Destra di Popolo.net

NAPOLI, LA LISTA DELLA LEGA BOCCIATA ANCHE DAL TAR, RESPINTO ANCHE IL RICORSO DI ALTRE DUE LISTE CIVICHE

Settembre 13th, 2021 Riccardo Fucile

ORA NON RESTA CHE IL RICORSO AL CONSIGLIO DI STATO… SE SI PRESENTANO LE LISTE IN RITARDO E CON DOCUMENTAZIONI PARZIALI E’ NORMALE CHE VENGANO BOCCIATE

I giudici amministrativi hanno respinto i ricorsi delle tre liste a sostegno di Catello Maresca, il candidato sindaco del centrodestra a Napoli. Ora resta solo un ultimo ricorso al Consiglio di Stato per sperare di comparire ancora sulle schede elettorali
Il centrodestra a Napoli dovrà correre alle prossime Comunali del 3 e 4 ottobre con meno liste rispetto a quelle sperate.
Compresa quella della Lega, dopo che il Tar della Campania ha bocciato il ricorso della lista «Prima Napoli», che avrebbe dovuto rappresentare il Carroccio alle Comunali napoletane.
Stessa sorte per le liste civiche a sostegno del candidato sindaco Catello Maresca, entrambe con il suo nome. Le liste erano state escluse la scorsa settimana dalla Commissione elettorale della prefettura di Napoli perché arrivate in ritardo o con documentazioni parziali.
A meno di un mese dal voto, per i rappresentanti delle liste escluse non resta che l’ultimo tentativo: fare ricorso al Consiglio di Stato, nella speranza che sovverta la decisione del Tar.
(da agenzie)

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GIORGETTI STRAPPA CON SALVINI: ESTENSIONE DEL GREEN PASS A TUTTI I LAVORATORI

Settembre 13th, 2021 Riccardo Fucile

“QUALCUNO NON E’ CONTENTO? FA PARTE DELLE REGOLE DEL GIOCO”

Mario Draghi non intende rinviare ancora e in settimana il Green pass sarà esteso.
Il certificato verde diventerà obbligatorio sicuramente per tutti i dipendenti pubblici e per quei lavoratori i cui utenti devono mostrare il Green pass: ristoranti, bar, trasporti ma anche cinema, teatri, palestre e cinema.
Ma non è stata ancora del tutto accantonata l’idea dell’obbligo del certificato anche per chi lavora in tutte le altre aziende private.
Sull’obbligo per i dipendenti pubblici, misura per la quale il ministro Renato Brunetta si è speso molto, anche Matteo Salvini è d’accordo. Mentre invece il leader leghista continua la sua battaglia solitaria affinché non vengano coinvolti i lavoratori privati, neanche quelli dei bar e dei ristoranti.
A contraddirlo però è il numero due della Lega, Giancarlo Giorgetti, governista per eccellenza
“L’esigenza delle aziende è di avere la sicurezza per chi opera nei reparti. Credo, quindi, – dice all’agenzia Ansa – che si andrà verso un’estensione senza discriminare nessuno, possibilmente”.
Il ministro dello Sviluppo economico spiega il perché dell’esigenza di estendere il Green pass quanto più possibile: “Soltanto un contagiato, al netto delle conseguenze sanitarie rischia di far chiudere tutta l’azienda. Dobbiamo dare un sistema di certezze sia sotto il profilo sanitario che sotto il profilo dell’organizzazione del lavoro”.
Le modalità e le tempistiche però non sono ancora certe. Qualche ministro a domanda precisa risponde: “Fosse per noi, anche subito”.
È evidente come il premier goda della sponda di tutto il governo, compresi i ministri leghisti come Giorgetti, per il quale “la misura è necessaria”, e di tutti i governatori soprattutto quelli del Nord che vogliono estendere il Green pass il più possibile, a differenza del loro leader.
Il premier è in contatto con i governatori e non si esclude un incontro prima di giovedì per illustrare le nuove misure, mossa che indebolirebbe ulteriormente il leader leghista rimasto isolato in questa battaglia.
Una prima mediazione, come detto, è quella che prevede un “perimetro minimo”: statali e quei lavoratori privati che entrano in contatto con clienti che hanno l’obbligo del Green pass.
Salvini sarà costretto ad accettare questo possibile punto di caduta studiato dal premier insieme ai sindacati, anche se con loro si tratta ancora sul costo dei tamponi che potrebbe essere calmierato per alcune categorie o fasce di età.
In mezzo c’è anche Confindustria, contraria al pagamento dei tamponi da parte delle aziende.
Tuttavia, non è detto che questo sia il compromesso definitivo dopo che oggi Giorgetti, da ministro dello Sviluppo, ha espresso preoccupazione per le aziende private.
Il leader leghista vorrebbe incontrare il premier, da giorni si preannuncia un faccia a faccia che al momento non è in agenda. Il leader della Lega è impegnato in campagna elettorale e da qui lancia stilettate all’esecutivo, mentre Draghi è alle prese con incontri internazionali.
La data di entrata in vigore del decreto – se come probabile verrà licenziato dal Cdm giovedì – dovrebbe essere il 10 ottobre, così come già deciso per i lavoratori esterni delle Rsa, in modo tale da permettere a chi vuole immunizzarsi di effettuare la prenotazione, ricevere il vaccino e poi il Green pass facendo trascorrere i 15 giorni previsti per legge dalla somministrazione della prima dose.
La decisione aprirà comunque un nuovo fronte all’interno della Lega.
Giorgetti fa un appello alla responsabilità e sembra rivolgersi proprio a Salvini: “Quando siamo entrati nel governo sapevamo di assumerci un peso, prendere decisioni. Magari c’è qualcuno che non è contento, ma fa parte delle regole del gioco”.
(da Huffingtonpost)

