Marzo 26th, 2019 Riccardo Fucile
IN RAPPORTO ALLA POPOLAZIONE STRANIERA PRESENTE SUL TERRITORIO L’ITALIA E’ SOLO AL NONO POSTO CON 2,9 CITTADINANZE OGNI 100 RESIDENTI STRANIERI… E PER I BAMBINI VA ANCORA PEGGIO
“Se un ragazzino di 13 anni fa un gesto importante, in via eccezionale si può dare un riconoscimento. Ma l’Italia è già il Paese che dà più cittadinanze di tutta Europa” (Matteo Salvini in un comizio del 24 marzo)
Ma le cose non stanno così.
Solo in termini assoluti l’Italia è il primo Paese Ue per concessioni di cittadinanze: oltre 146mila nel 2017. Seguono Regno Unito (123mila), Germania (115mila) e Francia (114mila).
In questi quattro Paesi si concentrano ben 500mila naturalizzazioni, il 60% del totale europeo.
Ma in rapporto alla popolazione straniera presente nel Paese(il dato reale che conta) l’Italia scivola al nono posto, con 2,9 nuove cittadinanze ogni 100 residenti stranieri nel 2017.
Al primo posto troviamo la Svezia con un tasso dell’8,2%, seguita da Romania (5,9%) e Finlandia (5,1%).
I tassi più alti si registrano nei Paesi del Nord (Svezia e Finlandia) e in quelli Mediterranei (Portogallo, Grecia, Cipro e Malta). Non solo.
Come dimostra uno studio della Fondazione Leone Moressa, per i bambini nati in Italia le cose vanno ancora peggio.
Ben il 63,1% dei nuovi passaporti tricolori concessi nel 2017 è finito infatti nelle mani di stranieri adulti.
Tradotto: oggi è più facile che diventi cittadino italiano un immigrato adulto che un bambino che nasce qui, cresce qui, studia qui.
È uno dei paradossi della vecchia legge sulla cittadinanza, datata 1992.
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 26th, 2019 Riccardo Fucile
A SECONDA DI COME GIRA IL VENTO, LA CITTADINANZA SI CONCEDE O NO… FINO A IERI FACEVA GIRARE LA VOCE CHE QUALCHE CONGIUNTO AVESSE PRECEDENTI PENALI, MA E’ STATO SMENTITO DAI CARABINIERI: “SOLO INFRAZIONI AMMINISTRATIVE, NULLA DI CHE”.. E ORA SALVINI CHIEDE ANCHE L’AUTOGRAFO A MAHMOOD, CHE SCENA PENOSA
“Sì alla cittadinanza a Ramy perchè è come se fosse mio figlio e ha dimostrato di aver capito i valori
di questo paese, ma il ministro è tenuto a far rispettare le leggi. Per atti di bravura o coraggio le leggi si possono superare”.
Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini, nel corso della registrazione della puntata del Maurizio Costanzo Show in onda giovedì sera, a proposito del ragazzino che ha dato l’allarme ai carabinieri dal bus sequestrato a San Donato Milanese.
Il vice premier ha inoltre invitato al Viminale 5 ragazzi della scuola Media ‘Vailati’ – compresi Ramy e Adam – e 12 carabinieri, che sono stati coinvolti nel dirottamento del bus.
Ramy e suo padre, Kaled Shehata, hanno appreso la notizia della cittadinanza in diretta su Radio Uno, ospiti del programma “Un giorno da pecora”. “Io non ne so ancora niente”, ha dichiarato il signor Shehata, “se fosse così sarei contentissimo, e sarà contento anche mio figlio Rami, che è qui con me, ha una faccia felice ed è contentissimo”. Rami invece ha commentato così la notizia: “Sono contento, ringrazio Matteo Salvini e Luigi di Maio”.
Il padre del ragazzo – di nazionalità egiziana, ma nato in Italia – aveva chiesto per lui la cittadinanza per meriti speciali, visto il valore dimostrato. Luigi Di Maio si era dichiarato favorevole, al contrario Salvini aveva dimostrato un’iniziale reticenza – “Valuteremo” – ribadendo poi il suo “no” perchè “non ci sono le condizioni al momento”.
