Febbraio 7th, 2022 Riccardo Fucile
“RENZI NON LO RICONOSCO PIU’“
Il leader di Azione Carlo Calenda ha le idee chiare sul futuro della legislatura e sulle
prossime elezioni. In un’intervista rilasciata a La Stampa dice infatti che il suo partito sarà non l’ago della bilancia per un nuovo centro (che gli fa “schifo”) ma il perno che porterà di nuovo Draghi al governo con una maggioranza Ursula (ovvero senza le ali estreme).
«A me la parola centro fa schifo. Io voglio consolidare un grande movimento liberale, democratico, riformista, europeista e serio. Gli esperimenti centristi sono destinati a fallire. Io detesto il centrismo, non vuol dire niente, l’Italia non ne ha bisogno. Il centrismo serve a movimento politici senza forza o autorevolezza per cercare una scialuppa di salvataggio. Azione è un’offerta liberal-democratica terza rispetto a quella di centrodestra e di sinistra».
Per Calenda Renzi finirà a destra. Anzi, di più: «Renzi è già a destra, ha scelto di stare da quella parte. Ha scelto il centrino, che finirà per essere un’appendice di Forza Italia».
Perché il leader di Italia Viva «ha molto talento, ma non lo riconosco più. Vuole fare la vita del pensionato pagato da chi gli pare, ammesso che sia etico e secondo me non lo è, o vuole fare il politico? Quella da premier riformista a un’alleanza con Mastella e Cesa a me sembra una traiettoria sbandata».
E infine chiude anche al confronto con i grillini: «Qualcuno rientrerà in Parlamento con il soccorso del Pd, ma al Nord non esistono più, non riescono nemmeno a fare le liste. Diciamocelo: prima scompaiono meglio stiamo tutti».
(da agenzie)
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Febbraio 7th, 2022 Riccardo Fucile
“FORZA ITALIA DEVE PRIMA DECIDERE COSA VUOL ESSERE E POI PENSARE A DOVE COLLOCARSI“
Onorevole Vito, Forza Italia è in fermento. Silvio Berlusconi auspica un maggiore radicamento nel territorio e nel frattempo battibecca con Giorgia Meloni. Le ministre Mara Carfagna e Maria Stella Gelmini chiedono lo sganciamento dal centrodestra, una volta constatata l’inesistenza di una linea comune e vagheggiano il ritorno al proporzionale. Lei con chi sta?
Una prima domanda da porre a Forza Italia, che continua a dire di voler essere un partito liberale. Le scelte, che Forza Italia ha operato in questi mesi e in questi anni, hanno avuto, come principale caratteristica, quella di non consentire a chi, come me, esprime delle critiche lealmente e apertamente, l’accesso alla comunicazione gestita dal partito. E non parlo solo delle presenze televisive, ma addirittura delle rassegne di stampa interne e dei social di partito.
Torniamo alla domanda…
Dentro Forza Italia si è aperto finalmente un dibattito. Io credo che questo dibattito interno non possa non essere accompagnato da una riflessione autocritica da parte dei dirigenti. Autocritiche che, peraltro, io sollecito da alcuni mesi, in particolare da quando abbiamo perso le elezioni amministrative. Le abbiamo perse, accettando candidature debolissime a Roma e a Milano, per poi rifugiarci nella consolazione delle conferme centriste a Trieste e in Calabria. A Roma Forza Italia non ha neppure un consigliere comunale. L’unico eletto sulla base delle preferenze è dell’Udc. Una sconfitta palese, che avrebbe dovuto comportare un atto di responsabilità dei nostri dirigenti, che invece hanno continuato e continuano a rivendicare, come se fosse merito loro, il mezzo punto in più che, di volta in volta, ci attribuiscono i sondaggi.
