Destra di Popolo.net

AGGREDITO IN CENTRO A NAPOLI IL DEPUTATO ANTI-CAMORRA BORRELLI, FRATTURA AL NASO: COMPLIMENTI AL GOVERNO MELONI CHE NON SA GARANTIRE LA SICUREZZA DI UN PARLAMENTARE NEANCHE CON LA SCORTA

Dicembre 19th, 2025 Riccardo Fucile

UNA CAMORRISTA RIESCE A DARGLI UN PUGNO IN FACCIA NONOSTANTE DIVERSI UOMINI DI SCORTA… IN UN PAESE NORMALE L’AVREBBERO NEUTRALIZZATA, BLOCCATA A TERRA E AMMANETTATA

Stavolta è finito in ospedale il deputato napoletano di Avs, dopo l’aggressione in cui sono stati coinvolti anche gli agenti della sua scorta.
Naso rotto e occhio pesto per il deputato Francesco Emilio Borrelli, aggredito in centro a Napoli come raccontato da lui stesso sui suoi canali social. Il parlamentare di Avs è stato
colpito al volto ieri 18 dicembre in Piazza Cavour «dalla zia di Emanuele Tufano, il 15enne rimasto ucciso nell’ottobre 2024 in una sparatoria tra gruppi armati rivali dei rioni Sanità e Mercato della città».
La donna, secondo quanto riferisce Borrelli che si trovava in compagnia del consigliere della prima Municipalità Lorenzo Pascucci, gli avrebbe anche rivolto minacce di morte.
Il parlamentare ha inoltre precisato che a subire l’aggressione
sarebbe stata anche la sua scorta. I sanitari hanno riscontrato una frattura chiusa delle ossa nasali con infrazione e un trauma contusivo al bulbo oculare, con una prognosi di 15 giorni.
La denuncia: «Cultura criminale radicata nelle famiglie»
«Quello che è accaduto», dichiara Borrelli, «dimostra quanto sia profondo il radicamento di una cultura criminale che coinvolge intere famiglie e cresce i ragazzi nella convinzione che la violenza sia normale, legittima, persino da difendere». Il deputato punta il dito contro un sistema educativo distorto: «Troppi giovani vengono allevati senza alternative, educati all’odio verso le istituzioni e spinti a identificarsi con la carriera criminale. Quando finiscono in carcere o muoiono, si grida allo scandalo, ma raramente ci si interroga sulle responsabilità di chi li ha formati, sostenuti e incitati».
Il precedente con Liudmyla e la sassaiola
Borrelli richiama episodi analoghi che dimostrano la sistematicità delle intimidazioni: «Chi rompe questo schema viene colpito, intimidito, cacciato. È successo a chi ha denunciato sparatorie e violenze, è successo a vittime innocenti costrette ad abbandonare il quartiere». Il parlamentare ricorda in particolare il caso di Liudmyla Skliar, ferita gravemente alle gambe da colpi di pistola: «Io stesso e Liudmyla fummo oggetto di sassaiola e intimidazioni. Liudmyla ha pagato il coraggio di denunciare con l’isolamento e l’allontanamento forzato dal quartiere».
L’appello: «Lo Stato deve restare presente ogni giorno»
«La mia aggressione è la conferma dei loro metodi», conclude Borrelli. «Bene i blitz e la rimozione di simboli intimidatori, ma lo Stato deve restare presente ogni giorno. Senza continuità, questi territori tornano immediatamente nelle mani della criminalità». Il deputato ha ringraziato il Prefetto e la questura «per avermi immediatamente fatto sentire la loro vicinanza», sottolineando però la necessità di un impegno costante e non episodico delle istituzioni nei quartieri più difficili della città.
(da agenzie)

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LA RIVINCITA DI ELSA FORNERO: “QUESTO GOVERNO HA PRESO ATTO CHE UNA CONTRORIFORMA DELLA MIA RIFORMA NON SI PUÒ FARE. LO DICONO I NUMERI”

Dicembre 19th, 2025 Riccardo Fucile

“ALLA LUCE DEL CALO DI CONSENSI, NON CAPISCO PERCHÉ CONTINUINO A TENERSELO COME SEGRETARIO E LA MELONI COME VICEPREMIER”

