Destra di Popolo.net

COVID SCUOLA, A NAPOLI 22 CONTAGIATI IN 6 ISTITUTI E I RAGAZZI TORNANO ALLA DAD

Aprile 13th, 2021 Riccardo Fucile

DEDICATO A CHI CONTINUA A SOSTENERE CHE LE SCUOLE SONO SICURE

Scuole riaperte a Napoli dopo Pasqua, ma con le classi subito richiuse per contagi Covid, con gli studenti costretti a tornare ancora una volta a fare le lezioni a casa con la Didattica a Distanza.
Sono 22 i casi positivi nelle scuole di Napoli segnalati nella prima settimana di riapertura, distribuiti in 6 istituti. Le aule colpite dal contagio sono state quindi chiuse per la sanificazione, mentre per gli studenti e il personale docente e non docente è scattata la quarantena preventiva fiduciaria.
Tra gli istituti coinvolti la scuola “Carlo Poerio” a Corso Vittorio Emanuele, nel quartiere di Chiaia, con una classe in quarantena e 5 positivi, e la “Savio-Alfieri” di Corso Secondigliano, dove ci sono 4 classi in quarantena, con 9 positivi. Altri 2 casi positivi si registrano alla scuola “Leopardi” di Fuorigrotta, 3 contagiati invece all’Istituto Comprensivo “Madonna Assunta” a Bagnoli. Sempre a Secondigliano si contano 2 positivi al Circolo Didattico “Parini”. Un positivo, infine, all’Istituto comprensivo 68esimo Circolo Rodinò, nel quartiere di Barra, a Napoli Est. Qui l’Asl Napoli 1 ha revocato la quarantena per la classe dopo l’esito negativo dei tamponi. Un contagiato, infine, all’Istituto Comprensivo “Fava-Gioia” di Materdei.
Solo ieri, il sindaco di Sant’Antonio Abate, Ilaria Abagnale, aveva lanciato l’allarme per il contagio di una professoressa nella scuola Cesano: “Vi avvisiamo della momentanea sospensione delle attività didattiche in presenza di alcune classi del plesso Cesano (trasferitesi presso le aule delle Suore in via Buonconsiglio, a seguito dei lavori di adeguamento sismico dell’edificio sito in via Cesano, tuttora in pieno regime).
Gli studenti continueranno a seguire le lezioni con didattica a distanza, poiché sfortunatamente riscontrata la positività al Covid-19 di un’insegnante, ora in isolamento. L’intero Istituto è già stato sanificato dalla ditta incaricata. Vi invitiamo a prestare massima attenzione durante gli spostamenti ed a non intrattenervi in luoghi pubblici se privi di estrema necessità, al fine di evitare assembramenti di qualsiasi natura”.
(da Fanpage)

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LA MISTERIOSA CATEGORIA “ALTRO” DIMOSTRA CHE LO STATO NON SA CHI STIAMO VACCINANDO