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TERAPIE DOMICILIARI, LA LIBERTORIA DEL MOVIMENTO IPPOCRATE (CHE PROMETTE DI CURARE IL COVID) E’ CARTA STRACCIA

Settembre 13th, 2021 Riccardo Fucile

NON SALVA CERTO IL MEDICO IN CASO DI DANNI

Oggi il Senato ha ospitato il primo incontro dell’International Covid Summit, una serie di incontri pubblici dove dovrebbero essere discusse le presunte terapie domiciliari contro la malattia.
I principali protagonisti dell’evento sono gli aderenti del Movimento Ippocrate, fondato da Mauro Rango che, come lui stesso precisa, non è un medico. Per accedere ai loro servizi, il paziente è tenuto a firmare una liberatoria che, come andremo a scoprire, non ha alcun valore legale.
Il Movimento sostiene l’utilizzo di medicinali controversi, come l’idrossiclorochina e l’ivermectica, un antiparassitario per uso animale. Il paziente che vuole usufruire dei servizi del Movimento deve firmare la liberatoria dove «esonera il medico curante di ogni responsabilità civile, penale e morale per effetti collaterali» dovuti ai farmaci.
Abbiamo chiesto un parere all’avvocato Michele Maria Gambini, penalista, criminologo clinico.
Secondo quanto ci spiega Gambini, il medico non è completamente libero nella cura del paziente. Certamente deve operare in scienza e coscienza, ma non può somministrare un farmaco per la gastrite contro il mal di testa. Il medico deve sottostare alle indicazioni dei vari farmaci, nonché alle linee guida ed ai protocolli validati di cura.
Nel caso di un utilizzo off label di un farmaco, e dunque al di fuori delle indicazioni per il suo utilizzo come nel caso della non raccomandata idrossiclorochina, la responsabilità rimane sempre ed esclusivamente del medico e non c’è liberatoria che lo esoneri dal punto di vista civile, penale e deontologico.
Ad esempio, uno dei medicinali citato nella liberatoria è l’ivermectina, sconsigliata contro la Covid anche dall’Ema oltre che dalla FDA.
In caso di danni, il medico ne risponde a livello sia civile che penale, e non esiste liberatoria che tenga. Ne risponde anche a livello deontologico per il fatto di aver prescritto un farmaco totalmente inconferente con la patologia da curare, e questo nel momento stesso in cui firma la ricetta.
Cosa potrebbe succedere nel caso un paziente, a causa del trattamento, perdesse la vita? Si parlerebbe a quel punto di omicidio colposo per colpa medica, perseguibile d’ufficio dove la liberatoria non avrebbe in ogni caso valore.
(da Open)

