Settembre 10th, 2021 Riccardo Fucile
“SALVINI E MELONI SBAGLIANO A FAR GUERRA ALLA SCIENZA”…. “IDEOLOGICAMENTE SONO UN LIBERALE DI CENTRODESTRA MA ADESSO NON MI SENTO RAPPRESENTATO”
In una lunga intervista rilasciata al Fatto Quotidiano oggi Matteo Bassetti, infettivologo dell’ospedale San Martino di Genova, racconta la sua guerra ai contro Covid-19 e parla anche di politica.
«Chi perde la grande opportunità di vaccinarsi è un coglione», esordisce Bassetti, che poi punta il dito contro chi, come Matteo Salvini e Giorgia Meloni, punta al voto dei No vax: «Il gioco non vale la candela. Ideologicamente io sono da quella parte, ma questa guerra contro la scienza mi fa sentire orfano. E come me tante persone di centrodestra» e rivela: «Sono un liberale, ho votato Forza Italia e pure Renzi quando era nel Pd».
Poi il dottore dice che le reazioni avverse al vaccino sono pochissime: «Poi sa, poco fa ero al telefono con una signora che soffre di fibrillazione atriale e insufficienza mitralica, dopo cinque giorni dal vaccino ha un problema elettrico al cuore. Mi dice “la seconda dose non la faccio”. Le dico: “Attenzione, con i suoi pregressi quel problema le poteva venire comunque”. Con 40 milioni di vaccinati è normale che possano esserci sovrapposizioni temporali tra eventi non collegati».
Per Bassetti il vaccino non è infallibile ma «se si ha paura degli effetti collaterali bisogna essere coerenti nella vita e non prenderne. A Udine un giorno mi venne uno con un’atrofia giallo acuta da iperdosaggio di tachipirina, è morto. MORTO. Quello che afferma “il vaccino è sperimentale”, poi magari si prende l’antibiotico scaduto dal cassetto del nonno o se gli si ammala la mamma di tumore al pancreas dice sì a qualsiasi cura sperimentale».
Infine, racconta una storia che gli «è rimasta addosso: prima ondata. Vengono da me due operatori tv, Paolo e Luca per un programma Mediaset. Qualche giorno dopo mi chiama uno dei due e mi dice ‘sto male’. Lo ricovero. Il secondo pure. Finiscono nella stessa stanza. Entrambi intubati. Uno mi torna indietro, l’altro, Paolo Micai, no. L’ho dovuto dire io a Luca. Sono ancora segnato».
(da Open)
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Settembre 10th, 2021 Riccardo Fucile
VOLEVANO SGANCIARE TRITOLO CON I DRONI SULLA CAMERA
Un panettiere, un custode, un’ex commessa, due operai, una cuoca. E una
disoccupata di 51 anni in passato vicina agli indipendentisti veneti e a cui era stato revocato il porto d’armi per problemi psichiatrici.
Questo è l’identikit di alcuni dei “Guerrieri” No vax che ieri sono finiti in una retata dell’antiterrorismo e della polizia postale.
Perché in una chat su Telegram minacciavano di far saltare i furgoni delle televisioni con le molotov o di far esplodere il Parlamento usando dei droni.
Non si tratterebbe però di un progetto ma di farneticazioni, definite dagli inquirenti puro odio delirante. «Radere al suolo il Parlamento con tutti loro dentro – si legge nelle chat – basta un piccolo drone pilotato a distanza da uno dei tetti di Roma… un 500 grammi di tritolo e lo lasci cadere durante la seduta… e non rimarrebbero tracce».
E ancora, sulla ricerca spasmodica di armi: «I lacrimogeni vedo di procurarmeli io – scriveva un indagato – in un’armeria ho visto che sono di libera vendita. La pistola che spara il peperoncino si chiama Whalter PEP. È più precisa e meno dispersiva della bomboletta di spray classico. Ha una gittata fino a sei metri. Se anche i poliziotti hanno i caschi, basta un piccolo spruzzo che passa sotto la visiera e sono fottuti. Accecati per almeno mezzora».
Repubblica racconta oggi che l’istigatore numero uno dei “guerrieri”, riuniti sotto il simbolo della doppia V rossa dentro un cerchio (che sta per warriors, ma richiama anche V per Vendetta), è un 46enne milanese, Tommaso, che di mestiere fa il custode in un palazzo. È lui ad aver creato e amministrato il gruppo Telegram, ora chiuso, dove incitava alla ribellione violenta e all’uso delle armi.
