Destra di Popolo.net

CANCELLATO PER DOPING L’ARGENTO VINTO DIETRO GLI AZZURRI A TOKYO, I BRITANNICI DEVONO RESTITUIRE LE MEDAGLIE

Febbraio 19th, 2022 Riccardo Fucile

IN QUEGLI STESSI GIORNI ACCUSAVANO SENZA PROVE JACOBS

I britannici arrivati secondo dietro gli azzurri per un soffio nella staffetta 4×100 a Tokyo 2020 dovranno restituire le loro medaglie d’argento.
Il Tribunale di Arbitrato dello sport di Losanna ha stabilito in via definitiva che da parte di Chijindu Ujah c’è stata la violazione delle regole antidoping, dopo che il britannico risultò positivo agli steroidi ai test dopo la gara vinta dall’Italia.
Tutti i risultati di quella squadra vengono quindi annullati, compresi i premi ricevuti. Viene quindi riscritto il risultato di quella gara, vinta dagli azzurri Patta, Jacobs, Desalu e Tortu, proprio con lo scatto memorabile di quest’ultimo che nel finale aveva bruciato l’avversario britannico. L’argento passa al Canada, che finì terzo sul podio, mentre la Cina riceverà il bronzo.
Arriva una beffa per i britannici e per i media del Regno Unito, che dopo i trionfi azzurri avevano insinuato sospetti di doping soprattutto per Jacobs che aveva conquistato uno storico oro nei 100.
Accuse mai provate, a differenza di quelle contro Chijindu Ujah che aveva sempre provato a difendersi spiegando che era risultato positivo per colpa di un «integratore contaminato». Oggi si scusa con i compagni Zharnel Hughes, Nethaneel Mitchell-Blake e Richard Kilty, spiegando però che avrebbe assunto gli steroidi: «inconsapevolmente. Mi scuso ancora – ha detto – mi dispiace moltissimo che a causa di questa situazione debbano restituire le medaglie, e mi scuso anche con le loro famiglie e con i tifosi. Mi porterò dietro questo rimorso per il resto della vita».
(da agenzie)

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ROMA, CALCI E PUGNI A UN RIDER AFGHANO DI 29 ANNI: PICCHIATO DI NOTTE DA UN GRUPPO DI DELINQUENTI ITALIANI UBRIACHI

Febbraio 19th, 2022 Riccardo Fucile

IL RIDER LAVORAVA, RICOVERATO IN OSPEDALE

Al peggio non c’è mai fine. Un ragazzo afghano di 29 anni, che stava semplicemente effettuando delle consegne, è stato picchiato, senza alcun motivo, da un gruppo di giovani italiani in piazza delle Cinque Lune, a pochi passi da piazza Navona, nel cuore di Roma.
I fatti si sono verificati alle 4 di stanotte: il giovane lavoratore si era fermato davanti a un noto fast food. Proprio lì è avvenuta la brutale aggressione con calci e pugni.
Gli aggressori, un gruppo nutrito (circa una decina) probabilmente ubriachi, sono poi fuggiti.
Il rider, invece, è stato portato in ospedale: ha lesioni al volto. Intanto sono scattate le indagini dei carabinieri di piazza Farnese che stanno acquisendo le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona. Adesso è caccia agli aggressori. Non è la prima volta che un rider – categoria spesso costretta a lavorare senza tutele – viene preso di mira: prima a Napoli, poi a Cagliari.
(da agenzie)

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LA FRASE SHOCK DELL’EX PROF DEL RIGHI: ”UNA PREGHIERA PER CHI MANDA A SCUOLA LE FIGLIE VESTITE COME TROIE”