Diversa, sin da subito, la posizione dei 5 stelle. Il ministro della Giustizia Bonafede si era accodato alla linea del leader pentastellato: “Credo si debba riconoscere un merito e dare un riconoscimento importante a un bambino che è stato capace di essere forte e di evitare una tragedia. Bisogna dare la cittadinanza a Ramy”.
Il vicepremier, sempre nel salotto di Costanzo, ha stretto poi la mano al vincitore del Festival Mahmood. “Nessuna polemica, qualcuno ha strumentalizzato – le parole di Salvini – poi mio figlio è un super fan e vuole l’autografo, io sono un po’ più vecchio”.
La frenata di ieri pare dipendesse dalle voci sui precedenti di Khaled, il padre del ragazzo che diede l’allarme al 112. Voci amplificate dall’intervento di Matteo Salvini, titolare del Viminale.
Precedenti che, a una verifica negli archivi dei carabinieri, esistono. Niente reati di spaccio, rapina, nessuna crimine contro persone o cose nel passato dell’operaio, in Italia dal 1996. Solo qualche illecito amministrativo. Tutto “molto datato e di poco conto”, garantisce una fonte investigativa.
Alla Stampa però il signor Khaled nega ogni addebito: «Chi ha la fedina penale sporca? Io? Io sono pulito ti do i miei documenti controlla. Se non vogliono dare la cittadinanza a mio figlio lo dicano chiaramente ma non infanghino la gente».
Se ad avere precedenti fosse uno zio o un altro parente di Ramy perchè non concedergli la cittadinanza?
E alla fine, probabilmente dopo aver consultato i sondaggisti su come la pensano gli Italiani al riguardo, ecco che per Salvini “Ramy è come un figlio”.
La farsa indegna è finita.
(da agenzie)
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Marzo 26th, 2019 Riccardo Fucile
NEL M5S ORMAI HANNO PERSO LA PAZIENZA, SE ALLE EUROPEE SI SCENDE SOTTO IL 20% IL SUO DESTINO E’ SEGNATO… IL VICEPREMIER LE STA PROVANDO TUTTE PER NON PERDERE LA POLTRONA
Luigi Di Maio rischia di andare a casa. Nel MoVimento 5 Stelle i risultati delle elezioni in Basilicata non sono stati letti come nel discorso su Facebook del vicepremier, dove sembrava che il M5S avesse vinto anche se aveva perso.
E cominciano a perdere la pazienza, come racconta oggi Repubblica in un retroscena di Annalisa Cuzzocrea e Matteo Pucciarelli:
Alle europee il vicepremier M5S si gioca il futuro. Se il Movimento scendesse sotto il 20 per cento, diventerebbe impossibile continuare a dire che i numeri non sono paragonabili a quelli delle politiche, per giustificare la sconfitta.
A entrare in crisi sarebbero il governo guidato da Giuseppe Conte e la leadership del suo vice.
Di Maio lo sa e sta tentando il tutto per tutto: ha frenato sulle nuove regole, già decise in un pranzo a base di pesce all’hotel Forum con Beppe Grillo e Davide Casaleggio, per aprire all’ala ortodossa guidata da Roberto Fico e cercare di placare i gruppi parlamentari
La poltrona di Luigi comincia a farsi traballante, per questo lui ha cominciato ad attaccare Di Battista e l’altro ha fatto sapere di essere profondamente offeso. C’è poi il problema Conte.
Il presidente del Consiglio non manca occasione per rincuorare: al prossimo giro non ci sarà , il suo è puro spirito di servizio. Vorrebbe tornare a fare l’avvocato e il professore, fa sapere. Ma i fatti dicono che il suo gradimento è oggi 12 punti sopra a chi lo ha designato.
«È la Lega che sta mettendo in giro la voce di un suo possibile e nuovo protagonismo, per metterci in difficoltà », si difendono i “lealisti” dimaiani.
