnata nel 2015, in seguito alle minacce di morte che gli aveva rivolto Michele Zagaria – l’ultimo boss del clan dei Casalesi a finire in prigione – per le sue inchieste sul traffico dei rifiuti tossici in Campania.
Cugino di Silvia, vittima innocente della camorra – fu assassinata per errore nel 1997 – Ruotolo si è occupato di mafie anche fuori dalla Campania.
Anche per Fanpage.it, la testata per cui lavora oggi: a ottobre ha firmato un’inchiesta sull’infrastruttura utilizzata per la comunicazione social dalla Lega, ribattezzata “La Bestia” dal social media strategist – pare la definizione di spin doctor gli piaccia poco – di Matteo Salvini, Luca Morisi.
roprio a questo lavoro di Ruotolo ha fatto riferimento l’ex ministro Orlando nel tweet. “E anche il giornalista che si è occupato della “Bestia”, il dispositivo propagandistico del ministro dell’interno – ha scritto – Casualità ? Lo chiederò in parlamento”.
Il caso, dunque, finirà in un’interrogazione parlamentare. Nel frattempo, tanti cronisti e molti politici stanno manifestando, soprattutto via social, la loro vicinanza al giornalista, che presiede l’Unione Cronisti della Campania e il comitato di inchiesta sulla camorra del Comune di Napoli – alla guida di questo organismo lo ha voluto il sindaco Luigi de Magistris, che non ha mancato di comunicare la sua contrarietà per la revoca della scorta a Ruotolo.
“Stima ed apprezzamento per il suo lavoro di giornalista impegnato da decenni contro le mafie”, sono arrivati dal senatore grillino Nicola Morra, presidente della Commissione bicamerale Antimafia.
“Per il suo impegno – ha scritto Marra su Facebook – è stato minacciato, perchè sta sul campo e racconta il reale, senza giri di parole. Si devono proteggere i giornalisti esposti. Sandro è uno di questi. Nel rispetto del lavoro delle istituzioni preposte, io sto con Sandro”.
E la Federazione nazionale della stampa italiana e il Sindacato unitario giornalisti della Campania hanno inviato una lettera a Giuseppe Conte per chiedere al premier, che di recente, in un incontro pubblico a Napoli, aveva intervistato Ruotolo e altri giornalisti minacciati dalla criminalità , di rivedere la decisione.
“Sandro Ruotolo, ancora oggi, continua ad essere un punto di riferimento per centinaia di giovani che tentano di contrastare la criminalità organizzata – si legge nella missiva, la decisione di “levargli la scorta sarebbe una scelta incomprensibile, pericolosa e lo metterebbe in condizione di non poter più proseguire nell’impegno di questi anni”.
Un aspetto sul quale, parlando con HuffPost, torna anche il direttore di Fanpage.it, Francesco Piccinini.
“Sono molto dispiaciuto – sospira Piccinini – questa decisione riguarda un cronista che d’ora in poi avrà grandissime difficoltà a proseguire nel suo lavoro, ci saranno territori a lui del tutto inaccessibili e che quindi non potranno essere raccontati come lui ha fatto finora. Ultimamente ha realizzato un’intervista a Rosetta Cutolo (sorella del boss della Nco, Raffaele Cutolo, ndr), che non ne concedeva dagli inizi degli anni’80. Quanto accaduto a Sandro – conclude Piccinini – è una sconfitta per i cittadini”.
E tra i giornalisti c’è chi teme che a breve toccherà a qualche altro collega sotto scorta. “Chi e perchè ha deciso di togliere la scorta a Sandro Ruotolo?”, ha chiesto via Twitter Beppe Giulietti, presidente del sindacato unitario dei giornalisti italiani.
Poco dopo, la risposta di Federica Angeli, cronista di Repubblica sotto scorta dal 2013 per le minacce di morte del clan Spada di Ostia. “Che lo Stato, questo Stato in particolare, possa scaricare chi lotta contro la mafia davvero non mi stupisce – ha scritto Angeli – Oggi tocca a Ruotolo, domani a un altro di noi cronisti. Ne sono certa. Sarà così”.
In serata interviene anche Roberto Saviano che scrive mescolando preoccupazione e sarcasmo: “Revocata la protezione a Sandro Ruotolo che ha fatto la storia del giornalismo d’inchiesta. Chi ha deciso ha tenuto conto della ‘lunga memoria’ del clan dei casalesi? Sa che Michele Zagaria, che ha considerato Ruotolo suo nemico, non vuole collaborare con lo Stato e cova rancore?”
