Destra di Popolo.net

LA MADRE NO VAX FERMATA DAL TRIBUNALE: SUI VACCINI DECIDE IL PADRE

Settembre 15th, 2021 Riccardo Fucile

E LEI PAGHERA’ 5.400 EURO DI SPESE LEGALI

Il tribunale civile di Milano ha limitato la responsabilità genitoriale di una madresulle questioni di salute della figlia di 11 anni.
Una madre che con «posizioni oltranzistiche e negazionistiche, di grave pregiudizio per la salute della figlia minore, la espone al rischio di contrarre gravi malattie», legittima i giudici a «limitare la responsabilità genitoriale materna».
Il Corriere della Sera racconta oggi che la IX sezione famiglia del Tribunale civile di Milano ha autorizzato il padre divorziato a «provvedere in autonomia, senza il consenso della madre», a sottoporre la figlia 11enne a tutte le vaccinazioni obbligatorie (come il morbillo) e raccomandate (come l’antimeningococcica); a farle fare il test per la diagnosi Covid tutte le volte che sia necessario; a farle mettere la mascherina a scuola e in tutte le situazioni imposte dalla legge o in assembramenti; e, quando la figlia tra pochi mesi avrà compiuto 12 anni, «a valutare in autonomia, sempre senza l’accordo della madre, se sia necessario o anche solo opportuno somministrarle il vaccino anti Covid, visti gli approdi della scienza, le autorizzazioni degli enti regolatori, le norme di legge e le raccomandazioni del pediatra».
La madre, che è stata anche protagonista di una violazione del lockdown per portare la figlia nel ristorante di un amico insieme ad altri 10 No vax, ha anche presentato per opporsi alla richiesta del padre una memoria in cui riepiloga tutte le bufale sui vaccini e la dittatura sanitaria che sono in voga di questi tempi.
Ma i giudici le hanno bollate come «frutto di opinioni personali, ispirate da soggetti non riconosciuti dalla comunità scientifica internazionale, in parte proposte in modo fuorviante, o basate su notizie non veritiere (come la posizione della Svezia sui tamponi)». E le hanno fatto pagare la lite temeraria: 2.700 euro oltre agli altri 2.700 di spese legali.
(da agenzie)

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MINACCE NO VAX ALLA PROCURATRICE DI TORINO CHE HA CHIESTO IL SEQUESTRO SU TELEGRAM

Settembre 15th, 2021 Riccardo Fucile

INCREDIBILE CHE QUESTI DELINQUENTI SIANO ANCORA A PIEDE LIBERO

Il numero del suo ufficio. La sua mail del lavoro. La stanza dove si trova la sua segreteria e anche il fax. Valentina Sellaroli, pubblico ministero del tribunale di Torino, è finita nel mirino dei No Green pass, il movimento negli ultimi mesi ha avviato e coordinato diverse proteste in tutta Italia.
Nei giorni scorsi Sellaroli aveva firmato un provvedimento per chiedere il sequestro della chat Telegram Basta Dittatura, un’azione decisa mentre la procura sta indagando per i reati di istigazione a delinquere e per le ripetute violazioni della privacy.
Oltre il sequestro il provvedimento porterebbe anche all’oscuramento del canale No vax. Appena la notizia si è diffusa, gli amministratori della chat hanno pubblicato tutti i dati di Sellaroli che si possono trovare in rete accompagnandoli con una richiesta: «Che ne dite di inondare per bene anche la procura di Torino, che ha chiesto il sequestro del canale per non dare più fastidio alla dittatura?».
Basta Dittatura è la chat più seguita del movimento No Green pass. Mentre scriviamo conta 42.300 iscritti. Non è un canale aperto, in cui ogni utente può scrivere qualsiasi messaggio. Chi fa parte del canale però può commentare i post pubblicati dagli amministratori.
Negli oltre 90 commenti che seguono il post dedicato a Sellaroli, c’è chi dice di essersi già mosso: «Ieri ho provveduto con e mail pesantissima». E anche chi suggerisce che le shitstorm non bastano più per portare avanti la causa: «Credo che oltre a mandare delle mail, bisogna iniziare a giocare un po’ più pesante. Sti criminali hanno praticamente già introdotto L obbligo vaccinale. Se voleste contattarmi in pvt». Nonostante gli avvertimenti e l’interesse dei tribunali, la chat non cambia il suo modus operandi.
Dopo i dati di Sellaroli hanno pubblicato anche un numero di telefono attribuito al viceministro Pierpaolo Sileri: «Scatenatevi e inviate le registrazioni per far divertire anche gli altri».
(da agenzie)

