Aprile 20th, 2021 Riccardo Fucile
RESTITUISCE IL DEBITO CON I SOLDI DEI CONTRIBUENTI
Il Fatto Quotidiano stamattina racconta che la Lega ha trovato un modo “originale”
per restituire i famosi 49 milioni allo Stato.
Il Carroccio ha ottenuto di poter restituire il maltolto ai cittadini italiani a condizioni speciali: rate da 600 mila euro all’anno, per una dilazione in quasi 80 anni, senza interessi. Ma sta anche restituendo il debito con i soldi dei contribuenti.
Stefano Vergine racconta che nei bilanci la Lega Nord ha incassato in tutto 1,4 milioni. La metà arriva dal 2 x1000, denaro che ogni cittadino può decidere di versare, invece che allo Stato sotto forma di Irpef, al proprio partito preferito. E con questi soldi che Salvini sta ripagando il debito dei 49 milioni.
Un paradosso: così facendo Lega Nord ripaga allo Stato il suo debito usando denaro sostanzialmente pubblico: la norma sul 2 x 1000 prevede infatti che, nel caso in cui il contribuente non effettui una scelta sulla destinazione della quota Irpef, la somma vada allo Stato.
Nel bilancio della Lega dunque le entrate sono pari a 1,4 milioni. Ma le spese, 1 ,7 milioni in totale, portano il risultato finale in rosso per 292 mila euro.
E questo perché Salvini ha insomma spostato quasi tutte le finanze sul nuovo partito, lasciando al vecchio i debiti e quelle minime entrate necessarie per saldare le rate da 600mila euro all’anno di debito verso lo Stato.
Anche le spese sostenute da Lega Salvini Premier sono rilevanti (8,8 milioni), ma il risultato finale, cioè la differenza tra entrate e uscite, è positivo per 875 mila euro.
Sulla questione potrebbe essere presto un giudice a esprimersi. E questo perché in un atto di citazione indirizzato al Tribunale di Milano, in cui chiede che gli vengano pagate 6,3 milioni di euro di parcelle legali mai saldate, l’ex avvocato della Lega Nord e di Umberto Bossi, Matteo Brigandì., denuncia infatti la continuità finanziaria dei due partiti
Brigandì. – che si considera un creditore del movimento – chiede le parcelle mai saldate a entrambi i partiti, la vecchia e la nuova Lega.
“La Lega Salvini Premier, in buona sostanza, è la stessa associazione di Lega Nord per l’indipendenza della Padana, si legge nell’atto di citazione. Per l’ex avvocato di Bossi gli elementi per dimostrare la continuità giuridica tra i due movimenti sono parecchi: la coincidenza delle sedi (sono entrambi registrati al 41 di via Bellerio), il fatto che “l’intera dirigenza dei due partiti sia la medesima”.
Brigandì allega alla causa civile un’intervista rilasciata da Salvini nel 2018 a uno studente per la sua tesi di laurea. Dove Salvini dice che i due partiti verranno fusi. Per Brigandì è la dimostrazione che i debiti della Lega devono essere onorati anche da Lega Salvini Premier.
(da La Notizia)
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Aprile 20th, 2021 Riccardo Fucile
SOCIETA’ DI SERVIZI, ANALISI E CONSULENZE ALLE IMPRESE IN MATERIA DI STRATEGIA AZIENDALE… SI PREPARA A UNA PROFESSIONE FUTURA?
Si chiama Ma.Re Consulting srl ed è una società di consulenza aperta la settimana scorsa. Da Matteo Renzi. Il senatore e leader di Italia Viva, secondo quanto risulta alla Camera di Commercio di Roma ed è stato riportato dall’Espresso, ha aperto una Srl per dedicarsi a consulenza, assistenza, prestazione di servizi, svolgimento di analisi, studi.
E ancora: ricerche dirette alle imprese, soggetti e servizi in genere, in materia di strategia aziendale e industriale e così via
Ma.Re Consulting, che porta nel nome le iniziali del senatore di Rignano, avrà sede in via Bocca di Leone 78 a Roma. Ovvero nel palazzo dei Torlonia.
