Marzo 15th, 2019 Riccardo Fucile
IN 2052 CITTA’ DEL MONDO MANIFESTAZIONI CONTRO IL RISCALDAMENTO GLOBALE… 235 LE CITTA’ ITALIANE COINVOLTE
La giornata di oggi passerà nella storia della lotta per il clima, con una sedicenne protagonista: Greta Thunberg, proposta per il Nobel per la pace. Da settimane il nuovo movimento degli studenti, trainato da Greta – che è in piazza con gli altri studenti svedesi di fronte al Parlamento di Stoccolma – e da altri giovani leader ambientalisti, chiede a gran voce ai governi dei rispettivi Paesi politiche più incisive contro il riscaldamento globale, in particolare per ridurre le emissioni di anidride carbonica, tra i principali gas serra.
Lo sciopero salva-pianeta è un evento record: all’ultimo appello lanciato da Greta su Twitter quattro giorni fa (“Il 15 marzo lo sciopero nelle scuole continua. Abbiamo bisogno di tutti. Passa parola!”), hanno aderito movimenti di studenti in 123 Paesi diversi, con manifestazioni previste in 2052 città ai quattro angoli del pianeta.
Il “FridaysForFuture”, lo sciopero degli studenti contro i cambiamenti climatici, vede in Italia e Francia il maggior numero di raduni.
L’Italia, con 235 raduni organizzati, è il Paese più attivo, prima di Francia (216), Germania (199), Stati Uniti (168), Svezia (129) e Gran Bretagna (111).
In Europa la manifestazione del 15 marzo coinvolgerà gli studenti anche in Spagna (65), Portogallo (36), Belgio (31), Irlanda (31) e Finlandia (26).
Gli studenti sono oggi in piazza. Per il loro venerdì che guarda al futuro. Sono in piazza alcuni presidi e diversi professori. Il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti martedì scorso aveva detto, di sfuggita: “Si va regolarmente a scuola”. Intendeva appunto nel giorno di strike ambientale. Ma di fronte a queste posizioni cresce la disobbedienza civile.
“Scendiamo in piazza, manifestiamo, oggi a scuola non ci andiamo”: è il grido degli studenti che da Largo Cairoli, a Milano, hanno dato il via alla mobilitazione milanese. Il corteo ha cambiato percorso perchè “siamo troppi, siamo più di centomila, chiudiamo il corteo in piazza Duomo perchè in piazza Scala non ci stiamo”, spiegano gli organizzatori. ‘No time left’ recita il cartello appeso ad un ecologico risciò che apre il corteo di giovani, mentre i tamburi sembrano proprio scandire lo scadere del tempo di quel futuro che le nuove generazione si vedono “rubato”
Un enorme striscione con scritto “Siamo ancora in tempo” è stato appeso al Ponte degli Scalzi a Venezia dove sfila la manifestazione più importante di tutto il Veneto.
Partito dalla stazione ferroviaria di Santa Lucia il corteo è sfilato per le calli del centro storico. “Abbiamo abitato questo pianeta per pochi anni, troppo pochi perchè qualcuno possa rimproverarci o addossarci le colpe dell’inquinamento dell’aria, dell’acqua, della terra – hanno spiegato gli organizzatori – Vogliamo che multinazionali, compagnie miliardarie fermino la devastazione ambientale che i loro sistemi di produzione provoca. E mentre loro saranno impegnati su questo fronte a noi, che lottiamo e combattiamo per il qui e ora, spetterà la costruzione di un’alternativa, di un mondo realmente vivibile, sano, giusto”.
“Pazienza niente, studenti per l’ambiente”. Con questo slogan, da Piazza Maggiore a Bologna poco dopo le 9.10 è partito il corteo degli studenti che hanno aderito allo sciopero per il clima ‘Global Strike for Future’. A sfilare oltre un migliaio di persone. Non solo giovani ma anche tanti bambini con genitori, insegnanti, anziani. “Grazie Greta, salviamo il pianeta”, l’omaggio degli studenti bolognesi alla giovane attivista svedese Greta Thunberg che ha dato il via agli scioperi per il clima. Manifestazioni, iniziative e incontri oggi si svolgono in tutta l’Emilia-Romagna. A Rimini prima di sfilare si pulirà anche una spiaggia.
