Destra di Popolo.net

IL NUOVO SINDACO DI NEW YORK: “QUESTA VITTORIA MOSTRA LA STRADA PER SCONFIGGERE TRUMP. NELL’OSCURITA’ POLITICA, NEW YORK SARA’ LA LUCE”

Novembre 5th, 2025 Riccardo Fucile

TRUMP SBROCCA DENUNCIANDO BROGLI E INSULTANDO: “QUALSIASI EBREO CHE HA VOTATO PER MAMDANI È UNO STUPIDO. IL NUOVO SINDACO È UN COMUNISTA, UN FOLLE, UN ODIATORE DEGLI EBREI E VUOLE DISTRUGGERE LA CITTÀ”. POI SPIEGA CHE I REPUBBLICANI HANNO PERSO PERCHE’ LUI NON ERA SULLA SCHEDA ELETTORALE

Nel suo discorso dopo il successo elettorale come sindaco di Ny, Zohran Mamdani ha affermato che la sua vittoria mostra la strada per “sconfiggere” Trump. “Se qualcuno può mostrare a una nazione tradita da Donald Trump come sconfiggerlo, quella è la città che lo ha fatto nascere”, ha detto. “Donald Trump, visto che so che stai guardando, ho quattro parole per te: alza il volume” (turn the volume up)”, ha aggiunto.
Il presidente Usa Donald Trump ha attaccato duramente i risultati delle elezioni per il sindaco di New York, vinte da Zohran Mamdani, e di diverse consultazioni statali, denunciando presunti brogli e anticipando una serie di sconfitte per il Partito repubblicano nelle prime votazioni di rilievo dopo il suo ritorno alla Casa Bianca. Lo riferisce oggi il Washington Post.
Nella città simbolo della politica e della finanza statunitense, il presidente ha puntato il dito contro la vittoria del democratico Mamdani, che è diventato il primo sindaco musulmano nella storia di New York, superando l’ex governatore Andrew Cuomo. Trump ha reagito insultando gli elettori ebrei che lo hanno sostenuto, scrivendo su Truth Social che “qualsiasi ebreo che vota per Mamdani è uno stupido”.
Ha poi definito il nuovo sindaco “un comunista, un folle totale e un odiatore degli ebrei”, accusandolo di voler “distruggere la città”.
Mamdani, 34 anni, di origini indiane e nato in Uganda, ha costruito la sua vittoria su un’alleanza tra giovani e comunità di
immigrati, promettendo politiche di giustizia sociale e di redistribuzione. La sua elezione rappresenta per Trump una sconfitta simbolica nella sua città natale, dove ha minacciato di tagliare i fondi federali e persino di “gestire direttamente la città” se la nuova amministrazione dovesse “fallire”.
A nulla è servito l’appello del presidente Donald Trump agli ebrei di New York: “Votate contro Zohran Mamdani”. Mamdani, è il primo sindaco musulmano della Grande Mela dove è concentrata la maggiore popolazione ebraica al di fuori di Israele. “Un ebreo che vota per Mamdani, che odia gli ebrei, è uno stupido”, aveva detto il presidente Usa all’apertura delle urne.
Un discorso appassionato quello del sindaco di New York, Zohran Mamdani: ha dichiarato guerra all’antisemitismo e all’islamofobia, confermato che congelerà gli affitti per più di due milioni di case ad affitto calmierato, promesso l’assunzione di migliaia di insegnanti, e lanciato un messaggio anche a Donald Trump: “In questo momento di oscurità politica, New York sarà la luce”.
“New York rimarrà una città di immigrati, una città costruita dagli immigrati, alimentata dagli immigrati e, a partire da stasera, guidata da un immigrato”, ha detto il nuovo sindaco di New York Zohran Mamdani nel suo discorso della vittoria, aggiungendo che “se qualcuno può mostrare a una nazione tradita da Donald Trump come sconfiggerlo, è proprio la città che lo ha visto nascere”.
Poi il neo sindaco ha proseguito: “New York, stasera hai dato un mandato per il cambiamento”. “Il senso comune vi direbbe che sono ben lontano dall’essere il candidato perfetto”, ha aggiunto, “sono giovane, nonostante i miei sforzi per invecchiare. Sono musulmano. Sono un socialista democratico. E, cosa più grave di tutte, mi rifiuto di scusarmi per tutto questo”.
“Il fatto che Trump non era sulla scheda elettorale e lo shutdown sono stati i due motivi per cui i repubblicani hanno perso le elezioni staserà, secondo i sondaggisti”: lo scrive Donald Trump su Truth commentando l’esito delle elezioni chiave in Usa.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

MAMDAMI E IL BALLO SCATENATO CON I FAN PER FESTEGGIARE LA VITTORIA: NOTTE DI FESTA PER IL NUOVO SINDACO DI NEW YORK CHE SUBITO DOPO L’ELEZIONE, AL PARAMOUNT THEATRE, SI È LANCIATO IN PISTA CANTANDO E BALLANDO – HA VINTO LA “GENERAZIONE Z” CHE HA SCOMMESSO SU UN SOCIALISTA MUSULMANO