Renzi due anni fa aveva già fondato la Digistart con il medesimo obiettivo, poi però la chiuse subito. La Ma.Re., fa sapere l’ex premier, non sarà utilizzata per fatturare le sue prestazioni di conferenziere in giro per il mondo, poiché per tale scopo utilizza la partita Iva.
Adesso Renzi ha una carriera lavorativa in piena attività e gestisce un partito, senza cariche, non proprio in piena salute.
La dichiarazione dei redditi dell’ex premier ho toccato 1,092 milioni di euro nel 2020, ma Italia Viva non si schioda dal 2per cento nei sondaggi politici.
Questa società a responsabilità limitata (srl) con 10.000 euro di capitale interamente versato ha soltanto qualche giorno di vita. È stata costituta presso lo studio fiorentino del notaio Niccolò Turchini, conosciuto anche per aver certificato il primato mondiale di abbracci davanti a Palazzo Vecchio con la partecipazione di 1.186 cittadini capitanati dal sindaco Dario Nardella. Ma presto Ma.Re potrebbe accogliere nuovi soci.
(da La Notizia)
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Aprile 20th, 2021 Riccardo Fucile
REPORT FA SAPERE CHE FONTANA HA FATTO CAUSA ALLA TRASMISSIONE PER LA VICENDA DEI CAMICI DEL COGNATO
Ieri Report ha mostrato le immagini della sua inchiesta sulla sanità in Lombardia ai
tempi del coronavirus, con due protagonisti d’eccezione: Guido Bertolaso e Attilio Fontana.
Chi ha deciso di affidare ad Aria la realizzazione della piattaforma di prenotazione dei vaccini in Lombardia? Chi ha deciso di anticipare la campagna vaccinale?
Report lo ha chiesto a Bertolaso, consulente della Regione per la campagna vaccinale.
Ma né Fontana, che ha rifiutato di replicare alle domande su Aria, né Bertolaso avevano troppa voglia di rispondere. Nel video della puntata integrale, a partire dal minuto 37, si vede Paolo Sensale, portavoce di Fontana, che allontana la giornalista Claudia Di Pasquale.
Negli ultimi mesi in Lombardia è successo di tutto. Si sono accumulati annunci, proclami, disguidi e disservizi. Sono saltate diverse teste. Si sono succeduti due assessori al welfare, due assessori alla famiglia, due consulenti per la campagna vaccinale, tre direttori generali al welfare. Il piano vaccinale è stato rivisto più volte, è stata cambiata persino la piattaforma per la prenotazione dei vaccini ed è stato azzerato il cda della società regionale Aria.
Intanto ieri Report ha fatto sapere che Fontana ha chiesto danni per 250mila euro alla trasmissione della Rai per l’inchiesta sui camici in Lombardia.
(da La Notizia)
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Aprile 20th, 2021 Riccardo Fucile
IL SINDACO DI GUALDO CATTANEO IN UMBRIA PARLA DI “LEGAMI STORICI” CON IL PAESE DI 5.000 ABITANTI: QUALI SAREBBERO QUELLI DI JENNIFER NON E’ DATO SAPERLO
Enrico Valentini è il sindaco di Gualdo Cattaneo, piccolo comune di cinquemila abitanti vicino a Perugia. Nei giorni scorsi Valentini ha detto no alla cittadinanza onoraria per la senatrice a vita Liliana Segre.
Con una motivazione chiara: “Non può essere cittadina onoraria di Gualdo Cattaneo perché non ha legami storici con il territorio, non rappresenta il nostro Comune, non ha vissuto qui”. Tutto chiaro, no?
Non molto. Perché un anno fa aveva invece invitato nel suo comune la cantante Jennifer Lopez con una lettera aperta pubblicata su Facebook. Nella quale magnificava le Lumache alla Pomontina del luogo:
Buonasera Jennifer Lopez.
Sono Enrico Valentini Primo cittadino del Comune di Gualdo Cattaneo in provincia di Perugia. Per ovvie ragioni legate alla distanza , ‘scelte lavorative e di vita differenti’ non ci conosciamo direttamente anche se ,da qualche parte, credo di averti visto nonostante fatichi a ricordare il dove. Leggo che vuoi venire in Italia a vivere……Veramente?! E quale posto migliore del Comune di Gualdo Cattaneo? Non è un caso che nel 2019 il nostro comune avesse il 30% degli ultra centenari Umbri.
