IL MINISTRO NORDIO STA FACENDO CAMPAGNA PER IL NO AL REFERENDUM, NON C’E’ ALTRA SPIEGAZIONE
PRIMA LA GAFFE SUL “METODO PARAMAFIOSO” PER L’ELEZIONE DEI MEMBRI DEL CSM, POI LA RICHIESTA DI SCHEDARE CHI FINANZIA I COMITATI PER IL NO AL REFERENDUM (E QUELLI DEL SI’ ?)… OGNI VOLTA CHE PARLA FA PERDERE CONSENSI AI SOVRANISTI
Qualcuno dica al ministro Nordio che sta esagerando. Rivolgiamo questo appello a chi è convinto, legittimamente, della bontà della riforma della giustizia, a chi crede che renderà i magistrati più indipendenti dalla politica. Perché le parole e gli atti del ministro, in questi giorni, stanno in realtà confermando il contrario.
Passiamo oltre, per un attimo, alla gaffe sul “metodo paramafioso” con cui i magistrati eleggono i membri del Consiglio Superiore della Magistratura. Una doppia gaffe carpiata con coefficiente di difficoltà che nemmeno Ilia Malinin sul ghiaccio, visto che attribuisce questa frase al magistrato antimafia Nino Di Matteo, che si affretta a smentirlo e a dire che lui sostiene il No alla riforma.
E visto che proprio la mafia, quella vera, ha ucciso il fratello del presidente del Csm, cioè il presidente della repubblica Sergio Mattarella.
Passiamo oltre, dicevamo, perché Nordio, nel giro di nemmeno ventiquattro ore, piazza un secondo colpo da maestro, chiedendo all’Associazione Nazionale Magistrati, i nomi di privati cittadini che, legittimamente, finanziano i Comitati per il No. Il motivo di questa schedatura? Se finissero alla sbarra, questi cittadini, potrebbero ricevere favori dai magistrati contro la riforma.
È una mossa, questa di Nordio, che in nome di una supposta trasparenza e di un supposto conflitto d’interesse, finisce per suonare intimidatoria verso chi, legittimamente, sostiene la campagna per il No, che si ritroverebbe schedato tra i nemici del governo e vedrebbe macchiato dall’ombra del sospetto qualunque sentenza a lui favorevole si verificasse nei prossimi anni.
Una mossa grave – indotta, va detto, dall’interrogazione di un parlamentare di Forza Italia – che è ancora più grave se si guardano i sondaggi di questi giorni, che danno il fronte del No in forte rimonta nei confronti del Sì al referendum del 22 e 23 marzo.
Una rimonta che è figlia, soprattutto, della paura che il governo, con questa riforma, voglia minare l’indipendenza della magistratura, metterla sotto la propria tutela, ingerire nelle sue attività d’indagine, metterne in discussione l’autonomia di giudizio.
Con le sue parole e i suoi atti, Nordio non fa altro che confermare questa paura, dando ulteriori argomenti a una campagna per il No che, ormai, già ne ha parecchi.
Fossimo tra i sostenitori del No, lo assolderemmo come testimonial.
Fossimo tra i sostenitori del Sì, faremmo sparire l’agenda dei suoi appuntamenti pubblici.
(da Fanpage)
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