Marzo 17th, 2021 Riccardo Fucile
LA MOTIVAZIONE: “PRIMI IN OCCIDENTE A DOVER AFFRONTARE LA PANDEMIA”
E’ arrivato l’ok alla candidatura al Nobel per la Pace 2021 di infermieri e medici italiani. Alla base della candidatura, avanzata dalla Fondazione Gorbachev, vi è il fatto che “il personale sanitario italiano è stato il primo nel mondo occidentale a dover affrontare una gravissima emergenza sanitaria, nella quale ha ricorso ai possibili rimedi di medicina di guerra combattendo in trincea per salvare vite e spesso perdendo la loro”
Come prevede il protocollo della candidatura, la proposta è stata ufficialmente sottoscritta da un Nobel per la Pace, Lisa Clark, statunitense che vive in Toscana e ha prestato attività di assistenza volontaria durante l’epidemia, co-presidente dell’International Peace Bureau, cui è stata conferita l’onorificenza nel 2017 per il suo impegno contro il disarmo atomico.
“Ho candidato il corpo sanitario italiano al premio Nobel per la Pace – ha dichiarato Lisa Clark – poichè la sua abnegazione è stata commovente. Qualcosa di simile a un libro delle favole, da decenni non si vedeva niente del genere. Il personale sanitario non ha più pensato a se stesso ma a cosa poteva fare per gli altri con le proprie competenze”.
(da agenzie)
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Marzo 17th, 2021 Riccardo Fucile
IL CONTRATTO DI GESTIONE DELLE PRENOTAZIONI INIZIALMENTE AFFIDATE AD ARIA SPA, MA ORA E’ STATA DIROTTATA A POSTE ITALIANE PERCHE’ FUNZIONAVA MALE, MA SI PAGA LO STESSO
Forse dopo la sospensione in tutta Italia del vaccino Astrazeneca la questione è passata un po’ in secondo
piano ma il flop della Lombardia per i ritardi nelle vaccinazioni non è ancora stato colmato da quando c’era ancora Gallera. L’arrivo di Bertolaso non ha cambiato le cose. Oggi La Stampa elabora un po’ di numeri per analizzare cosa è successo:
Ad oggi, delle 1.414.040 dosi consegnate, ne sono state somministrate 1.071.357, il 75,8 per cento. Nel Lazio è oltre l’83 per cento, lo stesso in Toscana, Emilia Romagna, Piemonte, Puglia e Campania.
La campagna vaccinale in Lombardia — la regione più popolosa d’Italia e anche la più colpita dal Covid con quasi 30 mila morti — procede non senza difficoltà . Il blocco di AstraZeneca ha stoppato le somministrazioni al personale sanitario, già partite in ritardo l’8 marzo, diverse settimane dopo altre regioni. Sono stati cancellati 33.500 appuntamenti, che verranno riprogrammati.
Le somministrazioni si sono fermate a 51.800 su una platea di circa 250 mila persone. E non va meglio alla categoria più colpita dal virus, quella degli over 80. Che in Lombardia sono circa 726 mila, di cui 58 mila già vaccinati nelle case di cura. Al 15 marzo, ultimo giorno disponibile, la Regione ha somministrato 222.201 dosi, tra prima e seconda, ai 592.198
Alla fine la Regione, ovvero Bertolaso e Moratti hanno fatto fuori la piattaforma di Aria SpA, la centrale unica di acquisti regionale per sostituirla con quella di Poste Italiane. Avvertendo che «i problemi continueranno ancora per qualche giorno, almeno fino a fine mese, quando sarà avvenuto il passaggio da Aria a Poste Italiane». La gestione di Aria è costata 22 milioni di euro: si tratta di un contratto ancora in essere valido fino a luglio.
(da agenzie)
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