COME BERLUSCONI HA DISTRUTTO LA DESTRA ITALIANA: IL RICHIAMO DELLA FORESTA DEL POTERE
DEI 90 DEPUTATI DELLA EX AN NE RIMANGONO IN PARLAMENTO UNA VENTINA TRA “FRATELLI ORFANI” E “SORELLE SOLE”
Nel segreto dell’urna un italiano su quattro ha confermato di far finta di credere che Ruby fosse la
nipote la Mubarak: per vedersi restituire 220 euro di media di Imu ne valeva la pena.
D’altronde se in passato sono riusciti in poche settimane a passare dagli applausi sotto Palazzo Venezia a quelli ai soldati americani che lanciavano Camel dalle jeep al popolo “liberato”, non c’è da meravigliarsi.
La capacità di galleggiare ha permesso agli italiani più che di conquistare medaglie olimpiche nel nuoto, di sopravvivere a Prima e Seconda Repubblica.
Un discorso a parte merita una certa destra politica italiana che, sempre in attesa dell’apparizione di una madonna laica da venerare, in essa ripongono poi fideisticamente il proprio grido di battaglia: un volta contro i comunisti, un’altra con i culattoni, una terza contro gli immigrati che portano via i posti di lavoro o la cacca dei cani sui marciapiedi.
Dai tempi del Msi a quelli di An, chiunque abbia cercato di proporre un’analisi diversa, attenta al sociale, ai diritti civili, alla metapolitica, alla geopolitica, all’universo femminile, all’ecologia è stato sempre tacciato di traditore.
Da Beppe Niccolai a Pino Rauti, osteggiati in vita e celebrati per interesse da defunti.
E’ cosi che venti anni fa questa destra ha trovato il vate sdoganatore, dimenticando che era la stessa persona che aveva sovvenzionato la scissione di democrazia nazionale con un assegnino di 100 milioni.
Ma l’entrare a corte, per gente abituata a dormire sulla scrivania del “Secolo d’Italia” e a far asciugare la canottiera sullo stendino, è stato traumatizzante, come chi, costretto a frequentare gli alcolisti anonimi, improvvisamente si trovi a disposizione una cassa di bottiglia di Chivas.
Ma a corte occorre venerare il principe e assecondarne le follie, giustificarne gli affari e i festini, se si vuole conservare il pass a lungo.
E degli ex 90 An presenti in Parlamento da un lato qualcuno alla lunga ha avuto un soprassalto di dignità e ha cominciare ad alzare il dito del riscatto degli schiavi, dall’altro di molti altri soggetti il principe si era annoiato per il loro servilismo e ha espresso il desiderio di rinnovare la scuderia degli olgettini.
Ieri si è consumato l’ultimo atto, di quei 90 sono rimasti meno di venti: fatti fuori i finiani, niente ripescaggio per il partito di Storace, nove appena i seguaci di Nosferatu e Sorella “sola”, una decina i posti riservati in galleria a Gasparri, Alemanno e Matteoli.
Il principe ha chiuso Destraland, il parco dei divertimenti e degli approvigionamneti della destra italiana.
In attesa del loro trasferimento al Museo delle Cere.
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