Settembre 6th, 2021 Riccardo Fucile
L’OBBLIGO VACCINALE SARA’ VALUTATO A FINE OTTOBRE, IN ATTESA DI ALTRE MIGLIAIA DI MORTI
Il green pass obbligatorio per i dipendenti pubblici e i lavoratori dei settori dove è
già previsto per i clienti entrerà in vigore ai primi di ottobre.
La strada è ormai segnata, nonostante le divisioni interne alla maggioranza di governo. Dopo la cabina di regia che sarà convocata questa settimana dal presidente del Consiglio Mario Draghi, arriverà l’approvazione del decreto.
Ma bisognerà lasciare trascorrere almeno 15 giorni per dare a chi non è vaccinato la possibilità di sottoporsi alla prima dose, condizione indispensabile per ottenere la certificazione verde.
Ristoratori, gestori di palestre e piscine, addetti ai trasporti a lunga percorrenza saranno i primi a doversi mettere in regola. Insieme ai dipendenti della pubblica amministrazione.
E intanto sarà avviata la procedura per la somministrazione della terza dose alle persone «fragili».
Una road map che il governo chiuderà entro il 31 dicembre, quando scadrà lo stato di emergenza. Tre mesi scanditi da vertici e decreti per ripartire in sicurezza, riaprire le scuole in presenza scongiurando altri lockdown e nuove chiusure delle attività commerciali.
La Cabina di regia
L’incontro di Draghi con i capi delegazione dei partiti per parlare di green pass si svolgerà entro giovedì e sarà allargato al Cts. A seguire, come di consueto, ci sarà il confronto con le Regioni e poi il Consiglio dei ministri per il via libera al decreto. Il tema politico è quale sarà l’atteggiamento della Lega.
Sull’obbligo vaccinale Salvini ha già annunciato il no, sul green pass i ministri leghisti potrebbero invece dare il via libera, come già per i precedenti decreti sul certificato verde.
Il decreto
Arriva oggi nell’aula della Camera il primo decreto con cui si è introdotta in Italia la certificazione verde per i locali pubblici al chiuso. Palazzo Chigi nega la volontà di porre la fiducia, anche tenendo conto che Salvini aveva chiesto a Draghi di evitarla, ma la decisione sarà presa nelle prossime ore.
Scuola
Domattina il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi sarà in audizione a Montecitorio e al pomeriggio al Senato per informare i parlamentari sulle decisioni assunte per consentire il ritorno in classe in sicurezza.
Dipendenti pubblici
Il ministro della Salute Roberto Speranza lavora di concerto con il titolare alla Pubblica amministrazione Renato Brunetta per rendere obbligatorio il certificato di immunità per tutti i dipendenti pubblici, il 10 per cento dei quali non è ancora vaccinato. Se il provvedimento sarà varato entro la fine di questa settimana, potrebbe entrare in vigore già il 27 settembre o al più tardi il 4 ottobre. Brunetta è in pressing: «È una patente di libertà, io lo estenderei a tutto il mondo del lavoro, pubblico e privato». Salvini, che in settimana vedrà Draghi per fare il punto sul Covid, continua a opporsi, concedendo però che «si può fare un ragionamento solo su chi ha contatto con il pubblico».
Aziende private
L’incontro tra sindacati e imprese è previsto per oggi. Cgil, Cisl e Uil vedono Confindustria e Confapi per cercare un’intesa sulle regole del passaporto verde. Le date in ballo sono le stesse dei dipendenti pubblici, 27 settembre o 4 ottobre. Il ministro Orlando spinge: «È la strada migliore per evitare di dover tornare a chiusure, a lockdown, a fermi delle attività produttive e sociali».
Bar, ristoranti, treni
Tutti i partiti sono d’accordo ad eccezione della Lega. E dunque appare ormai scontata l’estensione del green pass per gestori e lavoratori dei settori per i quali il Qr code è stato già imposto: bar e ristoranti al chiuso, piscine e palestre, treni, navi, aerei.
Bus e metro
Nel governo è aperto il dibattito sull’introduzione del green pass per autobus, tram e metropolitane, un settore che presenta importanti difficoltà logistiche, per il numero dei passeggeri e la difficoltà di effettuare i controlli. Il ministro Speranza è cauto: «Green pass per il trasporto pubblico locale? Non mi risulta».
Studenti
In Consiglio dei ministri era stato il dem Dario Franceschini a porre il tema del green pass per gli studenti dei licei, poi però Draghi ha deciso di limitare l’obbligo agli universitari. La questione potrebbe tornare sul tavolo della cabina di regia.