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AFGHANISTAN, BOTTE DA ORBI TRA I LEADER TALEBANI NEL PALAZZO PRESIDENZIALE: IL VICEPREMIER BARADAR FINISCE IN OSPEDALE

Settembre 15th, 2021 Riccardo Fucile

LE DUE FAZIONI LITIGANO SUI MERITI PER LA PRESA DI KABUL E LA SPARTIZIONE DELLE POLTRONE, MA LA LITE DEGENERA

Non appare in pubblico da giorni – addirittura si sospettava la sua morte -, il vicepresidente afgano Abdul Ghani Baradar.
Quest’ultimo, scrive il Pashtun Times, è stato localizzato il 14 settembre a Kandahar. Si trova ricoverato in ospedale, dopo essere rimasto ferito in uno scontro con i membri della rete Haqqani, la scorsa settimana.
Il famigliare che ha dato l’indiscrezione al quotidiano ha detto che Baradar «è sotto la protezione del Pakistan, ma nessun è autorizzato a vederlo». Nemmeno gli stessi famigliari.
Lo scontro tra il mullah e gli Haqqani è avvenuto – secondo fonti talebane che hanno parlato con la Bbc – all’interno del palazzo presidenziale di Kabul. Il vicepremier Baradar e Khalili ur-Rahman Haqqani, ministro per i Rifugiati e membro della famiglia che ha fondato l’omonima rete, avrebbero litigato per la formazione del nuovo governo.
I due si sarebbero «scambiati parole forti, mentre i seguaci – delle due fazioni – litigavano tra loro nelle vicinanze». Baradar avrebbe espresso diverse rimostranze per la struttura governativa, ritenendo che la parte “diplomatica” dei talebani abbia avuto un ruolo più importante degli Haqqani e dei suoi paramilitari nella riconquista dell’Afghanistan.
(da Open)

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VERSO IL NUOVO DECRETO: SUPER GREEN PASS PER 18 MILIONI DI LAVORATORI PUBBLICI E PRIVATI