Il boss Michele Zagaria, intercettato, aveva detto che avrebbe voluto squartarlo vivo
(da agenzie)
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Febbraio 2nd, 2019 Riccardo Fucile
FRANCESCO ITALIA: “RISPONDERE A UNA RICHIESTA DI AIUTO O SEGUIRE IL GOVERNO? NOI ABBIAMO SCELTO DI RESTARE UMANI”
Francesco Italia, sindaco di Siracusa, ha scritto e pubblicato una lettera aperta in cui propone
qualche riflessione sulla vicenda, conclusa, della Sea Watch, e ringrazia coloro che si sono prodigati per una soluzione alla vergognosa situazione che ha tenuto in stallo la nave al largo per due settimane.
“La presenza della SeaWatch 3, che con il suo carico di umanità ha accettato il nostro invito a trovare rifugio nei pressi di Siracusa, ha lasciato un segno profondo nella nostra comunità .
Sono orgoglioso, come primo cittadino di una città con 2750 anni di storia, che, ancora una volta, dal centro del Mediterraneo sia partito un messaggio chiaro e pulito di unità , di civiltà e umanità . Le storie di vita dei 47 naufraghi costretti a poche centinaia di metri dalla nostra terra, hanno interrogato in ogni istante le nostre coscienze. Ma non solo”.
“La vicenda della Sea Watch ha messo molti fedeli servitori dello Stato di fronte al dilemma: rispondere a una richiesta di aiuto, sostenuta da autorevoli rappresentanti istituzionali, o dare seguito alle disposizioni emanate dal Governo.
Nel rispetto assoluto delle istituzioni e delle differenti posizioni espresse, ho scelto da che parte stare e, da subito, ho saputo di non essere solo.
Dopo poche ore – ricorda – mi trovavo su un gommone, guidato da Stefania Prestigiacomo, per dirigermi a bordo insieme a una delegazione di tecnici e ad altri due parlamentari, Riccardo Magi e Nicola Fratoianni, tutti di diversa provenienza e storia politica.
Esistono valori eterni che appartengono ad ogni essere umano e che prescindono dalla contingenza e, soprattutto, dal gioco di parti contrapposte.
Ecco perchè bisogna sempre avere il coraggio di difendere quei valori con fermezza; molti lo hanno fatto prima di noi e molti altri continueranno a farlo quando non ci saremo più”.
Il sindaco ringrazia quindi “le associazioni di volontariato e il nostro padre Vescovo, il Prefetto, il Procuratore e i locali rappresentanti delle forze dell’ordine e delle forze armate. È questa l’Italia che vogliamo raccontare: l’Italia che salva e soccorre”
“Esiste però un’altra narrazione a cui non possiamo sottrarci – precisa il sindaco – qui a Siracusa come nel resto d’Italia. Quella di un Paese impoverito e rancoroso, delle tante famiglie che non riescono più a pagare l’affitto, a mantenere i figli a scuola e che combattono quotidianamente per difendere la propria dignità .
A queste famiglie, a queste persone naufraghe anche loro in un Paese che rischia la deriva, bisogna parlare e fornire risposte.
È nostro preciso dovere andare alla fonte di queste nuove povertà e di quell’odio che contrappone persone e istituzioni, che divide e disgrega anche le nostre famiglie rendendo l’Italia più fragile, all’interno e all’estero.
Non basta, però, provare a fare il nostro dovere. Bisogna ritrovare i valori della nostra unità e chiedere insieme alla Politica, tutta, uno sforzo di coesione e dignità . Ritrovare insieme, in Italia come in Europa, il senso di quella Fiducia che sta alla base di ogni relazione sociale”.
(da Globalist)
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Febbraio 2nd, 2019 Riccardo Fucile
L’EQUIPAGGIO ASPETTA DI RISOLVERE PICCOLI PROBLEMI TECNICI PER RIPARTIRE
Federica Mameli è la responsabile della comunicazione della Sea Watch 3 e tra spiegazioni, cronache day-bu-day, smentite, vive ore concitate: tanto da ignorare la febbre ormai alta
Quali sono i prossimi passi della Sea Watch 3 e del suo equipaggio?
«La nave al momento è a Catania e stiamo risolvendo i problemi tecnici che sono stati riscontrati, ci hanno contestato 32 irregolarità , dalle toilette all’ancora, dovremmo sistemare tutto in un paio di giorni e poi rimetterci in mare».