Aprile 13th, 2021 Riccardo Fucile

2.600.000 DOSI INOCULATE A PERSONE CHE NON RIENTRANO NEI GRUPPI IDENTIFICATI DAL GOVERNO… MA CHI SONO?

C’è un luogo che negli ultimi giorni sembra diventato i rifugio di tutti i “peccatori” dei vaccini, ovvero le persone che non dovevamo vaccinare e invece abbiamo vaccinato. Si tratta della colonna “Altro” nelle tabelle delle somministrazioni di dosi, pubblicate sul sito del governo.
Una platea di oltre due milioni e 600 mila persone che non rientrano nelle categorie dettagliate nei grafici governativi: operatori sanitari e sociosanitari, over 80, ospiti delle Rsa, forze armate, personale scolastico.
Troppo frettolosamente, questi soggetti sono stati tutti etichettati come “furbetti del vaccino”, ma la realtà è molto diversa.
Certo, in questo gruppo rientrano anche alcune categorie al centro delle polemiche di questi giorni, dai guardiaparco abruzzesi ai sacerdoti pugliesi.
Persone che comunque, è bene ricordarlo, in larghissima parte non hanno “saltato la fila”, ma hanno semplicemente risposto alla chiamata degli enti locali di fronte a scelte, spesso discutibili, le categorie a cui dare la priorità nelle vaccinazioni.
Nella colonna “Altro” delle tabelle del governo, però, ci sono anche gli ultra-settantenni, i pazienti fragili, i detenuti. Quelli, insomma, da immunizzare con priorità anche secondo il nuovo piano del commissario Figliuolo. Per dare un’idea del marasma al quale ci si trova di fronte, sotto queste definizione cade anche il premier Mario Draghi, vaccinato nel Lazio tra gli over 70.
Cosa si nasconde dietro la scritta “Altro”
Il fatto è che senza un dettaglio più preciso, diventa difficile capire chi stiamo vaccinando. Dagli uffici del commissario per l’emergenza Covid Figliuolo, si spiega che il problema nasce da un difetto all’origine della campagna di vaccinazione, a gennaio. Le direttive arrivate dal centro ai territori su come classificare i soggetti a cui veniva somministrato il vaccino sono state troppo vaghe.
Risultato, gli operatori delle diverse regioni sono andati per conto proprio. C’è chi ha dettagliato di più, chi di meno. Alcuni soggetti sono entrati in fasce diverse nelle diverse regioni. Per fare un esempio, qualcuno ha classificato anche i militari vaccinati tra le forze dell’ordine, qualcun altro invece no.
Così, a livello nazionale, non è rimasto niente da fare se non ingrossare all’inverosimile quella categoria, “Altro”.
Adesso, al ministero della Salute si sta cercando di porre rimedio a questa confusione, distinguendo meglio tra i vari gruppi. Un’impresa improba, perché per rivedere le tabelle, bisogna scavare nei dati di settimane e settimane fa. Per il momento, l’unico modo per capire cosa si nasconde dietro quell’etichetta “Altro”, rimane andare a leggere i numeri regione per regione.
La Toscana e gli avvocati
Prendiamo la Toscana, al centro delle polemiche per aver dato priorità agli avvocati rispetto anche agli ultraottantenni. Il contatore online della regione presenta una categoria “Altro”m che però non ha nulla a che fare con quella del sito del governo. In questo caso, infatti, con quel nome sono identificate le somministrazioni a medici e infermieri delle strutture private, soggetti che a livello nazionale rientrano nel gruppo degli operatori sanitari e sociosanitari.
Nei grafici regionali, sono altre le colonne da guardare per individuare possibili errori nella gestione della campagna vaccinale. Per esempio, i famosi avvocati dovrebbero rientrare nella sezione “personale comparto ruolo amministrativo” o “personale comparti ruolo professionale e tecnico”. In totale, per queste due categorie si parla di oltre 12mila e 600 vaccini tra prima dose e richiami. Circa tre volte quelli somministrati ai medici di medicina generale.
I numeri del Veneto
In Veneto, il gruppo che va sotto l’etichetta di “Altro” conta circa 348mila 500 vaccini, un numero quasi pari a quello degli over 80. La Regione ha dettagliato in modo molto scrupoloso questi dati nelle ultime ore. Più della metà, oltre 200mila sono over 70 e pazienti fragili, ma ci sono anche, tra gli altri, 1674 donatori di sangue, 4647 addetti della protezione civile, 425 veterinari. Circa 40mila casi, poi, non sono ancora identificati in nessun modo. Il presidente Zaia ha dato mandato ai dirigenti delle Asl venete di incrociare i dati per catalogare anche i soggetti che compongono questo macro gruppo.
I caregiver campani