Una politica di piccolo cabotaggio, culminata nella confusa gestione delle elezioni per la Presidenza della Repubblica…
La gestione delle elezioni presidenziali ha mostrato la completa incapacità di comprendere quello che stava accadendo. Mentre ci si chiudeva nei vertici dei partiti di centrodestra, e anche simmetricamente in quelli di centrosinistra, non si aveva nessuna percezione di quello che stava accadendo fra i parlamentari in aula, là dove si diffondeva la convinzione di essere molto di più in contatto con la società e con il Paese, che avevano rinnovato, senza soluzione di continuità, un vero e un tributo plebiscitario nei confronti del Presidente Mattarella. I nostri dirigenti hanno, tanto per cominciare, mandato a sbattere contro un muro la candidatura del Presidente Berlusconi, facendola partire con mesi di anticipo ed esponendola conseguentemente al fuoco di sbarramento delle critiche della sinistra, per poi non sostenerla adeguatamente nel momento decisivo. Non bastasse, Tajani è riuscito nella difficile impresa di rompere sia con la Lega che con Fratelli d’Italia. Noi avevamo messo in conto che fosse complicato tenere insieme l’unità del centrodestra e contemporaneamente quella delle forze che sostengono la maggioranza di Governo. In pratica Forza Italia o stava con la Lega e la maggioranza che sostiene il Presidente Draghi o passava a una battaglia di tutto il centrodestra. Non avevamo, invece, messo in conto che Tajani riuscisse a rompere con entrambe le forze del centrodestra per fare un’operazione neocentrista la notte prima degli esami, quando era ormai chiaro a tutti i parlamentari che la candidatura di Mattarella avanzava irresistibilmente. Credo in tutta sincerità che sia stata un’operazione distruttiva.
Una cosa resta da capire. C’è chi, come le ministre Carfagna e Gelmini, dice che è giunta l’ora di trarre le conseguenze e che un’alleanza non può continuare a stare in piedi, se è venuta meno una linea programmatica comune. Non a caso, riparlano di un sistema elettorale proporzionale…
Io dico un’altra cosa. Il discorso sulle alleanze deve essere posticipato. Prima c’è da stabilire che cosa deve essere Forza Italia, i nostri contenuti e i nostri valori. Solo a quel punto potremo capire con chi possiamo dialogare, se con Fratelli d’Italia, con la Lega, con i Cinquestella o con Calenda. Dopo aver ridefinito la nostra identità, non prima. In questo senso Forza Italia avrà nelle prossime settimane la grande occasione dei referendum. Se Forza Italia vuole, come dice, essere un partito liberale, credo che debba sostenere anche quelli sulla cannabis e sull’eutanasia, oltre a quelli sulla giustizia, che abbiamo sottoscritto. Forza Italia deve indirizzare le sue battaglie sulla difesa dei diritti civili. Esattamente il contrario di quello che ha fatto in questi mesi, durante i quali si è addirittura resa protagonista di alcune battaglie antieuropee, come quella sul Natale e sui simboli cristiani.
(da Globalist)
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Febbraio 7th, 2022 Riccardo Fucile
IN ETERNA OPPOSIZIONE A TUTTO E TUTTI, TIPICO DI CHI HA PAURA DI NON ESSERE ALL’ALTEZZA DI GOVERNARE
Il ghetto è una galera psicologica che prescinde dai numeri. Si può stare nel ghetto
anche con il 20 per cento, anche con il trenta.
E la posizione ideale per Giorgia Meloni è proprio quella: un ghetto che si sta costruendo da sola, dichiarazione dopo dichiarazione, decisione dopo decisione. Perché il ghetto politico è fatto di un mix immondo di pensiero forte e dogmatismo identitario.
Si chiude nel ghetto una destra che taglia fuori tutti gli altri, che li ritiene nemici. Si chiude nel ghetto una destra che pretende di dettare la linea sempre e comunque. E si chiude nel ghetto una destra che vuole per forza vincere tutto anche se non ha i numeri, una destra che, giusto per fare un esempio recente, si rifiuta di portare Pierferdinando Casini al Quirinale in quanto “traditore”.