A casa sua sono stati trovati due tirapugni, lui stesso aveva messo le foto sui social pochi giorni fa, «il mio nuovo giocattolo». Da usare nelle piazze «perché non dobbiamo solo scrivere, ma fare qualcosa». Il 46enne pensava di comprare un tirapugni in armeria, ma al terzo rifiuto lo acquista «dagli zingari, quelli hanno tutto», scrive sul web.
L’altro amministratore del gruppo è milanese dell’hinterland, Francesco, 34 anni, operaio metalmeccanico. Da tempo la sua famiglia era molto preoccupata perché viveva solo su Internet, in un mondo virtuale parallelo.
Sui suoi social comparivano manifesti con svastiche barrate e la scritta «No alla dittatura sanitaria», e incitava per lo più alla distruzione dei ripetitori 5G.
Insieme a loro c’era anche Stefano, 53enne bergamasco, operaio, con un regolare porto d’armi e due pistole a casa. Nelle chat diceva di avere «dei gingilli a lungo raggio da provare». Mentre David, 45 anni, proprietario di un bar a Roma, incitava ad «azioni violente» e sul suo profilo Facebook ci sono scritte «No mask no Vax no green pass».
E ancora: a casa di Stefano, 33 anni, panettiere di Reggio Emilia sono stati trovati manganelli, una katana e spray al peperoncino.
Infine le tre donne del gruppo. Ilaria, 43 anni, romana, ex commessa in un grande magazzino ora disoccupata; Lara, veneziana, 51 anni, è la simpatizzante secessionista: aveva un porto d’armi regolare ma nel 2019 le è stato revocato per ragioni di salute mentale. Infine ecco Sandra, padovana, 53 anni: lavora in una mensa aziendale e voleva tirare letame e uova addosso a Roberto Speranza in un appuntamento pubblico a Padova, il 2 settembre, al quale però il ministro ha dato forfait.
(da agenzie)
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Settembre 10th, 2021 Riccardo Fucile
BULGARIA, POLONIA E UNGHERIA I PAESI EUROPEI CON IL MINOR NUMERO DI VACCINATI
Il fronte anti-vaccino in Europa è composto da elementi radicali che si rifanno all’ultradestra e ai Gilet Gialli oltre che ai complottisti seguaci di Qanon nel Vecchio Continente.
Lo raccontano i risultati di un sondaggio di Eurobarometro, secondo il quale il ruolo dell’Ue nelle politiche di vaccinazione messe in atto dagli Stati membri è considerato positivamente dal 64 per cento degli europei e dal 69 per cento degli italiani.
Intanto dalla rivelazione arriva un netto segnale positivo rispetto alla campagna di vaccinazione europea e al green pass.
Per quel che riguarda la sicurezza dei vaccini, il 72 per cento degli europei, il 77 per cento in Italia, si dichiara completamente d’accordo e tendenzialmente d’accordo con il principio secondo cui i benefici superino i potenziali rischi.
E la vaccinazione è considerata un dovere civico dal 67 per cento degli europei e dal 76 per cento degli italiani.
Ma, spiega oggi Repubblica, ci sono anche i No vax. E c’è un filo nero che unisce questi gruppi a quelli neopopulisti e ai sovranisti dell’est Europa. E che arriva ai cospirazionisti americani che attraverso il gruppo “Qanon” si sono fatti largo nel Vecchio Continente.
In Italia le proteste più violente fanno spesso perno su Forza Nuova e si legano alle accondiscendenze di chi attribuisce al certificato un valore illiberale. Ma spesso i movimenti “no Euro”, poi, si sono convertiti ai “No Vax”. Ma anche in Germania l’estrema destra si sta saldando ai gruppi cospirazionisti. L’anello di congiunzione è il gruppo Reichsburger.
In Francia invece i vecchi Gilet gialli si stanno convertendo al “Novaxismo”. Tra questi Maxime Nicole e Florian Filippot, ex braccio destro di Marine Le Pen.
In Gran Bretagna il gruppo “Saveourrights” ha collezionato almeno 16 mila follower su Telegram. Dove si fa sentire la voce dei cospirazionisti americani.
Poi ci sono le nazioni dove il vaccino non è visto come un dovere civico.
La peggiore è la Bulgaria, dove solo il 38% lo ritiene un dovere. Ci sono poi la Slovenia (40%), la Slovacchia (44%) e l’Ungheria (52%).
L’Italia è nelle prime posizioni con il 76%. E la Bulgaria guida la classifica del minor numero di vaccinati (22%), insieme a Polonia (60%) e Ungheria (68%).
(da agenzie)
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Settembre 10th, 2021 Riccardo Fucile
LIVELLO DI ATTENZIONE ALTO PER IL TIMORE DI AZIONI ARMATE DI CANI SCIOLTI
Figure di basso profilo e, almeno per il momento, nessun contatto strutturato
con esponenti di frange estremiste. Ma con le armi non si scherza.
