Marzo 11th, 2022 Riccardo Fucile
ECCO LE 13 ORGANIZZAZIONI NAZISTE CHE STANNO CON PUTIN
La polemica sulla distruzione dell’ospedale rilancia infatti il Reggimento Azov come tema centrale della propaganda putiniana sulla “denazificazione” dell’Ucraina.
Ma per una sigla accusata di nazismo che sta con gli ucraini dall’altra parte ne sono state contate almeno 13: Battaglione Sparta, Unità Nazionale Russa, Esercito Ortodosso Russo, Battaglione Svarozich, Alba Ortodossa, Legione di Santo Stefano, Distaccamento Jovan Šević, ’Unione della Gioventù Euroasiatica, Movimento Imperiale Russo, Unione Slava, Movimento contro l’Immigrazione Illegale, Battaglione Rusich, Battaglione Ratibor, Interbrigate…
Tra i loro emblemi ci sono almeno cinque variazioni della svastica, oltre a simboli zaristi e altra roba tipo teschi e bombe a mano. La svastica riportata sull’articolo in bianco e nero, in realtà in bianco e rosso, è l’emblema di Unità Nazionale Russa. Come ricordo, era un suo membro quel Pavel Gubarev che fu il fondatore della Milizia Popolare del Donetsk ed anche il primo «governatore» della Repubblica Popolare del Donetsk.
Ma è uomo di Barakshov anche Dmitry Boytsov: il comandante di un Esercito Ortodosso Russo che combatte tra i separatisti del Donbass con circa 4000 effettivi, e che è stato accusato di rapimenti, pestaggi e minacce verso protestanti, cattolici, ebrei e membri della Chiesa Ortodossa Ucraina, oltre che di saccheggi.
L’8 giugno del 2014 a Slaviansk uccise alcuni pentecostali, e nel novembre 2014 sequestrò due sacerdoti cattolici.
La cosa buffa (umorismo nero evidentemente, dato il contesto…) che è assieme agli ultra-ortodossi tra i putiniani nel Donbass ci sono anche i neo-pagani, anche loro con una variante della svastica come emblema.
Il Battaglione Svarozich, adoratori del dio slavo Svarog, arrivò ad avere 1200 combattenti, anche se ora è stato assorbito dalla Brigata Vostok.
Maurizio Stefanini
(da La Ragione)
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Marzo 11th, 2022 Riccardo Fucile
“NON ME FREGA NULLA DI QUELLO CHE PENSATE“
Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Il terzo principio della
Dinamica di Isaac Newton può essere utilizzato non solo per la scienza, ma anche per analizzare quel che ormai accade da anni (anche per colpa dei social): c’è una tesi e subito qualcuno si “batte” per fornire una versione alternativa (uguale e contraria) nel tentativo di svilire la narrazione ufficiale, confermata anche da elementi insindacabili. Lo abbiamo visto con la pandemia e con i vaccini.
E oggi assistiamo a questo fenomeno negazionista anche per quel che riguarda la guerra in Ucraina. Le ultime contestazioni (già facilmente smentite) riguardano il bombardamento russo all’ospedale pediatrico di Mariupol, argomento che ha mandato su tutte le furie anche Paolo Del Debbio.
Nel corso della puntata di “Dritto e Rovescio” andata in onda giovedì sera su Rete4, il conduttore ha interrotto il “palinsesto” della sua trasmissione per rispondere a una serie di contestatori che – via mail e via social – hanno attaccato lui e il suo programma accusandoli di aver mandato in onda una fake news.
I negazionisti fanno riferimento ai video del bombardamento dell’ospedale di Mariupol e, seguendo esclusivamente la “versione russa“, etichettano quel fatto come bufala. Ed è a loro che Del Debbio si è rivolto.
“Ci sono arrivate miriadi di mail e anche sui social. Si sono scatenati perché sostengono che noi abbiamo dato un servizio falso. Cioè che quello che abbiamo mostrato dell’ospedale di Mariupol è una fake news. Io non vi dico neanche come la penso su di voi e che opinione ho di voi, perché andrei nelle parolacce. Vi pregherei di parlare, se vi fidate almeno di quello e non pensate che dietro c’è un complotto anche alla Croce Rossa, di parlare con le signore della Croce Rossa che assistono quelle madri sanguinanti, quel bambino morto e che hanno visto tutto questo. Parlate con loro. Non aprite la bocca e se la aprite vedete di collegarla col cervello. A noi paura non ce la fate, a me avete attaccato anche per i vaccini. A me non me ne fotte niente di quello che pensate, però abbiate il buon gusto di parlare con quelli che sono là, che non sono comodi dietro a una tastiera a scrivere delle cose che andrebbero chiamate in un modo: inizia con la ‘c’ ci sono 2 ‘z’, poi la ‘t’ e la ‘e’ finale”.