Una destra che gode nello stare all’opposizione. Sta nel ghetto una destra estrema in tutto, ma che pretende che il mondo le dia ragione sempre. Che vomita odio ma vuole rispetto.
Il ghetto? È pretendere (sì, pretendere) che le altre destre possibili si debbano per forza alleare con i nipotini italici di Orban e famiglia.
Ed è continuare a declinare la propria azione politica in base alla categorie impolitiche della fedeltà e del tradimento.
Ghetto è definire inciucio qualsiasi alleanza che non sia con te. Ghetto è totalitarismo interiore. Ghetto è declinare una cultura politica fatta di pane e opposizione, di totale mancanza di senso di responsabilità.
Non puoi non stare nel ghetto se urli ai quattro venti il tuo antieuropeismo, anche se è evidente che ci si può salvare solo combattendo insieme per una nuova sovranità europea. E non puoi non stare nel ghetto quando rincorri ossessivamente le fascinazioni antiscientifiche dei novax.
Cosa è il ghetto? Sparare contro tutto e tutti: contro l’Europa, contro Draghi, contro il Palazzo, contro chiunque non la pensi come te.
E poi è la caccia alle occasioni: prendersela con il greenpass, con le mascherine, con il lockdown. Ghetto è mettersi sempre dall’altra parte. E mettersi sempre dalla parte degli eterni arrabbiati. Di quelli che pretendono di governare, a parole, ma che intimamente sperano che ciò mai accada, perché non ne sarebbero capaci. Non sarebbero all’altezza di andare oltre il loro rassicurante ghetto.
Ogni tanto, infatti, viene davvero il dubbio che Giorgia Meloni faccia di tutto per non andare mai al governo. E che la sua strategia sia proprio quella di rimanere ai margini del sistema. Sembra quasi che sia lei stessa a volere costruire un muro che la separi dalla possibilità di governare il paese
Giorgia Meloni si ritrova “senza la prospettiva di contare, confinata nella Terra di Mezzo di un’eterna consolante, rassicurante, comoda opposizione”. E si ritrova, ancora Magri, “avversario ideale di una sinistra che, se Meloni non esistesse, ne dovrebbe fabbricare il clone (difatti da quelle parti la tengono in palmo di mano)”.
Ecco il punto. Mentre si capisce benissimo una sinistra che esalta una destra autoghettizzante, non si capisce proprio perché mai i tanti di Forza Italia che credono sinceramente in un’Italia liberale e popolare continuino a subire i ricatti di Giorgia Meloni. E non si capisce nemmeno l’atteggiamento di quella Lega del Nord che dovrebbe rappresentare le istanze e i valori di un’Italia produttiva e per nulla estrema. Una destra diversa esiste in tutta Europa: non si capisce perché solo in Italia non sia possibile. Perché solo in Italia siano tutti succubi di una destra che vive per non governare.
Ma quelli che davvero non si riesce a capire sono i tanti che hanno militato in Alleanza Nazionale e che hanno sinceramente creduto in una destra europea capace di governare la complessità senza chiudersi a riccio. Come fanno a sopportare tutto questo, a sopportare chi li sta riportando in un ghetto psicologico più che ideologico. Alleanza Nazionale? Con tutti i suoi difetti rispetto a Fratelli d’Italia stava già miglia e miglia avanti. Perché quel mondo, quella destra, almeno voleva disperatamente scappare da un ghetto fatto di nostalgismo e senso di rivalsa.
Mentre, al contrario, Giorgia Meloni fa di tutto per tornare in un ghetto fatto di propaganda sovranpoulista. E no, non sarà un venti per cento a salvarla. Perché la politica, una “donna di destra” dovrebbe saperlo, non sono solo numeri.