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IVERMECTINA E CLOROCHINA: LA LEGA ORGANIZZA UN CONVEGNO PER SPONSORIZZARE TERAPIE SCONSIGLIATE

Settembre 13th, 2021 Riccardo Fucile

E I RELATORI NO VAX ATTACCANO PURE LA REGIONE LOMBARDIA IN UN DELIRIO DI CAZZATE

Il Covid è una malattia curabile a domicilio. Basta ricorrere all’utilizzo di farmaci off label come idrossiclorochina e ivermectina. Se il paziente viene preso in cura precocemente “si guarisce nel 100% dei casi”. E, se mai si dovesse finire in ospedale, a quel punto si dovrà ricorrere al plasma iperimmune.
Il 90% degli ospedali “ne è in possesso anche se non lo dice”. Ma soprattutto, per guarire servono medici disposti a curare i pazienti e non a “fuggire o limitarsi a guardarli morire senza far nulla”.
Basta insomma non seguire l’esempio di quanto fatto dalla Regione Lombardia a guida leghista durante tutta la prima ondata di Covid.
Questo il delirante messaggio lanciato oggi dal convegno internazionale sulle terapie domiciliari contro il Covid, ospitato dal Senato proprio grazie all’intervento della Lega.
La cornice della Sala Capitolare di Palazzo Madama è stata infatti messa a disposizione solo grazie all’intervento del capogruppo del Carroccio al Senato, Massimiliano Romeo.
L’intera iniziativa è stata organizzativa dalla senatrice leghista Roberta Ferrero, ed ha portare i saluti del partito, in sostituzione di Romeo, è intervenuto nel corso della mattinata Alberto Bagnai.
A conferire ulteriore blasone all’iniziativa ci ha poi pensato la stessa presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati che in un messaggio ha voluto salutare “con piacere l’avvio di questo prestigioso convegno internazionale. Desidero congratularmi con la Lega che ha contribuito a questo importante approfondimento”.
E così questa mattina Mauro Rango, fondatore dell’Associazione Ippocrateorg, un laureato in Diritti umani senza alcuna competenza medica ha potuto usare una sede istituzionale per accusare larga parte della classe medica, delle Regioni e del Governo di aver lasciato morire migliaia di persone a casa e negli ospedali non avendole volute curare.
Nel suo intervento Rango – che ribadiamo ancora non è un medico – inizia proponendo un parallelo tra la Lombardia della prima ondata del Covid e le isole Mauritius – sì davvero, le isole Mauritius – per mettere a confronto i dati sui decessi.
Il confronto si allarga poi anche ad altre Regioni d’Italia. Il fatto che nella prima ondata, anche grazie al lockdown, la maggior parte dei decessi si sia concentrata solo in determinate Regioni a causa del più alto numero di contagi non viene preso neanche in considerazione da Rango.
Il messaggio che si fa passare è che a pesare sia stata in realtà la presenza in altre Regioni di medici, spesso della loro associazione, capaci di salvare pazienti a domicilio. E sì perché se presi per tempo, “entro quattro giorni dalla comparsa dei sintomi”, a quel punto “nessun paziente muore”.