Novembre 5th, 2025 Riccardo Fucile

PERDONO CUOMO, MUSK, TRUMP, BLOOMBERG E I MILIARDARI

Ha vinto la Generazione Z, quella di Zohran. Ha danzato tutta la notte quella parte di New York che non ha incrociato sul suo cammino Obama, era troppo giovane per piangere alla prima vittoria di Trump nel 2016, non si è identificata in Biden o Harris e ha infine trovato il più improbabile degli alfieri:
Mamdani, un musulmano di 34 anni che ha trascinato dall’1% del primo sondaggio alla maggioranza assoluta del voto di ieri. Sarà anche il gol della bandiera, ma stavolta perdono Cuomo, Musk, Trump, Bloomberg, i miliardari che hanno messo le
fiches dal lato sbagliato della storia, i padri cinici, i nonni scettici.
La ragazza che lo accompagna sul palco gli fa eco: “È la vittoria socialista”. Una parola (“socialista”) che non a New York ti fermava al Jfk circola liberamente, è la chiave dell’oggi, la moda di domani.
La lezione è servita: al partito che ha paura di allontanare il finanziatore da un milione di dollari la vittoria è stata consegnata da un milione di finanziatori da un dollaro. E fino all’alba: balla ciao.

argomento: Politica | Commenta »

DAL RAP ALLA POLITICA, COSI’ MAMDANI SI E’ PRESO NEW YORK

Novembre 5th, 2025 Riccardo Fucile

FIGLIO DI UNA REGISTA E DI UN PROFESSORE UGANDESE, HA COSTRUITO LA SUA ASCESA PARTENDO DAL QUEEN E DALLE BATTAGLIE PER I TASSISTI E LA CASA

La vittoria a sindaco di New York di Zohran Mamdani è una sequenza di prime volte. Il primo Millenial (ha appena compiuto 34 anni), il primo musulmano, il primo asiatico. E non sono neanche gli aspetti più curiosi della sua storia. Sua madre, Mira Nair, è una regista nata in India, laureata ad Harvard e residente
a New York, nota per aver diretto film amatissimi dal pubblico e della critica come il candidato all’Oscar come miglior film straniero “Salaam Bombay!”, il vincitore del Leone d’oro a Venezia nel 2001 “Monsoon Wedding” e anche “Mississippi Masala”, storia d’amore interrazziale tra un afroamericano interpretato da Denzel Washington e una indiana americana.
Il padre, Mahmood Mamdani, è professore alla Columbia University dove insegna governo, antropologia e studi africani. I genitori si sono conosciuti in Uganda, dove è cresciuto il padre, mentre la madre era lì per condurre ricerche per un suo film. È qui che Zohran è nato. A New York ci è arrivato quando aveva sette anni, da immigrato figlio di genitori non nati negli Usa. È diventato cittadino americano solo nel 2018.
Prima di entrare in politica, ha lavorato come consulente per la prevenzione dei pignoramenti e anche come produttore musicale e come rapper con il nome di Mr. Cardamom: i suoi video sono rispuntati di recente e subito diventati virali grazie a canzoni come “Nani”, un rap dedicato a sua nonna. Di recente, l’attrice premio Oscar Lupita Nyong’o ha raccontato di aver conosciuto un giovanissimo Zohran quando, giovanissima, aveva fatto uno stage nella casa di produzione della madre. Più tardi i due si sono ritrovati insieme in Uganda sul set del film “Queen of Katwe”, dove Mamdani lavorava come assistente alla regia. A parte la parentesi da rapper, prima di entrare in politica, Mamdani ha lavorato come consulente per l’edilizia abitativa, aiutando i proprietari di case a basso reddito nel Queens. Noto per il suo
attivismo, ha partecipato con successo a uno sciopero della fame insieme ai tassisti per ottenere oltre 450 milioni di dollari di riduzione del debito e si è battuto per maggiori investimenti nel trasporto pubblico.
È stato eletto per la prima volta all’Assemblea dello Stato di New York nel 2020, in rappresentanza del 36° distretto del Queens, ed è stato successivamente rieletto senza opposizione nel 2022 e nel 2024.
Tra le cose negative che i suoi oppositori hanno tirato fuori durante la campagna c’è il fatto che abiti in un appartamento nel Queens con l’affitto stabilizzato, mentre i genitori sono ricchi e posseggono una tenuta in Uganda, protetta da guardie armate. In quella tenuta, Mamdani la scorsa estate ha anche festeggiato il suo recente matrimonio, celebrato civilmente al City Hall di New York a febbraio. Prima della cerimonia a New York, nel dicembre del 2024 Zohran e la moglie avevano celebrato il loro fidanzamento a Dubai, dove vive la famiglia di lei, con una festa sul tetto di un grattacielo. La moglie si chiama Rama Duwaji ed è un’artista e illustratrice nata in Texas da una famiglia siriana le cui illustrazioni sono apparse su The New Yorker, Washington Post e VICE. I due si sono conosciuti su Hinge, la prima volta che il sindaco di New York incontra la moglie su una app di incontri.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

MAMDANI: “CON ME VINCE CHI VUOLE UN PARTITO DEMOCRATICO DIVERSO”

Novembre 5th, 2025 Riccardo Fucile

“GLI IMMIGRATI HANNO FATTO RICCO QUESTO PAESE, QUESTA CITTA’ E QUESTA DEMOCRAZIA E’ ANCHE VOSTRA”… IMPRESSIONANTE UN DATO: SONO STATI 100.000 I VOLONTARI CHE GRATUITAMENTE HANNO AIUTATO LA SUA CAMPAGNA ELETTORALE, BUSSANDO A TRE MILIONI DI CASE IN 273 QUARTIERI DELLA GRANDE MELA