(da Huffingtonpost)
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Febbraio 7th, 2022 Riccardo Fucile
ACCOLTO IL RICORSO DI UN GRUPPO DI ATTIVISTI: “GRAVI VIZI NEL PROCESSO DECISIONALE”
Il giudice della settima sezione civile del tribunale di Napoli, Gian Piero Scoppa, ha sospeso le due delibere con cui, lo scorso agosto, il Movimento 5 Stelle ha modificato il proprio statuto e designato Giuseppe Conte come presidente.
I provvedimenti (che risalgono rispettivamente al 3 e al 5 agosto) sono stati resi inefficaci in via cautelare per la sussistenza di “gravi vizi nel processo decisionale” (in primis l’esclusione dal voto di oltre un terzo degli iscritti e il conseguente mancato raggiungimento del quorum) nell’ambito del ricorso promosso a ottobre 2021 da un gruppo di attivisti napoletani, difesi dall’avvocato Lorenzo Borrè, a cui si sono aggiunti decine di iscritti del resto d’Italia che hanno contribuito al pagamento delle spese legali.
“Oggi il tribunale di Napoli ripristina il principio della necessità della partecipazione di tutti gli iscritti nell’adozione delle scelte fondamentali del nostro Movimento”, dichiarano gli attivisti. “La parità dei diritti è una pietra angolare del M5s e non può trovare deroga in alcun caso, tantomeno per l’accesso alle cariche statutarie in quanto non esistono primi inter pares. Ora confidiamo in un processo partecipativo aperto e in una riflessione sugli errori e sulle forzature fatte, chi ha sbagliato deve farsi da parte. Ringraziamo l’avvocato Lorenzo Borrè per l’assistenza che ci ha dato dal primo momento”, concludono i ricorrenti napoletani in rappresentanza delle centinaia di iscritti che hanno sostenuto i ricorsi.
(da agenzie)
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Febbraio 7th, 2022 Riccardo Fucile
“BASTA VITTIME INNOCENTI”
L’intervento di Papa Francesco, ieri a ‘Che Tempo Che Fa’ ha spaziato su molti
argomenti, tra cui quello dei migranti: parole che hanno toccato da vicino il sindaco di Lampedusa: Totò Martello.
“Papa Francesco è un vero rivoluzionario dei nostri tempi, le sue parole costruiscono giorno dopo giorno il percorso di una ‘rivoluzione per la pace’ che passa anche da Lampedusa. Il suo appello per un Mediterraneo senza più vittime innocenti non può lasciare indifferenti le coscienze dei potenti della terra”.
Così il sindaco di Lampedusa, Totò Martello, commenta le parole pronunciate ieri sera dal Pontefice a ‘Che tempo che fa’.
Un passaggio dell’intervista di Papa Francesco è stato dedicato proprio al tema dei migranti. “Quello che si fa con i migranti è criminale – ha detto -. In Libia ci sono lager controllati dai trafficanti”. Poi l’appello alla responsabilità.
“C’è l’Unione europea”, ha detto, spiegando la necessità di “mettersi d’accordo, raggiungendo un equilibrio in comunione”.
Più volte Papa Francesco ha definito il Mediterraneo un grande cimitero. E proprio la necessità di costruire un percorso di pace nel Mediterraneo sarà al centro di una grande manifestazione internazionale in programma il 28 aprile sulla più grande delle Pelagie.
(da agenzie)
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Febbraio 7th, 2022 Riccardo Fucile
IL BAMBINO DI DUE ANNI DEVE ESSERE SOTTOPOSTO A UNA URGENTE E DELICATA OPERAZIONE CHIRURGICA, CHIESTO INTERVENTO DEL TRIBUNALE
All’Ospedale Sant’Orsola di Bologna un bimbo di due anni, figlio di una coppia no vax, deve subire un intervento chirurgico al cuore: i suoi genitori, originari del Modenese, hanno espresso il rifiuto che per le trasfusioni di sangue necessarie durante l’operazione venga utilizzato sangue di persone vaccinate contro il Covid-19.