Settembre 15th, 2021 Riccardo Fucile

DOMANI IN CONSIGLIO DEI MINISTRI… LE MULTE, I SETTORI INCLUSI E I DIPENDENTI ESENTATI

Le date chiave sono il 10 e il 15 ottobre. Sono i giorni in cui secondo le intenzioni del governo Draghi dovrebbe entrare in vigore il Green Pass obbligatorio sul lavoro sia per i dipendenti pubblici che per gli addetti del settore privato.
Il nuovo decreto con il Super Green Pass potrebbe arrivare già domani in Consiglio dei Ministri.
Con gli stessi obblighi e le stesse sanzioni già in vigore nel mondo della scuola per quanto riguarda la Pubblica Amministrazione: da 400 a 1.000 euro di multa e sospensione dallo stipendio dopo quattro giorni di assenza ingiustificata. Insieme alla concessione di un mese di tempo per mettersi in regola. La Certificazione Verde Covid-19 sarà obbligatoria anche nei palazzi degli organi costituzionali e nei tribunali. Così come per i dipendenti delle Poste e delle forze dell’ordine. Per un totale di 3,2 milioni di lavoratori.
Il nodo ancora da sciogliere invece riguarda i 15 milioni di lavoratori del settore privato, che portano a 18,2 gli addetti totali interessati al provvedimento.
Per questo a Palazzo Chigi si lavora su due schemi diversi di decreto. Il primo prevede il pass per la pubblica amministrazione e le sole attività private in cui già vige l’obbligo del Qr Code per i clienti (ristoranti e bar, palestre e piscine, treni e aerei, fiere e stadi).
Il secondo, invece, vede coinvolti nell’obbligo tutti i lavoratori del settore privato. Ed è questa l’opzione che sembra aver preso il sopravvento. Anche perché, spiega oggi Repubblica, ha un duplice vantaggio: evita una doppia frizione con la Lega e risolve da subito il problema delle partecipate. I lavoratori delle aziende in cui è presente lo Stato, infatti, sono tantissimi e non sono giuridicamente assimilabili ai dipendenti pubblici
Perciò il decreto unico è considerata la strada migliore. Gli uffici legislativi di Palazzo Chigi e dei ministeri interessati stanno lavorando per sciogliere entro le prossime 24 ore gli ultimi i nodi.
Tra cui ce ne sono di delicatissimi: come comportarsi con gli eletti che entrano in un ufficio comunale in cui è richiesto il Green Pass ai lavoratori? Oppure: chi paga i tamponi nel settore privato a chi non intende vaccinarsi? E ancora: come controllare autonomi e professionisti? E come obbligare testimoni e imputati che dovranno essere presenti nei processi da celebrare con il lasciapassare?
La Stampa spiega che gli effetti del nuovo decreto si riverbereranno sui dipendenti di Ferrovie dello Stato, Poste e Leonardo, che sono in totale 260 mila. Ma che soprattutto dovranno mettere davanti a un bivio i 300 mila dipendenti della PA e i 2,5 milioni di privati non ancora vaccinati. Tra cui molti lavoratori del commercio.
Obbligo Green Pass: i settori inclusi
Il ministro della Salute Roberto Speranza confida che, nell’estensione, alla fine verranno inclusi anche i negozianti. Perché – è il ragionamento – se l’obbligo vale per ristoratori, gestori di piscine, teatri e cinema, non deve valere per parrucchieri, ottici, negozi di abbigliamento, commercio al dettaglio e grande distribuzione? Al momento invece non rientrerebbero la quasi totalità degli autonomi (sui quali sarebbe più difficile esercitare i controlli) e tra le eccezioni ci sarebbero gli imputati dei processi e i loro avvocati. Sul tavolo c’è anche l’opzione di spostare di una settimana il vincolo del Green Pass per i privati. In questo caso l’entrata in vigore del decreto per alcuni settori e categorie dovrebbe slittare di una settimana per arrivare al 25 ottobre. Ma, spiega ancora il quotidiano, molti nell’esecutivo preferirebbero però stringere i tempi, perché è proprio nella pancia del privato che si annida ancora il grosso dei lavoratori non vaccinati.
E i controlli? Dovrebbero essere affidati ai vari responsabili di servizio o di reparto anche se poi, ad avvenuta segnalazione, le sanzioni saranno compito di una autorità pubblica. Escluso che a farli sia il medico aziendale. Il giuslavorista Valerio De Stefano a Repubblica spiega anche che non ci saranno problemi di privacy: «Se si utilizzerà la App già in uso ai ristoranti, la privacy è garantita perché il datore non sa se il lavoratore è vaccinato, guarito da Covid-19 o tamponato». E se il datore non riesce a ricollocare il lavoratore senza Green Pass può arrivare il licenziamento per un motivo oggettivo. Mentre se la prestazione si può offrire da remoto e la norma non esclude il lavoro agile, il datore di lavoro deve concedere lo smart working.
Chi paga il tampone ai lavoratori non vaccinati
Un altro nodo da sciogliere è la questione del tampone per i lavoratori non vaccinati. I sindacati sostengono che il tampone non può diventare un costo per il lavoratore. Confindustria dice no: «Il costo non può essere a carico delle imprese, altrimenti si scoraggia la vaccinazione». Nella scuola la gratuità dei tamponi è stata garantita solo ai lavoratori fragili. Le prossime ore saranno decisive.
Difficilmente Draghi convocherà la cabina di regia per mercoledì. Più probabilmente il premier farà tutto nella giornata di giovedì: prima il vertice con i capidelegazione e, dopo un’ultima interlocuzione tra governo e Regioni, il Cdm.
Non è ancora certo, invece, che nel Consiglio dei ministri approdi la delega fiscale. Il dossier potrebbe anche slittare alla riunione successiva mentre la riforma della concorrenza di sicuro andrà a dopo le amministrative. L’appuntamento al quale guardano tutte le forze politiche è proprio il voto del 3 e 4 ottobre
Il Corriere della Sera conclude che se non si riusciranno a sciogliere tutti i nodi entro domani (al lavoro c’è il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Roberto Garofoli) si procederà da subito con i dipendenti della Pubblica Amministrazione e i lavoratori delle attività al chiuso in cui per i clienti è previsto il Green Pass.
Ovvero ristoranti, piscine, palestre, cinema, teatri, impianti sportivi. I problemi da giorni riguardano il perimetro della Pubblica amministrazione e le categorie di lavoratori che saranno interessate al nuovo provvedimento.
Se sulla scuola si è deciso di applicare l’obbligo a tutti coloro che accedono negli istituti (studenti esclusi), per i dipendenti pubblici questo criterio non può essere applicato. E così il governo al momento è orientato a lasciare l’utenza fuori dal decreto.
(da Open)

