Destra di Popolo.net

“HO LA PSORIASI, NON POSSO IMMUNIZZARMI”: ECCO A VOI I FURBETTI DELL’ESENZIONE DAL VACCINO

Agosto 10th, 2021 Riccardo Fucile

ESISTE UNA CIRCOLARE DEL MINISTERO MA I MEDICI DI FAMIGLIA SONO SUBISSATI DA RICHIESTE ASSURDE

Il 4 agosto scorso il ministero della Salute ha emanato una circolare che spiega come ottenere le certificazioni di esenzione alla vaccinazione anti-Covid-19 che servono per avere il Green Pass.
Nella circolare si spiegano alcuni esempi di chi può essere esentato dalla vaccinazione: per esempio chi ha avuto una grave reazione allergica dopo la prima dose, oppure le donne in stato di gravidanza (per le quali il vaccino è comunque consigliato), oppure ancora chi è a rischio sindrome Guillain-Barré.
Si tratta di casi esemplari e relativamente rari. Ma a quanto pare è accaduto l’imponderabile.
Pierluigi Bartoletti, vice segretario vicario della Fimmg, il sindacato dei medici di famiglia, racconta oggi alla Stampa che la circolare ha creato una nuova categoria: i furbetti dell’esenzione dal vaccino.
«Siamo subissati di richieste di esenzione avanzate per i più disparati motivi – spiega Bartoletti -. Ma c’è anche chi prova a fare il furbo, spacciandosi per guarito dal Covid. L’altro giorno se ne è presentato uno con un foglio stropicciato senza la firma di un medico. Allora devi stare lì a spiegare che io certifico l’avvenuta guarigione di un paziente che ho seguito o di chi presenta una certificazione credibile, come quella rilasciata da un ospedale».
Il dottore spiega che lui e i suoi colleghi hanno ascoltato in questi giorni le scuse più assurde: «Ho la psoriasi e prendo i farmaci biologici per curarla, mi fa uno. Ma come, gli dico, proprio per questo dovresti vaccinarti prima degli altri. Poi c’è chi me l’ha richiesta perché affetto da una sclerosi multipla mai diagnosticata. Il caso più divertente è però quello del sommozzatore, secondo lui non vaccinabile perché a rischio di trombosi. Ma se le cose stanno così, gli ho risposto, forse è il caso che non faccia più immersioni».
Secondo Bartoletti «è un problema serio, siamo sotto pressione perché in tanti non vogliono vaccinarsi e pretendono che noi certifichiamo il falso per far ottenere il Green Pass. Rischiando poi di essere denunciati per falso ideologico. Poi c’è il problema dei bambini…».
Ovvero: «Arrivano quindicenni che vogliono vaccinarsi ma i loro genitori si oppongono e noi senza il consenso informato firmato da entrambi non possiamo procedere. Forse dovremmo fare come in Israele dove se ne sbattono e immunizzano lo stesso. Ma serve una norma».
Il vice segretario della Fimmg dice che il problema è a monte: la circolare parla genericamente di esenzione «rilasciata nel caso la vaccinazione stessa venga omessa o differita per la presenza di specifiche condizioni cliniche documentate che la controindicano».
Per questo nelle maglie della norma si stanno infilando i No vax: «Purtroppo è quello che si sta già verificando. Pensi che nella rete sono già spuntati siti di avvocati che suggeriscono come chiederci l’esenzione. Qualcuno si presenta e dice, “io mi vaccino se lei mi sottoscrive una dichiarazione nella quale esclude la possibilità di qualsiasi effetto collaterale”. E così ci mettono in difficoltà perché è chiaro che qualche reazione può esserci, ma il rapporto rischio-beneficio è sempre e comunque a vantaggio del vaccino rispetto al contagio». La circolare che presenta le certificazioni di esenzione dalla vaccinazione anti-Covid-19 è stata firmata dal direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute Giovanni Rezza.
Nel documento si fa riferimento al ruolo del medico di base e del pediatra, visto che i certificati vengono rilasciati da loro oltre che dai medici vaccinatori. E si spiega che “le persone che ottengono una esenzione alla vaccinazione anti-SARS-CoV-2 devono essere adeguatamente informate sulla necessità di continuare a mantenere le misure di prevenzione come: usare le mascherine, distanziarsi dalle persone non conviventi, lavare le mani, evitare assembramenti in particolare in locali chiusi, rispettare le condizioni previste per i luoghi di lavoro e per i mezzi di trasporto”. Ma evidentemente qualcuno l’ha scambiata per una tana-libera-tutti.
(da agenzie)

