DI MAIO MANGIA I CIOCCOLATINI MENTRE LA PERNIGOTTI CHIUDE
FUMATA NERA DA ROMA: L’AZIENDA RIBADISCE LA CHIUSURA DELLO STABILIMENTO DI NOVI LIGURE, DI MAIO FA SOLO CHIACCHIERE
È durato circa un’ora, fra le 11 e le 12, a Roma, il “tavolo” sulla Pernigotti nella sede del
ministero dello Sviluppo economico, alla presenza del vicepremier e ministro, Luigi Di Maio
L’azienda, attraverso alcuni consulenti, ha ribadito la chiusura della stabilimento di Novi Ligure , in provincia di Alessandria, e il trasferimento della produzione “in conto terzi”, secondo fonti sindacali: i rappresentanti dei lavoratori hanno però respinto la proposta, perchè «abbasserebbe la qualità dei prodotti Pernigotti».
Di Maio, sempre secondo i sindacati, avrebbe chiesto un confronto diretto con la multinazionale turca Toksoz, proprietaria dell’azienda e non presente al “tavolo”, e riferito che anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è intenzionato a incontrarli.
La proprieta’ ha intenzione di trasferire la produzione altrove, ma sempre in Italia, affidandola a terzi. Il ministero dovrebbe intervenire nel merito con proposte concrete che possano convincere la proprietà che lamenta “un costo del lavoro insostenibile”.
Annunciare che il “marchio deve essere legato al territorio” non c’entra una cippa se poi nessuna azienda si propone per rilavare il marchio.
Un conto sono le chiacchiere, altra cosa i fatti.
(da agenzie)
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