Agosto 5th, 2021 Riccardo Fucile
PIPPI E’ UN GRANDE SINDACO, EMILIANO HA IL CORAGGIO E L’ONESTA’ DI AMMETTERLO, ALTRI NO
“Mi autosospendo dal partito democratico, in attesa di un chiarimento non più
rinviabile e che, mi auguro, possa avvenire il più presto possibile”.
Lo dichiara, in una nota, il senatore pugliese del Pd Dario Stefàno che ha inviato una lettera ai vertici pugliesi e nazionali del partito.
Il dissenso si è concretizzato in un commento lasciato dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, a un post del primo cittadino di Nardò Pippi Mellone con cui “ha confermato un chiaro endorsement alla sua ricandidatura a sindaco di Nardò”.
“Inutile sottolineare che Mellone è notoriamente un militante di movimenti di estrema destra. Inutile ricordare anche che il Pd a Nardò è parte attiva di un’altra coalizione”, spiega. “Non censuro Emiliano, ma non condivido – evidenzia -. E credo che si possa, si debba, stigmatizzare il silenzio del Pd davanti a comportamenti così evidenti e dinanzi a tali anomalie”.
“In bocca al lupo al sindaco che ha aperto la mia mente per tutelare i lavoratori delle campagne pugliesi con l’ordinanza di divieto di lavoro nelle ore più calde. Al sindaco che ha fatto cadere i miei pregiudizi ideologici, che mi ha insegnato a unire anziché a dividere. Al sindaco e all’amico leale che mi ha sempre aiutato quando ho avuto bisogno di lui. Al sindaco che mi ha provato che politica e amicizia non possono essere disgiunte – aveva scritto su Facebook qualche ora prima il governatore Emiliano riferendosi a Mellone
E ancora: “Andiamo avanti insieme, con le braccia aperte pronte a stringere tutta l’umanità senza distinzioni di razza, di religione e di idee, dimostrando che anche il punto di partenza più difficile e sbagliato può diventare l’inizio di una storia piena di eguaglianza, di giustizia e di libertà. In bocca al lupo Pippi!!! Forza Nardò!!!”.
(da La Repubblica)
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Agosto 5th, 2021 Riccardo Fucile
CERTIFICATO OBBLIGATORIO PER PROF, STUDENTI UNIVERSITARI E TRASPORTI LUNGHI
Matteo Salvini alla fine abbassa le sue pretese sul tema della scuola, spinto da ragioni di realpolitik e anche di armonia interna alla Lega.
Nonostante il tentativo di dura opposizione leghista, la carta verde per tutto il personale non docente e per i professori, che vorranno varcare la soglia delle scuole, sarà obbligatoria.
Lo stesso discorso vale per i professori universitari e in questo caso anche per gli studenti. Non si parla di vaccinazione obbligatoria ma del certificato che attesti l’avvenuta vaccinazione o un tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti. Durante la Cabina di regia della maggioranza, a cui ha partecipato Massimo Garavaglia in rappresentanza della Lega, è arrivato il via libera a questo pacchetto di misure che sarà ratificato dal Consiglio dei ministri.
Resta fuori il tema del lavoro e sono invece passate le misure, richieste sempre dalla Lega, per quanto riguarda gli alberghi. I clienti che vorranno mangiare nei ristoranti degli hotel al chiuso non dovranno mostrare il certificato vaccinale.
Che Salvini, contrario all’inizio sia all’obbligo vaccinale sia al Green pass, avesse cambiato rotta, costretto ad ammorbidirsi sulla scuola, lo si era intuito anche dalle ultime sue dichiarazioni, in cui era sparito il tema degli insegnanti.
Ha parlato piuttosto di alberghi, trasporti e prezzi più bassi per i tamponi, dicendo che erano queste le richieste portate al tavolo dalla Lega.
Il premier Mario Draghi per tenere insieme la maggioranza e raggiungere un compromesso con la Lega concedendo loro qualcosa, come ha fatto sul tema della Giustizia con i 5Stelle, ha quindi escluso dal Green pass i clienti degli alberghi che vogliono mangiare al chiuso.