Una condizione totalmente illogica e antiscientifica che ha messo in difficoltà l’ospedale, visto che la stragrande maggioranza dei donatori è immunizzata contro la malattia.
La questione – riportata oggi da la Gazzetta di Modena – è diventata un caso giuridico, sul quale si pronuncerà un giudice tutelare.
Per reperire il sangue necessario all’intervento, la coppia ha anche lanciato diversi appelli sugli spazi social aperti ai no vax, alla ricerca di volontari disposti a donare.
La canto suo l’Ospedale Sant’Orsola si è opposto, dopo un consulto col centro trasfusionale, perché per motivi di sicurezza le donazioni di sangue devono seguire protocolli di legge molto rigidi e molto precisi.
È stata la famiglia del piccolo a rivolgersi agli avvocati dopo essersi trovata di fronte al rifiuto della struttura. Secondo una delibera dell’azienda sanitaria, che Repubblica ha consultato, il Sant’Orsola si è rivolto al giudice per ottenere l’autorizzazione ad operare comunque il bambino: “I sanitari che hanno in cura il minore ritengono che l’intervento chirurgico programmato non sia rinviabile stante l’estrema criticità della situazione e che occorra quindi acquisire il relativo consenso al fine di procedere con urgenza al ricovero e all’intervento presso il policlinico”. La struttura ha inoltre segnalato il caso al tribunale di Modena e alla Procura dei minori di Bologna.
La replica dell’Avis alla fake news sul sangue dei vaccinati
Quella del sangue “impuro” dei vaccinati è una delle fake news propagandate dai no vax per diffamare la campagna di immunizzazione. È diventata talmente diffusa che recentemente il presidente dell’Avis Gianpietro Briola ha pubblicato un comunicato per rispondere direttamente a chi ha messo in circolo la bufala: “Questa informazione non ha alcun fondamento e nasce da un’errata interpretazione di una circolare del Ministero della Salute con cui si è stabilito che non vi è obbligo di Green pass per accedere alle strutture di raccolta. Tale decisione è stata assunta in quanto i donatori si recano nei Servizi trasfusionali per sottoporsi a una prestazione sanitaria, peraltro dopo aver seguito un triage telefonico finalizzato a conoscere in modo approfondito le loro attività svolte negli ultimi giorni. Il nemico da sconfiggere è il Covid, non gli strumenti che lo studio e la ricerca mettono in campo per combatterlo. Per questo invitiamo tutti a proteggersi, vaccinarsi, prevenire il contagio e dare il proprio contributo donando il proprio sangue o plasma”.
(da agenzie)
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Febbraio 7th, 2022 Riccardo Fucile
FINE DELLA PROPAGANDA, QUESTA NON RIESCE MAI A FARE UNA PROPOSTA REALE
Cosa farebbe per contenere il caro bollette sei lei fosse al governo? 
A questa domanda, di fatto, Giorgia Meloni ha risposto con una serie di parole che hanno lo stesso valore del silenzio.
La leader di Fratelli d’Italia, ospite di Massimo Giletti a “Non è l’Arena”, è stata “interrogata” dal conduttore sulle sue proposte per tentare di contenere gli effetti dell’aumento dei prezzi di luce e gas per famiglie e imprese. E la propaganda da opposizione perpetua si è spenta in una serie di frasi prive di senso e senza fornire mai una reale strategia
La fine della propaganda a tutti i costi si palesa nella sua risposta a Giletti che ha provato a incalzarla sul tema di stretta attualità:
“Noi abbiamo adesso un’emergenza che riguarda aziende che sono già in ginocchio. Con una situazione economica tragica, con – oltretutto – un governo che ha bloccato la cessione dei crediti per il bonus 110%, le cartelle esattoriali che sono ripartite perché lì l’emergenza non c’è, quando si deve muovere il Fisco l’emergenza il Fisco non la sente. E poi c’è questa cosa del caro bollette. Una cosa che sta proponendo Fratelli d’Italia è un credito di imposta pari all’aumento del costo dell’energia che hai subito”.