Febbraio 19th, 2022 Riccardo Fucile

QUALCHE DOCENTE DEVE AVERE DEI SERI PROBLEMI

Un ex insegnante del liceo scientifico Augusto Righi di Roma ha pubblicato su Facebook e Instagram una frase offensiva nei confronti dei suoi ex alunni: «Oggi facciamo una preghiera, anche laica, per tutti quelli che mandano le figlie a scuola vestite come troie».
Nei giorni scorsi nella stessa scuola una docente aveva rimproverato una sua alunna che stava a pancia scoperta dicendole: «Non sei sulla Salaria».
La circostanza aveva portato a una protesta degli studenti a pancia scoperta e pantaloncini. Mentre nei confronti della professoressa è stato aperto un provvedimento disciplinare. La storia dell’ex docente la racconta oggi l’edizione romana di Repubblica.
L’ex prof. del Righi è un filologo e da qualche mese insegna al liceo classico Orazio con un un contratto a termine. Si occupa di potenziamento di italiano, latino e greco e copre eventuali buchi. «È una persona competente nelle sue materie», spiega la preside Maria Grazia Lancellotti. E ancora: «Mi dissocio completamente dalla frase, di cui ero totalmente all’oscuro – prosegue la dirigente – Ci sono modi e modi di esprimere un pensiero».
Critico anche il collettivo studentesco dell’Orazio: «Nel 2022 e in un contesto scolastico è inaccettabile un così inadeguato uso delle parole, peraltro da parte di un professore, che dovrebbe istruirci e ‘aprirci la mente’ e invece esprime i suoi pensieri sessisti e retrogradi. Siamo stufi di pregiudizi del genere, mirati a svalutarci come studenti ed individui, come se il nostro abbigliamento fosse causa e ritratto del nostro intelletto».
(da agenzie)

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REPORT ISS: NELLA FASCIA 0-19 ANNI DUE MILIONI E MEZZO DI CASI, 14.000 RICOVERI E 46 MORTI

Febbraio 19th, 2022 Riccardo Fucile

E POI CI SONO LEADER SOVRANISTI CHE PARLANO DI MENO MORTI CHE PER I FULMINI

Le persone non vaccinate contro Covid-19 vanno in terapia intensiva circa 20 volte di più di chi ha fatto anche la dose booster. E 8 volte di più rispetto ai vaccinati con due dosi fatte da meno di 120 giorni.
Questo emerge dal consueto Report integrale sulla sorveglianza epidemiologica SarS-Cov-2 dell’Istituto superiore di sanità, pubblicato oggi, che riporta i dati dei ricoveri nelle rianimazioni italiane nella popolazione over 12 registrati fra il 31 dicembre 2021 e il 30 gennaio 2022. Secondo l’analisi dell’Iss il tasso di ricoveri in terapia intensiva per i non vaccinati è pari a 35 per 100.000 abitanti rispetto ai vaccinati con ciclo completo che è invece di 4 ricoveri per 100.000 abitanti (8 volte più alto) e rispetto ai 2 ricoveri in terapia intensiva per 100.000 abitanti registrato tra i vaccinati con dose aggiuntiva/booster (20 volte più alto).
Non solo. La mortalità per Covid-19 tra le persone non vaccinate è risultata 19 volte più alta rispetto a chi ha fatto la dose booster, e circa 7 volte maggiore rispetto a chi è vaccinato con due dosi da meno di quattro mesi.
Secondo i dati tra i non vaccinati sono stati 107 i decessi per 100.000 abitanti, rispetto ai 15 per 100.000 abitanti di chi ha fatto 2 dosi entro i 120 giorni (circa 7 volte più alto) e ai 6 decessi per 100.000 abitanti di chi ha fatto anche la terza dose (circa 19 volte maggiore).
I non vaccinati finiscono 9 volte di più dei vaccinati con booster in ospedale e 20 volte di più in terapia intensiva. Infine, l’Iss traccia un bilancio dell’epidemia tra bambini e giovani: dall’inizio dell’epidemia sono stati diagnosticati 2.668.921 casi nella popolazione 0-19 anni, di cui 14.111 ospedalizzati, 334 ricoverati in terapia intensiva e 46 deceduti.
(da agenzie)

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DOPO I FAMILIARI DELLE VITTIME, ANCHE IL SINDACO DI BERGAMO QUERELA IL GIORNALISTA DI LIBERO MONTESANO PER IL POST NEGAZIONISTA DELLE BARE