Ma il gradimento è una cosa che dalle parti del Movimento e della Casaleggio Associati ha sempre contato molto. E anche per questo Di Maio ha bisogno di costruire una strategia diversa: le nuove regole, che non saranno varate prima di un mese, dovrebbero aiutare. L’arrivo del reddito di cittadinanze sulle tesserine dedicate anche, salvo gli intoppi di una misura così complessa.
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 26th, 2019 Riccardo Fucile
PER ORA NON PARLA “PER IL BENE DEL MOVIMENTO”
Alessandro Di Battista è offeso e la battuta su chi va in viaggio abbandonando la lotta da parte di Di
Maio ha peggiorato la situazione.
Le appassionanti peripezie (ronf ronf) dell’ex onorevole oggi barricadero a ondate e viaggiatore in servizio permanente effettivo sono raccontate oggi dal Messaggero nella miliardesima puntata dell’appassionante giallo:
Ecco perchè per la prima volta Di Maio sferza pubblicamente Alessandro Di Battista, scomparso dai riflettori ormai da un mese, dopo una serie di performance non proprio brillanti in tv.
«Non è il momento di fare viaggi ma di combattere», è il riferimento del leader pentastellato nei confronti del gemello (ormai ex?) con la valigia già pronta per l’India, dopo i mesi passati in America.
Dibba tra poco parlerà , annuncia a chi lo cerca in questi giorni chiedendogli di tornare in campo.
Ma allo stesso tempo, il re delle invettive pentastellate, dice di aver preso una decisione: «La mia strada è segnata».
In verità , molto più semplicemente, sarebbe offeso. In quanto non abbastanza difeso dai vertici del Movimento quando, appena tornato, non ha funzionato come megafono ed è stato attaccato un po’ da tutti.
Di Maio lo vorrebbe in campo. Magari capolista al Nord dove il Movimento non ha nomi forti da contrapporre in territori con una forte egemonia leghista.
Quindi siamo arrivati ormai alla penultima puntata, quella conclusiva:
Ma questo divorzio all’italiana, in cui Dibba sembra non voler parlare «per il bene del Movimento» è destinato ad arricchirsi di nuove puntate.
Fra due week-end ci sarà l’evento di Ivrea dedicato a Gianroberto Casaleggio e prima di quella data l’ex parlamentare avrà sciolto la riserva
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 26th, 2019 Riccardo Fucile
ANALISI SWG SU FLUSSO VOTI: IL 39% SI E’ ASTENUTO, IL 17% HA OPTATO PER IL CANDIDATO DEL CENTRODESTRA, IL 12% PER QUELLO DI CENTROSINISTRA
I flussi di voto dicono che la Lega in Basilicata si è portata a casa il voto del 17% dei cittadini che avevano votato MoVimento 5 Stelle alle elezioni politiche del 2018.
A fornire le tracce della nuova mappa elettorale lucana sono gli analisti della SWG di Trieste che hanno fotografato i flussi dei voti rispetto alle politiche 2018, riportati oggi dal Messaggero.
Il dato più clamoroso sta nella transumanza dell’elettorato grillino più che dimezzato rispetto al 44,4% delle politiche di un anno fa.
Che fine hanno fatto quei voti? Solo un elettore grillino della Lucania su tre — per l’esattezza il 31% — ha confermato il suo voto ai pentastellati, il 39% è rifluito nel non voto; il 17% ha votato per il centrodestra, il 12% per il centrosinistra e solo l’1% per la Lista Tramutoli, il candidato indipendente di sinistra.
In altre parole: nell’astensione al momento ci sono più elettori grillini di quelli che hanno votarono nel 2018 per la lista pentastellata.
Fra i molti, pesanti segnali di debolezza ieri i 5 Stelle ne hanno raccolto anche una di forza: fra i giovanissimi lucani sono nettamente la prima forza raccogliendo il 44% dei consensi contro il 26% del centrosinistra e il 22% del centrodestra.