Scendendo a Sud, in Campania il numero dei vaccini che rientrano nella categoria “Altro” supera quello degli over 80 di oltre 30mila unità. Anche qui, per provare a sopire le polemiche, nei giorni scorsi l’unità di crisi regionale ha deciso di dettagliare meglio chi appartiene a questo gruppo. Oltre a over 70, disabili e fragili, si scopre così che il vaccino è stato somministrato a circa 19mila “caregiver-conviventi” e altre 45 mila prenotazioni sono state effettuate per questa categoria. Un numero imponente. D’altronde, le cronache raccontano che nella definizione di caregiver – le persone che si prendono cura di un familiare ammalato o disabile – in queste settimane si è infilato anche chi non sembrava aver diritto a essere identificato come tale.
Ancora, 105mila vaccini sono finiti a personale esterno alle strutture sanitarie.
Una classe che comprende anche, spiegano dalla Regione, tutti i lavoratori delle ditte esterne fornitrici di servizi alle strutture sanitarie (pulizie, mensa, lavaggio, etc…). La Regione di Vincenzo De Luca intende poi il gruppo delle “Forze dell’Ordine” in modo molto ampio. Tra queste, infatti, sono fatti rientrare, anche Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Guardia Costiera e quasi 4000 prenotazioni per vaccini classificati come “Comune”. Possiamo ipotizzare che ci si riferisca alla polizia municipale anche se non ci sono ulteriori indicazioni.
Il caso Valle D’Aosta
A finire nel mirino delle critiche è stata anche la Valle D’Aosta, dove la categoria “Altro” sfiora le diecimila unità, duemila dosi in più rispetto a quella degli over 80. In una conferenza stampa, il dg della Usl Angelo Michele Pescarmona ha spiegato che l’anomalia è dovuta prima di tutto alla scelta della Regione di privilegiare la vaccinazione dei soggetti più fragili, indipendentemente dall’età. 5500 vaccini ai fragili sono stati quindi somministrati in parallelo agli anziani, andando a ingrossare la categoria “Altro”. In questo gruppo si trovano poi anche i volontari, di qualsiasi tipo, la popolazione penitenziaria, i soggetti erogatori di servzi pubblici essenziali, etc…
La Valle D’Aosta sottolinea altri due aspetti. Il primo è che ha ricevuto una quantità di Astrazenca superiore alla media nazionale. Come sappiamo, fino a poco tempo fa questo vaccino poteva essere dato solo alle persone tra i 18 e i 55 anni, una classe di età che per buona parte non rientra nelle categorie standard del ministero. Infine, anche qui si evidenziano problemi con la contabilità. Circa 500 soggetti sono state incasellati dai medici che li hanno vaccinati come pazienti fragili e dunque sono finit sotto la colonna “Altro”. La Regione segnala, però, come si tratti di persone sì con patologie, ma anche con più di più di 80 anni. Nei nei conti del governo, quindi, sarebbero dovuti rientrare in quella categoria.
Calabria e Sicilia
Abbiamo chiesto lumi anche sui dati della Calabria ma, nonostante l’intercessione dell’ufficio comunicazione dell’assessorato alla Sanità, i tecnici regionali si sono trincerati dietro il silenzio. Eppure, anche qui i vaccinati che rientrano sotto la sigla “Altro” superano gli over 8o, di oltre 3mila unità. Stesso discorso per la Sicilia, dove sotto la voce “Altro” si contano 358mila somministrazioni, contro le circa 229mila 500 degli ultraottantenni. In questo caso, la Regione fornisce due ordini di spiegazioni. Da un lato, si registra un tasso di adesione molto basso tra gli over 80, attestato al 52 percento, frutto della psicosi per i presunti effetti collaterali dei vaccini.
Dall’altro lato, la Sicilia punta il dito contro la piattaforma nazionale delle Poste, che la Regione ha adottato fin dall’inizio della campagna vaccinale. Secondo gli uffici del governatore Musumeci, la classificazione dei soggetti vaccinati offerta dalla piattaforma è troppo generica, In un primo momento, si fa notare dall’isola, persino una parte degli ultraottantenni è finito sotto la voce “Altro”. Ora, il dettaglio è maggiore e ci permette di controllare meglio i dati. Alla data di sabato 10 aprile, in Sicilia erano state somministrate tra le altre 7425 dosi a conviventi di soggetti a rischio, 9781 a studenti di area sanitaria.
E ancora 1461 vaccini segnalati come “frequenza comunità (esempio asilo), 275 a donatori di sangue, 416 a personale di laboratorio, 159 a residenti in aree a maggior rischio. Infine, 2493 dosi sono andate a soggetti impiegati in altre attività a rischio, 865 a personale civile, mentre per 630 dosi non c’è nessuna indicazione. Il governatore Nello Musumeci, parlando in conferenza stampa, ha detto che i dirigenti sanitari protagonisti di casi di saltafila sono stati sospesi e messi sotto procedimento disciplinare e ha etichettato come “iene e sciacalli” i critici della campagna vaccinale siciliana.
(da Fanpage)

