Ottobre 3rd, 2019 Riccardo Fucile
LA DENUNCIA DI SAVE THE CHIDREN: “BASTA ESSERE TESTIMONI”… IL PROBLEMA E’ CHE SONO ANCORA IN LIBERTA’ GLI ASSASSINI
In occasione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione,
nell’anniversario del naufragio del 2013, si moltiplicano gli eventi organizzati del Comitato 3 Ottobre a Lampedusa con laboratori partecipati per gli studenti sull’immedesimazione, la condivisione e l’integrazione con i minori stranieri non accompagnati giunti in Italia via mare. “Sei anni fa, di fronte alle centinaia di corpi delle vittime del tragico naufragio del 3 ottobre 2013 a Lampedusa, l’Europa aveva detto “Mai più”, ma dal 2013 ad oggi oltre 15.000 persone tra cui tantissimi bambini e adolescenti, hanno perso la vita o risultano dispersi tentando di attraversare il Mediterraneo.
I piccoli passi avanti dopo Malta.
“Negli anni l’Europa ha progressivamente rinunciato alle operazioni di ricerca e soccorso, scegliendo di proteggere i confini e non le persone, mentre l’impegno per il salvataggio in mare è stato scoraggiato”, ha dichiarato Raffaela Milano, direttrice dei programmi Italia-Europa di Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro.
“Il recente summit di Malta – ha aggiunto – potrà rappresentare il primo passo per l’avvio di un’azione europea condivisa a condizione che il Consiglio europeo Giustizia e Affari Interni, previsto per il 7 e 8 ottobre, impegni concretamente i Paesi membri nel garantire il pieno rispetto del diritto internazionale, riconoscendo, anche alla luce dell’allarme crescente delle Nazioni Unite – ha concluso Raffaela Milano – che la Libia versa oggi in una terribile situazione di fragilità e instabilità e non può essere considerata in alcun modo come un porto sicuro”.
“Basta essere solo testimoni”.
“È insopportabile continuare ad essere testimoni delle morti in mare. È fondamentale e urgente – ha detto ancora l’esponente di Save The Children – che l’Europa si impegni stabilmente a garantire vie di accesso sicure dalle aree di crisi o di transito, per evitare così che decine di migliaia di bambini, donne e uomini continuino ad essere costrette a ricorrere ai trafficanti, subendo ogni tipo di violenza e mettendo a rischio la propria vita.”
L’ONG, impegnata in Italia dal 2008 in attività e interventi di sostegno e assistenza dei minori stranieri soli in arrivo via mare — poco meno di 1000 nel 2019, pari al 13% del totale dei migranti sbarcati – ha partecipato agli eventi organizzati dal Comitato 3 Ottobre in questi giorni con la conduzione di alcuni laboratori partecipati per gli studenti presenti da tutta Europa sull’Isola, incentrati sull’immedesimazione reciproca, la condivisione e l’integrazione tra adolescenti coetanei.
(da agenzie)
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Ottobre 3rd, 2019 Riccardo Fucile
IL BARCONE CON 69 MIGRANTI E’ ARRIVATO DIRETTAMENTE DALLA LIBIA… ONU SMENTISCE SALVINI: “NEL 2019 ANNEGATE MILLE PERSONE”
L’ultimo sbarco nella notte, sotto un temporale e l’isola sveglia per partecipare alle manifestazioni in ricordo del naufragio del 3 ottobre 2013 di cui oggi ricorre il sesto anniversario.
Questa volta un barcone con 69 persone, proveniente dalla Libia, di cui le motovedette della Guardia costiera e della Guardia di finanza si sono accorti quando era ormai a poche miglia dal porto.
Quasi tutti bengalesi e subsahariani, a bordo anche alcuni bambini. E nel centro di contrada Imbriacola dal quale ieri erano state trasferite una settantina di persone sono state superate abbondantemente le trecento unità .
La prima delle iniziative di commemorazione alle 3.48 del mattino, alla stessa ora del naufragio in cui morirono 368 persone. Presenti alcuni dei superstiti che, come ogni anno, sono tornati sull’isola per iniziativa del Comitato 3 ottobre. Polemico il sindaco Totò Martello: “Hanno tentato di cancellare Lampedusa, di spazzare via con un colpo di penna demagogico e mediatico, quest’isola come punto geografico. Invece Lampedusa continua ad esistere e ad accogliere e continuano gli sbarchi. Chiediamo che il 3 ottobre diventi anche Giornata europea della memoria, perchè serve l’impegno di tutti. I Paesi europei siano all’altezza di questi ragazzi che vengono qui da tanti Stati a discutere seriamente di migranti e accoglienza”.