La vittoria di Zohran Mamdani è quella di chi “non si riconosce” nel partito democratico come è oggi. Lo ha detto il sindaco eletto di New York alla folla che gremiva il Brooklyn Paramount Theater dopo la schiacciante vittoria sull’ex governatore Andrew Cuomo e sul candidato repubblicano Curtis Sliwa. Il suo elettorato, ha detto il primo sindaco musulmano della città e il secondo dichiaratamente socialista, è composto da elettori progressisti della classe operaia, immigrati e persone di colore e ha assicurato che la politica nella Grande Mela cambierà presto per riflettere meglio i bisogni delle persone.
“Questa nuova era sarà definita da una competenza e una compassione che per troppo tempo sono state messe in contrasto tra loro. Dimostreremo che non esiste problema troppo grande per essere risolto dal governo e preoccupazione troppo piccola per non doversi preoccupare”, ha detto nel suo discorso della vittoria. “Per anni, i cittadini hanno aiutato solo chi poteva
aiutarli, ma il 1 gennaio inaugureremo un governo cittadino che aiuta tutti”, ha detto ancora, secondo quanto riporta The Hill.
Mamdani è riuscito a mobilitare più di 100mila volontari per bussare a oltre 3 milioni di case in 273 quartieri di New York durante la campagna elettorale, un’iniziativa che ha avuto un forte impatto in città, provocando un’onda d’urto tra i politici tradizionalisti che hanno criticato aspramente i suoi piani di creare supermercati gestiti dal comune, asili nido gratuiti e trasporti pubblici.
Il neo sindaco ha assicurato che la sua amministrazione traccerà “l’agenda più ambiziosa per affrontare la crisi del costo della vita”, citando nel suo discorso di accettazione i predecessori socialisti Eugene Debs e Fiorello La Guardia. “Staremo al fianco dei sindacati e amplieremo le tutele del lavoro perché sappiamo, proprio come Donald Trump, che quando i lavoratori hanno diritti incrollabili, i datori di lavoro che cercano di estorcerli si annichiliscono – ha detto – New York rimarrà una città di immigrati. Una città costruita da immigrati, una città alimentata da immigrati e, da stasera, una città guidata da un immigrato. Quindi, ascoltatemi, Presidente Trump, quando dico questo: per arrivare a uno qualsiasi di noi, dovrete passare attraverso tutti noi”.
Mentre la Casa Bianca intensifica i controlli sull’immigrazione, Mamdani si è scagliato contro le espulsioni e ha ringraziato “coloro che, così spesso dimenticati dalla politica della nostra città, hanno fatto proprio questo movimento. Parlo dei
proprietari di bodegas yemeniti e delle nonne messicane, dei tassisti senegalesi e delle infermiere uzbeke, dei cuochi di Trinidad e Tobago e delle zie etiopi. A ogni newyorkese di Kensington, Midwood e Hunts Point, sappiate che questa città è la vostra città, e anche questa democrazia è vostra”.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

MAMDANI LE PRIME PAROLE DI SFIDA A TRUMP: “SO CHE MI STAI GUARDANDO, HO QUATTRO PAROLE PER TE: ALZA IL VOLUME”

Novembre 5th, 2025 Riccardo Fucile

“LA CITTA’ CHE HA DATO I NATALI A TRUMP HA MOSTRATO A UNA NAZIONE DA LUI TRADITA COME SCONFIGGERE UN DESPOTA”

Il sindaco eletto di New York, Zohran Mamdani, non ha perso tempo a lanciare un attacco contro il presidente Donald Trump, dando ufficialmente il via alla battaglia che probabilmente definirà i rapporti tra il nuovo sindaco 34enne e il presidente la cui fama è indissolubilmente legata alla città. “Donald Trump, so che mi stai guardando, e ho quattro parole per te: alza il volume!» ha detto Mamdani, democratico, durante un discorso martedì sera davanti a una folla esultante di sostenitori, poco dopo essere stato dichiarato vincitore.
I democratici hanno conquistato tre importanti cariche martedì, nelle prime grandi elezioni da quando Trump è tornato al potere nove mesi fa, portando in primo piano una nuova generazione di leader e dando nuovo slancio a un partito finora in difficoltà, in vista delle elezioni congressuali del prossimo anno.
“Se c’è qualcuno che può mostrare a una nazione tradita da Donald Trump come sconfiggerlo, è la città che gli ha dato i natali”, ha dichiarato Mamdani ai suoi sostenitori. “E se c’è un
modo per terrorizzare un despota, è smantellare le stesse condizioni che gli hanno permesso di accumulare potere. Non è solo così che fermiamo Trump, ma è così che fermiamo il prossimo”. Trump ha ripetutamente usato i vasti poteri della presidenza contro i suoi rivali politici e, già prima delle elezioni, aveva minacciato di sospendere miliardi di dollari di finanziamenti federali a New York City se Mamdani, dichiarato socialista democratico, fosse stato eletto. Ciò si aggiungerebbe ai precedenti tagli ai finanziamenti decisi dall’amministrazione Trump in mosse politiche che avevano preso di mira anche i leader democratici del Congresso provenienti dalla città.
“Se avete un comunista che governa New York, tutto quello che state facendo è sprecare i soldi che mandate là”, ha detto Trump a 60 Minutes della CBS domenica, anticipando come i repubblicani intendano usare l’abbraccio di Mamdani a un’agenda socialista come linea di attacco contro il Partito Democratico. Mamdani ha riconosciuto che la sua vittoria rende difficile l’attuazione di quella che ha definito “l’agenda più ambiziosa per affrontare la crisi del costo della vita che questa città abbia visto dagli anni ’40” – che include un blocco degli affitti, un sistema universale di assistenza all’infanzia e altre misure di intervento pubblico sul settore privato.
Ma nel frattempo, Mamdani ha promesso di combattere. “Quindi ascoltami, presidente Trump, quando dico questo: per arrivare a uno di noi dovrai passare attraverso tutti noi”, ha concluso Mamdani.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

