Marzo 18th, 2019 Riccardo Fucile
LO SCANDALO DELLE CONCESSIONI BALNEARI, PAGANO CANONI IRRISORI E OTTENGONO IL MONOPOLIO DELLE SPIAGGE… LEGA E M5S SERVI DELLA LOBBY
Ieri sera Filippo Roma e le Iene hanno affrontato la questione delle concessioni
balneari.
In Italia infatti i titolari di concessioni demaniali sulle spiagge pagano allo Stato un canone d’affitto irrisorio. Poco o nulla rispetto ai guadagni generati dagli stabilimenti che sussistono sugli spazi demaniali.
Come ulteriore regalo il governo del Cambiamento poi ha deciso di partire alla carica contro la Direttiva europea Bolkestein, quella che prevederebbe di mettere a gara, con un bando pubblico ad evidenza europea, gli spazi demaniali e le concessioni in scadenza.
Cosa hanno fatto invece Lega e MoVimento 5 Stelle?
Nella legge di Bilancio hanno inserito un emendamento che esclude le concessioni balneari dall’applicazione della Direttiva Bolkestein che prevede che le le concessioni pubbliche (dei balneari ma anche dei venditori ambulanti) vengano di nuovo messe a gara.
Un emendamento che costa caro ai cittadini.
Non solo perchè i balneari pagano pochissimo (mediamente 1,5 euro al metro quadro per le aree coperte e di 0,88 euro per quelle all’aperto) ma perchè espone il nostro paese al rischio di una procedura di infrazione da parte della Commissione Europea.
Il ministro delle Politiche Agricole e Forestali, il leghista Gian Marco Centinaio, ne è consapevole. Tant’è che nell’annunciare l’uscita unilaterale senza accordi dalla Bolkestein ha ammesso  che «Andremo al 99,9% in infrazione».
Tradotto: gli italiani dovranno pagare una multa mentre i balneari potranno continuare a fare affari per i prossimi 15 anni.
Multa che secondo Angelo Bonelli potrebbe arrivare fino a 300 mila euro al giorno.
Ad un certo punto il M5S e la Lega si sono fatti prendere la mano ed erano arrivati a presentare un emendamento che avrebbe consentito una sanatoria di due anni per le concessioni oggetto di contenzioso. La proposta è poi stata ritirata.
Ma il problema rimane perchè oltre a pagare un affitto bassissimo alcuni balneari il canone demaniale non lo pagano proprio e risultano morosi.
Eppure anche per loro il governo gialloverde ha previsto la possibilità di accedere alla proroga — senza gara — della concessione fino al 2034.
Centinaio alle Iene difende la decisione del governo di proseguire con le proroghe automatiche. Questo anche se la direttiva europea prescrive che l’assegnazione debba essere fatta in maniera trasparente con una gara e senza proroghe automatiche.
Anzi, Centinaio ribatte all’inviato delle Iene dicendo che fosse stato per lui «ne avrei dati trenta» di anni di concessione. Ovvero il doppio di quanto stabilito.
Centinaio tergiversa anche su quando verrà emanata la legge per l’aumento del canone demaniale continuando a ripetere che la si farà «al momento opportuno». A quanto pare non prima delle elezione europee di maggio. Ad un certo punto il ministro promette che la si farà con la prossima legge di bilancio.
Nel frattempo però i balneari continueranno a fare come hanno sempre fatto.
Anche se c’è qualcuno — come il titolare del Twiga Flavio Briatore — che chiede di rivedere le concessioni balneari: «Gli affitti delle concessioni balneari andrebbero rivisti tutti. E almeno triplicati» ha detto Briatore al Corriere qualche giorno fa spiegando che lui paga attualmente poco più di 17mila euro di concessione ma che un canone equo dovrebbe essere di almeno 100mila euro l’anno.
Anche il vicepremier e bisministro Luigi Di Maio ha confermato la netta chiusura del governo alla Bolkestein sulle spiagge spiegando — con le solite fregnacce — che c’è il serio pericolo che con una gara d’appalto pubblica «non condividiamo la Bolkestein come strumento per riscuotere i canoni dei balneari perchè si mette a bando europeo uno spazio che sono le nostre spiagge e non è giusto».
Eppure facendo una gara pubblica, trasparente, si potrebbe dare la concessione al miglior offerente. Di Maio non è d’accordo nemmeno su questo ed agita lo spauracchio delle multinazionali che si vogliono prendere le nostre spiagge: «sì però io la devo svendere ad una multinazionale straniera io non sono contento di fare soldi».
Verrebbe da chiedersi quale multinazionale sia interessata a comprarsi le spiagge e in che modo un’eventuale bando di gara aperto solo agli italiani possa impedire alla sussidiaria nazionale di una multinazionale di parteciparvi.
Sembrerebbe quasi che il problema non sia la gara europea, ma la gara in sè. Ed infatti il governo ha tagliato la testa al toro con una bella proroga lasciando che i soliti noti possano continuare ad accampare diritti quasi feudali su un bene che è di tutti.
Ma guai a parlare delle “lobby dei balneari” perchè Di Maio vi ride in faccia. Lui, che per anni ha parlato di lobby in qualsiasi settore.
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 18th, 2019 Riccardo Fucile
A FS IL 40%, AL TESORO IL 15%, IL RESTO A PARTECIPATE: ECCO COME I SOVRANISTI FANNO PAGARE IL CARROZZONE AI CONTRIBUENTI ITALIANI
Delta Airlines c’è, senza troppa convinzione. La compagnia americana, scrive il Messaggero, sale a bordo della nuova Alitalia con una quota iniziale minima, il 10%, pari a quella detenuta in Air France Klm.