Febbraio 19th, 2022 Riccardo Fucile

DIFFAMAZIONE AGGRAVATA E VILIPENDIO LE ACCUSE

Covid, Tommaso Montesano nella bufera per il tweet negazionista sulle bare di Bergamo. Anche il sindaco Giorgio Gori, insieme alla sua Giunta, procede con la querela nei confronti di Montesano: “Le bare di Bergamo stanno al Covid19 come il lago della Duchessa sta al sequestro Moro”, aveva twittato, di fatto lasciando intendere che la triste processione durante la prima pandemia fosse una messinscena. Giovedì 17 febbraio si è riunita la Giunta bergamasca. Ed è maturata la decisione di procedere per vie legali.
Prima di Gori, anche i familiari delle persone morte per Covid che avevano i loro cari nelle bare sui camion di Bergamo avevano querelato il giornalista di ‘Libero’ Tommaso Montesano per “il gravissimo vilipendio alla memoria e alla dignita’ di migliaia di vittime” in relazione al tweet negazionista.
“La querela riguarda simbolicamente tutti i familiari che hanno avuto i loro cari su quei camion militari – ha spiegato l’avvocato -. Familiari che hanno per primi il sacrosanto diritto a indignarsi per un’ ulteriore mancanza di rispetto per il dolore che gia’ hanno vissuto, un altro pezzo di dignita’ tolta ai propri cari, quei corpi accatastati cui e’ stata negata la dignita’ della sepoltura e che erano invece trasportati con rispetto e dignita’ dai militari che quei camion guidavano”.
I reati ipotizzati sono ‘villipendio contro la pietà dei defunti’ e diffamazione aggravata.
“E’ palese l’intento vergognosamente offensivo e diffamatorio del signor Tommaso Montesano – si legge nella querela – tanto più grave perché attuato nello svolgimento della professione giornalistica e amplificato per mezzo di un social network, teso a negare una delle verità storiche più tristi del dopoguerra e a offendere non solo la sottoscritta ma anche la memoria di quei feretri, di quelle vittime morte nell’abbandono dai propri cari. L’unico suo fine era quello di screditare e infamare le vittime e con esse il dolore di tutti i familiari al solo esecrabile fine di abbracciare teorie negazioniste pericolose anche sotto il profilo dell’incitamento all’odio e della stessa salute pubblica”.
(da agenzie)

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GLI STUDENTI IN PROTESTA A TORINO ALLONTANANO IL LEADER NO VAX MARCO LICCIONE

Febbraio 19th, 2022 Riccardo Fucile

TENTATIVO DI INFILTRARSI RESPINTO: ”NON VOGLIAMO STRUMENTALIZZAZIONI”

Non si fermano le proteste degli studenti, tornati in piazza per manifestare contro “lo sfruttamento in alternanza scuola-lavoro” e la “repressione” delle forze dell’ordine.
I cortei si sono svolti in oltre 40 città italiane: si tratta della terza giornata di mobilitazione nazionale in poche settimane, dopo quella indetta per la morte di Lorenzo Parelli, lo studente di 18 anni schiacciato da una trave d’acciaio durante uno stage in un’azienda in provincia di Udine.
A questa tragedia si somma anche la morte di Giuseppe Lenoci, il 16enne vittima di un incidente stradale mentre si recava a svolgere il suo stage vicino ad Ancona.
Gli studenti, ora, chiedono a gran voce le dimissioni del ministro dell’Istruzione Bianchi e del ministro dell’Interno Lamorgese, quest’ultima ritenuta responsabile degli scontri a Torino nel corteo di fine gennaio. E proprio a Torino sono stati tantissimi gli studenti scesi a manifestare per le strade della città.
Tra di loro, a dare man forte, era arrivato anche il leader dei No-Vax torinesi Marco Liccione, ma gli studenti, dopo averlo riconosciuto, hanno deciso di allontanarlo per evitare che la loro protesta potesse essere strumentalizzata.
Il motivo fondante della manifestazione è infatti legato ai temi d’istruzione e lavoro, nello specifico oltre all’alternanza scuola-lavoro, anche la seconda prova all’esame di maturità e la didattica a distanza che molti studenti giudicano fallimentare.
Permettere a Liccione di sventolare la bandiera No-Vax in questo contesto avrebbe confuso e svilito le ragioni della protesta e avrebbe sfumato i contorni sociali che la caratterizzano. Spesso infatti, il movimento anti vaccini è stato infiltrato e dominato da estremisti di destra vicini soprattutto a Forza Nuova.
(da NetQuotidiano)