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L’IMPRENDITORE CHE VUOLE SOLO LAVORATORI CON IL GREEN PASS MINACCIATO DI MORTE

Settembre 15th, 2021 Riccardo Fucile

GESTISCE DA ANNI UNA SOCIETA’ SPECIALIZZATA IN FESTE PER BAMBINI: “I MIEI DIPENDENTI TUTTI DOTATI DI CERTIFICATO”

«Tutti i nostri animatori ed artisti sono muniti di GREEN PASS!!! Prenota una festa all’aperto o al chiuso in completa sicurezza!!!».
Un messaggio semplice, poco più che una comunicazione di servizio. Il 6 settembre scorso la società Casper Animation, specializzata in animazione per bambini, ha pubblicato su Facebook questo post garantire ai suoi clienti che il loro personale è disponibile sia per gli eventi al chiuso che per quelli all’aperto.
Ma questa comunicazione non è passata inosservata davanti alle truppe No vax che pattugliano la rete. A raccontare sulle pagine de Il Mattino cosa è successo dopo la pubblicazione di questo post è Daniele Maffettone, 43 anni, l’imprenditore che ha fondato Casper Animation: «Dopo appena qualche ore dalla pubblicazione del post, i miei collaboratori i hanno fatto notare i primi commenti dove ci chiamavano “ridicoli”, dicevano che col green pass facevamo “tristezza” e che eravamo “gente che esegue ordine dai nazisti”»
Dagli insulti, racconta Maffettone, si è passati nel giro di poco tempo alle minacce: «Mi hanno augurato di avere un cancro. Io ho risposto che stiamo solo rispettando le regole, visto che la dotazione Green pass è funzionale al nostro ruolo di animazione. Noi organizziamo anche feste in luoghi chiusi come i ristoranti».
Il post scritto da Maffettone non è nemmeno il primo di quelli scritti sul Coronavirus: «In passato avevamo fatto avvisi simili per informare sulla nostra dotazione di mascherine, gel igienizzante e animazioni con il rispetto della distanza di sicurezza ma non si era scatenato questo putiferio». Al netto dei commenti online, per adesso non ci sono stati problemi con i clienti: «La maggior parte dei clienti sono felici della dotazione del Green pass e sono loro che rispondono sui social alle cattiverie che mi hanno scagliato contro. La prima cosa che chiedo agli animatori nei colloqui è proprio il Green pass. Perché non avrei dovuto scriverlo?».
(da agenzie)

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IL TRASFORMISTA SALVINI ORA DICE CHE VUOLE UNA CENTRALE NUCLEARE IN LOMBARDIA