ZOHRAN MAMDANI NUOVO SINDACO DI NEW YORK: BUS GRATIS, AFFITTI CALMIERATI, SUPERMERCATI COMUNALI E TASSE AI RICCHI

Novembre 5th, 2025 Riccardo Fucile

IL PROGRAMMA, IL MATRIMONIO E IL FUTURO

La proiezione è confermata. Zohran Mamdani ha uno scarto di nove punti. E quindi New York ha un nuovo sindaco, il primo musulmano che si definisce “socialista“, con madre indiana e padre dell’Uganda, dove é nato.
Batte l’ex governatore dem di Ny Andrew Cuomo, che era appoggiato anche da Donald Trump e Elon Musk. E il candidato repubblicano Curtis Sliwa. Mamdani è il nuovo astro nascente del partito, sostenuto (anche se non formalmente) da Barack Obama ma non da tutto l’establishment dem. Ha vinto con un programma per rendere Ny più “accessibile”, con bus gratis, supermercati comunali, affitti calmierati e più tasse ai ricchi.
Le elezioni hanno messo a confronto le posizioni progressiste di Mamdani con quelle di Cuomo, 67 anni. Entrambi i candidati portavano con sé un bagaglio politico. Mamdani è stato oggetto di critiche per essersi identificato come socialista democratico e per le sue precedenti dichiarazioni su Israele e il Dipartimento di Polizia di New York. Mentre le dimissioni di Cuomo nel 2021
per accuse di molestie sessuali hanno offuscato il suo potenziale ritorno.
Si è votato anche in New Jersey e Virginia. Nel New Jersey, la deputata democratica degli Stati Uniti Mikie Sherrill, moderata con esperienza militare, eletta per la prima volta al Congresso alle elezioni di medio termine del 2018 durante il primo mandato del presidente Trump, ha avuto la meglio sull’imprenditore repubblicano ed ex deputato statale Jack Ciattarelli. In Virginia, l’ex deputata democratica degli Stati Uniti Abigail Spanberger è stata eletta come prima governatrice donna dello Stato.
Giovane, socialista e musulmano: chi è Zohran Mamdani, il sindaco di New York che fa sognare in grande la sinistra americana
Spesso definito “nepo baby” (“figlio di”), i suoi genitori sono Mira Nair, rinomata regista (“Salaam Bombay!”, vincitrice della Caméra d’Or a Cannes, “Monsoon Wedding”, Leone d’Oro a Venezia), e Mahmood Mamdani, professore di antropologia e scienze politiche alla Columbia University e riconosciuto esperto di Africa.
Il suo background scolastico ha visto la frequentazione di un liceo d’élite (Bronx High School of Science) seguito da un’università progressista (Bowdoin College, nel Maine). Con lo pseudonimo di Young Cardamom, ha lanciato la sua carriera rap nel 2015. Influenzato in particolare dai Das Racist, un gruppo newyorkese innovativo e irriverente. L’esperienza è stata di breve durata: lui stesso si definisce un «artista di seconda
categoria».
La politica
Ma quando ha letto che il rapper Heems (Himanshu Suri) stava sostenendo un candidato al consiglio comunale, Mamdani si è unito alla sua campagna come attivista. Da allora, il virus della politica lo ha contagiato. È diventato consulente per le esecuzioni immobiliari. Aiutando i proprietari di case a basso reddito in difficoltà finanziarie a evitare di perdere la propria casa. Poi, nel 2020, è stato eletto all’Assemblea dello Stato di New York in rappresentanza del distretto in cui lavora, Astoria, nel Queens. Rieletto due volte, ha forgiato sul campo l’immagine che è la sua forza. Quella di un musulmano progressista, a suo agio sia a un corteo del Pride che a un pasto iftar dell’Eid.
Il programma
La parola chiave del suo programma è “accessibilità”. Mamdani vuole rendere la sua città, una delle più care al mondo, accessibile a tutti coloro che non sono ricchi. Ovvero la maggioranza dei suoi 8,5 milioni di abitanti. Per questo promette un maggiore controllo degli affitti, asili nido e autobus gratuiti e supermercati gestiti dal comune. Sostenitore della causa palestinese fin dai tempi dell’università, le posizioni di Mamdani su Israele (che definisce un “regime di apartheid”) e sulla guerra a Gaza (che definisce un “genocidio“) gli hanno guadagnato l’ostilità di una parte della comunità ebraica. Nel tentativo di rassicurarli, negli ultimi mesi ha costantemente preso una posizione ferma contro l’antisemitismo.
Il matrimonio
Il candidato ha anche denunciato gli attacchi islamofobi degli ultimi giorni da parte di alcuni sostenitori del suo principale avversario, Cuomo. Appassionato di cricket e football, recentemente si è sposato sposato con l’illustratrice americana Rama Duwaji. E ha sapientemente sfruttato le sue doti di attivista con un’efficace campagna di raccolta fondi porta a porta e distribuzione di volantini, e un uso massiccio, innovativo e spesso ironico dei social media. Per Lincoln Mitchell, professore alla Columbia University, Mamdani «incarna una sorta di ibrido tra una campagna elettorale vecchio stile degli anni ’70 e una campagna ultramoderna del 2025».
Il primo gennaio
Mamdani, che entrerà in carica il primo gennaio, ha promesso di opporsi ferocemente alle politiche anti-immigrazione di Trump e alle sue battaglie legali contro i suoi nemici politici. Il presidente ha ripetutamente chiesto di votare contro l’uomo che definisce un «piccolo comunista». E il futuro? Essendo diventato cittadino americano naturalizzato nel 2018, Mamdani non sarebbe idoneo a candidarsi alla presidenza. Per questo motivo, e anche perché la città è poco rappresentativa delle tendenze politiche del resto del Paese, gli esperti sono attualmente riluttanti a prevederne un futuro nella politica nazionale.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