«Sono più amareggiata che soddisfattai». Elsa Fornero, ex ministro del Lavoro, ma soprattutto artefice della riforma previdenziale del 2011, è netta nel commentare il gran pasticcio delle pensioni in cui si stanno avvitando governo e maggioranza.
Eppure, a distanza di quattordici anni, potrebbe dire che aveva ragione lei, no? E che la Lega, da sempre fiera avversaria della riforma Fornero, non sembra in grado di fare molto di diverso. Anzi…
«Senta, io insegnavo all’università e non mi aspettavo proprio di diventare ministro. Quando ho accettato era perché pensavo – scusi se sembra un’espressione pomposa, ma è la realtà – di servire il mio paese in questo ruolo. E il fatto di non essere stata capita, di essere stata strumentalizzata e svillaneggiata in ogni trasmissione televisiva, mi ha fatto soffrire molto. Ora, superata quella fase, posso dire che se ci fossero state più saggezza e più coesione, forse le cose sarebbero andate meglio per l’Italia. La mia riforma non fu contrastata nemmeno da uno sciopero generale, gli italiani accettarono di fare sacrifici».
Gli attacchi alla sua riforma li ricordiamo tutti, compresi quelli non solo politici, come i picchetti leghisti sotto casa dei suoi genitori, nel Canavese. E adesso che la Lega di governo invece di abbassare l’età pensionabile la alza, che spiegazione si dà?
«Conosco molti leghisti, sia a Torino sia nella mia terra di origine, quella appunto visitata all’epoca da Matteo Salvini, e frequento moltissimo il Nord-Est. Ecco, anche se ormai sono molti meno quelli che la votano, mi confronto con tanti di loro e sono sempre discussioni pacate. Ma per l’appunto sono leghisti, non sono salviniani. E anche alla luce del calo di consensi per la Lega non capisco perché loro continuino a tenerselo come segretario e la Meloni come vicepremier».
Questo il giudizio politico. E quello tecnico su questo tentativo di modifica al sistema previdenziale?
«Questo governo ha preso atto che una controriforma della mia riforma non si può fare. Non si può fare per la forza dei numeri che sono essenzialmente quelli della demografia, e che conosciamo tutti, ma anche per i numeri dell’economia: il tasso di occupazione italiano, al 63%, è tra i più bassi in Europa e i salari non crescono in termini reali da circa 25 anni.».
Il governo ha fatto un bagno di realismo o è spuntata la solita “manina” nel maxiemendamento, come si dice dalle parti della Lega
«Il ministro Giorgetti ha capito molto bene la situazione e quindi non credo a “manine” di alcun genere. Figuriamoci se un emendamento di quella portata arriva all’insaputa del governo: l’avranno visto tutti e tutti l’avranno accettato. Poi si saranno accorti che alcune cose non erano state meditate: ad esempio la misura sul riscatto degli anni di laurea, che sarebbe una vera follia. Un’assurdità perché c’è bisogno che le persone mettano da parte soldi per le loro pensioni e così, invece, le si disincentiva».
Restano però le finestre temporali che si allungano per avere diritto alla pensione…
«Se il governo vuole posticipare l’età di pensionamento, che in fondo è anche un’esigenza comprensibile, lo faccia a viso aperto e non con questo meccanismo. Da ministro io avevo abolito le cosiddette finestre proprio perché erano un meccanismo subdolo che non rendeva chiara alle persone la loro situazione. La verità
è che non è facile portare in Parlamento misure restrittive sulle pensioni e farsele approvare; quindi, proprio per cercare di evitare una discussione alla luce del sole, hanno preso un provvedimento e ci hanno infilato dentro queste misure».
E, dunque, il governo che dovrebbe fare sulle pensioni?
«Prima di tutto aumentare il numero dei lavoratori e le loro retribuzioni, in modo che i contributi che versano siano maggiori, sennò non sapremo come pagare le loro pensioni. E invece qui si parla di ridurre l’imposizione fiscale».
(da La Repubblica)

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IL PRIMO ATTACCO UCRAINO NEL MEDITERRANEO, COLPITA UNA PETROLIERA DELA FLOTTA OMBRA RUSSA VICINO ALL’ITALIA

