“MA COSA DEVONO FARE QUESTI POVERI RAGAZZI PER CAMPARE, NUTRIRSI, AVERE UN ALLOGGIO? DELINQUERE?”: UN LETTORE SCRIVE A “REPUBBLICA” PER RACCONTARE QUANTO SIA DIFFICILE ASSUMERE UN IMMIGRATO
“DUE ANNI FA, USUFRUENDO DEL CLICK DAY, HO CHIESTO DI FARE ARRIVARE DAL PAKISTAN UN LAVORATORE PER LA MIA AZIENDA AGRICOLA. DOPO UN MESE È ARRIVATO, VIA PEC, IL NULLA OSTA DEL MINISTERO SIA A ME SIA ALL’AMBASCIATA ITALIANA IN PAKISTAN. IL NOSTRO UOMO SI È RECATO ALL’AMBASCIATA PER RITIRARLO, MA NON LO HANNO FATTO ENTRARE. DOPO NUMEROSI TENTATIVI, AIUTATO ANCHE DA QUI, HA DOVUTO PAGARE ALCUNE PERSONE ESTERNE ALL’UFFICIO. E COSÌ È STATO PRONTAMENTE RICEVUTO. SI È IMBARCATO”
Due anni fa, usufruendo del click day, ho chiesto di fare arrivare dal Pakistan un lavoratore
per “l’azienda agricola Leonello Diversi”. Dopo un mese è arrivato, via pec, il nulla osta del ministero sia a me sia all’ambasciata italiana in Pakistan. Il nostro uomo si è recato all’ambasciata per ritirarlo, ma non lo hanno fatto entrare. Dopo numerosi tentativi, aiutato anche da qui, ha dovuto pagare alcune persone esterne all’ufficio. E così è stato prontamente ricevuto. Si è imbarcato e poi, a Lucca, aveva 7 giorni per presentarsi in questura.
Ha chiesto l’appuntamento. E gli hanno dato la data a sei mesi. Nel frattempo non avendo codice fiscale non poteva lavorare né aprire un conto in banca. In questo caso gli abbiamo dato assistenza, ma cosa devono fare questi poveri ragazzi per campare, nutrirsi, avere un alloggio? Delinquere? Vagare in città a mendicare, o peggio, così poi li possiamo vituperare accusandoli dei peggiori misfatti? Non le sembra che questo sia un blocco navale con altri mezzi? Quanti di questi casi ci sono in Italia?
Leonello Diversi – Trine di Barga (Lucca)
Risposta di Francesco Merlo
Caro Diversi, ci sono, nel suo racconto, di cui condivido l’amara filosofia generale, due dettagli inquietanti: la crudele lentezza operativa della questura di Lucca, ch
ha “sospeso” per sei mesi la vita dell’immigrato in possesso del nullaosta, e il “pizzo” pagato dal suo lavoratore per essere ricevuto all’ambasciata italiana a Islamabad dove c’era per lui un nullaosta ministeriale.
Il primo sembrerebbe il solito menefreghismo connaturato alla nostra burocrazia, la sua inerzia ostruzionista (“strunzionismo” lo chiamava Matteo Renzi). Il secondo sembrerebbe un reato consumato attorno alla nostra ambasciata a Islamabad.
(da Repubblica)
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