La terza dose
Nella conferenza della scorsa settimana Draghi ha messo in moto la macchina e pigiato sull’acceleratore. Secondo la road map di Speranza, entro settembre si partirà con la somministrazione della terza dose alle persone molto fragili, che hanno sviluppato una risposta immunitaria troppo bassa o che stanno combattendo con alcune tipologie di tumori. Poi si passerà agli anziani delle Rsa, agli ultraottantenni e al personale sanitario. Le scorte sono più che sufficienti: 8 milioni di dosi nei frigo da agosto, 15 milioni in arrivo a settembre.
Obbligo vaccinale
Nessuna decisione è ancora presa, ma Draghi ha tracciato la rotta e Speranza ha confermato che l’obbligo vaccinale è un’opportunità in base all’articolo 32 della Costituzione. Se a metà ottobre i numeri delle vaccinazioni non saranno soddisfacenti, potrebbe partire l’iter per fare dell’Italia il Paese apripista, come lo è stato sull’obbligo vaccinale per medici e infermieri.
Alla fine del mese di ottobre il governo valuterà se sia il caso di forzare e introdurre l’obbligo. Sono diversi gli indicatori su cui si punterà l’attenzione: indice Rt nazionale, posti occupati in area medica, posti occupati in terapia intensiva, numero dei decessi. Ma l’obiettivo rimane quello più volte dichiarato: impedire nuove chiusure.
(da Il Corriere della Sera)
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Settembre 6th, 2021 Riccardo Fucile
IL SORPASSO SU TUTTE LE FASCE D’ETA’ CON LA PRIMA DOSE
I ragazzi hanno capito «meglio di altre che il vaccino è libertà».
La frase è del ministro Roberto Speranza e si adatta bene al report stilato dell’Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi) Matteo Villa sulle statistiche del ministero della Salute e riportato dal Corriere della Sera.
Su un totale di 4,5 milioni di cittadini vaccinati contro il Coronavirus, tra i primi posti di chi si è sottoposto all’inoculazione del farmaco ci sono i ventenni che hanno superato i trentenni e pure i quarantenni.
Nella fascia 20-29 anni si è vaccinato almeno con una dose il 75% (contro il 70% dei 30- 39enni e il 73% dei 40-49enni).
Cresce anche il grafico della fascia 12-19 anni: il 59% di loro si è immunizzato almeno con un’iniezione, per un totale di 2,7 milioni soggetti.
Il trend in crescita, per quanto riguarda l’accesso ai vaccini, è stato notato nel periodo estivo.
Dal primo luglio agli inizi di settembre si sono vaccinati il 24,7% dei trentenni, il 35,5% dei ventenni e il 37,7% dei 12- 19enni.
Rispetto ai 30-39enni, dunque, i 12-19 enni e i 20-29enni si sono vaccinati rispettivamente il 52% e il 43% in più.
Un dato incoraggiante, nonostante il pericolo minimo di contrarre l’infezione tra i giovanissimi non li abbia tenuti lontani dagli hub vaccinali.
Meno vaccinati tra i più anziani
Sempre secondo i dati forniti dall’Ispi, su 100 non vaccinati al primo luglio, la percentuale di chi ha scelto di vaccinarsi è inversamente proporzionale all’età dei pazienti: 49% tra i 12-19enni, 56% tra i 20-29enni, 43% tra i 30-39enni, 35% tra i 40-49enni, 29% tra i 50-59enni, 26% tra i 60-69enni.
(da agenzie)
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Settembre 6th, 2021 Riccardo Fucile
CASTELLINO E’ NOTO PER MANIFESTARE CONTRO IL GREEN PASS E POI ENTRARE ALLO STADIO CON IL GREEN PASS
Una manifestazione a Montecitorio alla presenza di “quattro gatti”, che sarebbero
stati nove se le forze dell’ordine non avessero fermato (prima dell’arrivo in piazza) uno dei nomi forti di Forza Nuova – Giuliano Castellino – e altri quattro neofascisti molto noti nell’ambiente dell’estrema destra italiana.
È questo il bilancio dell’ennesima manifestazione organizzata da Roberto Fiore per protestare contro il Green Pass.
Al momento non si conosce l’identità degli altri militanti contro cui è stato emesso il provvedimento, né se il fermo si tradurrà in arresto.
Ad annunciare quanto accaduto è stato lo stesso presidente di Forza Nuova, Roberto Fiore: i cinque sarebbero stati fermati dalle forze dell’ordine mentre stavano raggiungendo il Pantheon, prima di spostarsi verso la piazza antistante alla Camera dei Deputati, dove era prevista la manifestazione organizzata dal movimento neofascista.
