“HANNO VINTO I CINQUESTELLE, VOGLIO I MODULI PER OTTENERE IL REDDITO DI CITTADINANZA”
LA RICHIESTA DI ALCUNI AI CAF DI GIOVINAZZO IN PUGLIA, MA NON E’ UN CASO ISOLATO
La Gazzetta del Mezzogiorno pubblica oggi un articolo che racconta che a Giovinazzo in Puglia
alcuni Caf si sono sentiti rivolgere lunedì mattina la richiesta di compilare presunti moduli per il reddito di cittadinanza, perchè “i 5 Stelle hanno vinto le elezioni”.
L’articolo è di Mino Ciocia:
«Hanno vinto i 5 Stelle. Adesso dateci i moduli per fare domanda per ottenere il reddito di cittadinanza».
È la richiesta che alcuni Caf giovinazzesi si sono sentiti rivolgere lunedì mattina, a distanza di poche ore dalla chiusura delle urne. Una richiesta che ha colto di sorpresa gli operatori dei patronati.
Sulle prime è sembrata una boutade, ma quando le richieste hanno cominciato a moltiplicarsi e a farsi insistenti, tutto è diventato amara realtà .
«Non esistono moduli per tali richieste», le ovvie risposte degli operatori dei Caf. «Ma c’è stato anche chi è rimasto poco convinto dalle nostre risposte -commenta Nicola Massari, «storico» gestore di uno dei centri interpellati — e si è rivolto agli uffici comunali».
La storia sembra incredibile anche se ricalca le ricerche su Google di qualche giorno fa subito dopo la chiusura delle urne.
«Ognuno coglie quello che più gli interessa afferma Valeria Andriano, referente locale della Uil — Poi le amare sorprese. Non è semplice per noi far capire a queste persone che si tratta di promesse elettorali. Che non esistono moduli e che persino sul reddito di cittadinanza non c’è nessuna legge approvata».
L’onere di dover spiegare ricade a questo punto tutto sugli operatori.
«Dobbiamo far capire — continua — che c’è un nuovo Parlamento e un nuovo esecutivo che dovranno insediarsi. Che si dovranno trovare i fondi necessari e le relative coperture economiche».
Servono, secondo gli economisti non meno di 25 miliardi l’anno. «Dobbiamo anche spiegare — afferma che ci vorrà del tempo prima che tutto diventi operativo, ammesso che la promessa infine sia mantenuta».
In un altro articolo, a firma di Gianluigi De Vito, si racconta l’aria che tira nei Centri di assistenza fiscale (Caf):
L’effetto voto aggiunge tensione a un clima esasperato dalle misure taglia-fondi di Renzi. E la sintesi dell’aria pesante è riassunta nelle parole di Giuseppe Nanula, responsabile fiscale della Cisl di Bari e Bat: «Le promesse e gli annunci non aiutano. Anzi creano più confusione. Se ora entrano da noi una cinquantina di persone a chiedere Rei e Red e di queste solo un terzo ha i requisiti, immaginiamo cosa succederà nei prossimi giorni se si continuerà a parlare così tanto di Reddito di cittadinanza. Il problema è un altro. Il partito che ha vinto le elezioni è quello che vuole abolire i sindacati e gestire tutto con i Centro per l’impiego Bene se sarà coerente allora vorrà dire che tutto verrà fatto dai Comuni. Mi chiedo come sarà possibile visto che i Comuni si rivolgono a noi per fare ciò che non sanno e possono fare, caricandoci di compiti per i quali noi non solo non abbiamo margini di guadagno ma che ci fanno registrare perdite. Un dipendente del Caf costa in media 20 euro all’ora. Per i Red e i Rei ci viene riconosciuta la somma di 5 euro per ogni singola pratica. E per ogni 730, che in media richiede almeno mezzora di tempo, ci viene riconosciuta una somma di 9 euro. Come vede, la realtà è diversa da quella che lascia immaginare la politica delle promesse».
(da “NextQuotidiano”)
Leave a Reply