Settembre 20th, 2021 Riccardo Fucile
ACCOLTO IL RICORSO DELLA FIOM, REVOCATA LETTERA LICENZIAMENTI
Il Tribunale di Firenze si è espresso a favore del ricorso presentato dalla Fiom-Cgil
contro i licenziamenti della Gkn di Campi Bisenzio, revocando la lettera d’apertura della procedura di licenziamento collettivo. È quanto si apprende da fonti sindacali.
“Come segretario generale della Fiom Firenze e Prato, che ha fatto ricorso contro Gkn per atteggiamento antisindacale, gli avvocati mi hanno comunicato che abbiamo vinto il ricorso e l’azienda deve revocare i licenziamenti” annuncia su Facebook il segretario territoriale di Fiom-Cgil, Daniele Calosi.
Il sindacato ha trascinato di fronte al giudice del lavoro l’azienda, accusandola di condotta antisindacale, a seguito della decisione repentina dello scorso luglio di chiudere lo stabilimento e di far partire la procedura per licenziare 422 dipendenti.
(da agenzie)
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Settembre 20th, 2021 Riccardo Fucile
IL VIDEO NEL SEGGIO CHE MOSTRA QUALCUNO INSERIRE DI NASCOSTO SCHEDE NELLE URNE
Da venerdì sono in corso in Russia le elezioni per rinnovare la Duma, la camera
bassa del Parlamento nazionale da tempo controllata dal partito di Putin Russia Unita, oltre che per eleggere alcuni amministratori locali e governatori. Le consultazioni si stanno svolgendo in un clima infuocato, in quando coincidono con la prima tornata elettorale dopo l’incarcerazione del più influente oppositore del presidente, Alexei Navalny, che via Instagram ha rivolto un appello per chiedere agli elettori di ”non essere pigri” esortandoli a recarsi alle urne “cercando di convincere qualcun altro a fare lo stesso”.
Il primo intoppo è arrivato da Google, che ha deciso di bloccare l’accesso a due liste e due video che presentano i candidati consigliati da Navalny: i suoi sostenitori hanno accusato il colosso americano di aver bloccato in Russia due liste di candidati pubblicate su Google Docs, un servizio di videoscrittura online.
Gennady Zyuganov, capo del Partito Comunista che si sta presentando a queste elezioni come la principale forza di opposizione del paese, ha segnalato alla polizia e alla commissione elettorale diverse irregolarità tra cui la presenza, in molti seggi, di un numero di voti e di schede elettorali maggiore rispetto al numero di elettori.
Un video che sta circolando oggi sui social mostra infatti come nel seggio di Kemerovo, in Siberia, qualcuno infili di nascosto diverse schede all’interno delle urne nascondendosi dietro una bandiera russa e dietro una delle responsabili al controllo, che sembra addirittura cercare di fare da schermo con il corpo verso la videocamera.
Diversi media indipendenti hanno riferito di violazioni tra cui la compravendita di voti e la totale assenza di sorveglianza delle schede all’interno dei seggi elettorali.
Il capo della commissione elettorale centrale, Ella Pamfilova, ha dichiarato che più di 6.200 schede elettorali sono state annullate in cinque regioni per violazioni procedurali e di registrazione dei voti. In particolare, è stato registrato un caso di manomissione in Adygea, tre casi nella regione di Bryansk e quello documentato nella regione del Kemerovo.
(da agenzie)
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Settembre 20th, 2021 Riccardo Fucile
VINCE CON IL 40% MA NELLA NOTTE PASSA AL 49% (SU UN 45% DI ELETTORI), IMMESSE DECINE DI MIGLIAIA DI SCHEDE PRECONFEZIONATE… DOCUMENTATI BROGLI IN TUTTA LA RUSSIA… IL PARTITO COMUNISTA SALE AL 20%
Il presidente che ama trionfare, questa volta vince e basta.
