Ottobre 11th, 2019 Riccardo Fucile
A PAROLE ERANO STATE DEVOLUTE LE RESTITUZIONI GRILLINE DI LUGLIO, MA NESSUNO HA ANCORA VERSATO UN EURO… E UN CINQUESTELLE SU QUATTRO NON VERSA DA NOVEMBRE DELL’ANNO SCORSO
Un parlamentare su quattro del MoVimento cinque stelle non restituisce parte del proprio stipendio dalla
primavera del 2019.
Il conto è di Federico Capurso che ne parla sulla Stampa di oggi facendo anche notare che c’è qualche parlamentare grillino che non ha donato neanche un euro per organizzare la festa dei dieci anni del Movimento che si terrà a Napoli questo fine settimana, con Giuseppe Conte, Luigi Di Maio e Beppe Grillo sul palco.
Si sono rifiutati, per essere più precisi, in polemica con il leader e la direzione presa dal partito. E La Stampa racconta anche un interessante dettaglio che riguarda la famiglia di Cerciello Rega:
La cifra complessiva dell’ammanco, d’altronde, si starebbe avvicinando a un milione di euro. Da tempo, infatti, non si parla più di «Restitution Day», la festa grillina durante la quale si metteva in mostra l’assegno da versare al fondo per le piccole e medie imprese, per l’educazione infantile o contro lo sfruttamento delle donne. L’ultima risale a maggio, pochi giorni prima delle Europee. Anche perchè in cassa c’è sempre meno da restituire.
Tanto da non riuscire nemmeno a versare quanto promesso alla famiglia di Mario Cerciello Rega, il carabiniere ucciso a Roma tre mesi fa. Di Maio allora assicurò, a favore di telecamere, di voler devolvere sul fondo istituito dall’Arma dei carabinieri per la vedova di Cerciello Rega le restituzioni grilline di luglio (circa 600mila euro).
Su quel fondo, però, non è mai stato versato nulla dai Cinque stelle. C’è tempo ancora qualche settimana per rimediare, poi verrà chiuso il conto e devoluto il totale alla famiglia del carabiniere.
Simone Canettieri sul Messaggero aggiunge dettagli alla vicenda:
Al momento senza il contributo dei grillini, seppur annunciato su Facebook dal capo politico nei giorni del dolore e dell’emozione collettiva del Paese.
(da “NextQuotidiano”)
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Ottobre 11th, 2019 Riccardo Fucile
LA REAZIONE ISTERICA DEL SOVRANISTA: “PENSA A FARE FOTO”… LA REPLICA: “PER FARE FOTO BISOGNA ESSERE BRAVI, TIENITI LA TUA CLAQUE”
Un divertente siparietto è andato in scena ieri a Dritto e Rovescio quando Oliviero Toscani ha fatto notare che Paolo Del Debbio “si sceglie la claque” per indirizzare gli applausi durante la trasmissione.
Il conduttore non l’ha presa bene e ha risposto “Lei vada a fare le fotografie che la televisione la faccio io” (ma allora perchè l’ha invitato?).
Quando Toscani ha ribadito che Del Debbio si sceglie il battimani, il conduttore gli ha intimato di “non rompere le palle”.
Il siparietto è proseguito con un’altra battuta di Toscani: “Per fare le fotografie devi essere bravo, prenditi la tua claque. Qua non si può avere una opinione diversa dalla tua”.
(da agenzie)
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Ottobre 11th, 2019 Riccardo Fucile
LA NOTA SUL DEF PASSA PER SOLI TRE VOTI… I SEGNALI A DI MAIO CHE ORMAI E’ CONTESTATO APERTAMENTE
I quattordici ribelli nel MoVimento 5 Stelle stavano per riuscire ad affossare il DEF, che alla fine si è
salvato per tre voti.
Mentre l’attualità italiana guarda alla Turchia e alla Siria si avverte un certo malumore sempre più crescente nel M5S e a farne le spese potrebbe essere prima o poi il governo Conte Bis.
Ieri stava per subirne le conseguenze l’approvazione della nota di aggiornamento del Documento di Economia e finanza (Def), con ben 14 deputati dei 5 Stelle assenti non giustificati.
E soprattutto c’è da notare che i ribelli sono quelli che volevano un posto nel governo ma alla fine non sono stati accontentati. Tra questi, i cinque grillini che sembravano vicini a traslocare da Pizzarotti (tranne la Mammì, che venne erroneamente inserita nella lista ma era in maternità ).
Racconta oggi Repubblica:
Il voto di ieri conferma il disamore di chi era al governo con la Lega ed è stato tagliato fuori (ad esempio il sottosegretario uscente Simone Valente, che pure aveva giocato un ruolo di peso su Atp di tennis a Torino e Olimpiadi a Milano-Cortina; così anche Claudio Cominardi, già al dicastero del Lavoro), o di chi doveva avere ruoli di primo piano e non li ha mai avuti, tipo l’ex direttore di Sky Tg 24 Emilio Carelli.