Ma il passaggio più importante attorno al quale si sta consumando ancora l’ultimo scontro riguarda il trasporto a lunga percorrenza. Una delle richieste della Lega, così da accettare il Green pass per gli insegnanti, era che il certificato verde per i mezzi di trasporto a lunga percorrenza entrasse in vigore a settembre, quando la stagione estiva sarà finita. Ma per gli altri partiti di maggioranza ciò rappresentava un rischio troppo grande.
Quindi le due date in ballo, su cui stanno discutendo le Regioni, sono fine agosto o primo settembre. Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale non sarà richiesta la carta verde, anche perché sarebbero complicati i controlli, e sale all′80 per cento la capienza dei mezzi.
Infine i prezzi dei tamponi saranno più bassi ma non gratis, perché renderli gratuiti, è il ragionamento fatto dal governo, rischierebbe di essere disincentivante rispetto alla campagna vaccinale.
(da Huffingtonpost)
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Agosto 5th, 2021 Riccardo Fucile
TUTTE LE RISPOSTE AI DUBBI
Conto alla rovescia per l’entrata in vigore del Green pass. 
La certificazione verde, che ci verrà richiesta all’ingresso di determinati luoghi (cinema, palestre, teatri o ristoranti, nel caso in cui volessimo mangiare al chiuso, e per tante altre attività) diventerà la nostra migliore amica e dovremo abituarci a tenerla sempre con noi. Potremo esibirla in formato cartaceo o digitale.
Ma chi sarà a controllare che i cittadini al di sopra dei 12 anni abbiano tutte le carte in regola (ovvero siano completamente vaccinati, abbiano ricevuto da almeno 15 giorni la prima dose di vaccino, che siano risultati negativi a un tampone effettuato 48 ore prima, o che siano guariti dal Covid da non più di sei mesi)?
Oltre al Green pass, quali altri documenti potranno essere richiesti?
Ecco la risposta ad alcune domande “pratiche”, per la nostra nuova vita con la certificazione.
Chi sarà autorizzato a richiedere il Green pass?
Inutile storcere il naso di fronte alla richiesta di un ristoratore o del titolare di una palestra. Entrambi sono autorizzati a chiederci la certificazione verde. Oltre alle forze dell’ordine, potranno infatti procedere al controllo del Green pass tutti i titolari o i gestori dei servizi e delle attività in cui è obbligatorio. L’operazione avverrà tramite l’utilizzo di VerificaC19, l’applicazione nazionale che permette di verificare la validità delle certificazioni, anche senza connessione internet.
Quale altro documento dovremo esibire oltre al Green pass?
Sul Green pass non c’è la foto dell’utente, ma solo il Qr code, il nome e cognome e la data delle vaccinazioni o del tampone effettuato. Proprio per questo motivo è difficile per chi verifica accertarsi che l’identità sia giusta: i Green pass potrebbero benissimo essere stati falsificati o scambiati. I verificatori potranno dunque richiedere l’esibizione di un documento di identità, per controllare la corrispondenza dei dati anagrafici mostrati dall’applicazione.
Come funziona l’app Verifica C19?
Nei prossimi giorni potremmo vedere i titolari dei locali sfoderare il loro smartphone e puntarlo sul nostro Green pass. Il ministero della Salute ha infatti messo a punto un’applicazione, chiamata Verifica C19, deputata proprio al controllo delle certificazioni.
L’app è intuitiva e facilissima da usare: ai “verificatori” basterà inquadrare il QR code del Green Pass (che si può esibire sia in formato cartaceo che digitale) con l’applicazione, che ne legge le informazioni e poi con un sistema a semaforo dice se la persona che lo esibisce è in regola oppure no.
Sulla schermata appare un segno verde in caso affermativo o rosso se il Green pass è scaduto o non in regola. Contemporaneamente compaiono i dati dell’intestatario, cioè nome e data di nascita, che la persona deputata al controllo deve verificare ulteriormente chiedendo di esibire la carta di identità.
Come conservare il Green pass in formato digitale?
Qualora si abbia timore di perdere la certificazione o di dimenticarla a casa, è possibile avere sempre a portata di mano il Green pass servendosi del proprio smartphone. Scaricando il Qr code è possibile salvarlo nella galleria telefonica, come una qualsiasi altra immagine. Basterà poi esibirlo, anche senza connessione Internet. Anche l’app IO e l’app Immuni conservano il Qr code in formato digitale.