Sai perché? Perché noi mangiamo le Lumache alla Pomontina, perché ovunque vai vedi oliveti unici che producono un olio unico e fenomenale, perché il Cicotto esiste solo a Grutti, perché la porchetta de ‘Guallo’ è la migliore d’Italia, perché siamo uno dei pochi comuni che ha il tartufo bianco e nero nello stesso comune, perché tutti i funghi che si trovano a Gualdo cattaneo in un solo giorno un Americano non li mangerà nemmeno durante tutta la sua vita, perché il Presepe di Marcellano , i nostri Castelli pieni di storia, il nostro Caro Beato Ugolino e la frittella di Pozzo non li troverai in nessuna sponda del Mississippi
Ora, sicuramente ci sarà una spiegazione logica. Sicuramente Jennifer Lopez ha legami con il territorio perugino ben superiori a quelli di Liliana Segre.
Restiamo in attesa che li spieghi
(da Globalist)
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Aprile 20th, 2021 Riccardo Fucile
DOPO LE SENTENZE CHE CI AMMONIVANO PER COME ERAVAMO VESTITE O SE AVESSIMO URLATO DURANTE LA VIOLENZA, ORA ARRIVA IL MANUALE DI ISTRUZIONI DI GRILLO
Ascolto Grillo urlare il suo dolore e la sua disperazione di padre di ragazzo accusato
di stupro di gruppo (il fatto di aver precisato di gruppo non è un dettaglio) e ancora una volta mi scontro con un copione, un patentino, un libretto che tutte le ragazze stuprate dovrebbero seguire
Lui afferma che chi è stata stuprata, il giorno dopo non va in kite Ok. Sarà la magistratura a dirci se questo ragazzo è colpevole o meno. Spero per lui di no.
Ciò che a me interessa è che ancora una volta un uomo ci spiega come ci si comporta dopo uno stupro
Dopo sentenze che ci ammonivano, in quanto donne, per come eravamo vestite o se avessimo urlato durante la violenza, ora arriva il manuale di istruzioni su cosa fare il giorno dopo l’abuso
Avete sorriso, mangiato, dormito a qualche ora di distanza? Perché il manuale dice che la perfetta stuprata soffre di insonnia, è vestita con un saio, è piena di lividi, ha urlato e pianto, il giorno dopo tenta (ovviamente) il suicidio.
Sì perché nel nostro immaginario, cattolici o atei, per noi la donna giusta, l’unica a cui possiamo dare la definizione di “vittima perfetta” è Santa Maria Goretti
E invece ogni mente reagisce in modo diverso. I corridoi del dolore sono imperscrutabili
Anni fa intervistai una ragazza apparentemente molto serena, equilibrata e realizzata (pareva addirittura felice) che anni prima fu violentata. Alla domanda come fosse sopravvissuta (intendevo mentalmente) lei sorridendo mi rispose: “Ma io non sono sopravvissuta”.
Ecco, sta tutto qui
A Grillo, a tutti gli uomini e le le donne che vogliono appiccicarci addosso un corretto modello di vittima vorrei spiegare che ognuna muore, risorge o sopravvive come può, come sa
E ora sarà la giustizia a dirci cosa successe realmente quella sera
I padri e le madri degli accusati dovrebbe stare in silenzio e non usare la loro popolarità per spostare il processo sui media. Fatelo per il vostro ragazzo. Che fino a prova contraria è innocente.
(da Globalist)
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Aprile 20th, 2021 Riccardo Fucile
FEDERICA DAGA SPIEGA A GRILLO CHE NON C’E’ UNA DATA PER DENUNCIARE UNA VIOLENZA O UNO STUPRO
Federica Daga, deputata del Movimento 5 Stelle spiega a Beppe Grillo che non c’è una data per denunciare una violenza o uno stupro. E racconta la sua dolorosa vicenda personale
Ieri Federica Daga, a caldo, ha spiegato a AdnKronos cosa pensava del video in cui Beppe Grillo ha detto “perché una persona che viene stuprata la mattina, il pomeriggio va in kite surf e dopo otto giorni fa la denuncia?”. La deputata ha espresso vicinanza umana all’Elevato, ma non senza rimarcare che una vittima non può essere messa sul banco degli imputati perché non denuncia immediatamente: “Umanamente mi dispiace per Beppe, il suo è il dolore di un padre. Quasi non riesco a commentare ciò che ha detto. Ho avuto una relazione con una persona violenta per un breve periodo e per elaborare quanto era successo ci ho messo sei mesi, poi ho denunciato”.