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PARAGONE AVEVA CHIESTO IL RICONTEGGIO DEI VOTI PER LE COMUNALI DI MILANO: GLI MANCAVANO 43 VOTI PER ENTRARE IN CONSIGLIO E GRIDAVA AL COMPLOTTO

Febbraio 19th, 2022 Riccardo Fucile

TRAGICO EPILOGO: ORA AL RICONTEGGIO DA 43 SONO DIVENTATI 1.541

Vi ricordate? Alle elezioni amministrative di Milano il senatore Gianluigi Paragone si era candidato come sindaco con la sua forza politica Italexit. Non solo non era riuscito nell’intento, ma aveva fallito anche l’obiettivo minimo di entrare in consiglio comunale. Con un risultato numerico che aveva il sapore di una beffa: il 2,99% dei consensi ottenuti gli avevano chiuso le porte del Consiglio Comunale di Milano. Per lo 0,01%. Paragone aveva chiesto il riconteggio. Diceva “a Milano ce l’hanno fregato”. Ecco come è andata a finire.
All’epoca il leader del movimento Italext ne era convinto: “Qualcuno non ha voglia di farmi entrare in consiglio comunale”, diceva, aggiungendo: “A Milano ce l’hanno fregato, non ho dubbi. Siamo al 2,99% quando siamo sempre stati sopra al 3 per tutta la notte e stranamente ci svegliamo così. E un po’ difficile pensare che lo scarto minimo tra il mio nome e la mia lista sia praticamente nullo, quando doveva essere il mio nome a trainare. Secondo me qualcuno non ha voglia di farmi entrare in consiglio comunale. Vediamo se è il caso di richiedere il riconteggio delle schede”.
Paragone è passato dalle parole all’azione e ora il risultato del riconteggio è finalmente arrivato. Ma non è andata esattamente come pensava lui: infatti se prima del rinconteggio per arrivare a quel fatidico 3% gli mancavano 43 voti ora risulta che le schede mancanti sono ben 1.541.
Non benissimo, come riporta Milano Today che spiega che un documento inviato dalla Prefettura di Milano al collegio del Tar chiamato ad esprimersi in merito al riconteggio ha evidenziato che “il numero riportato a pag. 97 del verbale delle operazioni elettorali dell’Ufficio elettorale centrale è frutto di errore materiale in quanto, dall’esame dello stesso verbale, si evince che, in realtà, il totale dei voti validi conseguiti dalle liste ‘Milano Paragone Sindaco’ e ‘Grande Nord’ non è pari a 14.376 ma a 12.878. Di conseguenza, l’estromissione delle suindicate liste è avvenuta per uno scarto di 1.541 voti validamente espressi e non per soli 43”.
Insomma non solo Paragone non entra in consiglio comunale, non solo non c’è stato alcun complotto per non farlo entrare, ma addirittura i voti che ha preso sono molto meno di quelli che risultava dal primo spoglio.
(da NetQuotidiano)

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“HO VISTO LA MORTE IN FACCIA, C’ERA FUMO DAPPERTUTTO, DONNE E BAMBINI CHE PIANGEVANO. HO TEMUTO DI NON FARCELA”

Febbraio 19th, 2022 Riccardo Fucile

IL RACCONTO DI UNO DEI PASSEGGERI DELLA EUROFERRY OLYMPIA DELLA GRIMALDI LINES: “C’ERANO SOLO DUE SCIALUPPE PER 300 PERSONE. ABBIAMO INIZIATO A IMBARCARE ACQUA. C’ERA GENTE CHE VOMITAVA”…ALL’APPELLO MANCANO ANCORA 8 PERSONE CHE RISULTANO DISPERSE

