Ottobre 16th, 2019 Riccardo Fucile
MANOVRA IN DEFICIT, DEBITO PUBBLICO CHE AUMENTA, QUOTA 100 NON SI TOCCA, DECRETI SICUREZZA CRIMINALI RESTANO: SALVINI GOVERNA PER PROCURA PERCHE NESSUNO HA LE PALLE PER COMBATTERLO A VISO APERTO, DISTRIBUENDO SBERLE
Una manovra in cui il deficit aumenta, esattamente come quella dello scorso anno.
Il ricorso al debito pubblico per aumentare la spesa corrente, come lo scorso anno. Quota 100 che rimane lì dov’è, tale e quale, come lo scorso anno. I decreti sicurezza che rimangono in vigore, come lo scorso anno.
Scusateci, ma forse non ci siamo capiti. Questo non doveva essere il governo della svolta, quello che doveva riparare ai danni di Matteo Salvini, quello che doveva salvarci dalla deriva spendacciona, securitaria, xenofoba del leader leghista?
No, perchè se queste erano le premesse — e lo erano eccome — c’è qualcosa che non torna.
Non torna, in primo luogo, questa legge di bilancio.
Riavvolgiamo il nastro: dodici mesi fa sembrava l’apocalisse per un 2,1% negoziato dal governo Conte Uno per provvedimenti ritenuti inutili, se non dannosi, come Quota 100 e Reddito di Cittadinanza.
Ricordate? Rubiamo il futuro ai figli per dare mancette ai fannulloni e agli anziani. Risultato: un anno dopo si fa il 2,2% di deficit, per fare altra spesa corrente e mantenere invariati Quota 100 e Reddito di Cittadinanza. Svolta?
Non torna, soprattutto, che Quota 100 sia ancora lì dov’è. Anche perchè è stata un flop clamoroso: i pensionandi, appena hanno scoperto che per anticipare il loro ritiro dal lavoro avrebbero perso una quota consistente del loro assegno, si sono ben guardati dal fare domanda e dalle 77mila richieste di febbraio, il primo mese si è passati alle 10mila di settembre.
Non bastasse, Quota 100 non ha neanche lontanamente creato i posti di lavoro promessi: dovevano essere tre per ogni pre-pensionato, se andrà bene sarà uno ogni tre prepensionati.
Forse si potevano spendere un po’ meglio quei 4 miliardi e rotti stanziati per il 2019. Svolta?
Non torna nemmeno un po’, già che ci siamo, che non sia ancora stata cambiata una virgola dei decreti e dei regolamenti emanati da Salvini nel suo breve ma intenso soggiorno al Ministero degli Interni.
I due decreti sicurezza sono ancora lì, tali e quali. La facoltà discrezionale del Viminale di decidere se far sbarcare o meno una nave, pure. La demolizione del sistema di accoglienza Sprar, anche. Svolta?
No, cari. Per ora nessuna svolta. O meglio: la svolta, se c’è stata, l’hanno data i mercati e le cancellerie europee, molto più condiscendenti con questo governo rispetto a quello precedente, nonostante sia lo stesso il presidente del consiglio così come del resto l’azionista di maggioranza parlamentare, il Movimento Cinque Stelle.
E dobbiamo essere molto onesti ad ammetterlo: se lo spread è sceso di 100 punti , se Merkel, Macron e Moscovici sono più sereni, se nessuno invoca le cavallette o i sette cavalieri dell’Apocalisse, non è motivo di grande soddisfazione: la nostra economia non cresceva ieri e non cresce oggi, il debito e la spesa crescevano ieri e crescono oggi, i migranti erano trattati come emergenza ieri e lo sono oggi.
Soprattutto, Salvini dettava l’agenda ieri e la detta oggi, forte del suo 30 e rotti per cento che gli consente, nei fatti, di governare senza essere al governo, di orientare le politiche di chi l’ha sostituito con un tweet, esattamente come prima, forse addirittura più di prima, perchè privo di responsabilità può permettersi pure di criticarli, dicendo che lui avrebbe fatto di più e meglio.