Dicembre 19th, 2025 Riccardo Fucile

I SERVIZI SEGRETI DI BUDANOV COLPISCONO ANCORA, ATTACCO MICIDIALE ALLA NAVE QENDIL

Un attacco di droni ucraini ha colpito vicino alle coste italiane una delle petroliere principali della flotta ombra russa, che permette a Mosca di continuare indisturbata a commerciare greggio eludendo le sanzioni internazionali. Si tratta del primo raid condotto nel Mar Mediterraneo, quando la nave Qendil –
battente bandiera dell’Oman – si trovava circa a metà strada tra la Sicilia e l’isola greca di Creta.
L’attacco, stando a quanto ha comunicato un funzionario del Sbu, il servizio di sicurezza ucraino, sarebbe avvenuto in acque internazionali quando la nave si trovava «a 2mila chilometri dall’Ucraina».
Le conseguenze sarebbero state gravi per la petroliera, che sarebbe stata attaccata quando a bordo non si trovava nessuno e non trasportava petrolio, evitando danni ambientali. La nave sarebbe stata messa praticamente fuori uso. Secondo le informazioni finora filtrate, la Qendil ha consegnato qualche giorno fa decine di barili di greggio russo al porto indiano di Sikka e, dopo aver oltrepassato il canale di Suez, stava rientrando in Russia.
Cos’è la flotta ombra russa
Diverse inchieste negli scorsi anni hanno sottolineato l’esistenza di una cosiddetta shadow fleet, una flotta costruita da navi – spesso molto vecchie e quindi poco sicure e non conformi agli standard di sicurezza ambientale – che battono bandiere di Paesi extra-Ue. Il loro compito, mentre le navi «ufficiali» di Mosca sono tenute a secco dalle sanzioni internazionali, è quello di continuare a far girare il greggio russo per il mondo, garantendo così introiti continui da reinvestire nell’industria della guerra. Spesso queste enormi petroliere, per diminuire al minimo la possibilità di essere tracciate, navigano tenendo spente le trasmissioni radio.
(da agenzie)

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“COMUNQUE FINISCA LA TELENOVELA, GIORGETTI HA PERSO LA FACCIA MA MELONI E SALVINI DOVREBBERO ESSERE ‘SPERNACCHIATI’ A VITA”: MATTEO RENZI RANDELLA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, COSTRETTO A FARE MARCIA INDIETRO SULLA STRETTA SULLE PENSIONI DOPO LA RIVOLTA DEL SUO PARTITO E LE MINACCE DEI MINISTRI LEGHISTI DI ABBANDONARE IL GOVERNO

Dicembre 19th, 2025 Riccardo Fucile

“ANCORA IERI SERA, IL GOVERNO STAVA LITIGANDO SULLA LEGGE FORNERO CHE COMUNQUE VADA NON ABOLIRANNO NEMMENO STAVOLTA, COME È OVVIO”

“Noi lavoriamo in Senato sperando che prima o poi il Governo decida di farci votare la Legge di Bilancio. Pare che non ci faranno nemmeno votare la Start Tax che avevamo proposto alla Leopolda.
Ancora ieri sera stavano litigando sulle misure per le imprese e sulla Legge Fornero che comunque vada non aboliranno nemmeno stavolta, come è ovvio: penso davvero che Meloni e Salvini dovrebbero essere “spernacchiati” a vita (ho messo questa parola tra virgolette perché è una parola usata da Salvini). Nel frattempo, comunque finisca la telenovela emendamento, Giorgetti ha perso la faccia”.
Lo scrive il leader di Iv Matteo Renzi nella sua Enews.
(da agenzie)

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“CARO MARIO ADINOLFI, RIDAMMI TUTTI I SOLDI CHE TI HO VERSATO”

Dicembre 19th, 2025 Riccardo Fucile

SI TRATTA DI UNA SIGNORA INDIGENTE, NON AUTOSUFFICIENTE E MALATA: “USI IL VANGELO E I SOCIAL PER APPROPRIARTI DI SOLDI ALTRUI E POI TI DILEGUI E SCAPPI. QUESTO È IL MORALIZZATORE ADINOLFI, CHE SI ARROGA IL DIRITTO DI GIUDICARE GAY, LESBICHE, TRANSESSUALI, EXTRACOMUNITARI…”