Settembre 15th, 2021 Riccardo Fucile

MA FINO A IERI ERA CONTRARIO AI DEPOSITI DI SCORIE RADIOATTIVE

Matteo Salvini si è lanciato sul tema del nucleare, impavidamente. Come è solito fare per altro. Per le tariffe elettriche “l’aumento del 40% dipende da fattori internazionali, avere buoni rapporti con la Russia aiuterebbe”.
Così Matteo Salvini, ospite di Radio Anch’io, su Rai radio 1. “L’Italia – ricorda – è unico paese del G8 senza nucleare, oggi sono funzionanti 128 centrali nucleari, di cui 58 in Francia”, ricorda Salvini. “La Svezia di Greta – conclude – ha otto centrali nucleari”
Quando incalzato sul tema da Giorgio Zanchin, voce del programma di Rai Radio 1, Salvini mette il carico: “Metterei una centrale nucleare in Lombardia? Sì, che problema c’è”, rispondendo a una domanda sulla sua regione.
E’ lecito immaginare che il candidato del centrodestra a Milano, Luca Bernardo, sia felice di questa intervista.
Che Salvini voglia una centrale nucleare a pochi metri da casa sua è una interessante novità.
Negli anni lo abbiamo sentito intervenire in diverse occasioni per combattere il nucleare.
Da Ministro dell’Interno intervenne in Sardegna, “La Sardegna non sarà mai una discarica del nucleare – dichiarò l’allora ministro dell’Interno –. Abbiamo vinto le elezioni per portare lavoro, infrastrutture, servizi. Desideriamo valorizzare una terra meravigliosa che merita attenzione e non rifiuti”.
E così era valso per molte altre località, fermo l’arrivo delle scorie in Basilicata “Il Governo e’ incapace e fa male alla Basilicata”.
E poi in Toscana “Il governo si conferma incapace, pericoloso e arrogante anche sul tema del deposito nazionale di rifiuti radioattivi in Toscana – attaccava il leader della Lega Matteo Salvini – Non ha consultato gli enti locali e dopo un lunghissimo silenzio i cittadini scoprono che potrebbero ritrovarsi le scorie nel cuore della Val d’Orcia. Sinistra, Conte e 5Stelle fanno male alla Toscana e a tutta Italia”.
In queste ore il senatore Franco Mirabelli, vice presidente dei senatori del Pd, eletto in Lombardia ha rilanciato la provocazione di Salvini. “Leggo che Matteo Salvini e la vicepresidente Letizia Moratti propongono di costruire una centrale nucleare in Lombardia sfruttando l’annuncio di un possibile aumento delle bollette elettriche. Noi restiamo contrari in generale a riaprire una discussione su cui gli italiani si sono già espressi in modo chiaro con un referendum. Ma per curiosità e trasparenza sarebbe utile che i lombardi potessero sapere dove esattamente Salvini propone di collocare la sua centrale”.
Anche i Verdi hanno voluto dire la loro, “Quanto sta accadendo in Italia e’ conseguenza delle irresponsabili prese di posizione del ministro Cingolani che sta fermando la transizione ecologica. Ve la immaginate una centrale nucleare vicino al Duomo di Milano?”.
(da NextQuotidiano)

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MEDICI NO VAX, TRA I 95 SOSPESI A TORINO LA PSICOTERAPEUTA DE MARI, CONDANNATA PER OMOFOBIA

Settembre 15th, 2021 Riccardo Fucile

NOTA ANCHE PER DICHIARAZIONI CONTRO PAPA FRANCESCO E IL MOVIMENTO LGBT… IL PRESIDENTE DEI MEDICI: “HA VIOLATO ALMENO SEI ARTICOLI DEL CODICE”