Sipario.
(da NetQuotidiano)
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Marzo 11th, 2022 Riccardo Fucile
“QUI C’E’ DA C’E DA SCEGLIERE TRA IL BENE E IL MALE“
“Il mio nome è Sergey Loiko, ho 69 anni. Sono russo, ma per la maggior parte della mia vita sono stato un giornalista, un corrispondente per i maggiori quotidiani americani. Nella mia carriera da giornalista, ho seguito molti conflitti armati e molte guerre, e non ho mai preso le parti di nessuno, perché non è professionale. Ora, come vedete, ho un kalashnikov in mano”.
Comincia così il video del giornalista russo Sergey Loiko, scrittore e corrispondente da Mosca per molti anni per diverse testate americane, postato sul canale Telegram del consigliere del ministro degli Interni ucraino Anton Gerashchenko.
Un breve filmato nel quale l’uomo rivela di aver abbandonato la sua professione e di essersi arruolato nell’esercito ucraino, spiegando i motivi della sua decisione.
“Ora non sono più un giornalista, ma un uomo libero – dice Loiko – E sono qui, in Ucraina, vicino a Kiev, a difendere l’Ucraina dalla mia terra di nascita, e da Putin, l’Hitler dei nostri giorni. Perché ho deciso di prendere parte al conflitto? Perché questo è un conflitto biblico, questo è la battaglia di Armageddon. È stato facile per me decidere da che parte stare, perché qui c’è il bene e il male, il bianco e il nero, e io ho alla fine scelto”.
L’ormai ex giornalista fa poi un appello agli uomini in età per arruolarsi ad andare a combattere in Ucraina: “Faccio un appello a te, uomo, con esperienza di guerra, che vivi negli Stati Uniti o in qualunque altra parte del mondo. Capisco il tuo governo, che non vuole essere coinvolto nel combattimento perché preoccupato delle conseguenze, anche nucleari, con Mosca. Ma tu, dovunque tu viva, contatta la tua ambasciata e viene a combattere. Non solo per l’Ucraina, non solo per l’indipendenza, e per gli ucraini ma per te. Perché questo è l’inizio della terza guerra mondiale”.
(da NetQuotidiano)
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Marzo 11th, 2022 Riccardo Fucile
FERMA CONDANNA DELL’AGGRESSIONE E CANCELLA I CONCERTI A MOSCA
Non è un politologo, né un esperto di geopolitica. Ma oltre a essere molto amato in
Italia, da anni è molto conosciuto e apprezzato anche in Russia.
Per questo motivo il pensiero di Al Bano Carrisi su quel che sta accadendo in Ucraina – dopo le decisioni del Presidente Vladimir Putin – non è propriamente da sottovalutare.
Soprattutto perché arriva una critica ( anzi, una condanna) nei confronti del numero uno del Cremlino che per anni lui stesso ha esaltato. Ma davanti all’aggressione e al bombardamento sui civili è necessario fare un passo indietro.
In collegamento con “Un Giorno da Pecora”, la trasmissione condotta da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari in onda su Rai Raio1, il cantante di Cellino San Marco ha annunciato la cancellazione dei suoi concerti previsti per il prossimo autunno a Mosca e San Pietroburgo.
Il motivo è semplice ed evidente, visto quel che sta accadendo: “Non avrei mai immaginato un passo del genere da Putin, sono stato un suo grande ammiratore, ma non si può mettere in moto una macchina da guerra di quel genere contro i suoi fratelli. Come si fa a non cambiare idea su Putin, dopo quello che ha fatto?”.
Al Bano, dunque, è rimasto scioccato dalla mossa della Russia ed è stato costretto a modificare quelle sue idee e quel suo pensiero su quel che riteneva un abile e stimabile Presidente. “A Putin direi ‘fermati finché sei in tempo’. Lui sta lavorando anche contro se stesso, non sta difendendo niente agli occhi del mondo sta distruggendo la sua immagine. Non è accettabile vedere quello che sta succedendo in Ucraina, con attacchi anche agli ospedali, carri armati e bambini che muoiono. No, questo non è accettabile”. In realtà il tempo passa e il Presidente russo sembra intenzionato a proseguire in questa guerra che sta provocando migliaia di morti, soprattutto tra i civili ucraini.