Tra di loro anche Giuliano Castellino (già con precedenti per aggressioni varie e violazione delle misure restrittive), finito tra le pagine della cronaca nelle ultime settimane per via della sua “incoerenza”: da mesi organizza e fomenta eventi contro il Green Pass e poi si è fatto “pizzicare” allo Stadio Olimpico per seguire la “sua” Roma. Ovviamente per accedere all’impianto sportivo (come previsto dal decreto entrato in vigore lo scorso 6 agosto) è necessaria la certificazione verde (con vaccino o tampone).
Sta di fatto che, al netto dei cinque militanti di Forza Nuova fermati (ancora non sono chiare le dinamiche), la manifestazione contro il Green Pass organizzata dall’ultradestra italiana è stata l’ennesimo flop.
Come accaduto lo scorso 1° settembre – quando l’idea era quella di fermare il traffico ferroviario in concomitanza con la nuova estensione della certificazione verde -, a piazza Montecitorio questa mattina erano in pochissimi a manifestare.
La fronda di chi si sta opponendo al Green Pass, dunque, sembra non voler più aderire alla “spinta” politica-sociale dell’estrema destra.
(da NextQuotidiano)
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Settembre 6th, 2021 Riccardo Fucile
ZAN: “SO PER CERTO CHE CI SONO DIVERSI PARLAMENTARI GAY ANCHE IN FRATELLI D’ITALIA E FORZA ITALIA”
Alessandro Zan dice che c’è un deputato della Lega gay. O meglio, di aver visto un deputato della Lega che si baciava con un altro uomo, a Mykonos. Ma non dice il nome.
Chi sarà questo onorevole leghista che avrà sicuramente votato contro la Legge Zan e ora si bacia con un uomo? Ah, saperlo
Ecco cosa ha raccontato Alessandro Zan a Repubblica: “Oggi tra Camera e Senato, ci sono 945 parlamentari. Quelli apertamente gay e lesbiche sono quattro: Ivan Scalfarotto, Tommaso Cerno, Barbara Masini e io. È statisticamente impossibile che siamo solo noi quattro e io so per certo che ci sono parlamentari gay in Forza Italia e in Fratelli d’Italia. In vacanza a Mykonos ho incontrato un deputato della Lega, del quale mi ricordo cartelli particolarmente aggressivi contro la legge Zan. Stava baciando un uomo”.
“Salvini nei giorni pari dice di volere una legge contro i crimini d’odio, nei giorni dispari sproloquia contro il ddl Zan. O è schizofrenia politica o è malafede. Ci pensi bene chi chiede una mediazione con la Lega sulla pelle delle persone”. Lo aveva scritto su Twitter il deputato del Pd, Alessandro Zan replicando al segretario della Lega.
Salvini in una nota aveva avvisato Pd e 5Stelle di “mettersi l’animo in pace, non li lasceremo certo soli a governare per imporre nuove tasse, ius soli, taglio delle pensioni o ddl Zan”.
(da agenzie)
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Settembre 6th, 2021 Riccardo Fucile
HA OTTENUTO LA MESSA IN PROVA: DOVRA’ PRESTARE SERVIZIO GRATUITO DI PUBBLICA UTILITA’ PRESSO UNA ASSOCIAZIONE E VERSARE 1.500 EURO
Dopo tre anni si è chiusa la vicenda che ha visto protagonista l’ex
europarlamentare della Lega, Mario Borghezio, che nel novembre 2019 venne accusato di furto di documenti storici dell’Archivio di Stato di Torino, dopo esser stato punzecchiato da un’impiegata dell’archivio del capoluogo piemontese.
All’epoca Borghezio dichiarò: «Volevo poter fotocopiare quei documenti che rappresentano un unicum. Ma le pare che possa rubare qualcosa?».
Tuttavia, il regolamento dell’Archivio, non prevede che possano essere effettuate pratiche del genere.
E così, al termine delle indagini, Borghezio ha chiesto e ottenuto la messa alla prova al pm Francesco Pelosi, che ha dato parere positivo alle istanze presentate dal legale dell’esponente leghista.
Borghezio non è andato a processo e ha estinto il reato prestando servizio a titolo di riparazione del danno creato alla comunità, in un’associazione o in ufficio dove si svolgono mansioni di pubblica utilità. Ma non solo. L’esponente del Carroccio ha versato una donazione riparatoria di 1.500 euro, donato senza condizioni all’Archivio diversi documenti privati di interesse storico, oltre a restituire tutta la documentazione prelevata dall’Archivio di Stato tra il 2015 e il 2019.
(da Open)
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Settembre 6th, 2021 Riccardo Fucile
DIODATO: “NONNO E’ UN DELINQUENTE, FDI NON E’ UN LUOGO SICURO PER LE PERSONE PERBENE”
Giornate di tensione per Fratelli d’Italia a Napoli dove una rissa ha rischiato di far saltare la presentazione della lista a sostegno del candidato sindaco Catello Maresca. Coinvolti il consigliere regionale Marco Nonno e un uomo del partito, Pietro Diodato. Scambi di accuse e violenza fisica, è quanto emerge dal racconto delle due versioni della storia.
Diodato, in diretta sui social per spiegare l’accaduto, ha mostrato una ferita alla testa; Nonno, da quanto si apprende, si sarebbe presentato per il deposito delle liste con la camicia sporca di sangue, annunciando poi una denuncia, sui suoi profili, per Diodato, accusato anche di voler boicottare la lista.
A far surriscaldare gli animi e scatenare la lite, a quanto si evince, la candidatura dello stesso Diodato, ora in campo dopo quanto accaduto in una civica di Maresca, e la composizione degli schieramenti per la Municipalità .
“Sono stato aggredito nella sede di Fratelli d’Italia con una testata che mi ha spaccato la fronte, da quel delinquente di Marco Nonno, che voleva impedire la mia candidatura al consiglio comunale e quella dei miei amici nelle municipalità – ha dichiarato Diodato – Spalleggiato da alcuni personaggi “palestrati”, utilizzati per la bisogna, ha trasformato la sede del mio partito in un covo personale per imporre la sua legge con la violenza. Siamo scappati per rifugiarci sotto le insegne della legalità di Catello Maresca. E con lui, senza alcuna paura combatteremo la buona battaglia – ha aggiunto Diodato – A Napoli, in questo momento, Fratelli d’Italia non è un luogo sicuro per le persone perbene. Pur sapendo che la stragrande maggioranza è costituita da persone perbene, ma è vittima del terrore che esercita questo soggetto”.
Diversa la versione dei fatti fornita da Nonno: “Alle 23.30 di ieri – ha spiegato Nonno – preparavamo le liste insieme agli onorevoli Del Mastro e Schiano, Diodato è entrato inveendo e dicendo che non sappiamo gestire il partito, poi è andato via. Stamattina alle 8.30 è tornato e ci ha detto ‘non mi candido più io al Comune e ritiro 35 candidati alle Municipalità – ha sottolineato ancora Nonno – Sarebbe stato assurdo, non avremmo più avuto le liste. Alle dieci è tornato dicendo di volersi candidare ma non c’era più tempo, allora ha preso le carte con la forza, noi con una serie di esponenti del partito lo abbiamo fermato, io gli ho strappato le carte di mano ma lui mi ha dato una testata davanti ai dirigenti del partito. Mi ha colpito sui denti davanti a sette testimoni, così si è procurato la ferita”.
(da agenzie)
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Settembre 6th, 2021 Riccardo Fucile
PRIMA LA LEGA HA VOTATO NO IN COMMISSIONE, ORA IL DIETROFRONT
Salvini dopo il voto in commissione contro il green pass a Cernobbio fa
l’ennesima giravolta e spiega che per la pubblica amministrazione e per chi ha contatti con il pubblico può avere un senso. Guarda caso dopo che Draghi non aveva ammesso tentennamenti in conferenza stampa.
Il presidente del Consiglio nella conferenza stampa di qualche giorno fa era stato chiarissimo: la cabina di regia chiesta da Salvini ci sarà. Ma per allargare l’obbligo di green pass anche ad altre categorie. Come gli statali appunto.
E la previsione di Draghi sta per diventare realtà.
Come spiega il Corriere l’incontro di Draghi con i capi delegazione dei partiti per parlare di green pass si svolgerà entro giovedì e sarà allargato al Cts. A seguire, come di consueto, ci sarà il confronto con le Regioni e poi il Consiglio dei ministri per il via libera al decreto.
E le dichiarazioni di Salvini sembrano andare nella direzione di chi non vuole ripetere lo scontro avvenuto in commissione: il green pass esteso agli statali? “Per coloro che hanno contatti col pubblico può essere un ragionamento”, ha spiegato il segretario della Lega Matteo Salvini ospite a Cernobbio, che poi ha provato a dire “vediamo la proposta”, come se potesse dire di no.
Del resto , spiegano Sarzanini e Guerzoni sul certificato verde, nonostante la Lega sia contraria, potrebbe essere posta la fiducia. E sarebbe meglio non arrivare a quel punto.
(da agenzie)
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Settembre 6th, 2021 Riccardo Fucile
IL LEADER DEL SEDICENTE “POPOLO DELLA FAMIGLIA” AVEVA ATTACCATO, CASO STRANO, PROPRIO LA PALLAVOLISTA ITALIANA DI COLORE
Avrebbe potuto solo festeggiare, magari i meno attenti avrebbero solo messo il like al post di Mario Adinolfi. Invece no, ha voluto rispondere. Mantenendo la sua inspiegabile posizione, quella di un pallavolista esperto sarebbe lecito immaginare.
Eppure a noi, e a molti altri, non risultano grandi trascorsi da pallavolista del fondatore del Popolo della Famiglia.
Adinolfi all’alba dei giochi olimpici si era espresso in maniera molto dura sulla decisione di scegliere come porta bandiera della delegazione azzurra Paola Egonu.
Per lui era una questione sportiva, a molti era parsa una polemica legata al colore della pelle. E così all’indomani del successo europeo delle azzurre Adinolfi scrive così, “Mi chiedono un commento su Egonu. Il commento è che alle Olimpiadi ha fallito causando il brutto risultato delle azzurre perché non sa reggere i social – scrive il leader del Popolo della Famiglia -. Il che, confermo, non ne fa una gran vessillifera olimpica. Sono lieto che in un torneo di rilevanza minore abbia fatto bene”.
Una valutazione a cui varrebbe la pena apporre delle postille sostanzialmente in ogni parola. Per fortuna ci pensa lo Zar, Ivan Zaytsev, a riassumere in pochi caratteri concetti estrapolati dalla mente di tutti.
“Guarda che se anche te lo chiedono un parere, puoi benissimo non scrivere fesserie è questo il punto!
L’opposto italiano di origine russa zittisce l’ex giornalista. Non per affetto nei confronti di Egonu, che per altro notoriamente c’è, ma perchè con poche piccole parole Adinolfi aveva: offeso una competizione, gli Europei.
Offeso la Nazionale, offeso la capitana e offeso la MVP della competizione. Non sono bastate le regole di Twitter ad impedire che Adinolfi si coprisse di ridicolo.
(da agenzie)
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Settembre 6th, 2021 Riccardo Fucile
I TWEET DELLA VERGOGNA CONFERMANO CHE PER QUESTI RIFIUTI UMANI NON CI DEVE ESSERE PIETA’
Essere Sergio Mattarella non deve essere facile, lo avevano chiamato per fare il
Presidente della Repubblica negli anni delle piccole beghe.
Poi l’ascesa populista nel nostro paese, finito al traino dei mutamenti politici mondiali. E ancora la richiesta di impeachment.
Come se non bastasse l’avallare il governo di uno stesso partito prima con la Lega e poi con il Pd, il diavolo e l’acqua santa. La ripartizione dei ruoli a seconda delle preferenze politiche. Ed infine la pandemia.
Questa era imprevedibile anche per chi sapeva che stava dando a Mattarella un compito gravoso. Dunque tutto da rifare: il richiamo all’unità nazionale, l’appello a stringerci sempre più forti per affrontare scene che non avremmo mai pensato di dover vedere.
Per fortuna arriva la scienza a salvare il paese, poi arrivano i no vax. E sembra che davvero tutto non finisca mai. Allora Mattarella ieri lo dice forte, non ai cittadini però. Si rivolge al mondo della politica “Chi pretende di non vaccinarsi costringe tutti gli altri a limitare la propria libertà. Le espressioni di minacce che affiorano in questo periodo sono fenomeni allarmanti e gravi, che vanno contrastati con fermezza”.
Purtroppo parole bilanciate, ben spese e orientate nella giusta direzione non possono attecchire lì dove il terreno è così arido da parere roccia. E così sui social arrivano i soliti insulti dalle solite persone:
D’altro canto c’è gente a cui non interessa la bontà dei ragionamenti. Interessa solo manifestare odio.
Poi l’annuncio di una scelta così stupida che per capirlo basterebbe aprire la pagina di un giornale, uno qualsiasi. Nessuno avallerebbe questa idea
Poi il capitolo morti da vaccino, uno dei più caldi. I numeri sono così bassi che non fanno statistica ma c’è chi senza timore continua il suo lavoro di demonizzazione del farmaco. Mentre altri, senza neanche brillare di fantasia fanno il classico richiamo ai campi di concentramento. Già mesi fa etichettato come un’idiozia.
Per fortuna Mattarella continuerà a dire quello che deve per il bene degli italiani. Non pensando alla propria popolarità.
(da agenzie)
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