Pubblichiamo una lettera aperta a Mario Adinolfi, ideatore e gestore dello schema “Scommessa Collettiva”, scritta da una aderente che negli anni ha versato decine di migliaia di euro senza riaverli indietro. Si tratta di una signora indigente, non autosufficiente e malata, che da molto tempo chiede il rimborso dei soldi versati.
“Scommessa collettiva”: metodo per raccogliere soldi dai risparmiatori, anche disabili all’80%, gravemente malati, soli, che sopravvivono con poco più 700 euro al mese. Come la sottoscritta. Io mai sarei caduta nel tuo schema, Mario Adinolfi, se non ti avessi conosciuto tramite Radio Maria e poi seguito
attraverso le dirette “Stampa e Vangelo” su Facebook. Usi il Vangelo e i social network per appropriarti di soldi altrui e poi ti dilegui e scappi, come hai fatto con me alla festa del tuo partito, quando grazie alla trasmissione Le Iene ti ho chiesto di ridarmi ciò che è mio. E scappare è quello che hai fatto anche a ottobre scorso, 2024, quando ti ho chiesto 4.000 euro del mio denaro per potermi curare. Mi hai detto che me li avresti bonificati e poi ti sei dileguato. Questo è il moralizzatore Adinolfi, che si arroga il diritto di giudicare gay, lesbiche, transessuali, extracomunitari, persino preti poco ortodossi: un biscazziere che accumula denaro altrui con la promessa di lauti guadagni e del capitale garantito, tramite ciò che chiami “una associazione di amici”, “un bene rifugio”: la “Scommessa Collettiva”.
Hai detto che io ho “fini estortivi” solo perché ho osato chiedere indietro quanto è mio. Lo dimostrano i versamenti bancari che attestano tutto il denaro che ti ho dato, oltre a tutte le mail che ci siamo scambiati negli anni. Le tue ciance su “manovre estortive” ai tuoi danni sono patetiche.
Io sono una tua vittima: una persona malata, disabile, sola, a cui hai preso tutto. Al punto che io non ho più soldi per le spese mediche o le bollette.
Non pago dei grandi risultati raggiunti con la “scommessa collettiva”, ora hai escogitato un altro efficace metodo per ottenere denaro dagli ingenui con “Cristo Crea”: associazione a cui si aderisce versando 100 euro come socio ordinario, e 500 come socio fondatore. Dopo aver incassato per quasi due decenni con la “Scommessa Collettiva”, ora parte un progetto nuovo di zecca!
Chapeau!
Lettera Firmata
(da Il Fatto Quotidiano)

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LA MOTOSEGA DEL TURBOLIBERISTA MILEI SI È INCEPPATA E LA GENTE È INCAZZATA: I SINDACATI ARGENTINI SCENDONO IN PIAZZA CONTRO LA RIFORMA DEL LAVORO DEL PRESIDENTE, CHE RIDURREBBE I DIRITTI DEI DIPENDENTI

Dicembre 19th, 2025 Riccardo Fucile

DA QUANDO QUELLO SVALVOLATO DI MILEI È AL GOVERNO, NEL PAESE SONO STATI PERSI DI 270 MILA POSTI DI LAVORO E SONO FALLITE 26 MILA PICCOLE-MEDIE IMPRESE… PER TUTTA RISPOSTA, MILEI DENUNCIA I CONTROLLORI DI VOLO CHE HANNO INCROCIATO LE BRACCIA

Il principale sindacato generalista dell’Argentina, la Confederacion General del Trabajo (Cgt), ha annunciato l’avvio di un “piano di lotta” contro la riforma del lavoro presentata in Parlamento dal governo di Javier Milei.
Lo hanno annunciato i vertici della confederazione nel comizio di chiusura di una grande manifestazione che ha portato migliaia di lavoratori a protestare nella storica Plaza de Mayo, simbolo della lotta contro la dittatura.
“Questo è il primo passo di un piano di lotta, continuate a non ascoltarci e andremo verso lo sciopero generale”, ha ammonito il triumvirato alla guida della Cgt composto dai segretari generali Jorge Sola, Cristian Jerónimo e Octavio Argüello.
Il governo Milei è sotto accusa per un programma economico che al di là dei risultati macroeconomici ha prodotto fino ad oggi la perdita di 270.000 posti di lavoro e la chiusura di 26.000 pmi, secondo cifre dei sindacati.
In tale contesto la prospettiva di una riduzione dei diritti e delle garanzie sui licenziamenti inclusa nella riforma dell’esecutivo è considerata inaccettabile dai sindacati. “Non vogliamo meno diritti, ma più lavoro, più dignità e più salario”, avvertono dalla Cgt.
Il governo argentino di Javier Milei ha sporto una denuncia penale contro il sindacato dei controllori di volo nel contesto di una serie di scioperi che stanno generando gravi disagi a migliaia di passeggeri.
(da agenzie)