Nicola Provenza è stato avvistato a un convegno. «Sono in maternità con qualche complicazione, non sono una dissidente!», ha sostenuto Stefania Mammì.
Ma insomma, «in questa fase non abbiamo una guida, siamo un po’ cani sciolti», racconta un eletto.
Il problema sarebbe insomma l’assenza dei capigruppi, che i grillini non riescono a eleggere con molte votazioni di gruppo andate a vuoto. In testa alle preferenze per ora ci sono Francesco Silvestri (Camera) e Gianluca Perilli (Senato), quest’ultimo insidiato da Danilo Toninelli.
Per questo, spiega oggi Il Messaggero, i 14 assenti sarebbero un messaggio a Luigi Di Maio.
Mario Ajello torna a evocare il fantasma della scissione, finora smentito dai vertici M5S che hanno giustamente sottolineato un dato di fatto: spesso sui giornali si racconta di scissioni in preparazione oppure addirittura già in atto nel MoVimento 5 Stelle ma poi la realtà è che a scindersi sono gli altri (il Partito Democratico), non certo i grillini.
O almeno questo è quanto accaduto finora. Il dato di fatto, comunque, è che la maggioranza si è salvata per un pelo, solo con tre voti. E il risultato ha scatenato ovviamente malumori intrecciati tra i grillo-dem e dentro M5S:
L’asticella è stata superata di pochissimo (dovevano esserci 316 voti e non si arrivati a tanto) a causa delle assenze nei partiti di governo: i 24 grillini (ma 10 sono assenti giustificati, per esempio Di Maio, ovvero onorevoli in missione e quindi 14 i grillini che hanno marcato visita), 5 assenti Pd «giustificati» (così dicono al gruppo) e assenti un deputato ciascuno di Leu e ItaliaViva
I dem e i renzisti non hanno dubbi: le assenze vere,e e pesanti, sono quelle pentastellate. «Se tutti facevano come loro, adesso era crisi di governo», si lamentano gli alleati.
Sia come sia, per ora non si farà nulla. Ma a fine ottobre ci sarà il voto in Umbria, dove il MoVimento 5 Stelle si è presentato in un’inedita alleanza civica con il Partito Democratico sulla quale, c’è da dirlo, Di Maio ci ha messo la faccia presentandosi nella regione per i comizi elettorali. È lui che l’ha voluta, è lui che l’ha fatta votare su Rousseau.
E sarà lui, è evidente, a prendersi le responsabilità di un’eventuale sconfitta.
(da “NextQuotidiano”)
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Ottobre 11th, 2019 Riccardo Fucile
ORMAI LA GENTE E’ FUORI DI TESTA: ORA SI DISCRIMINA ANCHE PER VIA DEL SESSO E DEL TITOLO DI STUDIO
Avere il cosiddetto pezzo di carta e non poter comprare neanche una casa. L’ennesimo annuncio immobiliare choc si trova su internet, in uno dei tanti siti che ospitano le messe in vendita (o in affitto) di appartamenti, ville e locali commerciali.
Accade a Parma dove qualcuno ha deciso di cedere la propria abitazione di 140 metri quadrati, alla cifra di 470mila euro.
Tutto normale, così come la descrizione della struttura e delle stanze. Ma la stonatura dell’annuncio Parma arriva quando si parla del vicinato e dei vincoli per il potenziale acquirente.
«Ai vicini sono gradite coppie con figli, o anziani; uomini soli; no donne sole, soprattutto se in possesso di laurea».
Il titolo di studi, dunque, diventa discriminatorio al pari del sesso e dello status relazionale di chi ha intenzione di approcciarsi all’acquisto di questo appartamento di 140 metri quadrati in via Pomponio Torelli 36.
L’immobile, almeno sulle carte stradali, esiste ed è individuabile facendo una rapida ricerca su Google Maps. Ma nell’annuncio Parma — online a questo link — non contiene foto.
Al netto delle descrizioni poco trasparenti — si parla di cinque locali e tre bagni posti al primo piano della palazzina — la descrizione delle prerogative imposte dal vicinato hanno tutti i canoni della discriminazione sessista del tutto immotivata sia per quanto scritto che per quei vincoli che sono privi di senso.
Si specifica, infatti, come la struttura possa ospitare una famiglia più anziano con eventuale badante.
Poi si sottolinea come non sono ben accette proposte da donne sole (quindi non sposate o senza compagno, mentre gli uomini non coniugati sarebbero ben accetti) e, soprattutto, laureate.
Se sul sessismo, ormai, dobbiamo stendere un velo pietoso, non ha alcun senso discriminare una persona per via del suo titolo di studi. Al contrario.
(da agenzie)
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