TRIONFO MAMDANI, E’ LUI IL NUOVO SINDACO DI NEW YORK CON OLTRE IL 50% DI VOTI

Novembre 5th, 2025 Riccardo Fucile

ANCHE IN VIRGINIA E IN NEW YERSEY VITTORIA DELLE GOVERNATRICI DEM… L’IRA DI TRUMP E LUI LO SFIDA: “SO CHE MI GUARDI: ALZA IL VOLUME”

Zoran Mamdani sarà il prossimo sindaco di New York. Primo musulmano e più giovane a entrare a City Hall al termine di una corsa definita appena 9 mesi fa “improbabile” ma finita nel tripudio. Quando lo scrutinio stava volgendo al termine 1 newyorchese su due (50,4%) aveva votato per questo figlio di immigrati venuti dall’India e nato in Uganda. Il suo rivale, l’indipendente Andrew Cuomo, si è fermato al 41,6%; il repubblicano Curtis Sliwa ha racimolato il 7%.
Dopo gli anni di Eric Adams, azzoppato da accuse di corruzione e ritiratosi dalla contesa per il bis, New York cambia radicalmente quindi e sceglie il candidato giovane della affordability, della sostenibilità economica e sociale che ha promesso trasporti gratis, prezzi delle case congelate, più tasse a corporation e ai ricchi, negozi con prezzi calmierati.
Hanno votato 2 milioni di persone, un record assoluto, e quasi il doppio rispetto all’ultima tornata. Già alle 9:06 – sei minuti dopo
la chiusura delle urne – i primi exit poll assegnavano un vantaggio netto a Mamdani. Alle 9.35 le tv hanno dichiarato il vincitore. Un’ora dopo Andrew Cuomo ha tenuto il discorso di resa, riconoscendo la vittoria dell’avversario ma sottolineando che il mandato del rivale è zoppo, «poiché un newyorchese su due non lo ha sostenuto». «Questa campagna è stata la giusta lotta», ha detto.
Il candidato progressista – esponente del movimento socialista d’America – ha prevalso in quattro dei cinque borough, distretti di New York. Ha vinto nettamente a Brooklyn e nel Bronx, comodamente a Manhattan e meno ampiamente nel Queens. Il conservatore Staten Island gli ha preferito Cuomo.
Il primo commento del neosindaco – si insedierà in gennaio – è arrivato con un video già diventato virale. La metropolitana si ferma alla stazione di City Hall (quella del municipio). Si vede la scritta e una voce dice: ultima fermata.
Sui social è stato postato un video che lo ritrae mentre festeggia nel Paramount Theatre insieme ai sostenitori che hanno seguito con lui lo spoglio. Presenti in sala star come l’attrice Cynthia Nixon, la procuratrice Letitia James e il comico Hassan Minaj.
Mamdani è apparso davanti al suo pubblico per il discorso della vittoria alle 23.15. «Abbiamo rovesciato una dinastia politica», ha detto augurando a Cuomo «ogni bene nella via privata» ma augurandosi di non vederlo più in giro sulla scena pubblica. Mamdani ha ringraziato i 100mila volontari, la famiglia, il team e rilanciato davanti a una folla trionfante i capisaldi della sua
agenda: affitti congelati, trasporti pubblici, e sanità universale. Ha chiuso guardando dritto in camera rivolto a Trump lanciandogli gli sfida: «Ho quattro parole per te, alza il volume».
La vittoria di Mamdani è stata la ciliegina sulla torta di una serata da incorniciare per i democratici e da incubo per i repubblicani. Se la partita di New York sembrava chiusa da settimane con i sondaggi che attestavano il vantaggio incolmabile di Mamdani, l’attenzione dei “guru” di Washington era volta alla corsa per governatori della Virginia e del New Jersey.
Entrambe le sfide sono state vinte – e nettamente dai democratici. A Richmond si insedierà Abigail Spanberger, centrista moderata, ex agente della Cia e deputata per 6 anni. Sarà la prima donna a guidare lo storico Stato che ha lanciato diversi personaggi sulla ribalta internazionale.
A Trenton invece governerà Mikie Sherrill. Ha battuto Jack Ciattarelli, al terzo tentativo, in maniera solida andando oltre i dubbi dei sondaggi. Il New Jersey era il sogno di Trump. Sino all’ultimo ha spinto la candidatura di Ciattarelli forte anche dei dati delle scorse presidenziali che avevano sì premiato Kamala Harris ma con un margine insolitamente ridotto.
Infine, la California ha dato il via libera (Proposition 50) alla riscrittura dei confini dei distretti elettorali. L’obiettivo è quello di avere cinque seggi in più per i dem alla House e bilanciare così il guadagno grazie al redistricting in Texas per i repubblicani.
Due sono i dati che emergono dal voto in Virginia e in New Jersey. Il primo è che Spanberger si è imposta anche in alcune contee che avevano votato Trump un anno fa esatto. Il secondo è che secondo gli exit poll, gli elettori sono andati alle urne con in testa “la precaria situazione economica”. Ancora una volta, insomma, il costo della vita ha pesato. Ed è un messaggio sonoro cui Trump e i suoi dovranno tenere in considerazione in vista del voto di Midterm del novembre 2026.
Il presidente Trump ha commentato la sconfitta prendendone di fatto le distanze. Con un post su Truth ha detto che il suo nome “non era sulle schede” e che la responsabilità è dello shutdown. Oggi riceverà a colazione tutti i senatori repubblicani (curiosità per capire chi non si prenderà).
Si è complimentato con tutti i vincitori invece Barack Obama che ha sottolineato che, quando si parla di temi concreti e reali, il partito vince. Ha invitato a guardare con ottimismo al futuro lavorando partendo proprio da questa concretezza.
Ed è proprio questa la sfida che da domani avrà davanti il partito democratico. Per i repubblicani invece si tratta di capire come fare a vincere quando l’effetto traino di Donald Trump non c’è. L’interrogativo è di semplice formulazione e difficile soluzione. Come si porta alle urne il popolo Maga per votare quando Trump non è della partita?
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

