LIONE, SALUTI NAZISTI, RAZZISTI ED OMOFOBI AL CORTEO DEI 3.000 PER QUENTIN, I RESPONSABILI SARANNO DENUNCIATI
FINISCE SENZA INCIDENTI LA MANIFESTAZIONE, COME ACCADE QUANDO NESSUNO VA A CONTESTARE LE INIZIATIVE ALTRUI… LA FAMIGLIA DELLA VITTIMA: “NON VOGLIAMO SPECULAZIONI POLITICHE”
I manifestanti tengono in mano i ritratti dell’attivista di estrema destra Quentin Deranque
durante una marcia in omaggio a Quentin Deranque, morto dopo la rissa generata dalla contestazione da parte di organizzazioni di estrema destra contro un evento de La France Insoumise (LFI) presso Sciences Po Lyon, a Lione, il 21 febbraio 2026.
Circa 3.200 persone hanno partecipato a Lione al corteo in memoria del militante di destra Quentin Deranque. Lo ha reso noto la prefettura, precisando che durante la manifestazione una persona è stata fermata per porto illegale di arma. Secondo il sito dell’emittente Bfmtv, l’uomo, che si trovava in coda al corteo, aveva con sé un coltello e un martello.
Saluti nazisti, razzisti e omofobi: la prefettura sporgerà denuncia
La marcia è stata divisa in due parti, una prima conclusa senza incidenti, e una seconda in cui erano visibili diversi individui vestiti di nero e con il passamontagna. E dove gli slogan si sono fatti aggressivi, soprattutto contro gli “antifa assassini”; non sono mancati poi saluti nazisti, insulti razzisti ed omofobi.
Per questo motivo, la prefettura ha annunciato che sporgerà denuncia. I gesti e le grida sono stati individuati nei video della manifestazione e postati sui social, ha precisato un portavoce della prefettura. “Conformemente alle istruzioni del ministro dell’Interno – ha detto il portavoce – la prefetta Fabienne Buccio segnalerà al procuratore della Repubblica tutti i gesti e le frasi in questione”.
Il corteo è partito alle 16, in testa al corteo si è cantata più volte la Marsigliese. Secondo Le Monde sono stati distribuiti decine di ritratti di Quentin Deranque, scaricati da un furgone dagli organizzatori. Il volto di Quentin Deranque stampato su uno sfondo blu, bianco e rosso, e sotto un messaggio: “Quentin ucciso dalla milizia di Mélenchon”.
La marcia si è conclusa dopo circa due ore a rue Victor Lagrange, dove avvenne il pestaggio del ventitreenne e dove i dimostranti hanno deposto una corona di fiori, per poi disperdersi. Durante il percorso sono stati scanditi slogan come “antifa assassini”, “questa è casa nostra” e “l’estrema sinistra uccide”.
La morte del giovane attivista ha messo in luce un clima di profonde tensioni politiche in vista delle elezioni presidenziali del prossimo anno.
Al corteo anche Yvan Benedetti, filonazista e seguace di negazionisti dell’Olocausto
In prima linea nella marcia di Lione c’è Yvan Benedetti, una delle figure più note dell’estrema destra radicale francese. Ha fondato il Partito Nazionalista Francese (PNF) dopo essere stato alla guida dell’Œuvre Française, movimento scioltosi in seguito all’assassinio di Clément Méric nel 2013.
È stato anche membro della dirigenza del Front National, espulso dal partito da Marine Le Pen nel 2011 nell’ambito di una strategia volta a smorzarne l’immagine. Yvan Benedetti non fa mistero delle sue idee radicali: seguace del negazionista dell’Olocausto Robert Faurisson, è ossessionato dalla lotta contro l ‘”ebraismo politico” e non esita ad attaccare la democrazia.
(da agenzie)
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