L’allarme sulla Euroferry Olympia della Grimaldi lines è scattato alle 4.12. Il suono della sirena rimbomba ancora nella memoria di chi ce l’ha fatta. A circa dieci miglia da Corfù, le fiamme stavano salendo velocemente dal garage e presto avrebbero avvolto l’imbarcazione con 239 passeggeri, di varie nazionalità, (64 italiani) anche donne e bambini, e 51 membri dell’equipaggio (italiani e greci).
Il buio, il terrore, la corsa e il panico. In 244 sono stati salvati dalla Guardia di Finanza italiana intervenuta con il pattugliatore Monte Sperone e alcuni gommoni.
Altri dalla Guardia costiera greca. La nave, salpata all’1 e 20 dal porto greco di Igoumenitsa, sarebbe dovuta arrivare a Brindisi alle 9. E invece, in piena notte, in un quarto d’ora, le fiamme hanno raggiunto il ponte. L’inferno: il fumo alto, il fuoco che saliva e il boato delle esplosioni in successione.
I DISPERSI
L’imbarcazione è rimasta in fiamme in mezzo al mare per tutto il giorno. Solo alle 11 di mattina i passeggeri sono arrivati a Corfù. Ma nel pomeriggio, quando sembrava che tutti fossero in salvo, la stessa Grimaldi ha comunicato che, rispetto alla lista delle persone identificate in una tensostruttura, in 11 mancavano all’appello. Cinque verranno rintracciate ancora sull’imbarcazione, due di loro non erano nella lista passeggeri. Il salvataggio continua per tutta la serata. Alla fine sono otto le persone di cui si sono perse le tracce: cittadini bulgari, greci e un turco. Ci sono poi altri dieci feriti, nove uomini e una donna: in sette sono stati ricoverati per problemi respiratori, ma non sembrerebbero versare in gravi condizioni, altri tre sono stati dimessi.
LE CAUSE
Le cause dell’incendio non sono ancora chiare, secondo il comandante della nave, che ha contattato il quartier generale del Gruppo, le fiamme avrebbero avuto origine nel garage numero 3. Uno dei tanti che ospitavano i 153 mezzi commerciali (tra camion e semirimorchi) e 32 veicoli al seguito dei passeggeri. Ora saranno le perizie a stabilire cosa sia accaduto.
L’ALLARME
Il primo intervento è stato quello dell’equipaggio, che ha tentato di domare le fiamme con i mezzi di bordo mentre attraverso l’emergency response team, venivano allertate le autorità nazionali e greche. Momenti difficili, nei quali c’è stato disorientamento.
Il racconto dei passeggeri è drammatico: «Se l’equipaggio – ha spiegato un camionista – non avesse reagito immediatamente non so cosa sarebbe accaduto, forse il fuoco ci avrebbe divorato. Dopo che abbiamo lasciato la nave, abbiamo visto il fuoco invadere altri ponti. È stato anche il momento in cui abbiamo ascoltato le esplosioni, che probabilmente venivano dai veicoli. Ma su questo l’equipaggio era organizzato e preparato».
Sul posto sono arrivate anche le unità navali della Marina greca, e i vigli del fuoco per spegnere l’incendio, oltre a personale italiano delle Capitanerie di porto che garantisce supporto anche per prevenire la dispersione in mare di carburante con danni ambientali. In serata le operazioni di salvataggio erano ancora in corso.
Le liste dei passeggeri sono state controllate e raffrontate più volte con gli elenchi delle persone identificate perché nell’arco della giornata si erano inseguite ipotesi varie sul numero dei dispersi. La Grimaldi Lines, ha disposto subito la partenza da Ancona di nave Florencia, che questa mattina porterà le persone salvate dal naufragio a Brindisi. Prima, però, dovrà arrivare il nulla-osta delle autorità locali che stanno indagando sull’accaduto.
L’EROISMO DEI FINANZIERI «ABBIAMO RIPESCATO UN UOMO, SI ERA BUTTATO PER IL PANICO»
Il fumo non consentiva più di respirare, ma il comandante ha fatto il giro delle cabine prima di abbandonare la nave, con le fiamme «altissime» e il calore che aumentava. In centinaia, intanto, si accalcavano nelle scialuppe. Un uomo si è buttato in mare. Il racconto dei membri dell’equipaggio del Monte Sperone, il pattugliatore della Guardia di Finanza che per caso si trovava in zona ed è stato subito dirottato dalle autorità greche verso il luogo dell’incidente, è drammatico. In 29, uomini e donne, hanno lavorato per tutta la notte per soccorrere i naufraghi, tranquillizzarli, dar loro acqua e coperte termiche e portarli nel porto di Corfù. Un salvataggio improvvisato ma riuscito, per il quale è arrivata anche la chiamata di ringraziamento del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
«Illuminavamo la nave con i fari, per far vedere che eravamo lì, a salvarli, per portarli su dalle scialuppe. Con i gommoni, abbiamo circumnavigato l’imbarcazione, per verificare che nessuno si fosse gettato in acqua per il panico. Abbiamo ripescato un uomo».
Felice Ludovico Simone Cicchetti, comandante della stazione navale di manovra di Messina, si trovava a bordo del Monte e non si è ancora fermato. «L’emozione più grande – racconta – è stata vedere le donne che finalmente potevano piangere, la tensione che si scioglieva, dopo le urla e il panico, quando sono salite a bordo».
Il comandante, in genere, lavora a terra, due giorni fa era per caso sul pattugliatore. «Gli altri colleghi si muovono meglio in mare, sono abituati anche ai salvataggi durante le operazioni di pattugliamento – spiega – È stata un’emozione troppo forte, ma non potevo permettermi di perdere la lucidità. Adesso posso dirlo: è uno dei momenti più felici della mia carriera».