Lo schieramento che ha portato alla vittoria l’ex generale della Guardia di Finanza, Vito Bardi, ha ottenuto il 38% dei consensi fra gli operai (30% per i 5 Stelle e 29% per il centrosinistra) e ha raggiunto il 44% dei voti dei ceti bassi e lo stesso livello nella classe media.
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 26th, 2019 Riccardo Fucile
IL FEDELISSIMO DELLA RAGGI POTREBBE OTTENERE L’ARCHIVIAZIONE PERCHE’ L’ASSUNZIONE NON E’ ANDATA IN PORTO, CAUSA ARRESTO DI PARNASI POCHI GIORNI DOPO
Daniele Frongia è stato intercettato mentre chiedeva a Luca di assumere una sua amica. Lo scrive
oggi Repubblica Roma parlando dell’indagine per corruzione nei confronti dell’assessore allo Sport:
Il fedelissimo di Virginia Raggi, Daniele Frongia, è stato intercettato dai carabinieri mentre, nell’ufficio del costruttore, gli chiedeva di assumere un’amica in una delle sue società .
Cosa che poi, come ammesso dallo stesso Parnasi in un verbale, non andò in porto perchè, poco dopo quella conversazione, lui fu arrestato (giugno 2018).
Versione che, poi, nel corso di uno dei suoi tanti interrogatori con i magistrati, Parnasi ha minimizzato: ha chiarito di essere stato lui a chiedere a Frongia di segnalargli una persona da mettere a capo delle relazioni istituzionali di Ampersand.
Ma le cose non starebbero cosi. Tanto che il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il pubblico ministero Barbara Zuin si convinsero a contestargli la corruzione, seguendo uno schema già utilizzato: lo stesso che aveva portato ai domiciliari, per l’inchiesta sullo stadio, anche l’ex assessore regionale all’Urbanistica, Michele Civita che a Parnasi aveva chiesto di assumere il figlio.
I legali di Frongia si sono affrettati a far sapere che la procura chiederà l’archiviazione per l’inchiesta. Cosa che non sarebbe piaciuta ai magistrati:
La dichiarazione dei legali, peraltro, non era stata accolta con favore a piazzale Clodio dove i pm ancora non hanno deciso.
A quanto filtra, però, l’orientamento della procura sarebbe quello. Nonostante quell’intercettazione ambientale, infatti, con la richiesta di un’assunzione per un’amica trentenne non andata in porto, in questi mesi non è stato trovato nulla per rafforzare l’ipotesi di corruzione a carico dell’ex vice di Virginia Raggi.
Il quale, a sua volta, potrebbe essere costretto ad attendere tempi più lunghi del previsto per rientrare in partita.
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 26th, 2019 Riccardo Fucile
SERGIO VESSICCHIO AVEVA DETTO: “E’ UNO SCHIFO VEDERE LE DONNE CHE VENGONO A FARE GLI ARBITRI”
Sergio Vessicchio è stato sospeso per un anno dall’Ordine dei Giornalisti della Campania per gli insulti rivolti alla guardalinee Annalisa Moccia prima del match di Eccellenza Agropoli — Sant’Agnello.
Vessicchio è diventato tristemente famoso domenica sera ben oltre il territorio campano perchè ha avuto la geniale idea di insultare una guardalinee prima dell’incontro tra Agropoli e Sant’Agnello, valida per il campionato di eccellenza: “È uno schifo vedere le donne che vengono a fare gli arbitri in un campionato dove le società spendono centinaia di migliaia di euro, è una barzelletta della Federazione una cosa del genere”.
Ieri sera è arrivato l’intervento del presidente Ottavio Lucarelli: «Il signor Vessicchio è sospeso per un anno. Le sue parole causano un grave danno all’immagine della categoria, pure a livello nazionale».
Duro anche Cosimo Sibilia, presidente della Lega Nazionale Dilettanti. «Le parole pronunciate nei confronti di Annalisa Moccia sono vergognose e possono fomentare la violenza fisica e verbale. Le donne arbitro e le assistenti sono oltretutto una realtà importante nei nostri campionati, atlete che si preparano molto seriamente». Sulla stessa linea il Comitato regionale. «Condanniamo il linguaggio sessista e ingiustificabile del giornalista Vessicchio».
