IL CORAGGIO E LA DIGNITA’ VALGONO PIU’ DELLE MEDAGLIE: ONORE AL PATRIOTA (VERO, NON COME I PATACCARI ITALICI) VLADI
L’AMICO CHE NON C’È PIÙ, I COMPAGNI SOLIDALI: COSÌ VLADI È DIVENTATO UN EROE PER LA SUA GENTE
Ukrainian Lives Matter. Si mettono dei caschi neutri. Bianchi, fanno notare loro, «come quelli
che usano gli atleti russi e bielorussi senza bandiera». Vuoti, dicono, «come le ragioni che hanno fatto cacciare Vladi dalle Olimpiadi». Alla fine della loro prova in staffetta, i sei slittinisti ucraini sollevano i caschi e s’inginocchiano «Non è una protesta. Vogliamo solo mostrare il nostro supporto. Contro una profonda ingiustizia giuridica, sportiva e storica».
Molti di loro avrebbero voluto fare come Vladyslav Heraskevych, che non ha rinunciato al suo collage con le immagini degli atleti morti in guerra. Ma a quel punto, tutta la delegazione ucraina si sarebbe dovuta ritirare. Uno strappo mai visto. «Abbiamo un pensiero, prima che dei muscoli», solidarizza Daniel Barefoot, campione americano dello skeleton: «Ammiro Heraskevych, è fedele a ciò in cui crede. All’inizio, pensavo: dice la verità e non si tirerà indietro. Ma pensavo pure che il Cio avrebbe fatto un passo indietro e l’avrebbe lasciato fare. Sono sotto choc. Lui è uno dei migliori slider al mondo. Stavolta, ha creduto che le sue idee fossero più importanti delle sue scivolate».
C’è un momento che spinge un uomo a dire no? Quello di Vladi fu l’uccisione d’un amico del cuore, Dmytro Sharpar, pattinatore di qualche speranza. Il pilota di slittino l’incrociava spesso, fuori Kiev, al campo d’allenamento. Avevano anche frequentato un po’ d’università insieme, Vladi laureato in fisica, l’altro partito per il servizio militare. Anche papà Heraskevych, l’uomo fotografato in lacrime, conosceva quel ragazzo
L’allenatore lettone di skeleton, Ivo Steinbergs, sta raccogliendo firme fra le nazionali perché sia riammesso alle gare. Molti però si son girati dall’altra parte: «La ragione — dice un atleta ucraino — è che i russi di Gazprom sponsorizzano indirettamente molti sportivi occidentali. E nessuno vuole davvero mettersi contro lo zar» .
(da Corriere della Sera)
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