LE FIAMME
«Le fiamme erano così alte che le abbiamo viste ancora prima di arrivare nei pressi della nave, con la nostra strumentazione di bordo. Ci siamo attivati in fretta», racconta il comandante del pattugliatore, il colonnello Simone Cristalli, il cui pensiero ora va a tutti quelli rimasti intrappolati. «Quando siamo arrivati sottobordo – racconta ancora Cristalli – abbiamo trovato i passeggeri e l’equipaggio che erano già sulle delle scialuppe e dunque ci siamo preoccupati immediatamente di trasferirli sul pattugliatore, per metterli in sicurezza».
Non sono stati momenti semplici, nonostante le condizioni del mare fossero buone. L’intervento dei finanzieri non si è limitato al solo trasferimento dei passeggeri sul pattugliatore. «Quando siamo arrivati – è ancora Cicchetti a raccontare – c’erano due membri dell’equipaggio rimasti a bordo. Ci siamo avvicinati con i gommoni e li abbiamo aiutati a scendere con la biscaggina senza problemi».
Ma è stata proprio la casuale presenza della Guardia di Finanza in zona a consentire il salvataggio di quasi 290 persone. Quando il pattugliatore è arrivato i passeggeri erano già sulle scialuppe stracolme, in balia delle onde, al freddo. C’erano scene di panico: «Se siamo vivi lo dobbiamo a loro». La chiamata delle autorità greche è arrivata pochi minuti dopo le 4.
«La Guardia costiera di Atene ci ha nominato coordinatori nel soccorso sul posto, perché eravamo l’unità navale più grande in zona – spiega Cristalli – E ci ha messo a disposizione quattro motovedette. Tre le abbiamo utilizzate per verificare che non ci fossero persone in mare attorno alla nave e una quarta, su disposizione del medico di bordo del traghetto, è servita invece per trasferire immediatamente a terra una persona che aveva accusato problemi all’apparato respiratorio».
Una notte da incubo che ricorda quella che si è consumata nella notte tra il 27 e il 28 dicembre 2014 quando, in una bufera di neve e il mare in burrasca, in piena notte, il traghetto «Norman Atlantic» che viaggiava da Igoumenitsa (Grecia) ad Ancona prese fuoco al largo delle coste albanesi. Una dinamica molto simile a quella di ieri, eccetto che per le condizioni del mare e per la sorte delle persone a bordo. Dei 499 che erano sulla Norman ne morirono 31. Quella notte l’allarme fu dato in ritardo, l’impianto antincendio, risultato inidoneo, venne attivato sul ponte sbagliato e non c’era vicino un pattugliatore della Finanza.
“C’ERANO SOLO 2 SCIALUPPE”
«Ho visto la morte in faccia, c’era fumo dappertutto, donne e bambini che piangevano. Ho temuto di non farcela». A raccontare l’incubo dei 237 passeggeri e 51 membri dell’equipaggio del traghetto Euroferry Olympia, è Mino Roma, imprenditore brindisino di 43 anni, che con un amico stava tornando dalla Grecia e ieri mattina sarebbe dovuto sbarcare a Brindisi. Le urla, le fiamme e la corsa verso le scialuppe: è stata una notte di terrore.
Mino Roma si era imbarcato sul traghetto a Igoumenitsa, stava tornando da un viaggio di lavoro: «Eravamo partiti da meno di un’ora. Dopo aver mangiato un panino stavamo andando a dormire, quando qualcuno ha bussato alla nostra cabina. Ho sentito urlare: Fuori, fuori. Ho aperto la porta e ho visto la gente con il giubbino di salvataggio correre verso il ponte. C’era fumo, tanto fumo. Poi ho sentito la voce del comandante che dall’altoparlante diceva: Abbandonate la nave».
IL PANICO
L’imprenditore racconta che in un primo momento non riusciva a capire cosa stesse accadendo, poi ha visto la gente correre e il fumo nero che avanzava alle sue spalle. In tanti si stavano ammassando sul ponte, aspettando di poter salire su una scialuppa. Sul traghetto ce n’erano quattro: due sono state raggiunte dalle fiamme. All’improvviso 300 persone si sono ritrovate a salire su imbarcazioni che hanno una capienza di circa 80, 90 unità. «Eravamo circa 150 persone per scialuppa, ammassati come animali racconta ancora l’imprenditore brindisino Ad un certo punto abbiamo persino cominciato ad imbarcare acqua. C’erano persone che vomitavano, donne che urlavano e persino qualche bambino di pochi mesi che piangeva disperato. Se non fosse stato per le motovedette della Guardia di Finanza non so se saremmo sopravvissuti. È stato impressionante, la nave bruciava, le fiamme l’avevano avvolta per quasi la metà».
«Sembrava un film, ho avuto paura anche sulla scialuppa, perché eravamo troppi. Nella fuga dalla cabina ho preso con me solo il telefonino e il portafoglio dice Roma in pratica abbiamo perso tutto. Ma c’è chi sta peggio di noi, penso agli autotrasportatori che hanno perso carico e mezzo. Una volta che ci hanno soccorsi siamo stati portati prima in una struttura nel porto di Igoumenitsa, dove ci hanno dato acqua e cibo. Poi ci hanno trasferiti in albergo. Qui stiamo aspettando di essere nuovamente imbarcati. È stata un’esperienza che non dimenticherò facilmente».
Tutti i passeggeri del traghetto hanno ricevuto assistenza dalle autorità greche e sono stati accolti in un albergo. Ieri sera, poi, sono stati imbarcati sulla nave Florencia che arriverà questa mattina a Costa Morena, a Brindisi, intorno alle 9.30
(da Il Messaggero)