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L’APPELLO DI OSIMHEN HA FUNZIONATO: L’ATTACCANTE DEL NAPOLI HA PARLATO CON LA RAGAZZA CHE VUOLE AIUTARE

Aprile 13th, 2021 Riccardo Fucile

AVEVA VISTO IN UNA FOTO LA GIOVANE, CON UNA GAMBA AMPUTATA, MENTRE VENDE BOTTIGLIE D’ACQUA A LAGOS

Le vie dei social sono infinite. Lo sa bene Victor Osimhen che lunedì aveva lanciato un appello: “Aiutatemi a contattare questa persona”, aveva scritto l’attaccante del Napoli nelle stories di instagram pubblicando la foto di una ragazza, probabilmente nigeriana, con una gamba amputata e una stampella, necessaria per camminare, e un recipiente in testa che contiene alcune bottiglie d’acqua, probabilmente da vendere.
Un’immagine che gli ha ricordato la sua infanzia a Lagos, quando – per sbarcare il lunario – vendeva bibite ai semafori per dare una mano alla famiglia.
Osimhen è riuscito a rintracciare la ragazza e le ha parlato a telefono, come ha testimoniato su instagram: “L’ho trovata – ha scritto il numero 9 del Napoli in inglese – voglio ringraziare tutti coloro che hanno mostrato preoccupazione per la sua situazione. Dio vi benedica”, ha concluso Osimhen, pronto ad aiutare chi è meno fortunato di lui. Campione in campo, ma anche di solidarietà.
(da agenzie)

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MERKEL SCAVALCA I LAENDER E ANNUNCIA NUOVE RESTRIZIONI A LIVELLO NAZIONALE

Aprile 13th, 2021 Riccardo Fucile

LE NORME A TUTELA DEI CITTADINI PREVARRANNO SULLE DISPOSIZIONI REGIONALI… ALTRO CHE L’ANARCHIA CHE ESISTE IN ITALIA

Una pandemia che sta attaccando duramente la Germania, e così per mettere tutti d’accordo, Angela Merkel silenzia i Laender, cambia la legge Covid e dispone misure restrittive uniche a livello nazionale.
Tutto questo per porre un argine alla pandemia di Coronavirus in Germania, arrivata a un punto critico, “forse il peggiore” secondo le parole della cancelliera.
La novità è che le nuove norme prevedono un “freno di emergenza” e prevarranno sulle disposizioni regionali, come rende noto la Dpa.
I provvedimenti, che devono comunque passare per il Parlamento, includono coprifuoco notturni a livello locale e chiusura degli esercizi commerciali nel caso di un eccessivo aumento dei numeri dei contagi.
Effetto e soluzione centralista dello scontro prolungato tra la cancelliera, il ministro della Salute Jens Spahn e i politici dell’Unione – alfieri di un lockdown più duro e nazionale – con i vari governatori dei Lander, che spingono per le aperture.
Ieri, era saltato l’incontro tra Governo e Regioni per discutere delle nuove misure.
È invece fissato per le 15 di oggi l’incontro tra i parlamentari dei due partiti dell’Unione, Cdu e Csu, al quale è annunciata la presenza dei due sfidanti per la successione alla cancelleria: da una parte il governatore del Nord-Reno Vestfalia Armin Laschet e, dall’altra, quello della Baviera Markus Soeder.
Der Spiegel, ad esempio, ipotizza addirittura una spaccatura dell’Unione: una prova di forza, insomma, davanti ai circa 250 parlamentari di Cdu/Csu, con Soeder che ritiene di potere spezzare l’unanimità registrata ieri da Laschet presso i vertici del suo partito.
(da agenzie)