Se il volto del movimento No Vax è quello degli otto indagati dalla Procura di Milano il timore reale che la loro attività – come scrivono i magistrati – sia in grado di «mutare o condizionare la politica governativa e istituzionale in tema di campagna vaccinale» è assai contenuto.
Al Viminale non si respira aria di grande preoccupazione in vista dell’annunciato weekend di manifestazioni a Roma contro il Green Pass che avrebbero dovuto essere teatro delle azioni violente de “I guerrieri”.
Così come accaduto alla vigilia dell’1 settembre quando si temeva l’assalto alle stazioni ( poi rivelatosi un grande flop) del popolo No Vax, le forze dell’ordine sono già pronte al ferreo controllo del territorio.
E però, quando si parla di armi ( e le armi le hanno trovate) le cose cambiano.
E la parola d’ordine diventa prevenzione perchè in una massa di gente variegata che si muove dietro le sigle più diverse, accesa e istigata dai leoni da tastiera sui social e sulle chat ma senza soggetti che la governano e che conoscono le regole di ingaggio, qualcuno si può anche fare male.
Soprattutto se – come accade a Roma – frange di estremistri di destra ( Forza Nuova) ne approfittano per riacquisire legittimità e assumono il comando della piazza.
Questa la valutazione del Comitato di analisi strategica antiterrorismo che ieri si è riunito al Viminale.
«La nostra stella polare è la prevenzione, il nostro compito anticipare la soglia di intervento dove possono esserci situazioni di rischio. Ed è quello che abbiamo fatto intervenendo chirurgicamente quando abbiamo colto una minaccia effettiva da parte di un gruppo che sembrava avere un discreto indice di pericolosità – dice Diego Parente, direttore centrale della Polizia di prevenzione – La fotografia che emerge dall’attività approfondita sul web della Polizia postale e dalla nostra osservazione sul territorio è quella di un movimento in cui potrebbero annidarsi soggetti pericolosi in grado di innescare dinamiche che possono generare rischi per la sicurezza».
La valutazione del movimento di protesta è comune: cani sciolti non in grado di provocare un turbamento alla sicurezza nazionale. La questione, però, non è quello che sono. Ma quello che potrebbero diventare.
Da un lato esiste il timore che possano fondersi con movimenti politici che hanno l’obiettivo di destabilizzare. Ci sono i movimenti anarchici ma soprattutto esponenti dell’estrema destra, che hanno intenzione di sfruttare il movimento no Vax per portare la gente in piazza.
E’ uno spartito giò visto: lo hanno fatto con gli ultras. E’ accaduto lo scorso anno con chi protestava per le chiusure. Sta succedendo ora con i vaccini.
Il ruolo del leader di Forza Nuova di Roma, Giuliano Castellino ( la cui casa è stata perquisita dalla Digos), è molto esemplificativo: allo stadio con il Green Pass. In piazza contro il Green Pass.
Il secondo punto di fragilità riguarda i “lupi solitari”. Esiste un rischio che qualcuno decida di passare autonomamente dalle parole ai fatti. Il richiamo all’uso delle armi, le molotov, l’indirizzo di casa dei politici, l’appuntamento di Speranza, sono campanelli che sono suonati nella testa degli investigatori. Ecco perché si è deciso di procedere subito con le perquisizioni ed è possibile che accade ancora nei prossimi giorni. «Nessuna sottovalutazione».
Un ultimo elemento. A Roma soprattutto, ma anche in altre procure di Italia, da qualche giorno stanno arrivando denunce fotocopia contro Draghi per la decisione di imporre il Green Pass. Sono denunce identiche, figlie di un prestampato.
Come era successo con Conte quando decise le restrizioni. Tutto fu archiviato. Ma le denunce sono uguali. Dunque c’è qualcuno che muove i fili. Non c’è da essere preoccupati. Ma molto attenti.
La procura nazionale antiterrorismo segue con attenzione quanto sta accadendo in queste ore. «Mi fanno spesso una domanda: perché in Italia non c’è mai stato un attentato in questi anni? La mia risposta è sempre la stessa. Perché le nostre forze di Polizia sono le migliori in tema di prevenzione – ragiona il procuratore nazione, Federico Cafiero de Raho – Questo è un momento delicato per il nostro Paese. E, per questo, la parola prevenzione è quella cruciale anche per capire cosa sta accadendo in queste ore: dobbiamo muoverci in anticipo per fare capire a queste persone che lo Stato non scherza. E che non tollererà alcuna violazione della legge, mettendo a repentaglio la salute dei cittadini».
(da La Repubblica)
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