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SONDAGGIO IXE’: PD SALE AL 23%, FDI IN CALO AL 17,9%, LEGA CROLLA AL 16,6%, M5S 15,6%

Febbraio 18th, 2022 Riccardo Fucile

FORZA ITALIA SALE AL 9,2%, AZIONE+EUROPA 5%

Sondaggi, Ixé: il Pd guadagna due punti in tre settimane e sale al 23%. M5S in lieve ripresa, cala FdI, record negativo della Lega (16,6%)
A dirlo è il sondaggio pubblicato venerdì dall’istituto di ricerca, il primo realizzato interamente dopo la rielezione di Sergio Mattarella alla presidenza della Repubblica. Rispetto alla rilevazione precedente, effettuata tra il 28 e il 31 gennaio, il Pd schizza dal 21,2% al 23,1%, il record da maggio 2019.
Salgono a più di cinque i punti di distacco da Fratelli d’Italia, che nello stesso periodo cala dello 0,6%, dal 18,5% al 17,9%.
Calo identico per la Lega, dal 17,2% al 16,6%
In leggera ripresa anche il Movimento 5 Stelle al 15,6% dal 15,1%
Cresce invece in modo speculare Forza Italia: dall’8,6% al 9,2%, +0,6%.
Anche in questo caso si tratta del valore più alto nella curva tracciata da Ixè, che parte dalle Europee di tre anni fa.
La federazione tra Azione e +Europa, stimata al 5,7% a gennaio, cala al 5%, mentre restano stabili i due partiti a sinistra del Pd, Sinistra Italiana (dal 2,1% al 2,2%, + 0,1%) e Mdp-Articolo 1 (da 1,9% a 2%, +0,1%).
Italia viva cresce dello 0,3% (dal 2,0% al 2,3%), Europa Verde cala dello 0,4% (dal 2,3% all’1,9%).
(da agenzie)

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