Siete pronti a ripartire? A un certo punto sembrava che la nave potesse essere sequestrata.
«La nave non è mai stata sotto sequestro. E non lo è. È una nave che è rimasta sei settimane in mare senza mai entrare in porto, è ovvio che abbia dei problemi di manuntenzione e che qualche strumento si sia deteriorato».
Il ministro Toninelli ha parlato di una nave inappropriata, uno yacht da vacanze in mare. Che tipo di nave è la Sea Watch 3?
«La Sea Watch 3 è la stessa nave che usava lo staff di Medici senza Frontiere fino ad un anno fa, la ex Dignity, l’abbiamo presa da loro. E questo già dovrebbe dire tutto. In più non è uno yacht, hanno sbagliato la traduzione della dicitura, è una nave da diporto. Aggiungo infine che anche se si fosse trattato di uno yacht avrebbe avuto l’obbligo di salvare quelle persone: non farlo, come s’intuisce perfino dalla Procura, sarebbe stato omissione di soccorso».
La Procura, ecco. Cosa vi aspettavate dal Procuratore Zuccaro?
«Sappiamo che siamo stati mandati a Catania per finire nelle sue mani e perchè indagasse su di noi tenendoci fermi come già fatto in precedenza con altri. Eravamo a un miglio da Siracusa, il sindaco ci aveva telefonato per dirci che ci aspettava, avremmo potuto sbarcare tutti lì con grande facilità e invece niente. Eravamo sicuri che Zuccaro ci facesse le pulci ed eravamo pronti, abbiamo le carte più che in regola, abbiamo fornito anche documenti non necessari.
È una considerazione comunque amara, perchè il clima si è avvelenato, siamo sotto attacco costante, siamo stati criminalizzati come se uccidessimo le persone anzichè salvarle: sarà difficile tornare indietro».
(da “La Stampa”)
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Febbraio 2nd, 2019 Riccardo Fucile
“IL GOVERNO NON STA CAMBIANDO UN BEL NULLA, NE’ IN EUROPA NE’ SUGLI INVESTIMENTI”
“Dire che siamo in recessione perchè c’è questo governo sarebbe limitativo. Dal 2008 c’è stato
un calo del 30% degli investimenti pubblici e una crescita della precarietà che ha contraddistinto governi di centrosinistra e di centrodestra. Bisogna però dire che il ‘governo del cambiamento’ non sta cambiando un bel niente nè sull’Europa, nè sugli investimenti”, dice il segretario della Cgil, Maurizio Landini.
“La polemica con l’Europa è stata tutta una finta. Cosa hanno portato a casa? Zero. Il punto vero è il cambiamento delle politiche economiche e quindi ridiscutere la logica dell’austerità “.
Sul reddito di cittadinanza, Landini osserva che “la critica non è la lotta alla povertà , ma il fatto che la traducano con l’ennesimo intervento sul mercato del lavoro. Non è con i Centri per l’impiego che si crea lavoro, ma con gli investimenti. Trovo poi incredibile che a risolvere il problema vengano assunti cosiddetti Navigator con contratti di lavoro precario”
Al Movimento 5 Stelle dice: “Rischiano di fare la stampella della Lega. Il governo si confronti invece con il sindacato”.
Il neosegretario parla poi della manifestazione del 9 febbraio, che avrà ‘ un forte richiamo all’antirazzismo: “Dobbiamo spezzare la narrazione di Salvini. La responsabilità per le diseguaglianze non è dello straniero di turno ma del governo che non dà risposte ai problemi dei lavoratori”.
(da agenzie)
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Febbraio 2nd, 2019 Riccardo Fucile
SCANDALO ROMA: 12 PERSONE MORTE PER IL FREDDO IN STRADA DALL’INIZIO DELL’INVERNO
Roma capitale dell’indifferenza? Oviamente no, visto che ci sono tante associazioni che si danno da fare, dal volontariato alle organizzazioni cattoliche e evangeliche.
Ma certamente dal Campidoglio non è arrivato mai alcun buon esempio
Anche per questo il mondo della solidarietà , numerosi volontari, che in tanti modi aiutano chi vive per strada, si stringerà a Roma attorno a centinaia di senza dimora a Santa Maria in Trastevere.
Parteciperanno insieme, alle 12, ad una celebrazione promossa dalla Comunità di Sant`Egidio in memoria di Modesta Valenti, la donna che morì 36 anni fa alla stazione Termini perchè, essendo sporca, l`ambulanza si rifiutò di portarla in ospedale.