(da NetQuotidiano)
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Marzo 11th, 2022 Riccardo Fucile
“SISTEMI DI PROTEZIONE DEI CARRI E GIUBBOTTI ANTI-PROIETTILE FATTI CON IL CARTONE DELLE UOVA“
Il responsabile dell’Agenzia nazionale per la prevenzione della corruzione dell’Ucraina, Alexander Novikov, ha inviato una lettera ufficiale alla Duma, al Consiglio della Federazione e all’anticorruzione russa, per ringraziare pubblicamente il Ministro della Difesa russo Sergei Shoigu.
Il motivo? Secondo quanto affermano le istituzioni ucraine, per aver rubato i soldi dell’esercito invasore, indebolendolo e permettendo all’Ucraina di resistere contro l’avanzata di Vladimir Putin.
La lettera è stata pubblicata, integralmente, nel sito istituzionale dell’Agenzia nazionale (NAPC). All’interno vengono riportate alcune foto, come prova dell’impatto subito dalle forze russe a seguito del presunto furto del Ministro Sergei Shoigu. In una di queste (a pagina 4) mostrerebbe alcune protezioni di un carro russo realizzate con il cartone delle uova, come quelle che compriamo comunemente al supermercato
Un’altra immagine (a pagina 3) riporta l’equipaggiamento di un militare con un giubbotto antiproiettile fatto di cartone anziché di piastre corazzate. Secondo quanto afferma l’ucraino Alexander Novikov, sarebbe stato sequestrato da uno soldato russo catturato.
Viste le condizioni denunciate nel documento, e che secondo gli ucraini sarebbero la prova di un furto di denaro da parte del Ministro della Difesa di Mosca, nel documento vengono proposte delle raccomandazioni da fornire ai soldati russi inviati a invadere l’Ucraina:
(da agenzie)
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Marzo 11th, 2022 Riccardo Fucile
PER L’ATTACCO A KIEV? NO, A SCOPO DIFENSIVO
Di sicuro la colonna si è mossa, per iniziare l’attacco a Kiev o difendersi, è la grande
domanda che in queste ore divide gli esperti militari.
Il famigerato convoglio di mezzi corazzati e veicoli lungo 65 chilometri accompagna l’invasione dal 24 febbraio, quando si è messo in marcia sulla strada principale che da nord porta alla capitale. Il suo incedere lento è stato per giorni sotto gli occhi del mondo. Notizia di questa notte è che il convoglio stanotte si è sciolto e riposizionato altrove.
Alcune unità corazzate sono state viste nelle città vicino all’aeroporto Antonov a nord della città, altri veicoli si sono spostati nelle foreste.
Di tutto questo si è avuta prova grazie alle foto satellitari, ad esempio quelle della società Maxar, che attestano la dispersione dalla strada che ha percorso per giorni a passo di lumaca. Sulla motivazione però gli analisti si dividono.
Gli esperti militari Usa, citati stamane da Associated Press, temono che il convoglio si stia riposizionando per portare l’attacco, dunque sarebbe “un pessimo segnale”: il preludio del bombardamento di Kiev.
A supportare questo timore, il fatto che alcune unità corazzate sarebbero state viste nelle città vicino all’aeroporto a nord della città e altri veicoli si sarebbero spostati nelle foreste con obici trainati nelle vicinanze in posizione per aprire il fuoco.
Altri analisti, compresi gli esperti italiani di Difesaonline che citano proprie fonti sul luogo, lo spostamento della colonna avrebbe invece ragioni difensive legate alle necessità di rifornimento e copertura.
Non sarebbe dunque il preludio dell’attacco ma un riposizionamento verso postazioni più sicure attorno ai villaggi vicino all’aeroporto a 25-30 km da Kiev.
David Rossi, sentito dal fattoquotidiano.it, lo ribadisce. Alcuni segnali portano ad escludere l’attacco imminente: la mancanza di afflussi dal confine bielorusso che darebbero manforte all’operazione, l’integrità difensiva della larga gola che passa da Irpin, Bucha e Hostomel, che rende ancora agevole il compito dei difensori e suicida i tentativi degli incursori
A supporto, cita i due convogli russi diretti verso la capitale ucraina distrutti da droni e sistemi anticarro ucraini all’altezza di Brovary e Mokrest, “dove le truppe inviate da Putin da due settimane non riescono ad avere la meglio sulla resistenza”.