Sono almeno 10 mila i giovani scesi in piazza a Torino stamattina per partecipare allo “sciopero per il clima” promosso da #Fridaysforfuture! In testa al corteo uno striscione con la scritta verde su fondo bianco “Non si e’ mai troppo piccoli per fare la differenza”
A Palermo diverse centinaia di studenti hanno raccolto l’appello degli ‘amici del pianeta’ partecipando alla marcia contro il cambiamento climatico. Alla manifestazione, con il concentramento in piazza Verdi, davanti al Teatro Massimo, una folla colorata e festosa di giovani che scandendo slogan come “Se non cambierà , lotta dura sarà “, hanno esposto cartelli e striscioni con le scritte “Sciopero mondiale per il futuro”, “Ci siamo rotti i polmoni”, “E’ inutile conquistare la luna per poi perdere la terra”, e ancora “Altro che treni ad alta velocità , siamo al capolinea”. Cori e flash mob: i ragazzi si sono disposti in circolo e hanno letto pensieri e riflessioni. Stessa azione simbolica a Palazzo dei Normanni, sede dell’Ars, con sit-in e messaggi ai deputati per chiedere al governo nazionale, tramite quello regionale, di dare seguito all’Accordo di Parigi.
All’estero. Fuori dall’Ue e dagli Stati Uniti, i Paesi in prima linea sono Canada (54 raduni) e Australia (51). Molto significativa la partecipazione di diverse nazioni dell’America latina, tra cui Messico (28 raduni), Brasile (21), Argentina (18) e Cile (12).In Asia gli studenti più coinvolti sono quelli dell’India, con 29 proteste domani, mentre negli altri Paesi (Giappone, Nepal, Cina, Corea del Sud) la causa per il clima è risulta finora meno partecipata.
(da agenzie)
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Marzo 15th, 2019 Riccardo Fucile
AUSTRALIANO, 28 ANNI, DICE DI ESSERSI ISPIRATO AD ANDERS BREIVIK, AUTORE NEL 2011 DELLA STRAGE DI UTOYA E A DYLANN ROOF, IL SUPREMATISTA CHE NEL 2015 ASSASSINO’ NOVE AFROAMERICANI A CHARLESTON
“Sono un uomo bianco qualunque”. Si descriveva così Brenton Tarrant, 28 anni, cittadino
australiano originario dello Stato di New South Wales, sulla costa orientale del Paese.
Quasi certamente a capo del commando che ha fatto strage di fedeli in due moschee nella cittadina neozelandese di Christchurch, nei suoi deliri online: un manifesto di ottanta pagine pubblicato poco prima di entrare in azione e il Facebook Live della strage, prontamente rimosso dal social.
“Vengo da una famiglia di lavoratori, gente che ha sempre guadagnato poco” diceva di sè il killer. Mettendo poi insieme una sfilza di riferimenti che vanno da Anders Breivik autore nel 2011 della strage sull’isola norvegese di Utoya dove morirono 69 persone a Dylann Roof, il giovane suprematista bianco che nel 2015 assassinò nove fedeli afroamericani nella chiesa metodista di Charleston, in Carolina del Sud.
“Ho letto gli scritti di Roof e di molti altri. Ma il mio vero idolo, colui che mi ha ispirato è il cavaliere e giustiziere Breivik”.
La polizia ha anche deciso di non diffondere il “Manifesto” che l’australiano aveva pubblicato su un suo profilo social e dove fra l’altro racconta che l’attentato è stato preparato nell’arco degli ultimi due anni e che avrebbe dovuto essere messo in atto in Australia.
Poi la decisione di colpire la Nuova Zelanda per dimostrare che nessun paese può ritenersi al sicuro dal terrorismo.
(da agenzie)
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Marzo 15th, 2019 Riccardo Fucile
SILENZIO TOMBALE DEL GOVERNO SULL’ATTENTATO SOVRANISTA IN NUOVA ZELANDA… MENTRE I LEADER MONDIALI ESPRIMONO CONDANNA E CORDOGLIO IL GOVERNO DEI SELFIE NON DICE CON CHI STA
Diversi leader mondiali stanno affidando a Twitter i loro messaggi di condanna e di cordoglio dopo la strage terroristica nelle due moschee di Christchurch, in Nuova Zelanda.
