Novembre 22nd, 2021 Riccardo Fucile
IN SEGNO DI SCHERNO A LOS ANGELES IN SMOKING E PAPILLON IN RISPOSTA AL LEGHISTA
E alla fine, papillon fu. O meglio “paPillon”, come lo aveva chiamato Damiano David
dei Maneskin rispondendo al post polemico del senatore della Lega Simone Pillon sull’outfit sfoggiato dalla band romana agli MtvEma di Budapest.
“In culottes e giarrettiere, ricevono il premio. Tra poco arriveremo al reggiseno da uomo”, aveva scritto su Facebook il parlamentare del Carroccio, ricevendo come risposta dal cantante della band: “Hai ragione tu Simo, la prossima volta metteremo il paPillon”.
E proprio ieri, esibendosi sul Microsoft theatre di Los Angeles nella serata degli American Music Awards 2021 dove erano anche candidati nella categoria “Favorite trending Song” con la loro canzone “Beggin”, si sono presentati sul palco elegantissimi, in smoking e, appunto, papillon.
Una assoluta novità rispetto agli outfit trasgressivi ai quali i quattro componenti del gruppo avevano abituato il loro pubblico. Non hanno vinto, battuti dalla rapper Megan Thee Stallion, ma hanno comunque stupito con la loro performance e – soprattutto – lanciato una frecciata al senatore, le cui opinioni erano state contestate all’interno della Lega stessa.
Lo scorso 19 novembre, infatti, Il consigliere regionale lombardo Gianmarco Senna aveva risposto a Pillon facendogli notare che non tutti, all’interno del partito, la pensano come lui: “Mi chiedo cosa sia peggio – aveva scritto – fra il loro appello, ormai stucchevole alla legge Zan (legge peraltro scritta male e che prevede forti limitazioni alle libertà di espressione) oppure l’uscita del senatore Pillon che probabilmente non ha capito la differenza tra uno spettacolo di una rock band e la vita reale. Ogni tanto è utile ricordare che la Lega è anche altro”.
Sbeffeggiato dalla band più popolare d’Italia e guardato con diffidenza dai suoi stessi colleghi di partito, non è chiaro se Pillon porterà ancora avanti la polemica dopo la risposta alla sua ennesima provocazione.
(da agenzie)
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Novembre 22nd, 2021 Riccardo Fucile
QUANTI ITALIANI INNOCENTI CONTINUANO A ESSERE INFETTATI DA QUESTI DELINQUENTI PRIMA CHE QUESTI SOGGETTI VENGANO INCRIMINATI PER EPIDEMIA COLPOSA?
Ancora scossa dall’aggressione subìta sabato scorso durante la manifestazione no green pass al Circo Massimo di Roma, la giornalista Selvaggia Lucarelli ne parla in un’intervista al Corriere della Sera:
“Fisicamente sto bene, ma sono scioccata per quello che ho visto e a cui ho assistito. Ho avuto paura, mi hanno accerchiata, mi seguivano”
In un video pubblicato da Domani, la redazione in cui la Lucarelli è approdata da qualche settimana, vengono ripresi gli insulti alla giornalista: “Non me ne frega niente, ora te ne vai, ora te ne vai” urla un manifestante prima di tirarle una testata. “Non ti vergogni? Non ti vergogni?” grida un altro
“Mi hanno dato una testata, ma non è stato l’unico episodio di violenza: mi hanno spinta, tirato manate sul telefono, apostrofato con frasi sessiste. Daniela Martani (l’ex hostess Alitalia no vax, ndr) mi ha tirato una botta con una specie di pigna”.
Ha continuato a raccontare la Lucarelli al Corriere della Sera. Con indosso un paio di occhiali da sole scuri e un cappello per rendersi poco riconoscibile, la giornalista camminava tra i manifestanti chiedendo il perchè della loro presenza lì. A scatenare l’ira, però, è stato un altro elemento:
″È bastato il fatto di indossare la mascherina per essere catalogata come un nemico. Mi dicevano “levati quella carta da culo dalla faccia. Fatti curare. Cosa fai una rapina? Ma non ti vergogni? Non è Carnevale”.