Chi sarà esentato dal presentare il Green pass?
La certificazione di esenzione alla vaccinazione anti SARS-COV-2 viene rilasciata “nel caso in cui la vaccinazione stessa venga omessa o differita per la presenza di specifiche condizioni cliniche documentate, che la controindichino in maniera permanente o temporanea”. Lo stabilisce la circolare del ministero della Salute ‘Certificazioni di esenzione alla vaccinazione anti-COVID’. Le certificazioni di esenzione alla vaccinazione Covid potranno essere rilasciate in formato cartaceo e potranno avere una validità massima fino al 30 settembre 2021, salvo ulteriori disposizioni. La durata di validità, “sulla base delle valutazioni cliniche, verrà aggiornata quando sarà avviato il sistema nazionale per l’emissione digitale delle stesse per consentirne la verifica digitale”. Temporaneamente e fino al 30 settembre, sono validi i certificati di esclusione vaccinale già emessi dai Servizi Sanitari Regionali.
(da La Repubblica)
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Agosto 5th, 2021 Riccardo Fucile
LA CERTIFICAZIONE SERVIRA’ PER I TRASPORTI EXTRAREGIONALI DAL 1 SETTEMBRE… ESCLUSI BUS, METRO E TRENI REGIONALI
Venerdì 6 agosto entrerà in vigore il decreto del governo che obbliga i cittadini a presentare il green pass per svolgere una serie di attività, tra le quali mangiare al ristorante, partecipare ad eventi sportivi e culturali, andare in palestra o al cinema. Dovrà essere mostrato da tutti i cittadini di età superiore ai 12 anni.
Sono esentati “i soggetti che hanno idonea certificazione medica”. Il decreto stabilisce che in zona bianca è valido il green pass ottenuto dopo aver ricevuto la prima dose di vaccino e ha una validità di 9 mesi.
Nelle zone gialla, arancione e rossa il green pass ottenuto dopo la prima dose è valido per accedere a tutti “i servizi e le attività consentiti e alle condizioni previste per le singole zone”.Potrà ottenere il green pass chi ha un certificato di guarigione nei precedenti sei mesi, oppure ha effettuato un test molecolare o antigenico o salivare nelle 48 ore precedenti e ha avuto esito negativo.
Per scaricare il green pass bisogna aver ricevuto un sms con il codice Authcode che dovrà essere inserito sulla pagina Internet dgc.gov.it oppure sulla app Immuni. Sulla app IO, invece, compare direttamente. Chi non riesce a scaricare il green pass può esibire il certificato cartaceo.
Ristoranti e bar
Sarà necessario presentare il green pass se si vuole andare al ristorante, nei pub, nelle gelaterie e pasticcerie al chiuso e sedersi al tavolo. Non sarà necessario per chi consumerà all’aperto né sarà necessario per chi consumerà al bancone. Al chiuso è previsto un numero massimo di sei persone al tavolo.
Per i banchetti a seguito di cerimonie civili e religiose il green pass era già stato previsto. Non c’è un numero massimo di persone a tavola.
Il buffet rimane consentito “mediante somministrazione da parte di personale incaricato, escludendo la possibilità per gli ospiti di toccare quanto esposto”.
La modalità self-service può essere eventualmente consentita per buffet realizzati esclusivamente con prodotti confezionati in monodose. Ricordiamo che in zona gialla si può andare nei ristoranti e nei bar al chiuso fino alle 18. In zona arancione e rossa i ristoranti sono aperti soltanto per l’asporto e la consegna a domicilio fino alle 22, i bar fino alle 18 , le vinerie e le enoteche fino alle 22.
Palestre, piscine e circoli sportivi
Per svolgere l’attività sportiva al chiuso sarà obbligatorio esibire il green pass. L’elenco delle attività comprende: piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive.
Stadi e palazzetti
Negli stadi e nei palazzetti dello sport in zona bianca, “la capienza consentita non può essere superiore al 50 % di quella massima autorizzata all’aperto e al 30 % al chiuso”. In zona gialla “la capienza consentita non può essere superiore al 25 % di quella massima autorizzata e, comunque, il numero massimo di spettatori non può essere superiore a 2.500 per gli impianti all’aperto e a 1.000 per gli impianti al chiuso”. Rimangono validi “i protocolli attualmente in vigore che prevedono l’assegnazione preventiva dei posti per consentire l’eventuale tracciamento dei casi positivi, il distanziamento quando ci sono gli assembramenti e comunque dei posti a sedere, ingressi separati dalle uscite, l’utilizzo della mascherina al chiuso”. Il decreto prevede che “quando non è possibile assicurare il rispetto delle condizioni previste dai protocolli, gli eventi e le competizioni sportivi si svolgono senza la presenza di pubblico”.
Eventi e spettacoli
Il green pass dovrà essere esibito per spettacoli aperti al pubblico, musei, istituti e luoghi della cultura, mostre, sagre e fiere, convegni e congressi, centri termali, parchi tematici e di divertimento, centri culturali, centri sociali e ricreativi limitatamente alle attività al chiuso, sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò.
Limiti sulla capienza ben specificati. In zona bianca e in zona gialla “gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, locali di intrattenimento e musica dal vivo e in altri locali o spazi anche all’aperto, sono svolti esclusivamente con posti a sedere pre-assegnati e a condizione che sia assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, sia per il personale»”
È obbligatorio indossare la mascherina e mantenere il distanziamento.
In zona bianca “la capienza consentita non può essere superiore al 50 % di quella massima autorizzata all’aperto e al 30 % al chiuso nel caso di eventi con un numero di spettatori superiore rispettivamente a 5.000 all’aperto e 2.500 al chiuso”. In zona gialla la capienza consentita non può essere superiore al 50 % di quella massima autorizzata e il numero massimo di spettatori non può comunque essere superiore a 2.500 per gli spettacoli all’aperto e a 1.000 per gli spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala. Se non si possono rispettare i protocolli “sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico”.
Multe e sanzioni
I cittadini che non hanno il green pass rischiano la multa fino a 400 euro, ridotta se pagata entro cinque giorni. Per gli esercenti “dopo due violazioni commesse in giornate diverse, si applica, a partire dalla terza violazione, la sanzione amministrativa accessoria della chiusura da uno a dieci giorni”.
Chi potrà controllare il green pass
Oltre alle forze dell’ordine, dovranno procedere al controllo del green pass tutti i titolari o i gestori dei servizi e delle attività in cui è obbligatorio. L’operazione avverrà tramite l’utilizzo di VerificaC19, l’applicazione nazionale che permette di verificare la validità delle certificazioni, anche senza connessione internet. I verificatori potranno anche richiedere l’esibizione di un documento di identità, per controllare la corrispondenza dei dati anagrafici mostrati dall’applicazione.
Ci saranno sconti sui tamponi?
Il governo ha autorizzato la creazione di un protocollo d’intesa tra il Commissario straordinario per l’emergenza, le strutture sanitarie e le farmacie per assicurare la somministrazione dei tamponi a prezzo di costo fino al prossimo 30 settembre.
Scuola
Green pass obbligatorio per il personale della scuola. È l’orientamento che, a quanto si apprende, è stato confermato dalla cabina di regia del governo in vista del Consiglio dei ministri odierno. Resta ancora da definire, spiegano fonti di governo, il quadro delle sanzioni per il personale scolastico che non ha il Green Pass. Di certo, sottolineano le stesse fonti, chi non potrà recarsi al lavoro perché non dotato di certificazione verde sarà considerato assente ingiustificato.
Trasporti
Dovrebbe scattare dal 1 settembre l’obbligo di Green Pass per i trasporti, senza anticipazioni ad agosto come qualcuno nel governo sperava, così da consentire l’organizzazione dei controlli.
La certificazione dovrebbe essere richiesta per i treni a lunga percorrenza – Alta velocità, Intercity, con un aumento dei posti disponibili per gli utenti (la capienza sale dal 50 all′80%) – e per i traghetti extraregionali, e non per quelli che viaggiano all’interno della stessa Regione. Il Green Pass non servirà, dunque, per circolare su autobus, metropolitane e treni regionali. Per quanto riguarda i bus il green pass dovrebbe essere richiesto solo per i tragitti che attraversano almeno due regioni.
Dovrebbe essere escluso anche lo stretto di Messina ma una riflessione è ancora in corso. Per quanto riguarda i bus il green pass dovrebbe essere richiesto solo per i tragitti che attraversano almeno due regioni.
(da agenzie)
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Agosto 5th, 2021 Riccardo Fucile
“PIANGO PENSANDO DI ESSERE ARRIVA AL BRONZO, DA PICCOLA AL MASSIMO POTEVO SOGNARE I MONDIALI”
“Io piango, ogni volta per l’emozione. Noi del karate nemmeno immaginavamo
tutto questo, invece siamo alle Olimpiadi. Da piccola non potevo sognare di diventare campionessa olimpica, perché ai Giochi non eravamo ammessi, quindi sognavo l’oro ai Mondiali”.
È una donna minuta, con occhi fiammeggianti, a fare la storia nel tempio del Nippon Budokan: prima italiana a gareggiare nel karate al debutto olimpico, e prima medaglia dopo aver vinto la finale per il bronzo contro l’americana Sakura Kokumai.
Genovese, trentatré anni, l’atleta delle Fiamme Oro è una specialista del kata, parola che esprime il concetto di “forma” e si combatte contro un avversario immaginario con gesti plastici o ad altissima velocità.
Come nasce la sua storia che arriva fino a Tokyo?
“C’era una palestra sotto casa, e a papà e mamma piaceva l’idea di far fare karate a me e a mia sorella Valeria, con l’idea di potersi difendere un domani. Per un genitore che ha due figlie femmine sapere che si possano difendere è una cosa bella. Così sono entrata in palestra, poi mi sono subito innamorata, e da lì non ho più smesso: avevo sei anni”.
Quando il karate è diventato qualcosa di più consistente?
“A dieci anni ho incontrato il maestro Claudio Albertini che mi ha cresciuto fino a quando ne avevo ventisei, nella palestra di Quinto a Nervi. Poi sono entrata nella Fiamme Oro”
Quando ha capito che poteva diventare la sua vita?
“Le prospettive di lavoro non erano grandissime, entrare in un gruppo sportivo era difficile per una disciplina non olimpica. Io lo facevo perché mi piaceva, vincevo e le cose sono venute spontaneamente, non c’è stato niente di ossessivo. Nel frattempo mi sono laureata”.
In che cosa?
“Scienze motorie a Genova, partecipando come una studentessa normale, non come atleta, ma con l’obbligo di frequenza, sessioni rinviate perché ero impegnata con le gare in giro per il mondo. Ci ho messo cinque anni per la triennale perché non c’ero mai. Una bella soddisfazione, oggi ci sono tutte queste lauree telematiche che fai da casa, invece io l’ho vissuta proprio bene”.
Ha vinto un bronzo mondiale e un europeo, quale è il suo punto di forza?
“Sono geneticamente – mi hanno sempre detto – dotata di fibre bianche, esplosive, quindi sono molto veloce. Essendo bassa, dal baricentro basso, riesco a eseguire tutte le tecniche in maniera rapida. La velocità, quindi, poi l’espressività. A ogni gesto devi dare un significato, e io penso che negli anni sono riuscita a portare non un esercizio fisico, ma qualcosa di più”.
Quanto conta saper recitare nel kata?
“Noi eseguiamo delle forme con cui dimostriamo all’arbitro che stiamo combattendo, anche se contro il vuoto. A volte ci sono atleti meno tecnici che prevalgono perché riescono a comunicare di più. Quindi io mi affido a visualizzazione, tecniche mentali, per mettere in scena me stessa. Poi, certo, conta la discrezione arbitrale, di sette giudici che danno punteggi come nel pattinaggio artistico”.
Quanto pesa l’assenza del pubblico giapponese per il karate?
“Si sente lo stesso che siamo al Budokan, che siamo in Giappone, a casa loro, però è tutto da decidere. Per una medaglia si deve fare sempre molto di più del necessario: bisogna straconvincere per convincere”.
(da La Repubblica)
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Agosto 5th, 2021 Riccardo Fucile
LA GIOVANISSIMA TUFFATRICE HA VINTO LA FINALE DEI TUFFI DALLA PIATTAFORMA
Ogni atleta ha il suo sogno olimpico. In tanti, quasi tutti, gareggiano per tentare di vincere una medaglia per scrivere il proprio nome nella storia. Altri, invece, lo fanno perché il palcoscenico a Cinque Cerchi è quello che si sogna fin da bambini. A prescindere dal risultato finale.
Poi c’è Quan Hongchan, partita dalla Cina in direzione Tokyo solamente per un motivo: cercare di pagare le cure alla mamma malata. Lei è giovanissima (14 anni e 130 giorni) e oggi è entrata nella storia dello sport.
La gara era quella di tuffi femminili dalla piattaforma 10 metri. Partita in sordina, fuori dai radar delle favorite, la giovanissima atleta cinese ha sorpreso tutti. Con n punteggio da record (466.20 punti totali) – con uno dei tuffi che ha fatto l’en plein di 10 da parte dei giudici – la 14enne ha sbaragliato la concorrenza di tutte le sue “rivali” sportive partite con i favori dei pronostici. Una prestazione sublime che porta con sé un grande messaggio.
Non solo per l’età. Quan Hongchan, infatti, si era aggregata alla compagine cinese. Ma era lontana dai riflettori, nonostante la grande tradizione della Cina nei tuffi (sia al maschile che al femminile, sia dal trampolino che dalla piattaforma).
Lei era lì con un obiettivo che poco aveva a che vedere con le medaglie e il podio olimpico: tentare di ottenere il miglior risultato possibile per racimolare un po’ di soldi e pagare le cure alla mamma malata. Una spinta emotiva che l’ha guidata, leggiadra come una campionessa, fino all’oro olimpico. Non male per una giovanissima atleta alla prima apparizione internazionale. Non male per un’adolescente salita su quella piattaforma senza pensare a una medaglia. Perché le storie olimpiche sono anche queste e possono trasformarsi in favole.
(da NextQuotidiano)
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Agosto 5th, 2021 Riccardo Fucile
29 ANNI, PUGLIESE, E’ ALLA SUA PRIMA OLIMPIADE …SPOSATO CON L’EX SIEPISTA FATIMA LOFTI, DI ORIGINI MAROCCHINE
Ancora un oro per l’Italia alle Olimpiadi. Dopo i successi dei giorni scorsi, il primo
gradino del podio arriva oggi nella marcia 20 km. Massimo Stano ha vinto la medaglia d’oro della 20 km di marcia. Per l’Italia è il settimo oro.
Massimo Stano, 29 anni, è nato a Grumo Appula in Puglia ma vive a Roma insieme alla moglie ed ex collega Fatima Lofti.
I suoi idoli sono l’ex marciatore azzurro Ivano Brugnetti e quello ecuadoriano Jefferson Perez. Al traguardo il vincitrore ha festeggiato con il gesto del dito in bocca a simboleggiare l’arrivo di un bebè. Tesserato per le Fiamme Oro, era alla prima esperienza olimpica.
È la terza medaglia d’oro nella 20 km di marcia, nella storia azzurra, dopo quella di Maurizio Damilano a Mosca ’80 e quella di Ivano Brugnetti ad Atene 2004, correndo da protagonista sul circuito di Sapporo.
L’azzurro con 1h21:05 ha lasciato dietro di sé due giapponesi: Koki Ikeda, staccato di 9” al traguardo e Toshikazu Yamanishi giunto con 23” di ritardo. Francesco Fortunato ha chiuso al 15° posto (1h23:43). Federico Tontodonati si è classificato 44° (1h31:19). L’azzurro si è imposto con una prova di straordinario coraggio e maturità, in testa dal dodicesimo chilometro.
Sul circuito da un chilometro all’Odori Park si parte alle 16.30 locali sono Stano e Fortunato a mostrarsi più intraprendenti e a farsi vedere nelle posizioni principali, in testa al gruppo.
Prima del passaggio ai 5 km, prende l’iniziativa il cinese Wang Kaihua, marcato stretto dall’indiano Kumar. Tutti gli altri lasciano fare. Dietro, il primatista italiano Stano – seguito da coach Patrizio Parcesepe – prende come riferimento i giapponesi più quotati, il campione del mondo Yamanishi, il connazionale Ikeda, ma anche gli europei, tra cui il russo Mizinov, lo spagnolo Martin, lo svedese Karlstrom, e poi il messicano Olivas.
Il vantaggio dei due di testa è di 11 secondi all’ottavo chilometri, poi nel corso del nono chilometro l’indiano perde contatto dal cinese che resta al comando in solitaria (13 secondi sugli altri big) e al passaggio a metà gara firma il parziale di 40:55. Dieci secondi di vantaggio su Yamanishi (41:05), Stano è terzo (41:05), quarto Ikeda (41:05), via via tutti gli altri. Fortunato tredicesimo con 41:17, Tontodonati trentasettesimo con 42:38.
Sull’impronta del ritmo impostato da Massimo Stano termina l’azione solitaria del cinese Wang e si forma un gruppetto di sei uomini in testa: Stano insieme a due spagnoli (Garcia e Martin), ai giapponesi Yamanishi e Ikeda, e a due cinesi (Wang e Zhang). Non più il russo Mizonov, frenato dalla sosta in penalty zone di due minuti. È un copione che prosegue a lungo. Anzi, fino alla fine.
Stano è capofila anche al passaggio al quindicesimo chilometro (1h01:27), ancora con gli altri sei contendenti, ancora in pieno controllo della situazione. Un km di Stano a 4:04 (il diciassettesimo) mette a durissima prova i due spagnoli e i due cinesi.
Resiste soltanto il duo giapponese e si forma un terzetto che passa al km 18 a 1h13:30 dopo un mille da 3:48.
È sensazionale Massimo Stano all’inizio del km 19, imprime un’altra frustata che manda in crisi Yamanishi. L’azzurro passa a 1h17:22 (3:52), Ikeda stringe i denti ma il pugliese ne ha di più, la sua energia non si esaurisce, viaggia e sogna verso il traguardo e la leggenda. Con il pollice in bocca, per dedicare il successo olimpico alla figlia Sophie nata nel mese di febbraio.
Stano cresciuto a Palo del Colle (Bari), si è avvicinato all’atletica nel 2003 praticando il mezzofondo ma nel 2006 ha scelto la marcia dimostrando subito grandi doti. Nel 2013 è stato quarto nella gara dei 20 km agli Europei under 23 di Tampere ma in seguito ha ricevuto il bronzo per la squalifica del russo Bogatyrev. Dopo una serie di infortuni, nel marzo 2018 è tornato a vincere un titolo italiano sulla 20 km migliorandosi di oltre un minuto, poi il terzo posto nei Mondiali a squadre con l’argento per team e la quarta piazza agli Europei di Berlino, a un solo secondo dal podio. Ha realizzato il primato italiano nel giugno 2019 con 1h17:45 a La Coruna.
(da agenzie)
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Agosto 5th, 2021 Riccardo Fucile
E IL PRESIDENTE DEL CONI LO NOMINA PORTABANDIERA NELLA CERIMONIA DI CHIUSURA
Ancora una notte di gloria per l’atletica italiana. La staffetta 4X100 ha conquistato la finale – terzi nella loro batteria, quarti nel computo totale dei tempi – segnando anche il record italiano in 37.95. Sognare il podio è possibile, grazie alle prestazioni di Lorenzo Patta, Marcell Jacobs, Eseosa Desalu e Filippo Tortu, anche se altre Nazioni sembrano essere più attrezzate.
In attesa della finale (prevista per domani, venerdì 6 agosto, alle 15.50 italiane), il campione olimpico dei 100 metri si è tolto qualche sassolino dalla scarpa dopo le assurde critiche piovute negli ultimi giorni da Oltreoceano.
“Scetticismo Usa dopo oro nei 100 metri? Non mi tocca assolutamente – ha commentato Marcell Jacobs al termine della semifinale della staffetta 4X100 -. Io so che sono arrivato sin qua facendo tanti sacrifici, con tanto lavoro, tante sconfitte e tante delusioni. Mi sono sempre rialzato e tirato su le maniche e so che tutto quello che è successo è solamente grazie al duro lavoro. Non mi tocca assolutamente e non gli rispondo perché gli darei solo importanza”. Perché le illazioni mosse da alcuni quotidiani a stelle e strisce (ma anche britannici) sono completamente prive di riscontri.
