Novembre 9th, 2021 Riccardo Fucile
LA TITOLARE RAZZISTA SI E’ RIFIUTATA DI SERVIRLO, INDIGNATI ANCHE I COLLEGHI DEL LAVORATORE… IN ALTRI TEMPI DI QUEL LOCALE SAREBBERO RIMASTE LE MACERIE
Era in pausa pranzo, dopo aver lavorato per tutta la mattinata in un cantiere di una delle zone più affascinanti di Trani (Bitonto), vicino alla Cattedrale della cittadina pugliese. Indossava ancora la tuta da lavoro e, come sempre e come fanno tutti i suoi colleghi, aveva deciso di andare a comprare del pollo in una rosticceria del centro. Ma lì è stato “respinto” all’ingresso dalla proprietaria del locale. All’inizio si pensava a un “fraintendimento” (che comunque non giustifica il gesto), ma alla fine si è rivelato un episodio di razzismo, confermato anche dalla stessa titolare.
Martin, questo il nome dell’operaio, non aveva denunciato il fatto. L’accaduto, infatti, risale al mese di ottobre e ha provocato molta indignazione e rabbia anche tra i colleghi con cui condivide ogni giorno la vita di cantiere.
“Vorrei una porzione di pollo”, aveva chiesto il giovane dopo aver fatto la fila e atteso il suo turno per essere servito al banco della rosticceria. Ma, come riporta il quotidiano online locale TraniLive, la titolare lo ha cacciato via: “Devi uscire da qui, questo non è un ristorante”.
Martin, che vive e lavora in Italia da circa 4 anni dopo aver lasciato il Benin, pensava che la donna lo avesse scambiato per un mendicante, ma alla sua rinnovata richiesta di essere servito, la risposta è stata ancora più netta e inequivocabile: “Allora non hai capito, te ne devi andare, i neri qua dentro non li voglio”.
A nulla è servito il suo tentativo di dire alla donna di essere un operaio, un lavoratore che avrebbe pagato il suo pranzo. Una volta tornato al cantiere a mani vuote, i suoi colleghi gli hanno chiesto perché fosse rientrato senza pranzo. Lui ha raccontato cosa era accaduto qualche minuto prima e loro si sono indignati, invitandolo a denunciare questo episodio di razzismo. Ma, in quel frangente, decide di non denunciare i fatti. Alla fine sarà un collega di Martin a comprare il pranzo per lui.
Intervistato da TraniLive, l’operaio originario del Benin ha raccontato:
“I miei colleghi volevano denunciassi ai carabinieri l’episodio. Loro forse erano anche più arrabbiati di me, mi dicevano che non possono accadere queste cose. Io lo so che non devono accadere ma non posso farci niente, anche quando mi fanno battute per strada o mentre lavoro, faccio finta di non sentire. A me basta il mio lavoro, alla signora le ho detto che quei soldi li avevo guadagnati, non volevo niente gratis, le ho detto sono sporco perché sto lavorando qui, i miei colleghi sono venuti qui prima di me, ma non voleva sentire niente”.
Ma titolare della rosticceria di Trani, anche davanti alle richieste di spiegazione da parte di altri, si è limitata a dire: “Sarò ignorante ma la penso così”. Almeno ne è consapevole. Ma Martin dice di averla già perdonata.
(da NextQuotidiano)
argomento: Politica | Commenta »
Novembre 9th, 2021 Riccardo Fucile
“AVEVAMO UN SOGNO E LO ABBIAMO RAGGIUNTO”
“Avevamo un sogno e lo abbiamo raggiunto”. Quelle 2 ore, 53 minuti e 28
secondi impiegate per coprire tutti i 42 chilometri e 195 metri della maratona di Barcellona possono sembrare un tempo molto elevato. Ma la vittoria da record di Eric Roldán va ben oltre lo scorrere delle lancette sull’orologio.
Il giovane atleta spagnolo ha corso – come ormai fa da tempo, e non per gloria personale – spingendo la carrozzina sulla quale sua madre è costretta a vivere da anni, da quando gli effetti della sclerosi multipla sono diventati sempre più invasivi e debilitanti.
Per questo motivo la corsa di Eric Roldán e di sua madre Silvia va ben oltre il mero risultato sportivo. Quel tempo, di poco superiore alla 2 ore e 53 minuti, sarebbe un risultato importante per ogni atleta.
Ma il corridore spagnolo lo ha fatto spingendo quel mezzo a due ruote che trasporta la madre. Perché il suo non è solo un gesto sportivo, ma anche un modo per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla malattia che ha colpito la donna 17 anni fa e che continua a essere molto diffusa in tutto il mondo.
Un record, dunque, inseguito per richiamare l’attenzione su tematiche molto più serie. Perché serviva un evento come questo per dare la giusta vetrina e visibilità alla ricerca per contrastare una malattia neurodegenerativa.
E l’atleta catalano ci aveva provato già a Siviglia, riuscendo a solo a sfiorare quel primato mondiale. Poi, ad agosto, la donna ha avuto anche il Covid – in forma molto grave -, riuscendosi a riprendere.
Tanto da poter prendere parte alla maratona di domenica, a Barcellona, dove con il figlio ha battuto ogni record. E lui l’ha ringraziata, perché quello che ha fatto non è solo un gesto sportivo, ma un modo per richiamare l’attenzione su una malattia molto diffusa, ma che non sembra avere rimedio.