Il fatto che fossi una donna senza cameraman ha scatenato ancora più aggressività», prosegue la giornalista, “mi hanno detto di tutto: “Zocc…, complimenti per le bocce, cretina, brutta, ritardata, guarda come vai in giro (detto da una donna, ndr), sei così brutta che ti metti una mascherina (detto da una donna, ndr)”.
Fra i 4 mila manifestanti che protestavano, c’erano soprattutto uomini e donne di mezza età mentre:
“Gli unici che mi hanno risposto in modo civile sono stati gli studenti. Il resto era tutto surreale, sconclusionato, sono persone con disagi grossi. C’era anche un’infermiera, che ha un figlio disabile, che urlava che il Covid non esiste. E un uomo che fa trattori mi ha spiegato come funzionano i vaccini”.
La giornalista ha affermato, poi, che le aggressioni subìte verranno denunciate nelle sedi competenti mentre sottolinea la totale mancanza di forze dell’ordine durante la manifestazione:
“Li ho cercati più volte: insomma, c’era che mi diceva chi mi avrebbe ammazzato e mi sarei sentita più tranquilla vedendo una faccia rassicurante. Nel perimetro del Circo Massimo, invece, non c’era nessuno. Le camionette erano dall’altra parte della strada”.
(da agenzie)
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Novembre 22nd, 2021 Riccardo Fucile
POSITIVO AL COVID ERA USCITO DI CASA PER ANDARE A FARE LA SPESA
Roberto Di Blasio, il manifestante no no vax che ha aggredito con una testata
Selvaggia Lucarelli, era stato denunciato a piede libero dai carabinieri della stazione di Manziana per aver violato la quarantena.
Il sessantenne insegnante di pugilato, residente a Canale Monterano, Comune della provincia a Nord di Roma, a marzo 2020 è stato raggiunto dai militari a seguito della segnalazione di alcuni cittadini. Dopo aver contratto il Covid ha infatti violato l’obbligo di quarantena, uscendo di casa per fare la spesa in un negozio di alimentari, invece di delegare qualcun altro.
Essendo una persona molto conosciuta nel centro urbano, i residenti che lo hanno notato in strada, ne hanno segnalato la presenza alle forze dell’ordine, che hanno fatto scattare il provvedimento. Di Blasio allora presumibilmente aveva contratto l’infezione all’interno della sua palestra, dove durante la prima ondata della pandemia si era diffuso un focolaio di coronavirus.
Di Blasio ha partecipato a diverse piazze no green pass a Roma, tra le quali, l’ultima, quella si sabato scorso 20 novembre, che si è svolta al Circo Massimo contro la certificazione verde, durante la quale ci sono state alcune tensioni.
A denunciare l’aggressione è stata la stessa Lucarelli, che ha raccontato l’accaduto in un tweet: “Sono andata al Circo Massimo per la manifestazione no vax con cappello, occhiali, mascherina – ha scritto Lucarelli su Twitter – Nessuno sapeva chi fossi. Per il solo fatto di chiedere ‘perché è qui oggi?’ sono stata aggredita in ogni modo possibile (denuncerò)”.
Selvaggia Lucarelli ha poi aggiunto nei commenti che “tutto questo è stato possibile grazie alla totale assenza delle forze dell’ordine nell’area del Circo Massimo”. Lucarelli, che nelle ore successive ha pubblicato un altro video con insulti e minacce, ha espressamente detto che ha intenzione di denunciare le violenze subite.
(da agenzie)
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Novembre 22nd, 2021 Riccardo Fucile
PERQUISIZIONI NELLE SEDI DI MOBY, EUROPAM E WATSE DOPO LE SEGNALAZIONI ALLA BANCA D’ITALIA
Il presidente della Liguria Giovanni Toti è finito nel mirino della guardia di finanza per un presunto finanziamento illecito diretto alla sua fondazione Change.