Daga poi ricorda la legge, approvata quando Bonafede era ministro della Giustizia, che ha consentito di allungare i termini per la denuncia: “Io ringrazio che ci sia il codice rosso, che consente alle donne di denunciare anche dopo sei mesi dal fatto, mentre io ho avuto solo tre mesi e infatti non ho potuto denunciare tutto quello che mi era successo. Mi dispiace per Beppe, la giustizia è lenta e io sono in causa da cinque anni. Non può essere così lunga una causa, non sai cosa ti può succedere nell’attesa”
Oggi poi la parlamentare pentastellata, in un’intervista a Repubblica è entrata nel dettaglio della sua dolorosa vicenda personale, spiegando che è stata picchiata. E definendo “parole gravi” quelle di Grillo: “Grillo ha fatto un discorso grave che mi ha fatto rivivere tutto il mio dramma. Un discorso da uomo arrabbiato. Ma come si fa a dire che una violenza non è violenza se viene denunciata otto giorni dopo? Io sono stata massacrata di botte e perseguitata da un uomo che sono riuscita a denunciare soltanto a sei mesi dalla fine di quell’incubo”.
Federica Daga spiega che ha avuto una breve relazione con il fratello di un deputato del suo gruppo parlamentare. E che anche quando è finita lui ha continuato a perseguitarla:
Cosa è accaduto nella vostra relazione.
«Mi picchiava. Con ferocia. Per quattro volte ho davvero temuto di finire male. Mi sbatteva la testa contro il muro. Aveva sviluppato un attaccamento morboso nei miei confronti. Ma nello stesso tempo cercava di demolirmi come persona, diceva che non valevo niente».
Quanto è durato il rapporto?
«Pochi mesi, anche perché la sua aggressività si è manifestata subito. Controllava il mio telefono, il mio computer, i miei spostamenti. Un incubo. E ci sono donne che per anni subiscono queste persecuzioni. Sono riuscita a troncare il rapporto ma non a liberami di lui».
Era diventato uno stalker?
«Continuava a cercarmi a minacciarmi. Eppure ci ho messo sei mesi per riuscire a denunciarlo».
La parlamentare M5S ricorda che si vergognava, si sentiva colpevole per essersi fatta coinvolgere in una relazione tossica. Per questo ci ha messo tanto a denunciare: era troppo sconvolta, come spesso accade alle vittime di violenza, che sovente non denunciano affatto, sia perché non riescono ad elaborare il loro dolore, sia perché hanno paura di essere messe sul banco degli imputati con argomentazioni simili a quelle che ha usato Grillo. Daga conclude ricordando a Grillo: “Le donne non si inventano le violenze”.
(da agenzie)
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Aprile 20th, 2021 Riccardo Fucile
DOPO L’ASSURDO SFOGO MEDIATICO SUL FIGLIO “INNOCENTE”, L’IMBARAZZATO SILENZIO DI CONTE
Ieri Giuseppe Conte ha pubblicato un post su Facebook per criticare la SuperLega.
Ma su Grillo e il suo video in difesa del figlio, accusato di violenza sessuale, è calato un imbarazzato silenzio.
Oggi Annalisa Cuzzocrea su Repubblica racconta che dietro alcune dichiarazioni “mild” di vari esponenti 5 Stelle come ad esempio Vito Crimi e Paola Taverna che si sono limitati ad esprimere vicinanza umana a Grillo e a chiedere di non fare sciacallaggio mediatico, ci sia il grande sconcerto nelle chat pentastellate che analizzano le esternazioni dell’Elevato considerandole un disastro.