Nella notte il terribile attentato, di matrice suprematista, ha causato almeno 49 morti, suscitando un’ondata di indignazione in tutto il mondo. Silenzio invece da Palazzo Chigi: nè Giuseppe Conte, nè i vice premier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, nè il ministro degli Esteri Enzo Moavero commentano, e sono davvero sporadici gli interventi personali nei due partiti di maggioranza.
Spezza il silenzio istituzionale italiano dopo le 11 Roberto Fico, presidente della Camera: “Lascia sgomenti il terribile attacco terroristico alle due moschee in Nuova Zelanda. Atti di violenza inaudita e di odio che vanno condannati fermamente. Tutta la mia vicinanza e quella della Camera dei deputati alle famiglie delle vittime e a tutta la comunità neozelandese sconvolta in questo momento di profondo dolore”.
“Un attacco terrificante” lo ha definito la premier britannica Theresa May che ha voluto estendere le condoglianze del popolo inglese “a tutti coloro che sono stati colpiti da questo disgustoso atto di violenza”.
Anche il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, citato tra i nemici nel Manifesto del killer, esprime in un tweet il suo “sdegno per quest’atto deplorevole”: “L’ultimo esempio di un crescente razzismo e islamofobia”, scrive Erdogan…
“Dobbiamo resistere contro l’islamofobia e tutto questo odio lodando i musulmani come parte preziosa della nostra società multiculturale”, osserva il primo ministro scozzese Nicola Sturgeon stringendosi al dolore dei famigliari delle vittime della strage.
“Sono profondamente rattristata dalle notizie che vengono dalla Christchurch” ha detto la cancelliera Angela Merkel nel commentare l’ “atto di terrore” in Nuova Zelanda. “Mi unisco al dolore dei neozelandesi per i loro concittadini attaccati e uccisi dall’odio razziale mentre pregavano pacificamente nelle loro moschee. Stiamo vicini di fronte a questi atti di terrore”…
“Tutti i nostri pensieri vanno alle vittime dei crimini odiosi contro le moschee di Christchurch in Nuova Zelanda e ai loro cari. La Francia insorge contro ogni forma di estremismo e agisce con i suoi partner contro il terrorismo nel mondo” twitta il presidente francese, Emmanuel Macron…
“È stato con orrore e profonda tristezza che ho appreso dell’attacco terroristico alla moschea a Christchurch. L’Unione europea starà sempre dalla parte della Nuova Zelanda e contro coloro che vogliono annientare le nostre società e il nostro stile di vita” scrive sui social il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker… “Condanno fermamente l’orribile attentato terroristico contro le moschee di Christchurch. I miei pensieri vanno a tutti coloro che hanno perso i loro cari o sono stati feriti. La Nato sta dalla parte della Nuova Zelanda, nostro amico e partner, a difesa delle nostre società aperte e dei valori condivisi” scrive su Twitter il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg…
“Condanniamo l’orrendo attacco e esprimiamo la nostra tristezza e solidarietà alla Nuova Zelanda” scrive Thorbjorn Jagland, segretario generale del Consiglio d’Europa, sul suo account twitter. “Il razzismo, l’odio religioso e l’islamofobia minacciano la pace e la stabilità nel mondo” aggiunge Jagland.
(da “Huffingtonpost”)
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Marzo 15th, 2019 Riccardo Fucile
ALL’OPERA UN COMMANDO DI SUPREMATISTI BIANCHI DI QUATTRO PERSONE, SUI CARICATORI DELLE ARMI ANCHE IL NOME DI LUCA TRAINI… COSA SUCCEDE QUANDO LE DEMOCRAZIE TOLLERANO GLI ISTIGATORI ALL’ODIO INVECE CHE ELIMINARLI CON UNA CORDA AL COLLO IN DIRETTA TV A RETI UNIFICATE
“Sentivo le urla strazianti dei tanti colpiti a morte. Sono rimasto immobile, pregando Dio di essere
risparmiato. I killer hanno ucciso alla mia destra e alla mia sinistra. Poi si sono spostati nella stanza dove pregavano le donne e da lì sono arrivate altre urla che non riesco a dimenticare. Siamo fuggiti in massa, coperti di sangue…”.
E’ la drammatica testimonianza raccolta dalla Afp da uno dei sopravvissuti alla strage della moschea di Al Noor, una delle due colpite nella città neozelandese di Christchurch.