Per rimarcare il concetto viene anche presentata una slide dove si legge: “Altre realtà in Italia e nel mondo: utilizzo di terapie precoci che curavano la prima fase di malattia, tasso di letalità tendente allo zero”.
Sempre Rango ci spiega poi come in Lombardia si lasciavano morire i pazienti in ospedale “dando loro solo ossigeno e non curandoli”. Si è parlato anche di dati secretati nei reparti ospedalieri.
E viene da chiedersi, chissà cosa ne penseranno i leghisti al Governo in Regione Lombardia di queste accuse tanto gravi mosse oggi dal Senato nei loro confronti nel corso di un convegno promosso, tra l’altro, dal loro stesso partito.
Ma in cosa consiste questa cura proposta dall’associazione ippocrateorg?
Due i fondamentali attorno ai quali ruota questa ricetta ‘miracolosa’: ivermectina e azitromicina nella terapia domiciliare; cortisone ed enoxaparina in ospedale. Con l’aggiunta del ricorso in ospedale al plasma iperimmune, lo stesso che “il 90% degli ospedali detiene anche se non lo dice”.
Si propone quindi l’utilizzo off label di quell’ivermectina bocciata nel suo utilizzo contro il Covid da Ema, Aifa ed Fda solo per citarne alcune. Con tanto di alert lanciato negli Stati Uniti dai Cdc a causa degli accessi quintuplicati nei centri antiveleni proprio per l’utilizzo improprio di questo farmaco. Eppure, dall’associazione ippocrateorg spiegano che “in Repubblica Ceca si sono azzerati i decessi da Covid in due mesi grazie all’ivermectina”.
Ma c’è di più, sul sito dell’associazione Ippocrateorg c’è una sezione denominata “Assistenza 999” con tanto di servizio di accettazione al momento sospeso “fino ad esaurimento delle richieste già pervenute”.
In sintesi, per accedere alle cure domiciliari proposte dai medici dell’associazione il paziente deve firmare una liberatoria in base alla quale chiede di essere curato con l’utilizzo off label di ldrossiclorochina, Ivermectina e Colchicina esonerando il medico curante “da ogni responsabilità civile, penale e morale per effetti collaterali che dovessero conseguire all’applicazione del suddetto approccio terapeutico (in particolare per ciò che concerne i farmaci off label, il cui uso, ad oggi, è sconsigliato, ma non vietato) assumendosene in pieno gli eventuali rischi”.
Nel corso della giornata sono state poi attaccate anche le società scientifiche. Per il direttore del comitato medico scientifico ippocrateorg, Fabio Burigana, queste infatti “fanno oggi quello che un tempo faceva il clero quando impediva di leggere i vangeli”. Ed è sempre Burigana a spiegare come con il Covid si sia entrati “nella scienza postnormale, e quindi è corretto uscire dai binari stretti della scienza”.
Diversi anche gli ospiti internazionali presenti all’evento.
Tra questi Joseph Tritto, con le sue teorie sul virus come “chimera ricombinante creata in laboratorio”; David Anderson che ha spiegato il rapporto tra Covid e carenza di Vitamina D; e altri esperti che hanno rimarcato il ruolo fondamentali di altri micronutrienti come quercetina, zinco, liquirizia e spirulina.
Tutto questo dal Senato, con i complimenti della seconda carica dello Stato.
(da agenzie)