Una vicenda molto simile – si legge sul Fatto Quotidiano – a quella relativa a Matteo Renzi, con la lente d’ingrandimento degli inquirenti puntata sui soldi arrivati alla Fondazione Open.
La Guardia di Finanza, su mandato della Procura di Genova, lo scorso marzo ha bussato alla porta di tre grandi gruppi industriali: Moby di Vincenzo Onorato, Europam della famiglia Costantino, Waste Italia di Pietro Colucci.
I finanzieri del nucleo di polizia economica e finanziaria di Genova hanno chiesto alle aziende di fornire le delibere con cui negli anni scorsi i rispettivi consigli di amministrazione hanno autorizzato versamenti da decine di migliaia di euro a beneficio del Comitato Change e del Comitato Giovanni Toti Liguria, entrambi legati al presidente della Regione Liguria.
L’ipotesi degli inquirenti – prosegue il Fatto – è che le donazioni effettuate da queste aziende siano finanziamenti illeciti diretti a Toti, ex coordinatore di Forza Italia e oggi leader di Cambiamo, partito che conta 15 parlamentari tra Camera e Senato. L’inchiesta nasce da una serie di segnalazioni di operazioni sospette inviate da varie banche alla Uif, l’Unità di informazione finanziaria di Bankitalia.
Sotto la lente degli inquirenti, il fascicolo per ora è a carico di ignoti, sono finiti soprattutto i conti correnti del Comitato Change, fondato nel gennaio del 2016, sette mesi dopo l’elezione di Toti alla presidenza della Regione Liguria, e poi diventato Fondazione Change.
(da agenzie)
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Novembre 22nd, 2021 Riccardo Fucile
L’IPOTESI SI STA FACENDO STRADA
Per ora si tratta di voci che circolano nelle alte sfere dirigenziali. Voci che, però, non
vengono smentite da nessuno degli attori protagonisti: Bruno Vespa a Mediaset potrebbe diventare, in un futuro non ben identificato, una realtà. Sarebbe il passaggio storico di un conduttore e direttore che ha fatto la storia della Rai alla televisione privata del nostro paese.
Nei salotti di Bruno Vespa, a Porta a Porta, è stata fatta la storia della politica italiana – un evento tra tanti, la firma di Silvio Berlusconi del contratto elettorale nel 2001 – per sessant’anni e ora il sodalizio potrebbe essere giunto al termine. Bruno Vespa sarebbe in trattativa per il passaggio dalla televisione pubblica a quella priva – si legge sull’edizione cartacea del Messaggero di oggi – e la questione sarebbe in discussione ai massimi livelli.
Si tratta di presunte trattative segretissime che coinvolgerebbero Berlusconi stesso e pochissimi dirigenti, in Mediaset, sarebbero a conoscenza della questione. La televisione privata ammette solo che «contatti ci sono stati» senza, però, confermare o smentire nulla rispetto alla direzione intrapresa.
Lato Rai, del passaggio di Vespa a Mediaset non si sa nulla. Appare solo strano, considerato che la stagione televisiva è nel suo pieno svolgimento e Bruno Vespa ha firmato da poco il contratto per il rinnovo.
Un contratto che, a partire dal 2017, è cambiato non di poco: taglio di 300 mila euro, rinnovi di due anni invece che di quattro.
Una stretta, quella delle spese Rai, che si è vista anche con Fuortes nella circolare datata 5 ottobre in cui si sottolinea come «non è consentita l’assegnazione di postazioni o stanze a uso esclusivo né l’assegnazione individuale di personal computer desktop e portatili».
E Bruno Vespa cosa dice? Si tiene lontano da ogni sorta di polemica, non commentando – di fatti – i tagli in Rai in alcun modo. Sull’ipotesi del passaggio alla televisione privata non afferma nulla di concreto: «Finché mi trattano bene in Rai, resto». Su Mediaset: «A Mediaset sono molto gentili».