A farne le spese, spiega la giornalista di Repubblica, è proprio l’ex presidente del Consiglio giallorosso, che su Grillo contava per prendere in mano il Movimento 5 Stelle mentre ora si trova preso tra l’incudine e il martello di un Partito Democratico che condanna le parole del fondatore. A partire dalla dichiarazione di Enrico Letta che parla di frasi inaccettabili:
Giuseppe Conte tace e non potrebbe fare altro. È in un momento delicatissimo. Aveva deciso che questa sarebbe stata la settimana del lancio del nuovo statuto e della carta dei valori. Aveva spiegato alle persone a lui più vicine il perché di alcune scelte. Ma ora? Cosa ne sarà di quell’accelerazione in un clima in cui il principale alleato del nuovo Movimento – il Partito democratico – ha dovuto prendere con tutte le sue forze le distanze dal Garante M5S? Tutte le donne del Pd si sono schierate. Solo gli oppositori interni della linea filo-M5S, deputati come Andrea Romano e Matteo Orfini, si sono spinti a dire che questo dovrebbe cambiare tutto e far stracciare ogni intesa. Ma se anche le loro parole non vengono raccolte, se anche i vertici dem possono dire di trattare con Conte, non con Grillo, il problema c’è ed è gigantesco. «Nonostante sia evidente l’impatto emotivo per il coinvolgimento personale – dice Enrico Letta a Repubblica – sono frasi inaccettabili»
Cosa succederà ora?
(da NextQuotidiano”)
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Aprile 20th, 2021 Riccardo Fucile
“SI DECIDE TUTTI INSIEME”… RESTA IL NODO ROMA DA SCIOGLIERE IN BASE AL MANUALE CENCELLI
L’ex sindaco Gabriele Albertini ricerve il pieno sostegno di Attilio Fontana come candidato del centrodestra nella corsa per le Comunali a Milano: “Ho una grandissima stima personale e un ottimo rapporto” dice il governatore lombardo intervenendo a Skytg24, “sono convinto che potrebbe essere un ottimo sindaco per Milano. Con lui ho sempre parlato di grandi progetti, ma mai di ipotesi di candidatura. Credo però che abbia ancora l’entusiasmo di quando ha iniziato la sua attività amministrativa”.
Fratelli d’Italia, invece per ora, frena e chiede a Matteo Salvini di convocare un vertice con Giorgia Meloni per decidere i candidati sindaci del centrodestra alle elezioni Amministrative in autunno.
“Ben venga Albertini, ma è indispensabile un momento di riflessione, spero definitivo” , spiega Ignazio La Russa, che ieri con la coordinatrice regionale di FdI Daniela Santanché e lo stato maggiore milanese del partito ha annunciato l’ingresso della ormai ex consigliera regionale renziana Patrizia Baffi. “Non credo sia più necessario ritardare”, aggiunge il vicepresidente del Senato, che da giorni chiede alla Lega di condividere con gli alleati la scelta del candidato che sfiderà per il centrodestra il sindaco uscente Beppe Sala, dopo l’endorsement di Salvini nei confronti di Gabriele Albertini.
“Non abbiamo nulla contro Albertini, ma abbiamo una rosa di nomi – si affretta a precisare Santanché – . Vogliamo lavorare da subito. I tempi in politica hanno la loro importanza. Dall’altra parte c’è un candidato sindaco, che ha già fatto una legislatura”.
Una precisazione, quella della coordinatrice lombarda di Fratelli d’Italia, che sembra più dettata dalla tattica che dalla effettiva volontà di mettere in discussione il nome di Albertini. Se è vero infatti che gli accordi nel centrodestra prevedevano che l’ultima parola sul candidato anti-Sala doveva spettare al leader della Lega, è altrettanto vero che resta ancora da sciogliere il nodo del candidato sindaco a Roma.
Dove Giorgia Meloni intende far valere la posizione del suo partito forse ancor di più che a Milano. Visto che molti dei potenziali candidati sponsorizzati da FdI o si sono tirati indietro come l’oncologo Paolo Veronesi o sono spariti dai radar come l’economista Maurizio Dallocchio o l’ex prefetto Alessandro Marangoni.