Prima, Vessicchio aveva pubblicato un messaggio su Twitter in cui rivendicava e confermava il suo “pensiero”, condendolo con affermazioni che fanno a botte con la logica elementare, del tipo: “Perchè tutti questi squallidi moralisti non fanno una battaglia per farle giocare insieme ai maschi?”. Tipico di chi vuole buttarla in caciara perchè non sa più che dire. Il messaggio è stato prudentemente cancellato subito dopo, vista la sequela di insulti arrivati.
E vista anche la surreale intervista rilasciata al Fatto Quotidiano in cui sosteneva che intendeva dire il contrario di quello che ha detto: “Ho sbagliato ma non era quella la mia intenzione, per questo mi scuso. Volevo dire che nel Cilento e in Campania le arbitre donne vengono vessate. È uno schifo quello che si verifica, finiscono nel mirino tra offese, insulti, battutine e ingiurie dal momento in cui arrivano sul campo di calcio”.
«Rimango sconcertato per le inqualificabili e discriminatorie espressioni utilizzate dal telecronista nei confronti della nostra associata solo perchè donna», ha scritto Nicchi in un comunicato ufficiale.
«Ad Annalisa, ed a tutte le nostre associate, va la piena solidarietà mia e di tutto il movimento arbitrale italiano. Ho segnalato l’episodio al Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’Autorità politica delegata e le forze di polizia».
Anche perchè Annalisa Moccia, docente di educazione fisica, è una dei primi 10 assistenti in Eccellenza e da 8 anni è in organico nei ruoli AIA. Ilpresidente della sezione AIA di Nola Severino Vitale l’ha sentita ieri: «Mi sento uno schifo presidente nel sentire quel commento in tv».
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 26th, 2019 Riccardo Fucile
FILMANO TUTTO CON IL TELEFONINO… LA VITTIMA E’ UNA RAGAZZA ALLA PARI IN ITALIA DA TRE MESI
Violentata in una strada buia vicino piazza Europa a due passi dal salotto buono della città . Vittima
di violenze di gruppo una giovane americana di 19 anni che a Catania, da tre mesi, era ospite alla ‘pari’ di una famiglia per la quale faceva la baby sitter.
Accuse infamanti per tre giovani della città bene: Roberto Mirabella di 20 anni, Salvatore Castrogiovanni e Agatino Spampinato tutti e due di 19 anni.
Sono stati arrestati per violenza sessuale di gruppo: i tre sono stati fermati dai carabinieri della stazione di piazza Verga lo scorso 21 marzo, sottoposti ad interrogatorio di garanzia sono stati rinchiusi nel carcere di piazza Lanza su disposizione del gip che ha convalidato il fermo ed emesso ordinanza di custodia cautelare in carcere.
La ragazza americana, che non parla italiano ma comprende perfettamente la lingua, nella tarda serata dello scorso 15 marzo è stata avvicinata dai tre giovani insieme con un’amica in un bar di via Teatro Massimo. Questi si sono intrattenuti con lei dopo che era rimasta da sola. E dopo averle offerto da bere l’hanno convinta a spostarsi in un altro bar della zona. Una volta in strada si sono avvicinati con una banale scusa alla loro auto e l’avrebbero obbligata a salire. Sarebbe iniziato così l’incubo per la giovane.
Uno dei tre le avrebbe intimato di stare zitta ed afferrandola per un braccio l’avrebbe spinta sul sedile posteriore. La ragazza, confusa e spaventata, avrebbe tentato di nascosto di chiamare il 112, ma uno dei tre giovani glielo avrebbe impedito. Fermata l’auto in un luogo appartato vicino piazza Europa, come ricostruiscono le indagini, i tre giovani avrebbero abusato a turno della vittima. E anche ripreso le fasi della violenza con i loro telefonini.
Dopo una notte sconvolgente, il giorno seguente, la ragazza ha parlato al telefono con la madre e la sorella che l’hanno incoraggiata a denunciare quanto le era accaduto.