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MAURIZIO BELPIETRO CONDANNATO A RISARCIRE LE ONG: LE AVEVA DEFINITE “NUOVI PIRATI”

Dicembre 19th, 2025 Riccardo Fucile

DOVRA’ RISARCIRE PER 67.000 EURO IN VIA PROVVISIONALE

E’ stato condannato dal Tribunale di Milano in via provvisionale, Maurizio Belpietro, che secondo i giudici ha diffamato le Ong attraverso la copertina del numero di Panorama del 16 novembre 2022 in cui le organizzazioni non governative impegnate nel salvataggio dei migranti nel Mediterraneo centrale venivano definite dal settimanale “Nuovi pirati”.
A dare la notizia della condanna in primo grado del direttore Belpietro è stata Mediterranea Saving Humans, che si era
costituita parte civile ed è tra i beneficiari del risarcimento a cui è stato condannato il giornalista. Per i giudici di Milano, Belpietro dovrà risarcire in via provvisione con 10.000 a testa, Open Arms, Emergency, Sea Watch, Mediterranea Saving Humans, Sos Mediteranée e Louise Michel, e per 7.000 euro la rete nazionale AOI.
Il direttore di Panorama ha già annunciato ricorso contro la sentenza del Tribunale di Milano, ma in caso di conferma la somma da pagare arriverebbe a 67 mila euro.
Per la copertina sui “Nuovi pirati” Belpietro è stato accusato dell’ex articolo 57 c.p., ovvero omesso controllo, che spetta al direttore di ogni testata che risponde in solido dei lavori dei singoli giornalisti che sono pubblicati sulla testata.
Per le Ong, tra cui l’italiana Mediterranea, il titolo e la foto di copertina del numero di Panorama del novembre 22, erano: “non veritieri e offensivi del lavoro umanitario svolto da chi, nel Mediterraneo Centrale, opera per soccorrere vite umane”.
“La decisione delle ONG di procedere con l’esposto era stata presa poiché stanche di una propaganda denigratoria contro chi sceglie di agire al fine di salvare vite – spiega in una nota Mediterranea Saving Humans – un’azione che non ha niente a che vedere con la pirateria ma è altresì un dovere morale e di legge. Un dovere che va tutelato e non denigrato né criminalizzato. Con il pronunciamento di oggi si ristabiliscono dei principi di civiltà: la solidarietà non è un reato e chi la diffama, chi offende, chi lancia accuse infondate, chi semina odio, va sanzionato e deve pagare un prezzo risarcendo le parti lese”. L’esito arriva dopo l’istruttoria dibattimentale di novembre, in cui i rappresentanti delle ONG coinvolte hanno portato la loro testimonianza e hanno spiegato il modus operandi del soccorso civile nel Mediterraneo e le basi giuridiche su cui si poggia, chiarendo di essere sempre stati assolti da accuse di favoreggiamento all’immigrazione clandestina nelle sedi giudiziarie competenti.
Nella stessa occasione erano stati ascoltati anche Maurizio Belpietro, Fausto Biloslavo, redattore della rivista, e l’Ammiraglio De Felice. Alla fine i giudici hanno deciso per la condanna in primo grado per il direttore di Panorama. “Soddisfatti dall’esito. È un modo per ristabilire la verità e per dire basta alla criminalizzazione della solidarietà” sottolineano da Mediterranea.
(da Fanpage)

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IL REGALO DI NATALE AL PRESIDENTE DELLA ASP, MILITANTE DI FDI: 25.000 EURO DI STIPENDIO IN PIU’