“CON QUESTA RIFORMA I PM AVRANNO MOLTO PIÙ POTERE”: PERSINO LUCIANO VIOLANTE, GRANDE AMICO DI MANTOVANO E ASCOLTATO “CONSIGLIORI” DI GIORGIA MELONI, ANNUNCIA CHE VOTERA’ “NO” ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA

Novembre 5th, 2025 Riccardo Fucile

“LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE CREA UNA ‘CASTA’ DI MAGISTRATI PRIVI DI VINCOLO GERARCHICO. NON AVREMO NESSUN MIGLIORAMENTO DEL FUNZIONAMENTO DELLA GIUSTIZIA”

La discussione sulla separazione delle carriere, per la difficoltà della materia e la sua intrinseca politicità, rischia di aggrovigliarsi in un viluppo di accuse reciproche che nasconderebbero la sostanza delle cose.
Un tentativo di chiarimento è forse necessario.
1. Questa legge non istituisce la separazione delle carriere; infatti tra pm e giudici restano uguali tanto la progressione nella carriera quanto la progressione nella retribuzione. Né introduce la separazione delle funzioni, di pm e di giudice, che sono già state separate dalla legge Cartabia.
Sino ad oggi, meno dell’1 per cento dei magistrati ha chiesto di cambiare funzioni.
2. Quali sono le novità della riforma? La riforma vieta comunque il passaggio da una funzione all’altra, lascia all’attuale Csm solo la competenza sui giudici, crea un nuovo Csm per i soli pm, sottrae le funzioni disciplinari ai due Csm e li attribuisce, sia per i pm che per i giudici (di nuovo uniti), ad un’Alta Corte costituita da dodici componenti: sei giudici, tre pm, e sei “laici”, professori universitari o avvocati, tre dei quali nominati dal Presidente della Repubblica e tre estratti a sorte da un elenco approvato a maggioranza semplice (la maggioranza di governo, per intenderci) dallo stesso Parlamento.
3. Quali sono le principali conseguenze istituzionali? Si costituisce la “casta dei pm”, 1.200 magistrati, che, attraverso il
proprio Csm, si autogovernano, che, privi di qualsiasi vincolo gerarchico, sono gli arbitri indiscussi della libertà e della reputazione dei cittadini
4. Quindi i pm sono pericolosi? Certamente no. Ma se la politica regala a una categoria di magistrati una quantità sproporzionata di potere, l’esperienza insegna che quei magistrati prima o dopo quel potere lo usano.
5. La riforma aveva l’obbiettivo di evitare che le ragioni dell’accusa condizionassero eccessivamente il giudice. Ma un eccesso ideologico in gran parte della maggioranza e alcuni eccessi autodifensivi in una parte della magistratura hanno portato ad una sorta di eterogenesi dei fini, al raggiungimento di uno scopo diverso da quello voluto.
Volevano indebolire i pm e invece li si è rafforzati, creando un corpo di accusatori che non ha eguali in nessun Paese civile. I danni, se il referendum confermerà la riforma, ricadranno sui cittadini e sulla stessa politica.
6. In quasi tutti i Paesi del mondo i pm sono separati dai giudici. Verissimo. Ma in quei Paesi le regole sono diverse: i pm dipendono dal governo e l’azione penale è discrezionale: non si procede per ogni notizia di reato, ma solo in seguito a quelle che, d’intesa con il governo, sono ritenute più meritevoli di attenzione.
Da noi i pm sarebbero indipendenti, autogestiti e con un raggio di azione a 360 gradi. I danni e gli arbìtri per i cittadini e per la stessa politica potrebbero essere insostenibili. A quel punto le
vie di uscita sarebbero due: o si introduce il controllo politico, o si fa la riforma della riforma.
7. Il ministro Nordio denuncia il lassismo del Csm in materia di responsabilità disciplinare. I dati lo smentiscono. Comunque, In base alla Costituzione, il ministro della Giustizia è titolare del potere di esercitare l’azione disciplinare.
Inoltre, il Ministero dispone di un ufficio ispettivo che può rilevare qualsiasi violazione, informare il ministro e metterlo in condizione di agire. Ma il ministro non lo ha mai, dico mai, fatto. Le sue critiche, detto con rispetto, appaiono o infondate o pretestuose autolesioniste.
8. L’estrazione a sorte rende più deboli le correnti. Certamente sì, perché non potranno né fare le liste né organizzare il voto. Ma circa il 96 per cento dei magistrati è iscritto all’Anm, che è distinta in correnti; quindi i sorteggiati apparterranno quasi sicuramente ad una corrente e si aggregheranno ai colleghi sorteggiati che fanno parte della medesima corrente.
Peraltro in questa consigliatura tra l’80 e l’85 per cento delle nomine per incarichi direttivi è stato approvato alla unanimità. Il dato dimostrerebbe che tende a prevalere il merito sull’appartenenza.
9. È comunque inaccettabile che il pm non sia separato dal giudice. Può essere vero. Ma nella Corte dei Conti i procuratori non sono separati dai giudici. Perché la riforma non se ne occupa e si occupa solo della magistratura ordinaria?
10. Quali sono i costi? La legge istituisce due nuovi organismi costituzionali, il Csm per i pm e l’Alta Corte per i procedimenti disciplinari. Oggi il Csm ha un bilancio annuale di circa 50 milioni, dispone di 219 dipendenti amministrativi, 32 assistenti dei consiglieri, 20 magistrati (segreteria, ufficio studi etc.) 15 carabinieri, compreso il colonnello comandante. La riforma, istituendo altri due organi costituzionali, triplica all’incirca gli investimenti, regalando alla magistratura circa 100 milioni l’anno, 438 dipendenti amministrativi, 64 assistenti dei consiglieri, 40 magistrati, 30 carabinieri, compresi due altri colonnelli.
11. Alla fin dei conti non avremo nessun miglioramento del funzionamento della giustizia, ma un formidabile potenziamento dei poteri della magistratura nella società, nell’economia e nella politica.
Luciano Violante
per il Corriere della Sera