C’è anche Silvana De Mari, scrittrice e psicoterapeuta, nota per le sue teorie prive di ogni fondamento scientifico (incluse le dichiarazioni sull’opportunità di curare il Covid con antinfiammatori e cortisone), nell’elenco dei 95 medici non vaccinati sospesi ieri dall’Ordine dei Medici di Torino.
De Mari, in particolare, era balzata alla ribalta dopo le sue dichiarazioni omofobe, comprese quelle sulla necessità di “curare” l’omosessualtà come una malattia, ed era stata condannata dopo avere pubblicamente accusato il movimento Lgbt di “diffondere la pedofilia”.
La dottoressa si è fatta notare anche per le sue dichiarazioni contro papa Francesco (“è un antipapa”). Ora nel suo curriculum entrano anche il rifiuto del vaccino contro il Covid e la conseguente sospensione dall’ordine professionale.
Dopo le comunicazioni arrivate nella sede di corso Francia dalle Asl di residenza, l’ordine presieduto da Guido Giustetto ha provveduto a ratificare la sospensione per l’inosservanza dell’obbligo vaccinale prevista dalla legge per il personale sanitario: 71 sono iscritti all’albo dei medici, 12 a quello degli odontoiatri e altri 12 a entrambi. Sull’albo degli iscritti, nella scheda che riporta i dati, l’ordine pubblica, per tutti i non vaccinati che non hanno saputo motivare la loro scelta, la dicitura “sospensione dal diritto di svolgere attività professionale implicante contatti interpersonali DL 44/2021”.
Dal consiglio direttivo è arrivata anche la conferma dall’avvocato amministrativista Vittorio Barosio e della sua équipe: l’interpretazione dell’ordine sulla limitazione all’attività degli iscritti non vaccinati è corretta.
A sollevare i dubbi era stato il responsabile dell’area giuridica dell’Unità di crisi Antonio Rinaudo, convinto invece che i medici dovessero essere sospesi a 360 gradi e che l’ordine torinese stesse commettendo un errore.
“Il nostro consiglio ha incontrato Vittorio Barosio che ha approfondito la questione nei suoi risvolti costituzionali, amministrativi e deontologici, in merito alla natura giuridica della sospensione dal diritto di svolgere attività professionale – spiega il presidente dell’Ordine, Guido Giustetto, citando la legge – Non possono svolgere prestazioni o mansioni che implicano contatti interpersonali o comportano, in qualsiasi altra forma, il rischio di diffusione del contagio Sars-Cov-2″. Una prescrizione, una visita in telemedicina potrebbero pertanto essere consentite anche se il medico non è vaccinato, è la tesi.
Tutti i legali hanno confermato la validità dell’orientamento fino a ora adottato dall’ordine nei confronti dei propri iscritti. ” La sospensione prevista dalla legge – rileva ancora Giustetto – ha quindi finalità cautelare e non disciplinare, e ha l’unico scopo di prevenire la diffusione del contagio e di proteggere i pazienti”.
In ogni caso l’Ordine torinese dei medici non ha intenzione di fermarsi alla ratifica della sospensione a cui è stato invitato dalle aziende: “Abbiamo convocato una apposita seduta di consiglio direttivo per valutare se e quali implicanze deontologiche comporti la violazione dell’obbligo da parte degli iscritti “.
Parole che lasciano intendere prossimi provvedimenti disciplinari per i medici No Vax. Un conto è un medico che non esercita più e non si è vaccinato, un altro un medico di medicina generale che dissuade i pazienti dal vaccinarsi o partecipa a manifestazione No Vax rilasciando dichiarazioni ambigue
“Dal punto di vista disciplinare – spiega Giustetto – si potrebbe configurare la violazione di almeno sei diversi articoli del codice di deontologia medica. Per questo stiamo considerando di attivare per ciascuno gli approfondimenti necessari. Prenderemo una decisione la prossima settimana “. E per l’ordine di medici e odontoiatri le sanzioni disciplinari vanno dall’avvertimento alla censura, alla sospensione e fino alla radiazione.
(da agenzie)

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MA PERCHE’ L’EPIDEMIOLOGA SALMASO DEVE TROVARSI IN TV A SMENTIRE UN PERSONAGGIO COME L’EUROPARLAMENTARE LEGHISTA NO-VAX DONATO?

