UNO SCUDO PICCOLO PICCOLO:.ALLA FINE, NEL DECRETO SICUREZZA, FIRMATO DA MATTARELLA, È STATA RIVISTA LA NORMA SULLO SCUDO PENALE PER GLI AGENTI: PER UN MEMBRO DELLE FORZE DELL’ORDINE, CHE SPARA PER TUTELARSI, NON SARÀ PREVISTA L’ISCRIZIONE AUTOMATICA SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI MA SCATTERA’ UN’ANNOTAZIONE SU UN “MODULO SEPARATO”
LA MAGGIORANZA HA FATTO MARCIA INDIETRO DOPO IL CASO DEL POLIZIOTTO, CARMELO CINTURRINO, ARRESTATO PER AVERE UCCISO IL PUSHER NEL BOSCHETTO DI ROGOREDO … UNA SCONFITTA PER SALVINI, CHE AVEVA FATTO DELLO SCUDO UNA SUA BATTAGLIA
Ci sono voluti quasi venti giorni per giungere alla bollinatura del decreto Sicurezza approvato il 5 febbraio. E, nonostante questo, l’ultimo ritocco è arrivato ieri su una delle norme più discusse: lo scudo penale per gli agenti, allargato poi a tutti i cittadini, annunciato dal governo sull’onda di una spinta emotiva legata agli scontri tra manifestanti e polizia al corteo per Askatasuna a Torino, e all’episodio del boschetto di Rogoredo dove il poliziotto Carmelo Cinturrino ha sparato e ucciso un pusher
Lo scudo è stato calmierato. Si chiamerà «annotazione preliminare» l’atto con cui il pubblico ministero procederà nell’indagine su un reato commesso «in presenza di una causa di giustificazione», ma in caso di incidente probatorio scatterà l’iscrizione nel registro degli indagati sempre e comunque.
Nell’ultima bozza invece era previsto che quando si procede ad incidente probatorio il pubblico ministero avrebbe dovuto prima «compiere atti di indagine cui il difensore ha facoltà o diritto di assistere e diversi dagli accertamenti tecnici» e poi provvedere all’iscrizione del nome della persona nel registro.
Per quanto riguarda l’annotazione preliminare ci sarà «un filtro tecnico prima della formale iscrizione a modello 21, cioè sul registro degli indagati», così lo definisce il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto. Quindi non propriamente un scudo, che era stato oggetto di lunghe interlocuzioni con il Quirinale.
Il decreto prevede che entro 60 giorni il ministro della Giustizia adegui il codice di procedura penale introducendo il modello per le annotazioni preliminari. L’annotazione, che dovrebbe durare fino a un massimo di 150 giorni, garantisce pari diritti e garanzie di chi è iscritto nel registro degli indagati.
Nel caso di iscrizione tra gli indagati in un secondo momento, i termini per le indagini preliminari decorrono dall’annotazione.
La senatrice del Pd Valeria Valente, componente della commissione Affari costituzionali, boccia il provvedimento perché, anche se «le norme inserite nel decreto sicurezza non prevedono uno scudo penale», vi è «comunque una corsia preferenziale per gli agenti»
Alla fine anche il vicepremier azzurro Antonio Tajani ammette che «non c’è nessuno scudo», al contrario di quanto chiesto dalla Lega per mesi. E infatti ecco il capogruppo leghista in Regione Lombardia Alessandro Corbetta: «Lo scudo penale resta uno strumento necessario».
(da agenzie)
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