Dopo un negoziato estenuante ad Atlanta, arriva il sì di Delta, che mette un piede dentro il vettore italiano, con l’impegno a raddoppiare la quota in 4 anni, se saranno centrati gli obiettivi.
Un tipo di operazione che Delta ha già realizzato con Aeromexico, dove entrò con il 19% e dopo quattro anni salì al 49%.
Nel piano non c’è Easyjet ed è difficile che la low cost possa rientrare. Tutto il resto della torta Alitalia, è in mano pubblica.
La partecipazione bassa di Delta comporta un maggior impegno delle Ferrovie dello Stato, che dovranno rilevare una quota pari al 40%, rispetto all’originario 30%. Il via libera di Delta è però una delle condizioni principali poste dal Cda di Fs per portare a termine l’acquisizione, la presenza di un partner industriale.
Non è stato facile, prosegue il quotidiano romano, assicurarsi la presenza di Delta. Il confronto fra Gianfranco Battisti, ad di Ferrovie, e il Ceo di Delta, Ed Bastian, si sarebbe focalizzata sulle quote della nuova compagine, sui soci, la governance, mentre la definizione degli aspetti industriali del piano sarebbe più lineare, anche se da rifinire nelle prossime settimane.
Oltre il 50% in mano a Fs e Delta, nella nuova Alitalia dovrebbe esserci una partecipazione del 15% in mano al Tesoro, mediante la conversione di un prestito ponte.
Poi, prosegue ancora il Messaggero, l’azienda ferroviaria avrebbe ottenuto dal Tesoro la disponibilità di Fincantieri a coprire un 10-15%. Resta ancora inevaso un 20% circa che sempre il Governo dovrà ripartire presso alcune partecipate dirette o indirette, come Quattro R, Fintecna, Leonardo.
(da “Huffingtonpost”)
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Marzo 18th, 2019 Riccardo Fucile
PARLA IL DIRETTORE DEL GIORNALE DOVE LAVORAVA IL GIORNALISTA ASSASSINATO UN ANNO FA
“Zuzana Caputova se confermata al ballottaggio sarà un successo per la società civile,
ma ancor piຠimportanti saranno le elezioni politiche dell’anno prossimo, ci dice Peter Bardy, direttore di Aktuality.sk, il giornale investigativo online slovacco per cui lavorava il giornalista Jan Kuciak assassinato un anno fa.
Abbiamo ascoltato Bardy all’indomani della vittoria di Zuzana Caputova, la candidata liberal, europeista, ambientalista e anticorruzione al primo turno delle elezioni presidenziali.
Che significa la vittoria di Zuzana Caputova per la società civile e la democrazia slovacche?
“Zuzana Caputova è un’attivista della società civile, quindi la sua vittoria al primo turno mostra che è possibile che aumenti l’interesse dei cittadini slovacchi ad appoggiare in posizioni di vertice persone che non sono i politici tradizionali, e che hanno una storia grande e importante alle loro spalle. Zuzana Caputova una storia importante, appunto, ce l’ha”.
Se sarà confermata al ballottaggio il 30 marzo, potrà davvero cambiare la situazione nel Paese?
“Non lo so, e non voglio descrivere come facile e scontata la possibile vittoria di Zuzana Caputova, ma sinceramente devo dire che il suo rivale al secondo turno, Maros Sefcovic (vicepresidente della Commissione europea, ndr) non appartiene al novero dei nomi politici ‘fortì in Slovacchia. Il partito di governo (Smer, socialdemocratici) lo ha scelto perchè non aveva altri candidati possibili. L’eventuale vittoria di Zuzana Caputova al secondo turno e il suo arrivo alla guida dello Sttao sarebbero un successo per la società civile, ma sarà più importante il test del 2020 con le elezioni parlamentari per vedere come il mio Paese si svilupperà nei prossimi mesi”.
In un’intervista a Repubblica Caputova ha detto che si sente sicura ma è sempre accompagnata da due guardie del corpo. Significa che l’impegno civico è ancora pericoloso?
“Non credo che corra rischi, ma non dispongo di tante informazioni quante ne ha il suo staff”.
Cosa consiglierebbe a Zuzana Caputova, se sarà confermata presidente?
“Non voglio dare consigli a Zuzana Caputova perchè non sono il suo consigliere, bensà un giornalista. Se vincerà al secondo turno dovrebbe fare del suo meglio per non deludere la gente che ha votato per lei, la società civile”.
Che significano queste elezioni slovacche nel contesto di Visègrad e dei rappporti dell’Est Europa con la Nato?
“Zuzana Caputova potrebbe da capo dello Stato continuare in una certa misura la politica del suo predecessore Andrej Kiska, in altre parole possiamo aspettarci una presidente che sarà europeista, pro-Nato e favorevole alle organizzazioni non governative”.
Il risultato del voto è una vera sconfitta per il potere, per gli autocrati, per chi non esita a usare la violenza come chi ha assassinato Jan Kuciak
“Non credo, aspettiamo per dirlo. Ma comunque è un segnale che la Slovacchia può cambiare, che possiamo aspettare e vedere successi di politici che proteggono i cittadini, le persone decenti e oneste, e non potenti colpevoli di frodi e legati al crimine organizzato”.
(da “La Repubblica”)
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