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PER UNA VOLTA TOTI DICE UNA COSA GIUSTA: “PER RIEMPIRE I RISTORANTI PRIMA DOBBIAMO SVUOTARE GLI OSPEDALI”

Aprile 13th, 2021 Riccardo Fucile

“L’ECONOMIA RIPARTE SE METTIAMO IN SICUREZZA CHI OGGI VA IN OSPEDALE”

L’intervento di De Luca che ha alzato le barricate sul piano di vaccinazione, annunciando il mancato rispetto delle fasce d’età, ha scatenato prese di posizione di ogni genere.
Ad attaccarlo questa volta è il presidente della Liguria Toti: “Credo che l’approccio di De Luca sia sbagliato: l’economia partirà prima se mettiamo in sicurezza chi oggi va in ospedale. Per riempire i ristoranti dobbiamo svuotare gli ospedali e per farlo la classifica è semplice: in Liguria, il 50% dei letti di ospedale è occupato da over 75enni, il 70% delle terapie intensive da over 75%, l’81% dei morti è over 80”.
Poi Toti prosegue: “Io rispetto il piano nazionale- prosegue il governatore- perché ne condivido le priorità: anzi, sono stato sotto accusa per settimane perché la Liguria era indietro sulle altre categorie inizialmente considerate prioritarie”.
(da agenzie)

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VIOLENZE E MALTRATTAMENTI CON BASTONI E ACQUA FREDDA IN UNA COMUNITA’ PER DISABILI DEL MILANESE

Aprile 13th, 2021 Riccardo Fucile

ARRESTATI I DUE TITOLARI AUTORI DI GESTI ORRIBILI NEI CONFRONTI DI PERSONE INDIFESE

Picchiati, colpiti con getti di acqua fredda, oggetti scagliati addosso, sottoposti a continue punizioni fisiche e umiliazioni psicologiche.
Questo l’orrore cui, secondo gli inquirenti, sono stati sottoposti i nove disabili ospiti di una comunità in provincia di Milano, i cui due titolari, Nadia De Fanti, 68 anni e Francesco Castoldi di 25, sono stati arrestati all’alba di oggi dai carabinieri di Varese, su decisione del giudice per le indagini preliminari di Milano Alessandra Clemente. Sottoposti a misure cautelari anche cinque operatori.
A quanto emerso dalle indagini dei militari, iniziate grazie a una segnalazione ai carabinieri di Castellanza (Varese) da parte di una dipendente temporanea della comunità, e coordinate dal pm Rosaria Stagnaro, gli ospiti della comunità erano costantemente obbligati a stare seduti a tavola in posizione perfettamente eretta, alcune volte con bastoni infilati nella cintura e in una bandana legata alla loro testa.
Chi non resisteva veniva costretto a saltare i pasti osservando gli altri mangiare. La mattina, se qualcuno non si voleva alzare, veniva colpito con secchiate di acqua fredda. Durante la giornata se un ospite dava fastidio veniva colpito con oggetti, bagnato con spruzzini o lasciato fuori dalla struttura al freddo anche per tutta la notte, durante l’inverno, tanto da provocargli ecchimosi da ipotermia. In alcune occasioni erano costretti a sfilarsi la biancheria intima davanti a tutti e dimostrare fosse pulita, in caso contrario venivano obbligati a lavarla a mano nei bagni. “Fai schifo, sei un animale”, una delle frasi intercettate dagli inquirenti.
E, ancora, “ti faccio ricoverare, ti mando via”. Infine, chi si lamentava veniva minacciato di dover subire il “metodo Anna”, ovvero “un calcio nel c..o così forte che te lo sfondo”
(da “Il Fatto Quotidiano”)