La vera vittoria di queste ultime elezioni parlamentari russe è quella degli sconfitti: i “nuovi” comunisti russi.
Secondo i risultati preliminari, svetta al numero uno della lista degli eletti il partito di Putin, Russia Unita, con il 40% delle preferenze, ma raddoppia i suoi voti rispetto alle ultime urne del 2016 il Kprf, il partito comunista della Federazione russa, già seconda forza politica del Paese, che supera il 20%.
La nuova opposizione di Mosca, – l’ultima rimasta fuori dalle celle russe o dalle aule di tribunale dove è perseguitata -, germoglia sotto il vecchio simbolo dell’Unione sovietica.
Il gruppo che ha schierato candidati giovani, spesso indipendenti, o alieni alle dinamiche politiche del Cremlino, ha raccolto la maggior parte delle preferenze del popolo di Navalny, di quanti sono stanchi del partito dominante, di molti giovani e anziani.
Superano il 5% di sbarramento i liberaldemocratici di Zirnovsky e Russia Giusta. Entra alla Duma un nuovo partito: Nuovo popolo, formazione di centro-destra.
La vendetta contro il regime è arrivata con piccoli assedi.
Russia Unita ha vinto a Novosibirsk, ma a Khabarovsk e Sakhalin, secondo gli exit poll, il partito comunista ha già superato quello del presidente.
“Secondo i nostri dati, siamo in testa, il che significa che la probabilità di brogli notturni è molto alta. Non ci fermeremo e lotteremo per ogni voto. È già chiaro che la notte sarà insonne. Non dormite neppure voi, potremmo aver bisogno del vostro aiuto”.
Pallido, appassionato e sempre col pugno chiuso e alzato, l’accademico Michail Lobanov, candidato comunista nei distretti del sud di Mosca, è la nuova stella nascente che può arrivare alla Duma, ma i brogli li ha denunciati anche il leader del partito, Gennady Zyuganov, invitando la polizia ad indagare su “fatti assolutamente eclatanti”.
La mappa delle falsificazioni tracciata dall’ong Golos è color rosso allarme: sono state almeno 4mila le sedi in cui si sarebbero verificate “massive violazioni”.
Decine di schede elettorali sono state inserite contemporaneamente a varie latitudini da uomini sospetti: si vede nei video che i russi hanno postato online.
Cuore e frontiere della Federazione hanno espresso la loro preferenza per eleggere 450 deputati per tre giorni di fila con un’affluenza che ha raggiunto il 45%.
Le ultime urne a chiudere sono state quelle baltiche nell’enclave russa di Kaliningrad. Boom di voti online nelle regioni in cui era concesso: da Yaroslav a Kursk, da Murmansk a Sebastopoli.
Le preferenze elettroniche a Mosca hanno superato i due milioni, ma in rete nessuna tregua alla guerra. Durante le ore più calde della corsa, un cyberattacco ha messo fuori uso il sito del giornale indipendente Novaya Gazeta mentre aggiornava notizie sui candidati.
Bloccati gli ultimi video dell’oppositore Navalny che invitava i cittadini a votare seguendo la strategia del “voto intelligente”. Perfino Ella Pamfilova, a capo della Commissione elettorale, ha denunciato che il sito federale è stato colpito da attacchi in arrivo da Usa e Germania.
Pochi attendano effetti deflagranti quando la conta dei voti sarà finita. La supermaggioranza di Russia Unita, ottenuta nel 2016 con il 54% delle preferenze, quasi certamente non arriverà. Ma anche quando le cifre saranno esatte, non si potrà davvero perimetrare dove comincia e finisce il potere di Putin: nonostante quello del partito coli a picco sotto la soglia del 30%, lui mantiene alto il suo rating di consenso. Possono paradossalmente insidiarlo ora solo quei ragazzi che hanno resuscitato il partito nato dalle ceneri dell’Unione sovietica in cui è cresciuto il presidente.
(da Huffingtonpost)
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