Fonti locali dell’esperto confermano poi che la zona attorno a Kiev conserva una certa mobilità. “Alcuni nostri contatti personali in loco si sono agevolmente mossi più volte verso e da Kiev e si sono infine spinti a Ovest col cuore in gola ma senza particolari difficoltà. Fra l’altro, da giorni non si hanno più notizie di “assalti” delle forze speciali russe alla capitale, stante l’aumentata sicurezza della città”.
A giorni e forse ore, dunque, si capirà se la colonna ripara o attacca
(da Il Fatto Quotidiano)
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Marzo 11th, 2022 Riccardo Fucile
A COSA SI E’ RIDOTTO IL CRIMINALE: SI SERVE DI MERCENARI CONTRO I PROPRI MILITARI CHE NON VOGLIONO COMBATTERE
Tra le tante storie che fornisce la guerra, ce ne sono alcune che si ripetono e che contribuiscono a cementare un assioma consolidato: le guerre sono tutte uguali. Arrivano notizie di interi reparti di forze paramilitari cecene, i kadyroviti, che si trovano a Kiev, Irpin, Gostomel e Bucha, bloccando l’arretramento dell’esercito russo che, demoralizzato, sta cercando di scappare ed evitare lo scontro con i militari ucraini.
Già Adolf Hitler utilizzava il meccanismo dei ‘distaccamenti protettivi’, forze paramilitari utilizzate allo scopo di costringere i soldati a restare a combattere sul campo.
I kadyroviti sono gli ex membri delle unità paramilitari dell’ex presidente pro-Mosca della repubblica cecena Achmat Kadyrov (da qui, kadyroviti come ‘seguaci di Kadyrov), e attualmente governata da suo figlio, il presidente attuale Ramzan Kadyrov.
Sono pericolosi e disposti a tutto, come confermato anche dalle recenti notizie che arrivano su soldati russi che avrebbero provato a scappare, mentre quelli che sarebbero rientrati sarebbero stati uccisi. Questo è stato riportato dal The Telegraph che è riuscito ad avere le immagini dei prigionieri di guerra russi: “In Russia ci considerano già morti”.
Fedor Venislavsky, membro dei comitati di Verkhovna Rada per la Commissione nazionale sicurezza e difesa, ha informato dell’esistenza di queste forze paramilitari che bloccherebbero l’arretramento dell’esercito russo. Un segnale positivo, secondo Venislavsky, perché dimostrerebbe che “il nemico è forte, ma non è invincibile”.
Abbiamo informazioni sull’esistenza di questi distaccamenti di protezione, allo scopo di mantenere i soldati russi sul campo. Questi sono metodi di guerra utilizzati già da Stalin e da Hitler, metodi che oggi vengono ripetuti.
(da Fanpage)
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Marzo 11th, 2022 Riccardo Fucile
L’ASSO DELL’AVIAZIONE CHE AVREBBE ABBATTUTO 49 AEREI RUSSI
Da quando è iniziata la guerra in Ucraina non si parla che di un ‘oscuro vendicatore
dell’aria‘ che nei cieli abbatte gli aerei dei russi.
Si tratta del “fantasma di Kiev” che, dal 27 febbraio a oggi, avrebbe già abbattuto 49 caccia dell’esercito russo. Si tratta chiaramente di una leggenda metropolitana, ma la presunta esistenza di un fantasma in grado di abbattere la minaccia nemica è finita per diventare una preziosa riserva di incoraggiamento per il morale degli ucraini.
Quando il 24 febbraio la Russia invade l’Ucraina e attacca Kiev, iniziano a comparire video sui social media di aerei ucraini in volo unite ad affermazioni e testimonianze su un pilota di MiG-29 che sarebbe riuscito ad abbattere sei aerei russi da solo.
Se questa notizia fosse stata confermata, ci saremmo trovati di fronte al primo asso dell’aviazione del 21esimo secolo: un riconoscimento che viene attribuito dopo aver abbattuto cinque aerei nemici. Ad aggiungere mistero e fascino al ‘fantasma’, ci ha pensato il tweet di Petro Poroshenko, ex presidente ucraino, che ha pubblicato la foto del presunto asso.