Settembre 15th, 2021 Riccardo Fucile

LO SCONCIO DELLE TV CHE CONTINUANO A INVITARE UNA CHE RACCONTA BALLE STRATOSFERICHE

Rimane un mistero la presenza di Francesca Donato in tutte le trasmissioni della televisione italiana, soprattutto nel corso di DiMartedì uno tra i programmi qualitativamente meglio fatti della sua emittente. Ieri è toccato all’epidemiologa Salmaso doversi confrontare l’europarlamentare leghista.
“E’ vero o no quello che dice la Donato”, domanda Floris. “No non c’è nessuna evidenza” risponde Salmaso che in pochi secondi da ospite televisivo si trasforma in docente infastidito dalle risposte fantasiose di uno studente impreparato.
Ma perché l’epidemiologa Salmaso deve essere costretta a smentire Francesca Donato?
Il tema del perchè la Donato continui a riempire i salotti televisivi rimane affascinante e misterioso. Negli scorsi giorni era diventato virale l’intervento di Fazio che aveva annunciato come nel corso dell’anno che verrà nel suo programma non sarà data voce a profili antivaccinisti o a chi porta avanti teorie anti scientifiche.
Quella del conduttore di Che Tempo Che Fa è una posizione che non vuole mancare di rispetto a chi ha paura dei vaccini, persone che vanno comprese ed accompagnate ad una scelta consapevole. Lo spirito è quello di non dare voce a chi senza nessuna evidenza scientifica porta avanti teorie complottiste e strampalate che inquinano il dibattito.
Come ben diceva il professor Montanari nella puntata di Otto e Mezzo andata in onda ieri sera, le persone hanno legittimamente paura. Alla scienza e all’informazione aiutare i timorosi, gli ansiosi e gli scettici a sentirsi prima rispettati e poi convinti. Nulla di tutto questo però ha a che fare con la presenza costante di Francesca Donato in prima serata, per lo meno fin quando l’europarlamentare leghista non si applicherà nel riportare anche solo una notizia vera.
(da NextQuotidiano)

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GLI INSULTI SESSISTI ALL’ARBITRA DILETTA CIOMMEI: IL CALCIATORE SQUALIFICATO PER 10 GIORNATE

Settembre 15th, 2021 Riccardo Fucile

IL MONDO E’ PIENO DI SFIGATI E COMPLESSATI, CE NE FAREMO UNA RAGIONE

La teoria evolutiva di Darwin è sembrata affidabile per anni solo perchè non era mai passata al vaglio dello stadio, al contrario Diletta Ciommei in uno stadio c’è stata. Forse anche più di uno, magari cento.
Con il fischietto in bocca, indossando la stessa divisa federale che l’AIA ha previsto per tutti i suoi tesserati. Modelli unisex, perché sempre di più non si sa che giudice di gara arriva.
E allora tanto vale pensare solo alla taglia e accantonare i generi. Questo è quello che pensano i normo pensanti, però poi esiste sempre il genio, quello che non è riuscito a diventare Messi e allora tira qualche calcio ad un pallone in terza categoria.
Per lui esistono i cinque minuti di notorietà come per tutti. Nel caso del calciatore della Real Avignano che ha definito “vergognoso” essere arbitrato da una donna però, quelli sono cinque minuti di umiliazione davanti alla teoria evolutiva di Darwin. Altrimenti non si spiegherebbe come certe cose accadano nel 2021.
I fatti sono semplici, a redigere il verbale è stata l’arbitra dopo che Adrian Florian Pistinciuc uscendo dal campo le ha stretto la mano sostenendo che una “femmina non può arbitrare”.
Il bilancio? Irrispettoso verso la giudice della gara, una figuraccia nazionale e 10 giornate di allontanamento dai campi. La Lega Nazionale Dilettanti Umbria nelle ore successive ai fatti ha pubblicato una nota, “al termine della gara, dopo aver stretto la mano all’arbitro in maniera sarcastica, proferiva al suo indirizzo reiterati insulti sessisti, dichiarando di vergognarsi del fatto che un arbitro donna potesse aver diretto una sua partita; nonostante i compagni di squadra cercassero di allontanarlo, proseguiva con gli insulti invitando la predetta a smettere di arbitrare in quanto il calcio non è per le donne”.
Ovviamente per giustificare la rabbia è chiaro che bisogna risalire ai fatti del match, durante il quale il giocatore avrebbe chiesto un rigore e ne avrebbe ottenuto un’ammonizione. Nulla di nuovo insomma.
Il caso ha creato tanto imbarazzo che anche il presidente della squadra ha commentato “La società si dissocia pienamente dal comportamento grave e scorretto assunto dal calciatore – spiega Emiliano Brunetti numero uno della Real Avignano -. Porge inoltre le più sentite scuse all’arbitro signorina Diletta Ciommei alla quale auguro le più grandi soddisfazioni sportive e professionali».
(da NextQuotidiano)

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