Insomma, una proposta c’è ma la stessa Giorgia Meloni dice che si tratta di una soluzione tampone. Nulla di nuovo, visto che i fondi stanziati negli scorsi mesi dal governo per tentare di contenere il salasso (per cittadini e aziende) funziona in maniera differente (non come credito d’imposta) ma ha lo stesso identico effetto sui bilanci annuali di famiglie e imprese.
Un copia e incolla, dunque, riuscito male.
Poi la leader di Fratelli d’Italia prosegue con il suo discorso che, però, non porta nulla al dibattito sullo status quo, non riuscendo a proporre una misura da suggerire al governo per contenere il calo bollette.
Giletti prova a incalzare Giorgia Meloni, sottolineando come la sua ricostruzione-storica sulla teoria degli approvvigionamenti sia del tutto fuori dalla realtà, perché il problema è il dover attendere che l’energia (elettrica e gas) arrivi dall’estero, non potendo far nulla – visto lo status quo – per contenere i prezzi.
Allora il tema si sposta sul nucleare, con la Presidente di Fratelli d’Italia che sottolinea come iniziare ora vorrebbe dire arrivare a dama quando quel tipo di energia sarebbe già vecchia. Insomma, nessuna soluzione, anche se Eni starebbe lavorando sul nucleare da fusione.
Il resto della propaganda
E se una soluzione concreta sul caro bollette (argomento spesso utilizzato da Meloni nella sua continua campagna elettorale contro il governo) non c’è, la leader di FdI è abilissima nel continuo ammiccamento verso la fronda anti-vaccinista. E dopo aver detto – a novembre – che non avrebbe fatto immunizzare sua figlia tirando in ballo i migranti, ieri sera da Giletti ha ripetuto la stessa identica melodia.
“Non vaccinerò Ginevra, l’ho già detto e lo rivendico. Mi spaventa molto come affrontiamo questo dibattito sui vaccini in Italia.Ho fatto fare a mia madre subito la terza dose perché è una figura a rischio. Ritengo che lo stesso rischio non ci fosse per mia figlia. Mi preoccupa che chiunque abbia dei dubbi venga trattato come un criminale o un terrorista”.
Poteva mancare il riferimento a migranti e Green Pass? Assolutamente no.
Insomma, la classica storia di persone che fuggono dalla guerra e dalle carestie che si imbarcano e rischiano la vita affrontando il Mediterraneo per cercare una vita migliore paragonati a chi – utilizzando una sola vicenda dell’uomo a cui è stato impedirsi di imbarcarsi in Sicilia – non ha il Green Pass e viene escluso da alcune attività.
Esercizi di retorica da opposizione. Ma sui temo seri e attuali, ovviamente, nessuna risposta.
(da NetQuotidiano)
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Febbraio 7th, 2022 Riccardo Fucile
“NESSUNO E’ INDISPENSABILE, NEMMENO IO”
“Nel Movimento nessuno deve sentirsi indispensabile, nemmeno io”, ma “non possiamo tollerare per il futuro guerre di logoramento interno”.
Giuseppe Conte dice di aver preso in mano i 5 stelle “per costruire, non per favorire scissioni”. Ma anche che “le correnti non possono esistere, si decide la linea insieme, poi la si rispetta”.
In un’intervista alla Stampa, il capo politico dei 5 stelle mette nuovamente nel mirino Luigi Di Maio dopo lo scontro sul Quirinale.
“Mi dicono che nella storia del Movimento non ci siano mai stati tanti incontri e cabine di regia come in questi mesi. Questo sforzo serve a mettere a punto in maniera collegiale una linea politica che spetta a me riassumere e portare avanti. Seguire un diverso indirizzo, andare in direzioni opposte, non significa tanto indebolire una leadership quanto creare confusione e danneggiare il Movimento”.