(da NxtQuotidiano)
argomento: Politica | Commenta »
Novembre 9th, 2021 Riccardo Fucile
E’ LA PADAGNA DEL MAGNA MAGNA: CINQUE IMPRENDITORI E UN COMMERCIALISTA ARRESTATI
Anomalie nell’attività di una pattuglia, seguita e monitorata, che “operava in modo infedele”. Così i militari del comando provinciale della Guardia di finanza di Brescia hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare a un appuntato e tre ispettori che oggi sono stati arrestati insieme a un funzionario dell’Agenzia delle Entrate, a un commercialista e a cinque imprenditori locali. Questi ultimi sono agli arresti domiciliari. Le Fiamme gialle, coordinate dalla Procura, hanno svelato presunte connessioni illecite tra imprenditori e pubblici ufficiali, aventi quale “baricentro” uno studio professionale bresciano.
Il professionista si sarebbe offerto quale intermediario per pilotare controlli fiscali in corso nei confronti dei propri clienti. Avrebbe anche garantito la disponibilità di informazioni riservate esclusivamente agli Uffici finanziari, grazie ad una rete di contatti illeciti. Per il procuratore capo Francesco Prete, “da sottolineare il senso di lealtà professionale espresso dai militari della Guardia di Finanza di Brescia nella conduzione della delicata indagine che ha visto, tra gli indagati, anche il coinvolgimento di taluni loro colleghi”. Agli indagati sono contestati episodi di corruzione di pubblici ufficiali per alleggerire controlli fiscali.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Novembre 9th, 2021 Riccardo Fucile
CI SI INDIGNA PER I 250 MILIONI SOTTRATTI DAI FURBETTI DEL REDDITO DI CITTADINANZA MA SI TACE SU QUELLI DEI BONUS EDILIZI
“Numerose cessioni di crediti inesistenti soprattutto riferiti a interventi
edilizi non effettuati“. Crediti che in alcuni casi sono stati intestati “addirittura in favore di persone inconsapevoli, che si sono ritrovate nel loro cassetto fiscale fatture relative a opere mai eseguite“.
Il tutto con il sospetto che una parte dei soldi sia finita in mano alla criminalità organizzata (“Purtroppo non possiamo escluderlo”).
E’ il quadro, preoccupante a dir poco, descritto dal numero uno dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini nel commentare con Il Sole 24 Ore i dati sul Superbonus 110% e sulle altre agevolazioni fiscali per l’edilizia.
A un anno da quando è diventata operativa la piattaforma per la cessione dei crediti e lo sconto in fattura, sono state già individuate truffe per 800 milioni di euro su 19,3 miliardi di scambi (6,5 per il 110% e 12,7 per gli altri sconti) e 2,5 milioni di operazioni.
Ed è una stima al ribasso, che comprende solo i crediti sulla cui inesistenza non ci sono dubbi. Si tratta di cifre ben più importanti rispetto a quelle relative agli illeciti legati al reddito di cittadinanza – 48 milioni scoperti dai carabinieri e 217 milioni dalla Finanza a fronte di circa 24 miliardi erogati in tre anni – che pure hanno suscitato tante polemiche la settimana scorsa
“Quando lo Stato stanzia risorse ingenti, in forma diretta o meno, c’è sempre chi cerca di approfittarne”, chiosa Ruffini rispondendo a una domanda che parte proprio dal reddito per arrivare alle truffe sui bonus edilizi.
“E purtroppo neppure queste misure ne sono state immuni”. Tutt’altro, viene da dire. La cessione del credito d’imposta a terzi, in particolare attraverso lo sconto in fattura, evidentemente fa acqua. L’obiettivo era consentire a tutti di approfittare delle agevolazioni, evitando di escludere le famiglie che non hanno la liquidità necessaria per pagare i lavori aspettando poi di godere del credito di imposta. Ma il risultato è che si è aperta la strada a operazioni fraudolente su larga scala. Compresa l’intestazione di crediti a persone che non hanno mai fatto lavori nelle loro case. “Questi crediti fittizi poi possono essere oggetto di “di movimentazioni” e alla fine ceduti a intermediari finanziari e quindi monetizzati”, ha spiegato Ruffini nell’intervista di sabato. “Si tratta di operazioni raffinate che richiedono un certo know how e attuate attraverso strutturate organizzazioni fraudolente“. Insomma: il coinvolgimento della criminalità è ben più di un sospetto.
Non basta: questi fenomeni si aggiungono “a quello già segnalato dalla Uif di Banca d’Italia, ovvero il rischio che i crediti in questione vengano acquistati tramite l’impiego di capitali di origine illecita per reinserirli nel circuito legale“. Nonostante tutti questi gravi problemi, la legge di Bilancio del governo Draghi conferma la cedibilità dei crediti: esclusa dalle bozze entrate in consiglio dei ministri, è stata poi riconfermata in extremis su richiesta di Confedilizia e di praticamente tutte le forze politiche, che rivendicano l’effetto traino sull’economia.
Eppure per Ruffini bisogna correre ai ripari: “Queste agevolazioni sono state introdotte in pieno periodo emergenziale, quando la priorità era accelerare il più possibile l‘immissione di liquidità nel sistema economico. In altri termini, il legislatore ha puntato maggiormente sui controlli ex post sebbene le frodi a cui stiamo assistendo dimostrino che hanno un’efficacia limitata“. E intervenire ex post, quando il danno è fatto, rischia di essere del tutto inutile. Soprattutto nei casi in cui il cittadino è stato vittima di una falsa impresa o di un falso intermediario: la legge infatti prevede che il recupero sia fatto nei confronti del primo cedente, cioè chi sulla carta ha commissionato i lavori. “Rincorrere il denaro in un secondo momento diventa difficile”, riconosce Ruffini, auspicando interventi normativi.
(da il Fatto Quotidiano)
argomento: Politica | Commenta »