Leggenda metropolitana, propaganda o realtà? Qualunque strada porta a un solo risultato: il ‘fantasma di Kiev’ si inserisce nel solco di un grande stimolo morale per tutta la popolazione ucraina. Un simbolo a cui credere per rafforzare l’ottimismo in questo momento così duro.
Si tratta, comunque, di una credenza che è partita dal basso, con la condivisione sui social network da parte degli ucraini che ha acceso l’interesse dei media locali, nazionali e poi internazionali.
Su YouTube girano diversi video, compreso uno generato al computer e realizzato utilizzando il videogame Digital Combat Simulator. Un video diventato virale e condiviso persino dall’account Twitter ufficiale delle Forze Armate ucraine.
(da Fanpage)
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Marzo 11th, 2022 Riccardo Fucile
TENUTI ALL’OSCURO DELL’ ATTACCO ALL’UCRAINA, HANNO PERSO LA PAZIENZA, CLIMA TESO
È difficile capire che cosa sta realmente accadendo nel cuore del potere russo. Secondo quanto riportato da Repubblica, i corridoi del Cremlino sarebbero scossi da un malumore generale. ù
E non solo per un’operazione militare decisa da Putin e, probabilmente, condivisa con pochi intimi. Ma anche (e soprattutto) per il contraccolpo economico derivante dal progressivo isolamento della Russia dal blocco economico occidentale. Fonti russe sostengono che perfino gli uomini più vicini a Putin non sarebbero stati informati in merito all’operazione in Ucraina, e che quindi si sentirebbero ingannati dal presidente.
Gli oligarchi e i manager russi, conosciuti all’estero per le loro ricchezze, osservano adesso i loro imperi evaporare come neve al sole.
Si dice inoltre che molti uomini del potere vorrebbero battere i pugni sul tavolo e andarsene per protesta. Non possono tuttavia fare niente del genere, a meno di non fare i conti con una pesante accusa di tradimento. “Puoi dimetterti solo per andare in galera. Dimettersi adesso verrebbe visto come un tentativo di fuga”, ha spiegato al sito Agentsvo una fonte anonima.
Segreti, rabbia e malumori
A quanto pare, pochissimi erano a conoscenza della volontà di Putin di muovere le sue pedine sulla scacchiera ucraina; tra questi il ministro della Difesa, Serghej Shojgu, il capo di Stato Maggiore delle forze armate, Valerij Gerasimov, e i leader del controspionaggio.
E pensare che il premier Mikhail Mishustin e il suo vice, Andrej Belousov, avevano trascorso le ultime settimane ad incontrare la governatrice della Banca di Russia, Elvira Nabiullina. Il motivo? Preparare la Russia a eventuali sanzioni che l’Occidente avrebbe recapitato a Mosca per aver riconosciuto le Repubbliche popolari di Lugansk e Donetsk. Nessuno,infatti, si aspettava un attacco su larga scala. Tanto che, secondo Julija Latynina, ex commentatrice di Novaja Gazeta, la stessa Nabiullina, sentendosi tradita, avrebbe cercato di dimettersi – invano – due volte.
Putin non avrebbe informato dell’invasione in Ucraina neppure gli analisti dell’Fsb, ovvero i servizi segreti russi; figurarsi se altri uomini di spicco, appartenenti al mondo della finanza e dell’economia russa, potevano aspettarsi qualcosa di simile.
Eppure gli sfoghi di queste persone iniziano ad accumularsi. Emblematico il commento raccolto dal sito Meduza: “Prima chiunque poteva dimostrare le sue qualità dentro e fuori il Paese. German Gref era orgoglioso di Sberbank. Il sindaco Serghej Sobjanin aveva reso Mosca una capitale mondiale. Ora nessuno è più in grado di conseguire successi nel Paese. E all’estero è fuori questione. Non importa quel che faremo, sarà sempre peggio”.
Al Cremlino, dunque, tirerebbe un’aria pesantissima. “Ci sarà un golpe dall’alto molto veloce, come la rimozione di Krusciov nel 1964, la morte dello zar Paolo I nella notte tra l’11 e il 12 marzo o la strana morte di Stalin nel marzo 1953”, ha ipotizzato lo storico Andrej Zubov.
Nel frattempo l’operazione militare in Ucraina va avanti.
(da agenzie)
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