(da agenzie)
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Novembre 22nd, 2021 Riccardo Fucile
IL FETO POTREBBE SUBIRE DANNI CEREBRALI
Una donna di 45 anni, già madre e incinta, è appesa a un respiratore a Trieste.
Rischia di perdere il bambino a causa delle complicazioni da Covid-19. Lei e suo marito sono No vax convinti, tanto da aver iscritto l’altra figlia in una scuola materna in Slovenia perché lì le vaccinazioni pediatriche non sono obbligatorie.
Repubblica dice che la donna è attualmente ricoverata all’ospedale Borgo Trento di Verona. Pure suo marito è risultato positivo.
«E proprio adesso — dice il padre della donna — mi hanno telefonato dall’ospedale per dirmi che anche mia moglie, infettata, è peggiorata. Sono distrutto».
A Verona per la donna sono pronti a usare l’Ecmo, ovvero – come spiega il quotidiano – una tecnica di circolazione extracorporea che si utilizza in ambito di rianimazione per pazienti con insufficienza cardiaca o respiratoria acuta.
Il pericolo che lei muoia è reale mentre il feto rischia danni cerebrali a causa della mancanza di ossigenazione adeguata. Perché la madre ha avuto un’ipossiemia. Il focolaio è cominciato la scorsa settimana e ha contagiato anche la madre della donna che ha 68 anni ed è in gravi condizioni. Lei si era curata a casa senza rendersi conto che la situazione stava peggiorando.
(da agenzie)
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Novembre 22nd, 2021 Riccardo Fucile
“L’OBBLIGO INIZI DA QUESTE CATEGORIE”
Il professor Giorgio Palù, presidente dell’Aifa e membro del Comitato Tecnico
Scientifico, dice oggi in un’intervista a La Stampa che l’obbligo vaccinale per dipendenti pubblici e forze di polizia sarebbe una buona idea.
Mentre l’obbligo per tutti «sarebbe una soluzione estrema da valutare in base all’andamento della pandemia. Certo non siamo ancora nella situazione austriaca». Per Palù il Green pass «è stato un grande successo di politica sia sanitaria sia economica e potrebbe essere rafforzato per alcune attività, stanti i limiti tecnici del tampone sia antigenico sia molecolare».
Ma «l’immunità, come dimostrano gli studi sulla popolazione, inizia a calare già intorno ai sei mesi specie negli anziani e nei soggetti con patologie concomitanti. È pertanto ragionevole la proposta di abbassare la durata del certificato a nove mesi». Secondo il virologo «l’incremento della protezione data dal booster è ottimo nei confronti di tutte le varianti, ma si deciderà in base ai dati scientifici».
Ma il punto è il tabù dell’obbligo: «Sfatiamolo subito, esiste già per alcune categorie professionali. E lo decide la politica non il Cts, organo di consulenza. È già in atto per gli operatori sanitari ed è stato introdotto, ai tempi della ministra Lorenzin, per alcune vaccinazioni pediatriche. Ora, per decidere, andrebbe valutato l’impatto biologico, clinico ed epidemiologico del virus. Le categorie più colpite dall’infezione, per esempio, risultano 5-11enni e 40-50enni. Sarebbe auspicabile che almeno i dipendenti della pubblica amministrazione e le forze dell’ordine fossero obbligati a vaccinarsi essendo a stretto contatto con la popolazione».
(da agenzie)
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Novembre 22nd, 2021 Riccardo Fucile
LA RACCOLTA FONDI “PER COPRIRE LE SPESE” E “AIUTARE LE FAMIGLIE BISOGNOSE” E’ UN GIALLO
Pendono dalla sue labbra a ogni manifestazione, ogni comparsata televisiva e ogni messaggio pubblicato in quell’universo negazionista ospitato da Telegram. §
Si fidano talmente tanto di lei e delle sue battaglie (che sono figlie di cattive interpretazione non solo della realtà, ma anche dei principi Costituzionali) dal darle soldi in contanti.