E allora potevate dircelo, cari Pd e Cinque Stelle, che volevate fare il governo Salvini bis. E potevate dirlo pure agli elettori, già che c’eravate.
L’unica cosa che non potrete fare è lamentarvi, quando si andrà alle urne. Che la gente preferisce l’originale, alla copia, lo sanno anche i bambini.
(da Fanpage)
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Ottobre 16th, 2019 Riccardo Fucile
EVITATO AUMENTO IVA, TUTTO IL RESTO SONO BRICIOLE
È il classico sì salvo intese quello che consente al governo di varare la Legge di Bilancio 2020 e il decreto
fiscale collegato. Il Consiglio dei Ministri si è chiuso alle 4,35 del mattino mentre il Documento programmatico di bilancio “è già stato inviato a Bruxelles”, come hanno fatto sapere Giuseppe Conte e Roberto Gualtieri.
Nel comunicato pubblicato sul sito della presidenza del Consiglio dei ministri i principali impegni vengono sintetizzati in tredici punti:
1 — CANCELLAZIONE CLAUSOLA IVA 2020 — Al fine di evitare un aumentodelle imposte a carico dei consumatori, con ripercussioni sulla distribuzione e il commercio, gli incrementi dell’Iva pari a 23,1 miliardi di euro previsti a legislazione vigente per il 2020 sono stati completamente sterilizzati, senza ricorrere a interventi sulle rimodulazioni delle aliquote capaci di aumentare il gettito di tale imposta.
2 — CUNEO FISCALE — Si riduce già dal 2020 il cuneo fiscale a carico dei lavoratori, avviando un percorso di diminuzione strutturale della pressione fiscale sul lavoro e di riforma complessiva del regime Irpef per tutti i lavoratori dipendenti.
3 — LOTTA ALL’EVASIONE — Vengono messe in campo politiche di contrasto all’evasione e alle frodi fiscali in più settori. Si prevede un inasprimento delle pene per i grandi evasori. Si introducono misure per contrastare l’illecita somministrazione di manodopera e l’aggiramento della normativa contrattuale in tema di appalti da parte di cooperative o imprese fittizie, che in tal modo evadono l’Iva e non procedono al versamento delle ritenute sui redditi dei lavoratori. Si rafforzano le misure contro le frodi nel settore dei carburanti. Si implementa il contrasto all’evasione e all’illegalità nel settore dei giochi, attraverso l’istituzione del registro unico degli operatori del gioco pubblico e il blocco dei pagamenti per i soggetti che operano dall’estero senza concessione, anche attraverso l’istituzione dell’agente sotto copertura.
4 — PIANO CASHLESS — Con l’obiettivo di aumentare i pagamenti elettronici, si predispone un piano che prevede, tra l’altro, l’introduzione di un super bonus da riconoscersi all’inizio del 2021 in relazione alle spese effettuate con strumenti di pagamento tracciabili nei settori in cui è ancora molto diffuso l’uso del contante, nonchè l’istituzione di estrazioni e premi speciali per le spese pagate con moneta elettronica e sanzioni per la mancata accettazione dei pagamenti con carte di credito o bancomat
5 — FAMIGLIE — Vengono destinate ulteriori ingenti risorse agli interventi per la famiglia, che saranno oggetto di un piano di razionalizzazione e semplificazione.
6 — SALUTE — Si prevede la cancellazione del cosiddetto superticket in sanità , a partire dalla seconda metà del 2020, con un corrispondente incremento delle risorse previste per il sistema sanitario nazionale, destinate comunque ad aumentare nel prossimo triennio.
7 — PREVIDENZA E WELFARE — Si conferma il sussidio economico che accompagna alla pensione categorie di lavoratori da tutelare (cosiddetta APE Social) e la possibilità per le lavoratrici pubbliche e private di andare in pensione anticipata anche per il 2020 (la cosiddetta ‘Opzione Donna’). Viene confermata anche l’esenzione dal canone RAI per gli anziani a basso reddito.