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MILANO, DERUBAVANO I PUSHER DURANTE LE PERQUISIZIONI: ARRESTATI QUATTRO AGENTI DELLA POLIZIA MUNICIPALE

Aprile 13th, 2021 Riccardo Fucile

ALTRI TRE AGENTI INDAGATI: SIAMO PROPRIO ALLA FRUTTA

Quattro agenti della polizia locale del Nucleo contrasto stupefacenti di Milano hanno derubato dei pusher durante delle perquisizioni antidroga.
È con questa accusa che i quattro si trovano ora agli arresti domiciliari in seguito ai provvedimenti restrittivi emessi dal giudice del Tribunale del capoluogo lombardo, Guido Salvini. Gli agenti dovranno così rispondere delle accuse di peculato, abuso d’ufficio, falso ideologico e materiale commessi da pubblico ufficiale.
Le indagini sono state avviate dopo la diffusione di alcuni servizi de Le Iene in cui venivano mostrati tre dei quattro agenti arrestati che, parlando con un loro informatore, discutevano di un accordo economico intorno alla droga: “Se scappa, meglio. Così ci prendiamo la nostra roba e ce la dividiamo senza problemi”, hanno detto ripresi dalle microcamere dei giornalisti.
Nel corso dei servizi tv furono raccolte le testimonianze di alcuni cittadini italiani e stranieri che dichiararono di essere stati vittime di condotte illegali da parte degli operatori del Nucleo Contrasto Stupefacenti in occasione delle perquisizioni per le indagini antidroga.
A seguito dei servizi, il comando della Polizia locale milanese aveva già disposto il trasferimento dei quattro dipendenti ad altri uffici con competenze amministrative.
In un caso documentato dal programma Mediaset, le informazioni rese dalla presunta vittima erano testimoniate anche da un video ripreso con il cellulare. Nelle immagini si vedevano le manovre architettate per sottrarre il denaro. Nel corso dell’indagine sono stati ascoltati anche alcuni pusher vittime abituali del quartetto. Altri tre agenti risultano attualmente indagati.
(da “Il Fatto Quotidiano”)

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BORIS JOHNSON SPIEGA AI CAZZARI SOVRANISTI: “IL CALO DI CASI E VITTIME NEL REGNO UNITO E’ MERITO DEL LOCKDOWN DURO NON DEI VACCINI”