Quindi non può esserci un’idea di minoranza, non possono esserci correnti.
“Quando una linea passa in assemblea congiunta e viene costantemente aggiornata in cabina di regia va rispettata. Non possono esserci agende personali, doppie o triple”… “La forza del Movimento è sempre stata quella di non cedere al correntismo della vecchia politica. I nostri iscritti si possono esprimere online sui passaggi più salienti. La possibilità di discutere progetti e idee e di elaborare proposte anche nella varietà di opinioni è per noi fondamentale. Preannuncio anzi che con la nuova piattaforma della Scuola di formazione, che inaugureremo tra breve, moltiplicheremo i luoghi di discussione. Ma certo non potrò permettere che mentre prima si andava in piazza a fare battaglie civili e politiche, oggi si vada in piazza a palesare correnti. Quella mossa ha creato dolore e malumori nella nostra comunità. Anche per questo ho valutato come doverose le dimissioni di Di Maio dal comitato di garanzia”.
Alla domanda se preferirebbe che Di Maio uscisse dal M5S, Conte risponde a modo suo. “Io sono qui per costruire e rilanciare il Movimento, non ho mai lavorato per distruggere o provocare divisioni”.
Capitolo Governo. Conte chiede coraggio al premier Draghi, anche con uno scostamento di bilancio per far fronte al caro energia.
“Il caro bollette, che rischia di compromettere la ripresa economica perché i costi sono talmente alti che il sistema produttivo – che già soffre della scarsità di approvvigionamento delle materie prime e dell’inflazione – potrebbe ritrovarsi completamente in ginocchio. E poi il milione di interventi e operazioni slittate nei nostri ospedali per il contrasto al Covid, che ora devono essere recuperati”… “Riteniamo che occorrano risposte coraggiose per assicurare una stabile ripartenza e assecondare una robusta ripresa”.
(da Huffingtonpost)
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Febbraio 7th, 2022 Riccardo Fucile
DENUNCIATA PER FALSO E TENTATA TRUFFA
Si è presentata all’hub vaccinale della Fiera del Levante di Bari affermando di non aver ricevuto il Green pass nonostante la dose booster di vaccino. Un errore del sistema, ha ipotizzato. Peccato che la 40enne barese protagonista di questa assurda storia fosse una convinta no-vax e non avesse ricevuto nemmeno una dose di vaccino anti covid.
La donna, si sarebbe recata il 5 febbraio ad uno dei quattro sportelli dell’hub della Fiera dedicato a chi ha problemi ad ottenere/scaricare il Green pass. Lì, avrebbe esibito un attestato di avvenuta vaccinazione che, fotocopia di una fotocopia, ha insospettito gli operatori sanitari dell’hub.
“La signora aveva detto essersi vaccinata con la terza dose in un non meglio precisato ‘ufficio vaccinale’ del Policlinico di Bari. Per questo ha mostrato una specie di attestato firmato dal professor Silvio Tafuri, responsabile della control room dello stesso Policlinico”, ha spiegato il medico che ha provato a dipanare la matassa, come riporta La Repubblica. “Quel foglio – continua la dottoressa – era la fotocopia di una fotocopia e ci siamo subito insospettiti”.
A quel punto sono scattati i controlli sul portale della regione e sulla piattaforma Iris – il software dove vengono registrati gli esiti dei tamponi effettuati in uno dei centri della rete regionale pugliese – che hanno dimostrato come non vi fosse alcun riscontro con le affermazioni della signora.
E proprio quest’ultima, messa alle strette dagli operatori, avrebbe confessato di non avere il Green pass poiché contraria al vaccino. Scelta condivisa anche dal marito e che i due avrebbero imposto anche ai figli minorenni. Subito è scattata la denuncia, e la 40enne rischia ora un processo per falso e tentata truffa.
(da agenzie)
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