Dicembre 19th, 2025 Riccardo Fucile

LA REGIONE LAZIO GLI PORTA L’INDENNITA’ DA 61.000 A 86.000 EURO

La fedeltà a Fratelli d’Italia paga, letteralmente. Sicuramente quando si parla delle Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona nel Lazio. Nell’inchiesta Amichetti d’Italia, Fanpage.it ha raccontato il sistema di appalti e consulenze dell’Istituto San Michele, guidato dal presidente in quota Fdi Giovanni Libanori.
Ma da ottobre scorso c’è un altra Asp laziale presieduta da un uomo vicinissimo al partito di Giorgia Meloni: si tratta di Antonio De Napoli, nominato dalla Regione a capo degli Istituti Santa Maria in Aquiro (Isma). A due mesi dalla nomina, ora per lui arriva un altro regalo: a seguito una decisione della giunta Rocca, il Cda dell’Isma ha deciso di alzare lo stipendio del presidente e dei consiglieri, aumentandolo di un quarto rispetto alle cifre attuali.
Chi è Antonio De Napoli
41 anni, romano di origini irpine, Antonio De Napoli non ha il curriculum tipico del giovane rampante meloniano. La sua vita pubblica comincia nei movimenti studenteschi cattolici. Grazie a questo impegno però, racconta lui stesso, ha modo per la prima volta di entrare i contatto con Giorgia Meloni e altri futuri dirigenti di Fdi, all’epoca inquadrati in Azione Giovani, il movimento universitario di Alleanza Nazionale.
Le strade del futuro presidente dell’Isma e della futura premier si incrociano di nuovo alla fine degli anni 2000. Lei è ministra della Gioventù del governo Berlusconi, lui presidente del Forum Nazionale Giovani che si interfaccia direttamente con il ministero guidato da Meloni. Negli anni successivi, stando al suo curriculum, De Napoli alterna l’attività professionale privata all’impegno pubblico nell’associazionismo di stampo cattolico.
Nel 2021 si candida alle comunali di Roma, nella lista civica per Enrico Michetti, il candidato sindaco del centrodestra. Non viene eletto. Subito dopo arriva la svolta meloniana, ampiamente testimoniata sui social: la partecipazione da militante ad Atreju e alle altre iniziative politiche di Fratelli d’Italia; l’indicazione di voto per Giorgia Meloni nel 2022 e per i candidati Fdi a livello locale; l’ostentata amicizia con importanti esponenti del partito, come la presidente della Commissione Antimafia Chiara Colosimo.
Ecco una breve antologia delle sortite social di De Napoli. A settembre 2022 fa endorsement in vista delle politiche: “La fiducia è riposta in donne e uomini di FdI che andranno in parlamento e che ho avuto modo di conoscere bene,
personalmente e politicamente, a partire dalla stessa Giorgia Meloni , la cui conoscenza risale al 2000″. Il 5 Febbraio 2023 è al comizio conclusivo tenuto da Francesco Rocca insieme a Meloni, per la campagna elettorale in Lazio.
Il 17 dicembre 2023 si ritrae ad Atreju, accompagnando l’immagine con lo slogan: “Viva Atreju, viva Fratelli d’Italia , viva l’Italia”. A marzo 2024 partecipa al congresso di Fratelli d’Italia a Roma e posta un selfie insieme al neoeletto segretario cittadino Marco Perissa, che definisce un amico esaltando “le battaglie fatte insieme e quelle da fare”.
E così via, fino all’ultima foto, postata solo pochi giorni fa sempre ad Atreju, davanti al blastometro che ‘sfotte’ il segretario della Cgil Maurizio Landini. Ma non è tutto. Alle elezioni regionali del 2023, De Napoli ha sostenuto attivamente i candidati consiglieri di Fdi Chiara Iannarilli e Flavio Cera, organizzando anche un evento di campagna elettorale per i due, alla presenza pure del candidato presidente Rocca e di Colosimo.
La nomina nella Asp e l’aumento dell’indennità
Cera oggi è presidente della Prima Commissione del Consiglio Regionale del Lazio, la stessa che ha dato il via libera sia alla nomina di De Napoli al vertice della Asp Santa Maria in Aquiro. Ed è sempre la Prima Commissione che ha approvato la modifica al regolamento regionale sulle Aziende per i Servizi alla Persona – proposta dall’assessore Massimiliano Maselli – che permette l’aumento delle indennità degli amministratori delle Asp in possesso di alcuni requisiti relativi all’attivo di bilancio, la quantità dei servizi, i numeri del personale.
A seguito di questa decisione della Regione Lazio, il 17 dicembre 2025 il presidente e i consiglieri di amministrazione dell’Isma hanno deliberato l’incremnto dei propri consensi, con tre voti favorevoli (tra cui quello di De Napoli) e due assenze. Così dal 1 gennaio prossimo, la retribuzione del presidente passerà da 5150 euro lordi mensili a 7210 euro. Sui dodici mesi, l’aumento vale 24720 euro. I consiglieri invece guadagneranno circa mille euro al mese, incrementando il compenso da 2575 a 3605 euro lordi mensili. La fedeltà a Fratelli d’Italia paga, letteralmente.
(da Fanpage)