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“GREEN PASS, GIUSTO ESTENDERLO E SALVINI FACCIA CELEBRARE I CONGRESSI”: DOPO GIORGETTI ANCHE ZAIA SI SMARCA

Settembre 13th, 2021 Riccardo Fucile

ROBERTO MARCATO, FEDELISSIMO DI ZAIA, ATTACCA SALVINI: “I CONGRESSI IN DEMOCRAZIA SI FANNO”… “LA LEGA E’ AUTONOMISTA, CON L’ESTREMA DESTRA NON DISCUTO NEMMENO”

Un fedelissimo del governatore veneto Luca Zaia “uomo forte” della Lega, Roberto Marcato, potente assessore per lo Sviluppo economico della giunta veneta ma anche esponente storico del Carroccio, partito in cui milita dal ’92 “a nome di migliaia di militanti” chiede i congressi, e rimarca l’identità antifascista della Lega, promuove l’ulteriore estensione del Green pass ed infatti il ministro Giancarlo Giorgetti, citando il pragmatismo proprio ieri ha ribadito che il certificato verde “può essere utile“.
Messaggi sicuramente non distensivi nei confronti della leadership di Salvini .
L’ assessore veneto Marcato punta il dito su diversi punti sensibili della gestione del segretario. “I commissariamenti all’inizio sono una strada obbligata. E da noi sono stati decisi infatti due anni fa, subito dopo la nascita della Lega per Salvini premier che ha sostanzialmente preso il posto della Lega Nord. Poi c’è stato il Covid che ha rallentato un po’ tutto” dice l’esponente leghista veneto ” Ma adesso serve che si celebrino i congressi, locali e regionali. E’ un fatto di democrazia. Lo chiedono migliaia di militanti. E poi, insomma, noi della Lega siamo abituati così. Io sono entrato trent’anni fa, ricordo che poco dopo che mi tesserai partecipai subito a una riunione di sezione per eleggere il segretario”.
Rispondendo ad un giornalista di Repubblica che gli faceva notare che Salvini ha detto che autorizzerà i congressi dopo le amministrative, Marcato replica “Ne prendiamo atto. Ha autorizzato congressi di sezione e provinciali, che sono di competenza delle segreterie regionali. Ma i congressi regionali spetta allo stesso Salvini convocarli. Non ho dubbi che lo farà”, aggiungendo “la Lega è sempre stata riottosa nei confronti dei capicorrente. Ha provato a farne una Tosi e si è visto che fine ha fatto. Io dico solo che la permanenza dei commissari, che pure fanno un lavoro lodevole, sta suscitando malumori diffusi“.
Roberto Marcato sul Green Pass allinea alle posizioni filogovernative “Guardi, io in piazza contro un provvedimento del governo non sarei andato e non andrei. Detto ciò, con i No vax violenti non parlo neppure, perdo solo tempo a confrontarmi con chi è rimasto al Medioevo. Ma con chi ha dubbi, ristoratori o genitori di ragazzi incerti sui rischi del vaccino, bisogna confrontarsi. Convincerli. Altrimenti passano sul fronte opposto e li perdi” e si dice favorevole ad un’ulteriore estensione del lasciapassare sanitario “Non vedo molte altre soluzioni per spingere la campagna vaccinale. Che è una necessità”.
Anche il “caso Durigon” ha acceso il dibattito sull’identità della Lega e sul suo spostamento a destra
“Ribadisco che è naturale avere sensibilità diverse, in un partito di dimensione nazionale. Detto ciò, io per avere mosso dei rilievi circa la vicenda Durigon mi sono beccato gli striscioni dei neofascisti. Ma una cosa è certa: ho aderito alla Lega perché non era né di destra né di sinistra, era autonomista con una visione innovativa e con l’obiettivo di cambiamento del sistema pubblico. Un partito sicuramente antifascista. In quello vorrei continuare a militare. Le posizioni di estrema destra non dovrebbero avere accoglienza nella Lega. Io con chi dice che Mussolini era uno statista neanche mi fermo a discutere. Non dovrebbero farlo, credo, neppure quelli di Fratelli d’Italia”.
(da agenzie)

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MICHETTI NON SA PIU’ CHE DIRE SUI VACCINI PER NON PERDERE I VOTI NO VAX

Settembre 13th, 2021 Riccardo Fucile

NELLA STESSA INTERVISTA RIESCE A DIRE CHE NON CONSIGLIA IL VACCINO PERCHE’ NON NE CONOSCE LA FORMULA, SALVO POI DIRE CHE E’ FAVOREVOLE A RENDERLO OBBLIGATORIO