Insieme al suo, verranno ricordati i nomi dei tanti che hanno perso la vita per strada negli ultimi anni, conosciuti da chi condivideva la loro condizione e da molti che ne sono diventati amici per la scelta di fermarsi, conoscere, aiutare.
In particolare verranno ricordate le storie delle 12 persone morte a Roma per strada dall`inizio dell`inverno, un vero e proprio scandalo per la Capitale, che interpella certamente tutte le coscienze, ma prima di tutto quelle delle istituzioni, per non essere riuscite ad affrontare un fenomeno ordinario e non certo emergenziale come l`arrivo della cattiva stagione.
Al ricordo di ogni nome verrà accesa una candela davanti all`icona dipinta in onore di Modesta, diventata ormai un simbolo per tanti.
Attorno alla sua memoria è infatti cresciuto negli anni, in tutta Italia, un largo movimento di solidarietà , con numerose persone di ogni età , che la sera visitano le stazioni e gli altri luoghi dove vivono i senza dimora, portando cibo, bevande calde, sacchi a pelo e coperte.
Tanto che la celebrazione di domani a Santa Maria in Trastevere è solo la prima in memoria di Modesta. Tante altre si terranno, nelle prossime settimane, non solo in altri quartieri di Roma, ma in diverse città italiane
(da Globalist)
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Febbraio 2nd, 2019 Riccardo Fucile
LA GIOVANE PERUVIANA, RESIDENTE IN ITALIA DA 18 ANNI, AVEVA SCRITTO AL MINISTRO IN MERITO ALLA SUA RICHIESTA DI CITTADINANZA… SOLO PROMESSE, LA SUA SITUAZIONE E’ PEGGIORATA
Aveva detto “Tienimi aggiornato, buona vita”. Elizabeth Arquinigo Pardo ci ha provato, più
volte, a contattare il ministro dell’Interno Matteo Salvini per spiegare come nulla sia cambiato da quando, in uno scambio di lettere e post, era riuscita a far sapere all’attuale vice premier come lei, peruviana residente nel Bel Paese da oltre 18 anni e contribuente, non fosse ancora riuscita a ottenere la cittadinanza italiana.
Elizabeth aveva scritto a Salvini a ottobre 2018 con una lettera inviata a Repubblica. Il ministro le aveva risposto: “Cara Elizabeth, di certo serve più efficienza da parte dello Stato, cara Elizabeth, ma anche meno furbetti da parte degli stranieri, aspiranti cittadini italiani, che penalizzano gli amici come te. Tienimi aggiornato. Buona vita”.
Il ministro Salvini ti ha più contattato?
Assolutamente no, anzi. Dirò di più: mi aveva detto che al massimo avrei dovuto aspettare tre anni per avere la cittadinanza, forse intendeva tre anni a partire da oggi, sono ferma nella stessa fase da tre anni.
Io non ho più parole, il ministero non fa sapere nulla, quando scrivo al ministero ormai mandano le solite mail con scritto “ci dispiace ma la durata dell’istruttoria è cambiata, deve aspettare 4 anni”.
Oggi qual è la situazione?
La situazione, da quando ho scritto a Salvini, non è cambiata, anzi, è peggiorata. Se prima la mia domanda era in una fase ormai avanzata, adesso è tornata indietro.
In che senso?
Nel senso che quando ho presentato i documenti per la cittadinanza, mi fu detto che gli accertamenti degli uffici periferici e degli enti che fanno i controlli erano terminati. Questo avveniva prima della conversione in legge del decreto sicurezza. Oggi la dicitura è cambiata, sui controlli mi rispondono che sono in via di definizione. La stessa cosa è successa a tantissime persone che in pratica sono tornate indietro di una fase.
Eri quasi sul punto di averla la cittadinanza?
Sono arrivata in Italia a 10 anni, mio padre aveva i soldi necessari per presentare la richiesta di cittadinanza necessario per me ma doveva scegliere tra me e mia sorella, non poteva presentarla per tutta la famiglia. Io ho preferito terminare l’università e lasciare questa opportunità ai miei familiari, cosi da fare la domanda di cittadinanza per conto mio, anche perchè ho vissuto questo percorso di integrazione come una cosa mia. Mi volevo indipendente dal reddito dei miei genitori: ho studiato e lavorato per poter cumulare i tre anni di reddito necessari A presentare la domanda. A 27 anni ho potuto presentare richiesta.
Ora però sei rimasta incastrata dalla burocrazia.