Quindi ha chiesto aiuto alla famiglia che la ospita, la quale a sua volta, sentiti i fatti, ha contattato un amico che presta servizio nei carabinieri.
La vittima, ascoltata dai militari della stazione di Piazza Verga, ha denunciato tutto ai militari che, coordinati dal magistrato di turno della procura e dai magistrati del pool specializzato nei reati di violenza di genere, hanno ricostruito minuziosamente quanto raccontato dalla ragazza e hanno identificato i tre violentatori.
I militari hanno acquisito alcune registrazioni audio-video fatte dalla giovane all’interno del bar, e un video inviatole la mattina successiva, sul suo profilo social, da uno degli autori della violenza, che la invitava ad un nuovo incontro. Atti d’accusa nei confronti dei tre.
(da agenzie)
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Marzo 26th, 2019 Riccardo Fucile
“UN MAREA DI HANDICAPPATI CHE PRENDONO PURE I PARCHEGGI RISERVATI”: ORMAI LA FOGNA RAZZISTA E’ STATA SDOGANATA
Un attacco a due associazioni che hanno fatto dell’inclusione e dell’attenzione al mondo della disabilità la loro missione: in via Cadore a Cremona, dove nelle prossime settimane verrà inaugurata la nuova sede di Baskin (ovvero il basket inclusivo, che consente a normodotati e disabili di giocare insieme nella stessa squadra) e di Associazione Giorgia (che si occupa di teatro inclusivo), è comparso un messaggio anonimo che recita “E quindi? Una marea di handicappati qui, in via Cadore, che magari prendono pure i parcheggi riservati. Avete sbagliato via”.
L’episodio è stato denunciato dal sindaco Gianluca Galimberti con un post su Facebook: “No, cittadino che nemmeno ci metti la faccia, sei tu che hai sbagliato. Cremona è una città attenta e aperta alle fragilità che sa che i disabili ci insegnano ogni giorno la forza della vita e del rapporto con gli altri per stare meglio tutti” ha scritto il primo cittadino, definendo la frase apparsa sul cartello con le informazioni relative al cantiere per il restauro dello stabile che ospiterà la sede delle associazioni “orribile, incivile, cattiva e ignorante”.
Secondo il presidente di Baskin, Antonio Bodini, “chi si ritiene immune da una qualunque fragilità e crede che nella propria vita non avrà mai bisogno di aiuto dimostra quanto meno una scarsa lungimiranza e si qualifica da sè”.
Quello che però Bodini tiene a sottolineare, anche in vista del campionato nazionale di Baskin che si terrà proprio a Cremona dal 31 maggio al 2 giugno, è che “questa uscita è la spia di una mentalità ancora troppo diffusa in molte città , tra cui la mia. C’è chi non esprime il proprio rifiuto della disabilità scrivendo sui cartelli, ma in modo più subdolo, per esempio non abbattendo le barriere architettoniche nonostante esista da 20 anni una legge in materia. Basta fare un giro per i ristoranti e i negozi del centro: quasi tutti hanno un gradino all’ingresso che impedisce l’accesso alle carrozzine”. Insomma c’è ancora tanto lavoro da fare, “anche se la solidarietà delle istituzioni ci fa indubbiamente molto piacere”.
Dal canto suo, il sindaco ribadisce che “Baskin rappresenta un modo di fare sport e comunità e Associazione Giorgia un modo di vivere la creatività attraverso la diversità in cui ci riconosciamo appieno. E’ questa la Cremona che vogliamo e mi auguro che l’autore o l’autrice di quel messaggio vigliacco abbia un giorno modo di conoscere in prima persona queste realtà “.
Per quanto riguarda l’abbattimento delle barriere, “come amministrazione abbiamo pensato a degli scivoli da dare in dotazione ai commercianti in modo che possano utilizzarli in caso di necessità – spiega il sindaco – Ma comunque il primo ostacolo restano a mio avviso le barriere culturali e di mentalità “.
(da agenzie)
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