Si è vaccinato, ricevendo entrambe le dosi, contro il Covid. Ma Enrico Michetti continua a non prendere posizione sul tema dell’anno (o degli ultimi due anni) e continua a celarsi dietro una nebbia elettorale che lo porta al continuo ammiccamento alla platea no vax.
Questa mattina, infatti, il candidato sindaco del Centrodestra a Roma è stato ospite di SkyTg24 ed è riuscito a dire tutto e il contrario di tutto sull’immunizzazione e sull’eventuale obbligo (non ancora in vigore), tema al centro di molte discussioni all’interno del governo.
Una serie di contraddizioni per, come si dice nella “sua” Roma, servono a “buttarla in caciara”. Una confusione che parte da un concetto molto labile che non ha nulla di scientifico: lui non consiglia il vaccino perché dice di non avere competenze specifiche:
“Mi sono rivolto a un sanitario per chiedere se fosse opportuno che facessi il vaccino o meno, e la scienza mi dice che è opportuno fare il vaccino. Però, io non sono un tecnico, non posso occuparmi di un farmaco di cui non conosco la composizione per cui non posso invitare qualcuno alla somministrazione. Questo rientra in una libertà, in una consapevolezza di ciascuno di noi”.
Insomma, non ne conosce la composizione (basterebbe leggere il “bugiardino” di ogni singolo prodotto per esserne a conoscenza) e per questo non se la sente di lanciare appelli in favore dell’immunizzazione.
Ed è come, utilizzando un sillogismo, non parlare della Coca-Cola per via della sua “formula segreta”.
Poi, però, un nuovo colpo di scena. Ribadendo che Enrico Michetti non è un no vax, è interessante capire come il suo pensiero sia del tutto opposto in un’altra dichiarazione – sempre a SkyTg24 – fatta qualche istante dopo, nel tentativo di dipanare le domande insistenti del conduttore.
“Mi attengo all’articolo 32 della Costituzione. Se lo Stato ritiene necessario il vaccino ha la facoltà di porre l’obbligo, viceversa se non ritiene utile porre l’obbligo allora esiste la libertà di scelta. Io ho scelto di farlo ma non ho competenze specifiche nel settore”.
Di fatto, dunque, il candidato sindaco del Centrodestra a Roma non se la sente di consigliare la vaccinazione a nessuno, ma si dice favorevole all’obbligo del vaccino perché previsto dalla Costituzione.
Due piedi in una sola scarpa.
(da agenzie)

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LORETTA GOGGI: “LASCIO I SOCIAL, TROPPI INSULTI”

Settembre 13th, 2021 Riccardo Fucile

“DISGUSTATA, SUL MIO SITO COMMENTI DI UNA CATTIVERIA, UN’ARROGANZA E UNA GRATUITA’ INDESCRIVIBILI”

“Miei cari tutti, ma proprio tutti tutti, vorrei riuscire a ringraziarvi uno a uno per avermi amato e seguito per 61 anni, sapete bene che non sarei ancora qui senza il vostro sostegno e la vostra stima. Ma oggi, oltre alla gratitudine, vorrei parlarvi del rammarico che provo nel leggere commenti, anche sul mio sito ufficiale, di una cattiveria, un’arroganza, una gratuità indescrivibili, tali da costringere il mio staff a cancellarne alcuni e la cosa non mi piace, però l’educazione ha un limite e il mio sito non deve dare spazio a certi signori”.
Loretta Goggi annuncia così, con un ultimo lungo e amaro post su Facebook, il suo addio ai social. Una decisione maturata dopo essere salita sul palco dei Seat Music Award.
Loretta Goggi ha deciso di togliersi dal web dopo la sua esibizione all’Arena di Verona, quando è stata attaccata su più piani, ha raccontato: dal vestito da “pagliaccio” (mi trucco da sempre da sola e mi piace quello scelto per quest’anno, inutile criticarlo no? Lo cambio secondo il mio spirito”), alle critiche per presunti interventi di chirurgia estetica (“vi sfido a trovare i segni di cicatrici sul mio volto”), fino all’esecuzione di Maledetta primavera in playback: “Io non canto né incido più da anni, non saprei nemmeno in che modo avere una base moderna o aggiornata della vostra canzone del cuore. Mi sembrava comunque bellissimo esserci (come tanti altri, in playback o senza) per ricevere il riconoscimento a una canzone e a un’interprete che dopo 40 anni sono ancora nel cuore di milioni di persone”.
“Non scenderò oltre al livello dei leoni e, ciò che più fa tristezza, delle leonesse (alla faccia della solidarietà femminile!) della tastiera, sono già andata oltre il mio stile. Ho deciso di allontanarmi definitivamente dai social – sottolinea ancora – e dai relativi insulti che oltre a ledere la libertà di chiunque su come desideri vestirsi, pettinarsi o truccarsi (e guardando bene le foto dei profili di chi li manda forse dovrebbe solo spolverare lo specchio, sempre che ne abbia uno in casa, ma dubito), offendono il comune senso del buon gusto. Non lo faccio solo per me, che sono una ‘tosta’, ma per tutte le donne e gli uomini che subiscono il body shaming”.
“Eccomi perciò a comunicarvi che questa è la mia ultima visita, non solo sul mio sito, ma anche su tutti gli altri. Di certo mi defilo facendo arrivare il mio grazie di cuore (sempre che non sia di ‘plastica’, come il mio viso) ai miei paladini Vincenzo e Davide, cui voglio molto bene e che sento e frequento, e a tutti i relativi admin che con amore hanno accompagnato la mia carriera in questi ultimi anni e ai tanti, ‘tuttissimi’ cari fan”.
E conclude: “Con grande affetto, felicità”.
(da agenzie)