8 — PERSONE DIVERSAMENTE ABILI — Per le politiche di sostegno alle persone diversamente abili vengono stanziate le risorse necessarie all’attuazione della delega in materia. Allo stesso tempo, nuove risorse sono previste in tre distinti fondi per la tutela del diritto al lavoro, per l’assistenza e per le esigenze di mobilità .
9 — INVESTIMENTI PUBBLICI E PRIVATI E AMBIENTE — Si istituiscono due nuovi fondi per finanziare gli investimenti dello Stato e degli enti territoriali e un fondo per contribuire (con garanzie, debito o apporto di capitale di rischio) alla realizzazione di investimenti privati sostenibili nell’ambito del green new deal. A queste risorse vanno aggiunte quelle relative al sostegno degli investimenti privati sotto forma di contributi e di incentivi.
10 — MEZZOGIORNO — Vengono destinate risorse ad interventi per incentivare gli investimenti delle imprese, alle infrastrutture sociali e al risparmio energetico nelle regioni del Mezzogiorno
11 — IMPRESE E INNOVAZIONE — Si stanziano le risorse necessarie a proseguire gli incentivi del programma “Industria 4.0” per sostenere gli investimenti privati e favorire il rinnovo dei sistemi produttivi: tra questi il Fondo centrale per le piccole e medie imprese; il super e l’iper ammortamento (per beni tecnologici, software ed economia circolare); il rifinanziamento della legge Sabatini; il credito di imposta per la “Formazione 4.0”.
12 — DETRAZIONI — Vengono prorogate le detrazioni per la riqualificazione energetica, gli impianti di micro-cogenerazione e le ristrutturazioni edilizie, oltre a quelle per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici di classe energetica elevata a seguito di ristrutturazione della propria abitazione. Viene introdotta per il 2020 una detrazione per la ristrutturazione delle facciate esterne degli edifici (il ‘bonus facciate’) per dare un nuovo volto alle nostre città
13 — RINNOVO DEI CONTRATTI PUBBLICI — Sono ampliati gli stanziamenti del triennio 2019-2021 per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego del comparto Stato.
Il dettaglio dei provvedimenti vede l’ok al superbonus per chi paga con carta di credito, fortemente voluto dal premier Conte.
Salgono a 600 milioni le risorse per la famiglia. Arriva da settembre 2020 l’abolizione del superticket.
Ma si litiga su altro: la soglia del contante scende da 3000 a 2000 euro e poi a 1000 euro dal 2022, mentre per il carcere agli evasori arriva una prima norma poi già si annuncia un emendamento.
In legge di bilancio sono confermati anche Ape social e opzione donna. Arriva un bonus facciate.
Tre miliardi arrivano da misure per il contrasto all’evasione e altri 3 miliardi arrivano dall’extragettito dei pagamenti legati agli Isa.
Nasce il piano “Italia Cashless che, senza penalizzare nessuno, incentiva l’utilizzo della moneta elettronica e i pagamenti digitali per favorire l’emersione dell’economia sommersa”, spiega.
E incassa un superbonus “della Befana”, per il quale il premier chiede 3 miliardi, che verrà dato a chi paga con carta. L’accelerazione in Cdm nasce però dalla volontà di frenare il crescendo di tensioni nella maggioranza proprio sulle misure per l’evasione.
La misura del decreto fiscale che abbassa la soglia da 3000 a 1000 euro è stata oggetto — a quanto si apprende — di un’animata discussione. Teresa Bellanova, capo delegazione di Iv al governo, avrebbe posto più in generale una questione di metodo e si sarebbe detta pronta al non voto. I Cinque stelle non avrebbero preso parte invece alla discussione: “Assistevamo con i pop corn”, scherza secondo l’ANSA un pentastellato al termine del Cdm.
Il confronto sarebbe durato a lungo ma, con l’intenzione di non spaccare il governo, si sarebbe arrivati alla mediazione.
(da agenzie)
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