argomento: Politica | Commenta »

GLI USA TORNANO A DESTABILIZZARE IL SUDAMERICA: CON LA SCUSA DELLA GUERRA AI NARCOS, TRUMP PUNTA A ROVESCIARE IL REGIME DI MADURO E METTERE AL SUO POSTO MARÍA CORINA MACHADO. SE IL PRESIDENTE USA RIUSCISSE NELLA SUA MISSIONE, IL VENEZUELA SI TRASFORMEREBBE IN UNA “COLONIA” DI WASHINGTON

Novembre 5th, 2025 Riccardo Fucile

LA STRATEGIA DI TRUMP È “CAOS”: PRIMA MINACCIA UN ATTACCO MISSILISTICO, POI NEGA DI VOLERE UNA GUERRA MA, AL TEMPO STESSO NON ESCLUDE UN INTERVENTO VIA TERRA… LA PRESSIONE MILITARE PER SUSCITARE UN GOLPE

Donald Trump nega di voler bombardare il Venezuela, però aggiunge che Maduro ha i giorni contati. Dichiarazioni parte della strategia della «confusione» adottata spesso dal presidente americano e un modo per lasciare la porta aperta a qualsiasi scelta. Nelle ultime settimane, infatti, sono stati prospettati diversi scenari.
Il Pentagono ha inviato nei Caraibi una task force potente con la
quale può colpire in profondità e per un lungo periodo una lunga lista di obiettivi. Gli strateghi del dispositivo hanno missili da crociera sulle unità navali, armi lanciabili dall’aviazione, marines e Special Forces.
La spallata — secondo una interpretazione — potrebbe segnare la sorte del leader nemico. Naturalmente questa opzione significa l’apertura di un vero conflitto, pone problemi di diritto internazionale e crea anche discussioni al Congresso sulla legittimità della campagna. La supremazia bellica degli Usa non è in discussione, tuttavia vale la regola della cautela: uno scontro totale nasconde sempre delle sorprese.
Un insieme di colpi portati da raid su target più ristretti, attività dell’intelligence (con manovre coperte, hackers, sabotaggi), incursioni sulle imbarcazioni accusate di portare droga. Non sono da escludere eliminazione di ufficiali. L’intento è di far implodere il regime di Maduro, creando condizioni favorevoli per un eventuale «pronunciamento» — ossia golpe — da parte di militari.
La minaccia dell’Armada al largo delle coste serve a convincere un ipotetico fronte interno a ribellarsi. Un messaggio diretto non solo agli oppositori venezuelani di Maduro ma a chi, in questo modo, potrebbe cercare di evitare il peggio e magari persino incassare la taglia da 50 milioni di dollari. Su queste fratture da creare ci sono però dubbi da parte di alcuni osservatori. Per contro l’idea di un salvacondotto per chi lascia il potere prospettata dai brasiliani forse è solo un test, tuttavia indica
anche un’intenzione di elaborare una via d’uscita diplomatica.
Washington, invece di puntare solo su una ribellione dei colonnelli, può corteggiare (e ammonire) l’establishment economico: sbarazzatevi del capo e troveremo un’intesa sul futuro. La Casa Bianca ha promesso di mettere fine a tutti i conflitti, teme di finire risucchiata in un pantano e ha già dimostrato di chiudere una crisi trovando formule momentanee.
I quattro dell’Apocalisse, lo zoccolo duro della rivoluzione bolivariana: Diosdado Cabello, Vladimiro Padrino López e i fratelli Delcy e Jorge Rodríguez. Sono loro l’anello di acciaio creato al vertice del regime venezuelano per proteggere il grande capo Nicolás Maduro. Cresciuti in ambienti diversi ma tutti rivoluzionari della prima ora, hanno scalato il potere legandosi mani e piedi al successore di Hugo Chávez.
Chiuso a Palazzo Miraflores, Nicolás Maduro, 63 anni, presidente del Venezuela dal 2013, ex autista della metropolitana, ex dirigente sindacale, ex deputato, ex ministro degli Esteri ai tempi di Chávez, alterna roboanti appelli alla resistenza armata ad accorate richieste di pace.
Ha mobilitato le Forze Armate, schierato la contraerea ai confini con la Colombia (che teme essere base per un attacco via terra) e sulle coste settentrionali del Paese; ha chiamato a raccolta due milioni e mezzo di uomini e donne delle milizie popolari.