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LA DENUNCIA DI NAVALNY A UNA SETTIMANA DAL VOTO: “VOGLIONO ZITTIRMI, FUORI I LADRI DAL PARLAMENTO”

Settembre 13th, 2021 Riccardo Fucile

“I MIEI INCONTRI CON L’AVVOCATO VENGONO SISTEMATICAMENTE INTERROTTI”… METODI SOVRANISTI, ANCHE IN CARCERE L’OPPOSITORE FA PAURA A PUTIN

Alexei Navalny torna a parlare. Lo fa attraverso un post Instagram in cui sostiene che gli vengano limitati gli incontri con il suo avvocato nel tentativo, a pochi giorni dalle elezioni parlamentari del 19 settembre. di impedirgli di comunicare con i suoi sostenitori e pubblicizzare quella che definisce la strategia del ‘voto intelligente’ e così «lottare per un futuro migliore per il nostro Paese contro coloro che ci trascinano nel fango».
«Siete voi fifoni che vivete nella comodità a bloccare i siti web su internet. Ma qui (in carcere, ndr) bloccano direttamente le persone».
Continua Navalny: «La paura del Cremlino nei confronti del voto intelligente è cosi grande che hanno bloccato me. Ora, quando mi viene a visitare un avvocato, lo fanno passare, ma subito dopo nella stanza dove parliamo attraverso il vetro giunge un addetto e ci informa che l’incontro con l’avvocato ‘viola l’orario quotidiano’ e lo interrompe».
L’oppositore di Vladimir Putin continua: «E’ illegale, ovviamente. Ma perché lo fanno? A causa vostra. Perché io qui tutti i giorni vi incito ad andare a votare il 19 settembre e ad usare il “voto intelligente” (sistema che, con l’uso di siti e app, suggerisce il voto verso candidati alternativi, ndr) per battere Russia Unita. Più persone riesco a convincere e più possibilità abbiamo di far uscire dalla Duma un paio di disgustosi ladri di Putin».
(da agenzie)

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ISRAELE, IL LEADER DEI NO VAX MUORE DI COVID, ANCHE DALL’OSPEDALE PUBBLICAVA VIDEO CONTRO I VACCINI

Settembre 13th, 2021 Riccardo Fucile

L’IGNORANZA E IL FANATISMO NON HANNO LIMITI

Hai Shaulian, uno dei volti più noti delle proteste in Israele contro i vaccini anti-Covid, contro le mascherine e no Green Pass, è morto oggi, 13 settembre, al Wolfson Medical Center di Holon per complicanze legate al Coronavirus.
Shaulian aveva recentemente pubblicato sui social network una video in cui compariva in ospedale, attaccato al ventilatore polmonare e al tubo dell’ossigenoterapia.
Nel video, Shaulian diceva: «Cari amici, le mie condizioni sono estremamente critiche, non posso parlare o rispondere alle persone. Non ho ossigeno e non riesco a stabilizzarmi. Mi sono svegliato questa mattina bagnato fradicio come se qualcuno avesse lanciato diversi secchi d’acqua. Mi ci è voluta circa un’ora per capire chi sono, dove sono e cosa ci faccio qui. La mancanza di ossigeno è una cosa orribile». Malgrado la precaria situazione di salute, Shaulian esortava comunque i suoi sostenitori e seguaci a proseguire le proteste contro l’obbligo vaccinale: «Lo stato agisce con metodi coercitivi criminali contro di noi. Non arrendetevi! Il Green pass non verrà introdotto in Israele, non ha nulla a che fare con il Coronavirus e non ha nulla a che fare con i vaccini, ma ha che fare con la coercizione».
(da agenzie)

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