Esatto, sono senza cittadinanza italiana e questo vuol dire non potermi candidare anche a molte offerte di lavoro. Nel mio ambito circa il 70% delle offerte richiedono una cittadinanza italiana. Il paradosso è che non posso nemmeno cambiare il permesso di soggiorno per lavorare all’estero perchè perderei la residenza che invece devo mantenere per tutti e 4 gli anni dell’istruttoria. Sono in gabbia.
Quando inizialmente hai scritto al ministro era uno sfogo, una provocazione o una reale richiesta?
Seguo Salvini da un po’, anche se non essendo cittadina italiana a tutti gli effetti non posso votare e quindi non l’ho scelto, nonostante lo si paghi anche con le mie tasse. Ricordo il periodo in cui, 5-6 anni fa, Salvini ce l’aveva con tutti gli extracomunitari, ricordo di questo ragazzo sudamericano che aveva accoltellato un capotreno per un controllo, e ricordo che talmente forte era stata la propaganda di Salvini in quel periodo che dovevo difendermi continuamente da battute e offese, vergognandomi di essere sudamericana.
Quando hai letto la sua risposta cosa hai pensato?
Ho pensato all’ulteriore presa in giro, il mio obiettivo era raggiungere quantomeno un accordo con questa amministrazione e soprattutto far pesare Il fatto che noi stranieri senza cittadinanza abbiamo un peso economico e sociale e sarebbe anche l’ora di considerarlo.
Non è giusto essere discriminati in questo modo, soprattuto quando poi si parla di “amicizia”. Questo falso buonismo nei nostri confronti è inammissibile.
Cosa ti preoccupa maggiormente?
Nell’accordo di governo c’è scritto da nessuna parte un punto riguardante la cittadinanza, anche questo mi fa pensare quanto dall’altra parte non ci sia la volontà . C’è una grossa preoccupazione perchè vedo un accanimento burocratico che non si può negare esista nei nostri confronti. Per di più si sta venendo a creare un mercato nero di persone pronte a vendere identità e propria posizione lavorativa a chi vuole convertire di permesso di soggiorno in un permesso per lavoro. In pratica si parla di persone che per regolazzarsi sono disposte, letteralmente, a comprare un lavoro.
Oggi come ti senti considerata?
Mi sento limitata rispetto a quello che potrei fare e svalutata: do tanto e ricevo molto poco da questo Paese. Sono stanca di sentir parlare di me come di un oggetto politico. Continuano ad accanirsi contro di me e contro le persone che pagano le tasse, non c’è voglia di venire incontro alle nostre esigenze.
(da “TPI”)
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Febbraio 2nd, 2019 Riccardo Fucile
HA DOVUTO AFFRONTARE IL VIAGGIO IN TRENO DA SOLA E SENZA DOCUMENTAZIONE SANITARIA: E’ L’UMANITA’ DEI BUONI PADRI DI FAMIGLIA SOVRANISTI
Una donna nigeriana allontanata dal Cara di Castelnuovo di Porto, chiuso negli scorsi giorni, ha partorito subito dopo essere arrivata in treno a Lecce.
Faith, 20 anni, è stata messa su un treno da sola, senza alcuna documentazione sanitaria, dovendo affrontare un viaggio in cui avrebbe potuto verificarsi in qualsiasi momento un’emergenza. Una volta arrivata alla stazione di Lecce, la donna è stata presa in carico dal gruppo Arci locale.
“Quando è arrivata, giovedì sera, ci siamo immediatamente stupiti che fosse in quelle condizioni”, ha detto a Repubblica Anna Caputo, dell’Arci di Lecce.
“Le abbiamo immediatamente chiesto notizie sul suo stato e abbiamo cercato inutilmente documentazione sanitaria sulla gravidanza, ma Faitha non aveva nulla con sè. Allora l’abbiamo portata in ospedale per un controllo ma i medici, ancora increduli, ci hanno detto: ‘Questa donna sta partorendo’. E dopo poche ore è nata la piccola splendida Aliya”.
“È arrivata sconvolta e impaurita”, prosegue Caputo. “Ha solo vent’anni, non ha nessuno, nè famiglia nè un compagno ed è facile immaginare che quel bambino sia figlio di una violenza. È richiedente asilo ma adesso resterà con noi in uno Sprar, ci prenderemo cura di lei e della piccola. Ma non è ammissibile che, per la fretta si possano trattare le persone in questo modo”.
(da “TPI”)
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