È considerato dagli Usa il “capo del narcotraffico”: una qualifica che gli è costata una taglia da 50 milioni di dollari e un mandato di cattura. La droga è una scusa: l’obiettivo di Trump è un
cambio di regime per nuove elezioni e consentire la probabile vittoria di María Corina Machado, fresca del Nobel per la Pace. È una sua stretta alleata. Il Venezuela cadrebbe nella braccia americane senza sparare un colpo.
Trump è convinto che Maduro sia alla guida del Tren de Aragua, una potente organizzazione criminale nata in Venezuela con tentacoli in quasi tutto il Sudamerica. Il presidente è arroccato al potere ma crede soprattutto nel ruolo di leader della rivoluzione bolivariana, il un lascito che gli è stato consegnato da Chávez poco prima di morire sorprendendo molti. I suoi discorsi sono carichi di enfasi quasi mistica. Si sente l’erede moderno del Libertador Simón Bolivar.
Il suo più fedele scudiero è Diosdado Cabello, 62 anni, ex militare, ex militante socialista, attuale ministro dell’Interno. È un duro, il più radicale dell’anello di acciaio, con alti e bassi nella sua lunga carriera politica. Molti pensavano fosse l’erede designato di Chávez. Per alcuni anni è rimasto ai margini e la sua lealtà è stata premiata.
Subito dopo l’esito contrastato delle ultime elezioni è stato nominato dallo stesso Maduro responsabile della Sicurezza interna. Controlla polizia e corpi speciali. Su di lui pendono una taglia di 20 milioni e un mandato di cattura per traffico di droga come esponente del Cartel de Los Soles, dai soli che fregiano le spalline degli ufficiali dell’esercito.
È affiancato da Vladimir Padrino López, 61 anni, generale dell’esercito e ministro della Difesa. Meno loquace degli altri,
opera nell’ombra a stretto contatto con l’intelligence cubana. È lui ad avere rapporti con i russi in campo militare. È il comandante strategico delle Forze Armate bolivariane.
Gli ultimi due dei quattro dell’Apocalisse sono i fratelli Delcy e Jorge Rodriguéz, 56 e 60 anni, La prima è un avvocato, militante socialista, più incline al dialogo e alla diplomazia. Maduro l’ha voluta vicino e l’ha nominata vicepresidente. Controlla il petrolio come ministra degli Idrocarburi ed evita truffe e ruberie degli anni scorsi da parte di alti funzionari del settore. I soldi dell’oro nero restano in cassaforte.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (37.957)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Marzo 2026 (44)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (462)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (585)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Novembre 2025
    L M M G V S D
     12
    3456789
    10111213141516
    17181920212223
    24252627282930
    « Ott   Dic »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • COSA NON TORNA DELLA VERSIONE DEL MINISTRO CROSETTO SULLA PRESENZA A DUBAI DURANTE L’ATTACCO ALL’IRAN
    • CROSETTO A DUBAI, L’AMBASCIATORE BENASSI: “VICENDA POCO CREDIBILE E IMBARAZZANTE”
    • NEL 2025 LA PRESSIONE FISCALE COMPLESSIVA È RISULTATA PARI AL 43,1% DEL PIL, IN AUMENTO RISPETTO AL 42,4% DELL’ANNO PRECEDENTE
    • PER GIORGETTI I CONTI NON TORNANO! NEL 2025 IL RAPPORTO TRA DEFICIT E PIL SI ATTESTA AL 3,1%, OLTRE LA SOGLIA CHE AVREBBE PERMESSO ALL’ITALIA DI USCIRE DALLA PROCEDURA DI INFRAZIONE UE
    • IL QATAR ANNUNCIA LO STOP ALLA PRODUZIONE DI GAS NATURALE LIQUEFATTO NELL’IMPIANTO DI RAS LAFFAN, IL PIÙ GRANDE AL MONDO, COLPITO DA UN DRONE IRANIANO. IL PREZZO SUPERA IN POCHI MINUTI I 46 EURO (+45%)
    • SOLO IL 27% DEGLI AMERICANI APPROVA L’ATTACCO ALL’IRAN
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA