PATRIOTI, TUTTI AL FRONTE, RITORNANO GLI AUSTRO-UNGARICI: ASPETTIAMO CHE I SOVRANISTI GUIDINO LA CARICA (O STARANNO CON LO STRANIERO?)
GUERRA SU BOLZANO, DESTRA XENOFOBA AUSTRIACA VUOLE DARE DOPPIO PASSAPORTO AGLI ALTOATESINI
“I sudtirolesi potranno richiedere la cittadinanza austriaca già nel 2018, al più tardi
all’inizio del 2019″. Lo ha annunciato a Bolzano il parlamentare austriaco Werner Neubaur, responsabile della Fpoe (il partito di ultradestra austriaco al governo) per i rapporti con l’Alto Adige.
La richiesta, ha detto, potrà essere avanzata da chi si è dichiarato tedesco e dai suoi figli e sarà gratis “per non gravare sulle tasche delle famiglie”. Secondo Neubauer, in futuro atleti altoatesini potranno gareggiare per la nazionale austriaca.
“I dettagli dovranno essere stabiliti da un’apposita commissione” che sarà istituita con il via libera del governo, ha aggiunto Neubauer nel corso di una conferenza stampa, alla quale hanno partecipato Eva Klotz e il suo partito Suedtiroler Freiheit, i Freiheitlichen altoatesini, la lega patriottica Heimatbund e l’ex presidente della Regione Franz Pahl (Svp).
Potranno avere il passaporto austriaco gli altoatesini che alla dichiarazione di appartenenza linguistica hanno optato per quella tedesca. Di conseguenza la potranno richiedere anche i figli, anche in caso di famiglie mistilingue, ha precisato Neubauer. Saranno invece esclusi i trentini, anche se in passato il loro territorio apparteneva all’impero austro-ungarico, “perchè non indicati dallo Statuto d’autonomia come minoranza linguistica”.
Neubauer si è detto fiducioso che la richiesta di doppio passaporto non sarà un flop, “anche perchè la Svp si è molto spesa per la questione e non può rischiare una figuraccia”.
Secondo il parlamentare austriaco, il 98% degli aventi diritto presenteranno domanda. Per quanto riguarda invece il servizio di leva in Austria, ha precisato che i 500.000 austriaci che vivono all’estero non lo devono prestare.
Spostando la residenza in Austria ovviamente scatterebbe l’obbligo. “Per alcuni altoatesini potrebbe essere addirittura interessante intraprendere la carriera militare in Austria”, ha aggiunto.
Il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, “incontrerà Sebastian Kurz domani sera”, ha annunciato il portavoce dell’esecutivo comunitario, Margaritis Schinas, sottolineando che “Bruxelles sarà la prima destinazione del nuovo cancelliere” austriaco.
Quanto alle dichiarazioni pubblicate su Twitter dal commissario europeo Pierre Moscovici – “La coalizione al potere in Austria deve suscitare la vigilanza delle democrazie legate ai valori europee. La situazione è senza dubbio diversa rispetto a quella del 2000. Ma la presenza dell’estrema destra al potere non è mai innocua!” – il portavoce della Commissione Ue commenta: “tutti i nostri commissari sono politici che appartengono ad una Commissione politica. Ma è il presidente della Commissione europea che rappresenta la posizione dell’istituzione”. L’incontro tra Juncker e Kurz è previsto domani sera alle 21.
L’idea di concedere il passaporto austriaco agli italiani di madrelingua tedesca o ladina sarebbe “una mossa velleitaria, non una mossa distensiva. L’Europa ha tanti difetti ma ha chiuso la stagione dei nazionalismi”, ha dichiarato il presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani.
Ancora più duro il senatore e sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova che imputa all’ipotesi di Vienna di “avere il crisma del pugno di ferro etno-nazionalista”. “Sdoganare la cittadinanza su base etnica – ha scritto su Facebook – avrebbe effetti gravissimi, ad esempio in tutti i Balcani, minando la convivenza nei paesi, anche nell’Ue, caratterizzati dalla presenza di cittadini di molteplici culture”.
E ancora: “La storia europea insegna che i nazionalisti prima si intendono e poi, inevitabilmente, si combattono; col protezionismo prima e con la forza poi. È Il tono che fa la musica, e quella che si sente da Vienna non è oggi musica europeista ma di chiusura nazionalista”.
(da agenzie)
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