Un uomo che non vuole dire il suo nome: “Sono ancora terrorizzato”. Al Noor è una delle due moschee colpite ieri in Nuova Zelanda durante la preghiera del Venerdì da un commando di quattro persone guidate da un ventottenne australiano, Brenton Tarrant che nell’orribile live della strage si descrive come: “un normale uomo bianco”. Spiegando: “mi sono ispirato alla strage compiuta ad Utoya, in Norvegia, da Anders Breivik nel 2011. Voglio uccidere gli stranieri invasori”.
Gli attacchi sono avvenuti intorno alle 13.40 ora locale – l’1.40 del mattino in Italia – è il bilancio delle vittime è di almeno quarantanove morti. Tanto che la premier della Nuova Zelanda Jacinta Arden ha subito affermato in diretta televisiva: “E’ uno dei giorni più bui della Nuova Zelanda. Siamo davanti a un atto di violenza senza precedenti”.
Il primo allarme è arrivato dalla moschea di Al Noor, dove c’erano almeno 300 persone raccolte nella preghiera del venerdì. I killer hanno prima attaccato la sezione maschile e poi si sono spostati nella sala preghiere femminile.
Poco dopo il secondo assalto alla moschea di Masjid nel sobborgo di Linwood. La dinamica del secondo attacco non è ancora chiara, ma comporterebbe delle auto cariche di esplosivi. A sparare invece sarebbe stato un commando formato da 3 uomini e una donna, che la polizia è successivamente riuscita a fermare. Ma si teme che ci siano altri complici, parte di una rete molto più larga.
“Il ritrovamento di esplosivi” ha detto il commissario di polizia neozelandese, Mike Bush, durante la prima concitata conferenza stampa “sottolinea la serietà dell’attacco”. Tanto più che nelle stesse ore il centro della città era pieno di giovani diretti alla loclale manifestazione per il clima degli studenti, che per ragioni di sicurezza è stata poi cancellata.
Fra gli scampati ci sono anche gli atleti della nazionale di cricket del Bangladesh che stavano aspettando dei compagni di squadra in ritardo in un parco, proprio per recarsi alla preghiera nella moschee sotto attacco. Sono riusciti a fuggire tutti illesi: ma il match di sabato con la nazionale neozelandese è stato comunque cancellato.
Non sembrano esserci dubbi sul fatto che matrice dell’attacco è il razzismo anti islamico.
Poco prima della strage sui social era infatti apparso un manifesto di 87 pagine “anti-immigrati e anti-musulmani” che è stato poi cancellato.
Secondo le prime ricostruzioni uno dei killer è di nazionalità australiana: lo ha confermato anche il premier di quel paese, Scott Morrison. Si tratta di un uomo bianco, tra i 30 e i 40 anni che indossava un’uniforme militare quando ha aperto il fuoco.
A rendere ancora più odioso l’episodio, è la comparsa, in un tweet postato da uno terrorirsti di una lista di eventi storici e di nomi di assassini di migranti scritti su alcuni caricatori di armi automatiche, dove compare anche quello dell’italiano Luca Traini, che nel 2018 tentò una strage di migranti a Macerata ferendo sei persone.
“Sono sconcertato” ha detto Giancarlo Giulianielli, il legale di Traini. “Sono certo che anche Luca condannerà la strage. Ha rivisto il suo gesto e lo ha stigmatizzato in pubblico”.
Il live della strage trasmesso su Facebook, subito ritirato dalla rete, sta purtroppo ancora circolando. Al punto che la polizia della Nuova Zelanda ha “esortato con forza” media e popolazione a non condividere quei 17 minuti di sangue girati e postati da uno dei killer.
Anche molti utenti hanno esortato i social a rimuovere le terribili immagini. E infatti si è subito mossa anche Facebook, con il portavoce locale, Mia Garlick, che poche ore dopo ha confermato che il video della strage è stato rimosso.
Per ragioni di sicurezza tutte le moschee del Paese sono state chiuse. Evacuate anche molte scuole.
“La polizia della Nuova Zelanda ci aveva allertato relativamente al video su Facebook poco dopo l’inizio dello streaming live e noi abbiamo velocemente rimosso sia il video e sia gli account Facebook e Instagram dell’attentatore”, ha precisato la Garlik.
(da agenzie)
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