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COVID, IL DISASTRO SICILIA: ULTIMA PER VACCINI, PRIMA PER RICOVERI E CONTAGI

Agosto 10th, 2021 Riccardo Fucile

I SINDACI RICORRONO AL GREEN PASS ANCHE NELLE PIAZZE… QUASI MILLE NUOVI POSITIVI IN UN GIORNO

Quasi mille positivi in un giorno e una soglia di occupazione che si avvicina al tetto massimo del 15%. In Sicilia le persone non si vaccinano e i turisti sfuggono ai controlli dei test rapidi
Hotel sold out, turisti a frotte, e un’isola piena di abitanti senza alcuna protezione da Covid-19. In Sicilia il disastro sui vaccini va di pari passo a quello dei contagi.
Un rapporto inversamente proporzionale ormai da troppi giorni: ultima per vaccinazioni, con percentuali sotto il 50% per i giovani, più di 70mila over 80 scoperti, 150mila ultra 60enni senza protezione; prima per contagi con oltre 5mila positivi a settimana.
E la curva non smette di crescere anche per ricoveri ordinari e terapie intensive: con l’80% degli ospedalizzati non vaccinati, Agenas registra un tasso aggiornato di occupazione nei reparti Covid del 14%, poco sotto alla soglia massima del 15% decisa dal governo Draghi per il cambio di colore.
Nella speranza che il Green pass mobiliti gli scettici verso la vaccinazione, una delle terre più accoglienti e turistiche del Paese si prepara con tutta probabilità a un ritorno in zona gialla già dal 16 agosto, con misure restrittive che dovranno provare a colmare il vuoto di una campagna vaccinale disastrosa.
Il disastro sui vaccini
L’ultimo report settimanale dell’Istituto superiore di Sanità registra per la Sicilia una lunga serie di primati negativi. La Regione è ultima nell’immunizzazione degli over 80: la categoria a cui fin dai primi momenti di campagna vaccinale è stata riconosciuta massima priorità insieme a quella degli operatori sanitari, risulta ancora scoperta per il 21,2%, più di 70mila anziani altamente fragili.
Ultima anche nei dati della fascia 70-79 anni: 93.919 non vaccinati. Si sale poi a quota 153.061 per la categoria 60-69: il 24,25% non ha ricevuto neanche la prima dose.
Sui giovani non si va poi così meglio. I dati messi a disposizione sull’andamento delle vaccinazioni nelle singole Regioni parlano chiaro: nessuna fascia d’età dai 12 ai 39 anni in Sicilia raggiunge il 50% di copertura, con il dato più basso del 24,86% di protetti tra i 12 e i 19 anni, la categoria che presto ritornerà a scuola senza obbligo di Green pass. E a proposito di scuola, anche i dati sul personale scolastico preoccupano non poco. La struttura commissariale di Figliuolo comunica per la Sicilia il 42,64% di docenti, personale Ata e amministrativi senza neanche la prima dose. Il primato in negativo viene però smentito dalla Regione che parla invece dell’82% di personale scolastico già immunizzato.
Sarà l’elenco aggiornato del 20 agosto a consegnare al generale Figliuolo il quadro preciso di tutti gli operatori della scuola ancora senza vaccino regione per regione, sperando in percentuali chiare e attendibili. Gli ultimi numeri poi arrivano dai singoli Comuni. Il Messinese registra almeno 10 aree con meno del 50% di vaccinati, con la preoccupazione del commissario locale per l’emergenza Covid, Alberto Firenze, che invita a collaborare in modo serio alla lotta al virus. «In molti Comuni si conta poco più di un vaccinato ogni due residenti. Specchio di una Sicilia che prova a rincorrere il Covid, ma i nuovi casi giornalieri sfiorano i mille e appare sempre più difficile evitare il giallo. Gli sforzi non sembrano bastare».
Il primato sui contagi
L’esito della lenta e difficile campagna vaccinale siciliana non si è fatto attendere. Solo guardando gli ultimi numeri dell’Iss, nella settimana dal 2 all’8 agosto si contano esattamente 5.097 positivi in 7 giorni: dal 28 giugno al 4 luglio erano stati 811. Il dato è aumentato di 6 volte. Sul fronte giornaliero, il bollettino regionale di ieri 9 agosto ha contato 932 positivi in soli 24 ore.