La marcia fino alla Porta d’Europa con i superstiti e i familiari delle vittime del naufragio e i circa 300 studenti di scuole di tutta Europa e il lancio di una corona di fiori in mare conclude le manifestazioni organizzate dal Comitato 3 ottobre a cui ha partecipato anche Carlotta Sami, portavoce dell’Unhcr.
Dice la Sami: “Il numero di arrivi via mare in Europa è sceso drasticamente negli ultimi anni, soprattutto lungo la rotta del Mediterraneo centrale. Eppure il numero di persone che muoiono durante la traversata in proporzione agli arrivi continua a salire. Oltre 1.000 persone hanno perso la vita o risultano disperse nel Mediterraneo dall’inizio del 2019. Questa situazione è inaccettabile e non deve continuare”.
“Occorre ripristinare – continua – una piena capacità di ricerca e soccorso nel Mediterraneo e stabilire un meccanismo per permettere lo sbarco immediato delle persone soccorse in mare e la redistribuzione dei richiedenti asilo negli Stati membri della UE. L’UNHCR accoglie con favore gli sforzi recenti per trovare un accordo per un tale sistema, e spera che la prossima riunione del Consiglio dei ministri di Giustizia e Affari interni in programma l’8 ottobre porterà ad ulteriori progressi, in una dimostrazione necessaria di solidarietà europea”.
I circa 500 manifestanti indossano le magliette #iosonopescatore del progetto Snapshots from the Borders di cui e’ capofila il Comune di Lampedusa.
(da agenzie)
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Ottobre 3rd, 2019 Riccardo Fucile
PER LA GRANDE CAPITANA TUTTI IN PIEDI AD APPLAUDIRE IL DURO ATTO DI ACCUSA CONTRO GOVERNI CRIMINALI… IL SEQUESTRATORE DI PERSONE PARLA DI “OFFESA ALL’ITALIA”: LA VERITA’ FA PAURA AGLI INFAMI
«Il caso della Sea Watch ancora una volta ha fatto notare che gli Stati membri non sono
disposti ad affrontare i tempi moderni. Non sono disposti a ridistribuire una nave con 53 persone. Come se a bordo ci fosse la peste invece che persone esauste», ha dichiarato Carola Rackete, capitana della Sea Watch 3 all’audizione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (Libe) del Parlamento europeo.
«Con il decreto sicurezza venivo considerata una minaccia all’ordine pubblico. Ho ricevuto una serie di attenzioni solo dopo essere entrata in porto. Dove eravate quando abbiamo chiesto aiuto attraverso tutti i canali diplomatici e ufficiali?. Unica risposta ricevuta era stata quella di Tripoli. Ho dovuto entrare nel porto di Lampedusa non come atto di provocazione, ma per motivi di esigenza», ha aggiunto la comandante.
«Credo che sia stato delineato che le operazioni di ricerca e soccorso rientrano nel diritto internazionale. Non so come l’Italia abbia approvato una legge che non rispetta il diritto internazionale e del mare. Dopo il mio arresto, il magistrato di Agrigento ha dichiarato che io avevo seguito l’obbligo di ricerca e salvataggio e quanto fatto era in conformità del diritto del mare», ha aggiunto la comandante della Sea Watch.
«Nella mia esperienza con Sea Watch abbiamo vissuto delle situazioni alienanti, abbiamo dovuto legare i corpi affinchè non affondassero intorno a noi. Ho visto persone lasciate sole in mare o riportate nella Libia da cui erano appena fuggite. Ma nessuna esperienza è stata pesante come Sea Watch 3 con a bordo i migranti per giorni che nessuno voleva. E’ stato una vergogna notare questo atteggiamento dall’Europa, la culla dei diritti umani. Nonostante il parere delle persone, tutta una serie di istituzioni ha innalzato un muro. Io sono stata attaccata, mi sono ritrovata da sola», ha dichiarato la comandante della Sea Watch.
L’audizione della capitana di Sea Watch 3, Carola Rackete, davanti alla commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (Libe) del Parlamento europeo, si è conclusa con un lungo applauso degli eurodeputati, molti di cui in piedi.
«Questo applauso finale molto lungo è simbolo del nostro apprezzamento degli sforzi che lei ha svolto. Si è impegnata personalmente in modo incredibile e per questo la ringraziamo», ha commentato il presidente della commissione, Juan Fernando Lopez Aguilar.
“Provo pena, imbarazzo e vergogna per chi ha applaudito Carola Rackete a Bruxelles. L’omaggio alla comandante della SeaWatch3 è un’offesa all’Italia” ha commentato il sequestratore di persone ancora a piede libero.
Tranquillo, noi non dimentichiamo
(da agenzie)
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