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DEL VECCHIO JR COMPRA IL 30% DEL GIORNALE, MA L’AFFARE PIU’ GRANDE STA PER ARRIVARE

Dicembre 19th, 2025 Riccardo Fucile

COSI’ L’EREDE DI LUXOTTICA SI STA PRENDENDO UN GRANDE GRUPPO EDITORIALE

Leonardo Maria Del Vecchio è diventato azionista del quotidiano fondato da Indro Montanelli. Le indiscrezioni sul colpo grosso nell’editoria italia e la trattativa «in esclusiva»
Ora è ufficiale: Leonardo Del Vecchio ha acquistato il 30% de Il Giornale. Come aveva anticipato Open durante le ore calde della trattativa, in una nota della Lmdv capital diffusa dall’agenzia AdnKronos, il family office dell’erede Del Vecchio scrive: «L’ingresso avviene in qualità di investitore di lungo periodo, al fianco dell’azionista di riferimento, con l’obiettivo di rafforzare il progetto industriale del quotidiano e sostenerne l’evoluzione digitale, preservandone al contempo identità, autonomia e linea editoriale». L’azionista di riferimento in questo caso è Editoria Italia del gruppo Angelucci, già editori dei quotidiani Libero e Il Tempo. La quota acquisita da Del Vecchio jr è proprio quella rimasta nelle mani di Paolo Berlusconi, che rimarrebbe tra gli azionisti del quotidiano con un simbolico 5%. Ma l’ingresso di Del Vecchio jr nel mondo dell’editoria non si ferma al
quotidiano fondato da Indro Montanelli e per anni di proprietà di Silvio Berlusconi.
Il polo editoriale di Del Vecchio: i quotidiani nazionali e la piattaforma online
È Del Vecchio stesso a sottolineare come Il Giornale sia solo la prima mossa di Lmdv Capital, che mira a puntare sempre di più nel settore dei media e «si affianca all’esclusiva recentemente sottoscritta per l’acquisizione della maggioranza di un gruppo editoriale italiano, attivo su quotidiani e piattaforme digitali a diffusione nazionale e locale. Le due iniziative delineano il primo perimetro del polo editoriale italiano che Leonardo Maria Del Vecchio intende sviluppare come base del proprio futuro piano industriale nei media».
Secondo indiscrezioni, Del Vecchio sarebbe in avanzata trattativa per l’acquisto del pacchetto di maggioranza del gruppo Monrif, che dallo scorso 8 maggio non è più quotato a Borsa italiana dopo il delisting dello stesso editore. Del Vecchio si prepara quindi a diventare il proprietario del terzetto di giornali del Quotidiano Nazionale, quindi Il Giorno, Il Resto del Carlino e La Nazione, con i relativi siti.
Che cosa vuole fare Del Vecchio Jr con i giornali e i siti: «Basta algoritmi»
Nella nota Lmdv Capital per il momento resta su indicazioni di massima su cosa voglia fare nell’editoria italiana. Per il momento, l’erede di Luxottica «conferma la volontà di investire nel lungo periodo sull’informazione italiana», sottolineando l’importanza di «rafforzare l’editoria italiana con capitale
italiano, paziente e industriale. Non possiamo accettare che il futuro dell’informazione venga deciso esclusivamente dagli algoritmi o da piattaforme che non investono nel lavoro giornalistico». L’obiettivo, anticipa la nota, è la costruzione di una «piattaforma editoriale integrata», che si basa sulla valorizzazione di brand storici della stampa, l’accelerazione della trasformazione digitale (con web, app, podcast, video e modelli ad abbonamento) ma anche sull’introduzione dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale a supporto del lavoro delle redazioni «senza sostituire il ruolo, l’indipendenza e il valore dei giornalisti né ridurre la centralità delle scelte editoriali».
(da agenzie)

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