Non meglio per i ricoveri. Il numero delle persone in intensiva è salito di +144 persone, con un tasso di occupazione dei posti letto arrivato al 7%. La percentuale si avvicina pericolosamente alla soglia massima consentita del 10% decisa dal governo per il passaggio in zona gialla. Altrettanto preoccupante l’aumento nei reparti di non intensiva: Agenas parla del 14% di occupazione, con una soglia massima fissata dal governo al 15% e un trend che non accenna a invertire rotta.
Il collegamento con la scarsa copertura vaccinale è presto detto: uno degli ultimi report dell’Assessorato alla Salute della Regione aveva tempo fa fatto chiarezza su chi fossero i contagiati con sintomi gravi che avevano ricominciato a popolare terapie intensive e aree mediche.
Viene fuori così che più dell’ 80% dei ricoverati negli ospedali siciliani non è vaccinato contro Covid-19, circa 85 persone su 120. In particolare nelle terapie intensive, dei 15 pazienti presi in esame al momento dell’analisi: 10 risultano non vaccinati, 4 hanno ricevuto la prima dose e soltanto 1 risulta totalmente immunizzato.
Il poco controllo sui turisti
Intanto la carica dei visitatori non smette di sbarcare su una delle isole più conosciute e apprezzate anche dal turismo estero. Nelle condizioni di sicurezza già precarie per gli isolani, il controllo della diffusione del virus anche tra i visitatori è un’altra delle sfide che la Regione non sta riuscendo a vincere.
Da venerdì, tra Palermo e Catania, sono atterrati 13mila passeggeri da 105 voli. Molti dei turisti arrivano da Paesi in cui la variante Delta è dominante, proprio come in Italia, con il maggiore rischio di diffusione che questo comporta. Il punto più critico è lo stretto di Messina dove la fila chilometrica per lo sbarco non sembra diventare altrettanto lunga davanti all’area adibita ai test rapidi.
In porti e aeroporti il controllo rimane complicato: le ultime ordinanze del presidente della Regione Nello Musumeci hanno esteso l’obbligo del tampone, inizialmente previsto per Spagna e Portogallo, a chi arriva da Malta, Grecia, Francia e Paesi Bassi. Ma il 30% di 35mila passeggeri sbarcati a luglio dai Paesi a rischio, ha ignorato il Covid center preferendo direttamente le stupende spiagge dell’isola.
L’eventualità che i test vengano svolti in maniera privata dai turisti esiste ma rimane un’ipotesi, considerata anche la debolezza delle verifiche da parte delle autorità, effettuate sempre a campione e non in modo sistematico.
Oltre alla gestione degli arrivi, si rivela complicato anche controllare i numerosi comportamenti rischiosi tenuti sull’isola da vacanzieri poco responsabili. L’ultimo episodio arriva da Pantelleria: il dj romano denunciato per violazione delle norme anti Covid ha pensato bene di organizzare una festa con almeno 300 invitati, musica e balli annessi.
E le amministrazioni obbligano al Green pass anche in piazza
Appellarsi all’obbligo di Green pass per incentivare alla vaccinazione è uno dei tentativi delle singole amministrazioni per sperare di arginare rischi di contagi e ricoveri. L’ultima decisione arriva dalla provincia di Ragusa, dove il sindaco di Chiaramonte Gulfi ha stabilito l’obbligo di Carta verde anche per entrare in piazza. Nel grande spazio antistante il Duomo di Chiaramonte, spesso teatro di spettacoli e appuntamenti estivi, si potrà entrare solo se muniti di pass sanitario. Una misura attuata in modo rigoroso che prevederà anche la chiusura di tutti gli ingressi dalle stradine laterali, stabilendo un solo accesso alla piazza per tutti.
(da agenzie)

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FESTA ABUSIVA CON 300 INVITATI A PANTELLERIA: DENUNCIATO UN DJ ROMANO PER VIOLAZIONE DELLE NORME ANTI COVID

Agosto 10th, 2021 Riccardo Fucile

POI CI SI CHIEDE PERCHE’ IL VIRUS SI DIFFONDE

I carabinieri di Pantelleria hanno denunciato un dj romano residente a Milano, L. L. di 34 anni, perché ha organizzato una festa abusiva con 300 persone in una villa in contrada Morgana con musica a tutto volume e somministrazione di alcolici.
Tutta l’attrezzatura per la musica è stata sequestrata. I carabinieri lo hanno sanzionato per violazione delle norme anti-Covid-19 previste dall’ordinanza del sindaco e denunciato per disturbo del riposo delle persone e apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo.
L’intervento è avvenuto nella notte tra domenica e lunedì, mentre i militari erano impegnati in un servizio di perlustrazione notturno.
Secondo il verbale delle forze dell’ordine, i carabinieri di pattuglia nei pressi dell’aeroporto avevano notato un gran numero di auto parcheggiate al suo interno e molte persone che si dirigevano verso un abitazione a cento metri dallo scalo.
Nei pressi dell’ingresso c’erano due persone che regolavano l’afflusso di persone all’interno, dove c’era anche un dj e un angolo bar con alcolici e superalcolici, il tutto senza il rispetto delle norme anticovid.
Il dj di 34 anni ha subito dichiarato di essere l’organizzatore della festa e di aver preso in affitto la villa per organizzare la serata.
La Sicilia è la regione in cui ieri si è registrato il maggior numero di positivi al Coronavirus: 923. L’isola è a rischio zona gialla insieme alla Sardegna perché secondo l’ultimo report dell’Istituto Superiore della Sanità e del ministero della Salute ha un’incidenza di casi ogni centomila abitanti a 104,5, il 13% di posti occupati in area medica e il 17% delle rianimazioni occupate.
Gli attuali positivi nel territorio sono 14.939. Secondo l’ultimo bollettino regionale sul fronte ospedaliero si registrano 442 ricoverati in regime ordinario e 52 in terapia intensiva.
Per quanto riguarda i dati delle nove province, svettano Palermo e Catania, rispettivamente con 208 e 190 nuovi casi. Seguono Messina (186), Ragusa (112), Caltanissetta (106), Siracusa (56), Enna (38), Trapani (22) e Agrigento (5).
(da agenzie)

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LA STORIA DI GREAT NNACHI, LA CAMPIONESSA ITALIANA DI SALTO CON L’ASTA (MA NON PER LO STATO)

Agosto 10th, 2021 Riccardo Fucile

IL CASO DELLA 17ENNE NATA A TORINO E’ L’EMBLEMA DI UN PAESE ANCORATO A NORME DELIRANTI

Conquista e continua a conquistare medaglie nei campionati italiani ed è la stella del futuro della nostra atletica.
È stata nominata Alfiere della Repubblica “per le sue qualità di atleta, affinate pur tra difficoltà, e per la disponibilità che mostra nell’aiutare i compagni e nel collaborare alla formazione e all’allenamento dei più piccoli”.
Questi dettagli fanno pensare a una bella storia di sport, ma fanno emergere tutte le contraddizioni italiane nei confronti di quei giovani nati nel nostro Paese da genitori stranieri. La storia di Great Nnachi è l’esatto emblema del cortocircuito nostrano.Great Nnachi è nata a Torino 17 anni fa. L’atletica scorre nel suo sangue e nel giro di qualche anno è diventata la figura di riferimento dal salto con l’asta a livello juniores. Due titoli italiani nei “cadetti” che sono arrivati solamente grazie a una deroga chiesta dalla Fidal (Federazione italiana di Atletica Leggera) e certificata dalla IAAF.
Ma non può rappresentare l’Italia a livello internazionale. Il motivo? Per lo Stato non è “ancora” italiana. Il tema, dunque, è quello dello ius soli “sportivo e non solo”. E la 17enne ha confessato a La Stampa di non capire i motivi di tutto ciò:
“Proprio non riesco a capire perché, pur essendo italiana a tutti gli effetti, non posso rappresentare il mio Paese nello sport. E vorrei tanto farlo in giro per il mondo. Sono campionessa italiana, ma non posso dimostrarlo fuori confine”.
Una situazione bloccata che, al momento, le impedisce di gareggiare (e rappresentare l’Italia) in tutti gli eventi e le manifestazioni di atletica leggera.
Un talento che, dunque, viene messo in naftalina per via di un vulnus normativo che non consente a chi nasce in Italia da genitori stranieri di essere definito “italiano”. E nelle sue stesse condizioni c’è anche il fratello minore, Mega, che gioca nelle giovanili della Juventus.
(da NextQuotidiano)

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ZAIA DICE NO AI TAMPONI GRATIS, PROPRIO QUELLI CHE VOLEVA SALVINI

Agosto 10th, 2021 Riccardo Fucile

LEGA IN CORTO CIRCUITO

Il segretario della Lega ha portato avanti questa battaglia che, al momento, non ha prodotto risultati. Anzi, un primo riscontro è avvenuto, ma non nella direzione indicata da Matteo Salvini.
Da ieri, infatti, la Regione Veneto ha detto stop ai tamponi gratis. La decisione è stata annunciata dal Presidente Luca Zaia che, di fatto, ha smentito le volontà espresse – a più riprese – dal senatore del Carroccio.
“Siamo la Regione che ha fatto più tamponi di tutti, ma l’assalto alla diligenza anche no – ha detto Luca Zaia in un’intervista rilasciata a Il Corriere della Sera -. Ma il tampone gratis non può essere la risorsa alternativa di chi vuole andarsi a mangiare una pizza senza vaccinarsi”.
Parole che confermano una visione diametralmente opposta rispetto a quella mostrata dal segretario della Lega che in questi giorni si trova a dover affrontare una vera e propria crisi all’interno del suo partito, completamente spaccato dai pareri sul Green Pass e le altre norme per contenere la pandemia.
Zaia, già nei giorni scorsi, ha preso una posizione molto netta che va in contrasto con alcune “anime ribelli” presenti nel Carroccio.
Quell’ammiccamento all’universo No Vax non è piaciuto al Presidente del Veneto che, di fatto, ha criticato la posizione di alcuni senatori e deputati del suo stesso partito sulla campagna di immunizzazione. E anche sul Green Pass. E anche oggi, a Il Corriere della Sera, spiega perché l’idea del tampone gratis (effettuato nella sua Regione fino a poche ore fa) non è più percorribile.
“Più di qualcuno che non si vuol vaccinare ha visto questa opportunità come una scappatoia gratis. Ma le situazioni sono articolate, quelli che per qualche motivo non hanno potuto vaccinarsi, quelli che vaccinati non riescono ad avere il green pass”.
Per questo motivo la sua Regione ha deciso di dire stop ai tamponi gratis, per evitare una facile via d’uscita (senza pagare) destinata a chi non vuole vaccinarsi. L’esatto opposto di ciò che sostiene Matteo Salvini.
(da agenzie)

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LA “SCIENZIATA” MAGLIE DICE CHE I VACCINI NON CI LIBERERANNO DAL COVID, MA LEI SI E’ VACCINATA

Agosto 10th, 2021 Riccardo Fucile

LA BALLA CHE LA CAMPAGNA DI IMMUNIZZAZIONE DI MASSA E’ INUTILE SMENTITA DAI FATTI E DAI DATI… IL CASO ISLANDA

Dice si essersi fatta il vaccino, ma non vuole pubblicizzarlo e non vuole etichette. Poi, però, pone sul petto una medaglia da esperta di epidemiologia, virologia e immunologia sentenziando: la campagna vaccinale a tappeto è sbagliata.
A parlare non è un esperto di medicina, ma l’ex giornalista e opinionista dei salotti televisivi di casa Mediaset Maria Giovanna Maglie. A sostegno della sua tesi parla di “una serie di ragioni” che, però, non esplicita mai. Ma lei è sicurissima.
“Mi sono vaccinata, ma non desidero ostentarlo né dire che l’ho fatto perché non voglio esibire una patente – ha detto Maria Giovanna Maglie a ControCorrente, su Rete4 -. Quindi è esattamente il Green Pass quello che mi ammazza. Detto questo, la mia opinione è molto semplice: questo vaccino d’emergenza è diventato la panacea di tutti i mali. Non sarà il vaccino la cura finale contro la pandemia, ma lo sarà il poter trovare una terapia che lo farà diventare come un’influenza rispetto alla quale si vaccinano solamente le persone molto anziane e molto fragili”.
Poi prosegue con un giudizio di merito lasciato appeso a una “serie di ragioni” non spiegate: “Questa vaccinazione a tappeto è devastante e sbagliata, secondo me per una serie di ragioni. E per una serie di ragioni che del tutto pulite non sono, la terapia domiciliare, le cure domiciliari, una serie di terapie alternative che avrebbero potuto essere sperimentate e verificate non lo sono state. Dal primo momento di questa pandemia la risposta è stata decreti e ordini, decreti e ordini”.
Il caso Islanda che la smentisce
Sulle cure domiciliari e le cure contro il Covid molto è stato detto. Nel corso dei mesi di pandemia, nonostante quanto dichiarato da Maria Giovanna Maglie, sono stati sperimentate terapie e prodotti per contrastare gli effetti della malattia.
Ma, per il momento, la scienza ancora non è riuscita a definire – su larga scala – cosa può essere realmente efficace.
Per questo motivo, al fine di evitare morti e malati gravi, si è ricorso al vaccino (perché la prevenzione ha un ruolo ben diverso rispetto alla cura, proprio per rapporto di causa-effetto).
E l’efficacia di una campagna di immunizzazione a tappeto, quella che secondo l’opinionista non serve a nulla, è evidente dal caso Islanda, uno dei Paesi con il tasso più alto di vaccinazioni.
Come riporta l’Ansa, infatti, “il 96% delle donne e il 90% degli uomini over 16 hanno ricevuto almeno una dose di vaccino”. Numeri che si traducono in altri numeri: nel 2021, infatti, sull’isola si è registrato un solo decesso (e sono quasi spariti i casi gravi, nonostante la crescita dei contagi a causa della variante Delta). Di fatto, dunque, le parole di Maria Giovanna Maglie sono smentite dai fatti.
(da NextQuotidiano)

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IL NO GREEN PASS CHE VOLEVA INGUAIARE LA PIZZERIA E HA FINITO PER ESSERE INGUAIATO

Agosto 10th, 2021 Riccardo Fucile

SUI SOCIAL OFFENDE I GESTORI DELLA PIZZERIA, MA SCATENA LA REAZIONE DEL WEB: PROFILO PRESO D’ASSALTO DALLE BURLE DI CHI SI E’ VACCINATO

La storia pazzesca arriva da Ivrea, dove un uomo è entrato in una pizzeria per cenare. I proprietari hanno chiesto che fosse esibito il green pass così come richiesto dalla legge ma lui, arrabbiatissimo, lascia l’attività commerciale è minaccia i proprietari di pubblicare i fatti sui social.
I proprietari della pizzeria Capri a schiena dritta tengono la posizione e lasciano che lo sgradito cliente finisca le sue ingiurie fuori dal locale.
“Pizzeria Capri Ivrea da boicottare: chiedono il green pass (codardi)”, scrive l’avventore. E ancora, non pago della figura, continua nella chat privata della pizzeria “Siete delle m****”, si legge negli screen che i proprietari hanno condiviso. “Lasciateci lavorare dite voi. Ah lavorate….mandate via i clienti?”, come se le leggi non fossero abbastanza chiare. “Che grandi lavoratori che siete”, “La paura domina il vostro essere”.
Una scelta quella del no vax che non ha pagato.
La catena della solidarietà sui social è stata eccezionale, il profilo della pizzeria e quella dell’uomo contro il green pass sono stati presi d’assalto. Nel primo caso, alcuni messaggi restituiscono speranza ai social.
“Pizzeria Capri Vi apprezzo non solo per la pizza, ma anche per la sobrietà con cui avete risposto a una cosa delirante”, “Grazie di cuore per anteporre al vostro interesse economico il benessere sanitario del nostro Paese. Sia lodato il senso civico. P.S.: avete vinto una nuova Cliente! Ci vediamo presto!” e ancora “Probabilmente questo personaggio non ha altro da fare che andare in giro a vedere chi applica o meno il green pass. io sono con voi”.
Una serie infinita di messaggi di vicinanza ai gestori dei locali che in queste settimane combattono tra no vax, no green pass e clienti che vorrebbero solo consumare una cena.
Il profilo del nostro eroe invece ha cominciato ad incassare messaggi di altro genere. “Oh, hai fatto una bella figura con quella pizzeria. C’è mezzo web che ride”, scrive uno. “Sta cercando di trovare una pizzeria che non chieda il greenpass da lassù?”, scrive un altro utente sotto la foto del ragazzo mentre dall’alto della montagna scruta davanti a se. “104 follower…ti puoi definire influencer”, scrivono ancora tanti utenti pronti a burlarsi del no vax.
(da NextQuotidiano)

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LA STORIA ESILARANTE DEI NO VAX INGLESI CHE VANNO A PROTESTARE CONTRO LA BBC MA ALL’INDIRIZZO SBAGLIATO

Agosto 10th, 2021 Riccardo Fucile

L’EMITTENTE BRITANNICA HA CAMBIATO SEDE OTTO FA MA I CAZZARI NO VAX NON SONO CAPACI NEANCHE DI CONTROLLARE UN INDIRIZZO SUL WEB

Utilizzano i social per condividere complotti, cospirazioni e bufale sui vaccini.
Poi, però, non sanno utilizzare la rete per cercare e trovare un indirizzo.
La commovente storia arriva da Londra, dove un piccolo gruppetto di chi protesta contro l’immunizzazione (da Covid e non solo) si era organizzato riunito per dare vita a una manifestazione no vax contro i giornalisti della BBC.
Peccato per loro, che l’appuntamento sia stato dato davanti all’ex sede della televisione britannica, da dove la redazione si è spostata da otto lunghi anni.
La manifestazione, in cui non sono mancate tensioni con le forze dell’ordine, era stato organizzata davanti al Television Center, nella zona ovest della capitale britannica.
Il tutto era stato organizzato per mostrare l’irritazione dei “no vax” nei confronti della BBC, dei giornalisti e di tutta la redazione.
Secondo loro, infatti, il servizio pubblico inglese non fornirebbe una corretta informazione sul vaccino e avrebbe raccontato la pandemia in modo troppo “terroristico”. I classici crismi del complotto e del cospirazionismo.
Qualcosa, però, è andato storto. Fin dalla partenza. Il gruppetto dei no vax contro BBC ha sbagliato l’indirizzo.
Dal 2013, infatti, nel palazzo del Television Center di Londra ci sono solamente uffici della divisione commerciale della televisione. La redazione, da otto anni, si trova a diversi chilometri di distanza (circa sette), a Portland Place nel cosiddetto “Broadcasting House”.
Eppure questa informazione era reperibile facilmente anche su Internet. Evidentemente, però, hanno ricevuto informazioni sbagliate.
Come le strampalate teorie che li ha mossi.
(da NextQuotidiano)

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LE NOBILI PAROLE DEL PADRE DI LUCILLA BOARI, MEDAGLIA D’ORO NEL TIRO CON L’ARCO, DOPO IL COMING OUT DELLA FIGLIA: “SI DIVENTA CAMPIONI QUANDO SI ACCOGLIE E SI ACCETTA LA VITA”

Agosto 10th, 2021 Riccardo Fucile

“BISOGNA SEMPRE RISPETTARE LE SCELTE DEI FIGLI IN NOME DELL’AMORE”

“Lucilla? È la nostra vita e quando si accetta tutto della vita lo si accetta, incondizionatamente. Si diventa campioni nella vita quando si impara ad accettarla, ad esplorarsi, a proporsi, ad accogliere”.
A parlare in diretta durante la trasmissione Il circolo degli anelli di Rai2 è Antonio Boari, il padre di Lucilla Boari, medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Tokyo nel tiro con l’arco.
Il padre dell’atleta commenta così il coming out della figlia, fidanzata con Sanne de Laat, arciera anche lei. “Potrei aggiungere che la vita è un po’ come lo sport – ha aggiunto il signor Boari – i genitori sono i primi allenatori che conducono per mano i figli e gli insegnano tante cose, ma poi sono i figli a fare le proprie scelte”.
Il signor Antonio ha concluso: “In nome dell’amore nei loro confronti bisogna rispettarle e lasciare che la loro vita vada avanti. Tutti possono diventare campioni nelle piccole sfide di ogni giorno”.
(da agenzie)

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