Fondi che non si sa esattamente come sono stati e come saranno utilizzati. Anzi, a quanto pare sono già finiti.
Questa è la fantastica storia dell’ex vice-questore Nunzia Schilirò che non risponde neanche a chi – dopo aver fatto la sua donazione al termine di una manifestazione no Green Pass – chiede di sapere la cifra raggiunta.
Il canale Telegram si chiama “Il Coraggio di Venere” e i messaggi di Nunzia Schilirò vengono condivisi all’interno di quell’universo fatto di satelliti no Green Pass. Come sottolinea Alan Paul Panassiti, tra la genesi delle richieste economiche e l’epilogo – parziale – di quella raccolta fondi perpetua ci sono molte incongruenze che si evidenziano proprio nei messaggi distopici pubblicata dall’ex vice-questore paladina dei no vax.
Si parte dai ringraziamenti, post manifestazione del 14 novembre a Roma, per i soldi in contanti ricevuto al termine dell’evento e con la promessa di un conteggio e dell’ufficializzazione della cifra raccolta.
Ma questo conto non sarà mai presentato alle migliaia di persone scese in piazza. Servivano, come spiegato dalla stessa Nunzia Schilirò in una serie di messaggio audio, a “coprire le spese” per l’organizzazione delle manifestazioni (compreso l’allestimento del palco e del sistema audio per i microfoni). Poi, la parte avanzata, sarebbe stata destinata a quelle che vengono definite “famiglie bisognose”.
Talmente tanti che “ne servono di più”
Poi, però, il mistero. In un ulteriore messaggio pubblicato nel canale ufficiale – e ricondiviso in tutti gli altri satelliti su Telegram – la stessa Schilirò stupisce tutti: dopo non aver mai indicato la cifra (in contanti) raccolta al termine delle manifestazioni, si presenta al cospetto di tutti i suoi “adepti” dicendo che i soldi raccolti non bastano per aiutare le persone in difficoltà.
E il corto-circuito si palesa agli occhi di tutti: prima dice che i soldi sono talmente tanti e per questo le occorrevano (a lei e a tutti i suoi collaboratori) diversi giorni per contarli, poi dice che con quella cifra erano state coperte le spese. Infine spiega che i fondi non sono sufficienti e ne servono di più. E al verde del Green Pass si unisce il giallo della raccolta fondi.
(da NextQuotidiano)
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Novembre 22nd, 2021 Riccardo Fucile
“SERVE UN PARTITO RIFORMISTA, RENZI LA SMETTA DI FARE IL BUSINESSMAN”
Carlo Calenda, all’appello di Matteo Renzi di andare uniti alle prossime elezioni
politiche, risponde così in un’intervista al Corriere della sera:
“Come Matteo sa bene, è più complicato di così, perché non si capisce qual è la sua linea politica. Renzi è andato alleato con i Cinque stelle in molti Comuni, senza contare gli accordi con il forzista Miccichè in Sicilia”.
Il leader di Azione poi mette alcuni paletti imprescindibili per un’eventuale alleanza con Italia Viva.
“Renzi sa che ci sono delle condizioni imprescindibili: in primo luogo che smetta di fare il businessman ed essere pagato da paesi stranieri, poi di farla finita con i tatticismi. Dopodiché, a parte queste battute sul palco, da lui non è mai arrivata una proposta seria di collaborazione”.
Sulla possibilità della nascita di un nuovo grande centro, Calenda spiega:
“Credo alla necessità di un grande partito liberaldemocratico e riformista che porti avanti il modo di governare di Draghi. Una formazione che non nasce dalla fusione di qualche sigla parlamentare, ma da un profondo lavoro sul territorio. Oggi Azione è aperta a collaborare con i movimenti politici che condividono questa prospettiva: da +Europa a Base dell’ex leader Fim Bentivogli, comprese singole personalità civiche”.
(da agenzie)
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