Come spiega il quotidiano La Repubblica, infatti, dall’inizio del 2021 il nostro centometrista si è sottoposto a 18 test anti-doping, tutti risultati negativi.
Da quando è sbarcato a Tokyo, inoltre, Marcell Jacobs è stato “testato” in quattro occasioni: la prima non appena ha messo piede nel villaggio olimpico, le altre nel corso dei giorni precedenti e successivi alle batterie e alle gare. E, ovviamente, nulla di illecito è emerso dagli esami.
La replica alla polemica (inesistente) sulle sue scarpe
E se non bastassero queste illazioni, da ieri circola una presunta polemica partita dalle parole dell’ex campione olimpico Usain Bolt sulle scarpe utilizzate da Jacobs: “Polemica sulle scarpe? Ogni marchio ha praticamente le scarpe che sono identiche l’una all’altra. Io ho fatto apposta dei test, quando mi hanno mandato queste scarpe, sui 60-70 metri, con queste scarpe nuove e quelle vecchie ed è più una sensazione che la scarpa in sé, perché dai dati non abbiamo visto nessuna grande differenza. Le velocità, le ampiezze e le frequenze sono quelle, è più di come riesci ad adattarti alla scarpa”.
E se le polemiche sterili possono essere accantonate in un cassetto, per Marcell Jacobs arriva un’altra grande notizia: il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha annunciato che sarà lui il portabandiera per l’Italia alla cerimonia di chiusura (prevista per domenica 8 agosto, alle 13 italiane) dei Giochi Olimpici di Tokyo. In attesa della finale della staffetta 4X100, dunque, lo sprinter sa già che prenderà il testimone dalle mani di Jessica Rossi ed Elia Viviani, alfieri italiani alla cerimonia d’apertura.
(da agenzie)
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Agosto 5th, 2021 Riccardo Fucile
GLI AMERICANI HANNO FATTO SOLO SESTI: ORA DIRANNO CHE I TUTTI I PRIMI CINQUE SONO DOPATI?
Corriamo sempre più forte. Con il tempo di 37″95 la staffetta italiana maschile si
qualifica per la finale della 4×100 e segna il nuovo record italiano (il precedente era 38″11, stabilito ai mondiali di Doha nel 2019).
In corsia cinque, il testimone è passato senza intoppi dalle mani dei nostri Lorenzo Patta (partito dai blocchi), il campione olimpico Marcell Jacobs, Eseosa Desalu e Filippo Tortu nell’ultima frazione.
Disastroso il team Stati Uniti: pur avendo in squadra Bromell, Kerley, Baker e Gillespie, non è andato oltre il sesto posto ed è stato eliminato.
Nella batteria degli azzurri è arrivata prima la Cina (37″92) poi il Canada (stesso tempo) e l’Italia, trascinata da Jacobs e da Tortu che nell’ultimo tratto è riuscito a tenere testa a cinesi e canadesi che schieravano Andrè De Grasse, neo-vincitore dei 200 metri e terzo nei 100 dominati dall’azzurro Jacobs.
“Sapevamo di avere nelle gambe il tempo per accedere alla finale”, commenta Tortu. “E’ stato come fare i 400 metri, perché il caldo ha reso tutto molto faticoso. Abbiamo fatto passaggi di testimone molto prudenti, perché volevamo arrivare al traguardo”. Anche Jacobs parla del fattore afa, ospite indesiderato dell’Olympic Stadium di Tokyo: “Non ero al massimo, ma per domani mi riprenderò. Davo la medaglia al cento per cento agli americani, sono rimasto sorpreso dalla loro eliminazione”.
Correre con il campione olimpico rende il testimone più leggero o più pesante? Alla domanda posta al team azzuro, risponde Tortu: “Avere Jacobs in squadra è uno stimolo in più e ti fa sentire più tranquillo. Ma il testimone pesa uguale”.
Le qualificate per la finale di domani: Jamaica, Gran Bretagna, Cina, Giappone, Italia, Canada, Germania e Ghana. La gara è alle 15.50 ora italiana.
(da agenzie)
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