Ecco che la coordinatrice Santanché rincara la dose con una frase dal sapore sibillino: “Mi piacerebbe capire se Albertini è espressione della società civile o di un partito politico”. Un chiaro riferimento a Forza Italia. Anche se finora dagli ambienti vicini a Silvio Berlusconi è filtrata semmai una simpatia verso una possibile candidatura a Palazzo Marino del ciellino Maurizio Lupi piuttosto che di Albertini.
Sul nome dell’ex sindaco, però, arriva la benedizione della ministra forzista Mariastella Gelmini, che respinge la definizione “usato sicuro” e sottolinea: ” Albertini è l’emblema del riformismo a Milano. Le sue Amministrazioni sono quelle che hanno disegnato la Milano di oggi. Ho una stima enorme nei suoi confronti. Rispetto alle chiacchiere, Albertini sarebbe un fatto concreto, non sarebbe un salto nel vuoto”. In attesa oggi dei nuovi sondaggi che Berlusconi ha commissionato ad Alessandra Ghisleri di Euromedia research per testare il consenso di Albertini rispetto a Sala.
(da La Repubblica)
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Aprile 20th, 2021 Riccardo Fucile
ERA UN ADDETTO ALLA PREVENZIONE INCENDI DELL’OSPEDALE DI CATANZARO, PER METTERE A TACERE LA SUA RESPONSABILE USAVA LE MINACCE
Per quindici anni non si è mai presentato al lavoro, ma non ha mai smesso di
percepire lo stipendio. Ha messo insieme più di mezzo milione di retribuzione non dovuta Salvatore Scumace, formalmente dipendente del Centro Operativo Emergenza Incendi (C.O.E.I.) dell’ospedale Pugliese Ciaccio di Catanzaro, ma di fatto un fantasma.
A stanarlo è stata la Guardia di Finanza, coordinata dalla procura diretta da Nicola Gratteri, passando al setaccio tabulati di presenza e turni di servizio dell’ospedale. Nonostante risultasse in pianta organica, mai, in nessun caso e neanche per un giorno in quindici anni, Scumace risultava presente.
Solo qualcuno dei dipendenti, ascoltati dagli investigatori, ricordava “una persona molto distinta” che più o meno nel 2005 si è presentata senza preavviso nell’ufficio della responsabile del C.O.E.I. Ma di certo – si è scoperto – non era una visita di cortesia. Pesanti minacce, intimidazioni e promesse di nuocere a lei e ai suoi familiari. Questo è stato il biglietto da visita di Scumace, che ha convinto la funzionaria, estranea alle indagini, a soprassedere sulle segnalazioni disciplinari che aveva iniziato ad inviare.
“Pressioni” che, quando la donna è andata in pensione, il recordman degli assenteisti non ha dovuto più fare. Il nuovo responsabile del C.O.E.I., Nino Critelli e i due dirigenti pro tempore dell’ufficio risorse umane Vittorio Prejanò e Maria Pia De Vito – tutti indagati per abuso d’ufficio – non si sono mai disturbati a fare controlli.
Grazie alle indagini della Finanza, coordinate dall’aggiunto Giancarlo Novelli e dal pm Domenico Assumma, la questione però è venuta fuori. Era il luglio 2020 e l’ospedale Pugliese Ciaccio non ha potuto fare a meno di avviare un primo procedimento disciplinare nei confronti di Scumace, affidato a un’apposita commissione.
Allo scopo, sono stati individuati un presidente, Domenico Canino, e due membri, Laura Fondacaro e Antonino Molè, incaricati di vagliare la posizione del dipende e indicare l’eventuale sanzione. Ma nonostante l’uomo non si sia mai presentato al lavoro e fosse per tutti un fantasma, la commissione non ha trovato alcunché da ridire. E nero su bianco hanno affermato l’impossibilità di avanzare un addebito disciplinare nei confronti del dipendente. Un verdetto buono a “guadagnare” un avviso di conclusione indagini per il reato di falso in atto pubblico e abuso d’ufficio.
Assai più complessa la posizione di Scumace, che solo nell’ottobre 2020, all’esito di un secondo procedimento disciplinare, è stato licenziato per giusta causa e senza preavviso. Adesso però per quei quindici anni da fantasma dovrà rispondere anche di estorsione aggravata.
(da La Repubblica)
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