Aprile 13th, 2021 Riccardo Fucile

ALTRO CHE APERTURE A TUTTI I QUESTUANTI COME SI E’ FATTO IN ITALIA GRAZIE A POLITICI CHE INNEGGIAVANO AL LIBERI TUTTI

I britannici festeggiano l’uscita dal lockdown con la riapertura dal 12 aprile delle attività non essenziali e lunghissime file ai pub fin dalla mezzanotte, tra assembramenti fuori dai locali e pinte piene di birra.
Ma il premier Boris Johnson, in un intervento su Bbc, chiarisce già che l’avvio del percorso di uscita dalle restrizioni anti Covid dopo oltre tre mesi comporterà inevitabilmente una certa ripresa di casi e decessi.
“Riaprire comporterà inevitabilmente più infezioni e, purtroppo, più ricoveri in ospedale e più morti, la gente deve saperlo”, ha spiegato il premier; aggiungendo di “non vedere al momento ragioni per cambiare” il percorso di uscita graduale dal lockdown, ma che “è molto importante che le persone continuino a essere caute“. Sempre a Bbc il leader Tory ha poi precisato che, nonostante le riaperture, “è molto molto importante che tutti capiscano che la riduzione dei ricoveri, delle vittime e dei contagi non è stato ottenuto dal piano vaccinale. Penso che la gente non capisca che è stato il lockdown ad essere incredibilmente importante nell’ottenere questi miglioramenti. Naturalmente i vaccini hanno aiutato ma il grosso del lavoro è stato fatto dal lockdown“. Parole che hanno preceduto le sue osservazioni su un aumento di morti e contagi che seguirà alle riaperture.
Intanto la Gran Bretagna procede con la campagna vaccinale ed entro metà aprile assicura di ultimare la somministrazione di almeno una dose di vaccino contro il Covid-19 a tutti gli over 50 e ai gruppi vulnerabili.
Oggi è iniziata la seconda fase della campagna di inoculazione delle dosi alle persone di età compresa tra i 45 e i 49 anni. Oltre il 60% della popolazione adulta (più di 32 milioni di persone) ha ricevuto una prima iniezione e quasi il 15% ha ricevuto entrambe le dosi.
(da “Il Fatto Quotidiano”)

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“RESISTO, GRAZIE PER IL SOSTEGNO”: IL MESSAGGIO AGLI ITALIANI DI PATRICK ZAKI DAL CARCERE

Aprile 13th, 2021 Riccardo Fucile

IL BIGLIETTO CONSEGNATO ALLA FIDANZATA DURANTE UNA VISITA IN CARCERE

Un messaggio di Patrick Zaki dal carcere è arrivato. La ragazza di Patrick Zaki ha potuto ieri far visita in carcere allo studente egiziano dell’università di Bologna detenuto in Egitto da oltre un anno.
Lo ha reso noto la pagina Facebook del gruppo ‘Patrick libero‘, spiegando che Zaki “sembrava stare bene in generale”. Lui le ha dato una copia del libro “Cento anni di solitudine”, con un biglietto all’interno scritto in italiano in cui diceva: “resisto, grazie per il sostegno di tutti”.
Il post su Facebook ha riferito che Zaki “era confuso” su ciò che è successo nell’ultima udienza in tribunale, “sapeva che la sua detenzione era stata rinnovata per altri 45 giorni, ma non era a conoscenza dello stato dell’appello presentato dai suoi avvocati per cambiare la corte che si occupa del suo caso. Ha anche detto che appena è entrato nell’aula dell’ultima sessione, il giudice stava dicendo agli avvocati di andarsene. La sua ragazza gli ha detto che l’appello era stato respinto e che il suo processo sarebbe continuato davanti allo stesso giudice”.
“Purtroppo – si legge ancora – quando la sua ragazza ha cercato di confortarlo dicendogli che si spera che tutto questo finisca presto, lui ha fatto una risata sarcastica e disperata, dicendo che sta cercando di adattarsi a stare in prigione, in un modo che indica che ha perso la speranza di essere presto libero e sta rimanendo forte per coloro che ama”.
Patrick ha anche raccontato che mentre stava lasciando il carcere per recarsi in tribunale, ” il direttore della prigione lo ha fermato e gli ha detto che non gli permetterà di entrare di nuovo finché non si sarà tagliato i capelli, mentre rideva con gli altri agenti di polizia intorno a lui”. Secondo gli attivisti di Patrick Libero, “questo è stato a dir poco ingiusto, anche i piccoli dettagli sono controllati, il suo corpo e il suo aspetto sono soggetti alla loro opinione”. “Continuiamo ad aggrapparci alla speranza che sia presto libero e che domani ci porti notizie migliori”, concludono gli attivisti, chiedendo che Patrick sia “immediatamente rilasciato”.
(da agenzie)

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