RIVOLTA CONTRO ROUSSEAU
PARLAMENTARI M5S CONTRO LA DECISIONE DI DI MAIO DI FAR VOTARE L’ACCORDO SULLA PIATTAFORMA DI CASALEGGIO: “DA NOI NESSUN MANDATO, DI MAIO LO RITIRI”
Sono ore febbrili per il Movimento 5 stelle. E a scatenare il malcontento di alcuni parlamentari è
l’ultima decisione di Di Maio: quella di sottoporre l’accordo con il Pd per il prossimo governo alla piattaforma Rousseau.
C’è chi chiede che il capo politico del Movimento 5 stelle ci ripensi: “Di Maio – dice all’Adnkronos la deputata Flora Frate – ritiri il voto su Rousseau. Ieri, durante l’assemblea dei parlamentari, non abbiamo preso nessuna decisione in tal senso. Anzi, sono emersi molti pareri negativi. Vincolare il Conte bis all’esito di un voto su una piattaforma gestita da una società privata, senza alcuna garanzia di trasparenza, è scelta assurda. Al Quirinale il M5S deve presentarsi con una proposta seria e credibile”.
Ma l’elenco degli scontenti non sembra essere cortissimo, e include persone che siedono sia a Montecitorio che a palazzo Madama.
Elena Fattori su Facebook definisce questa scelta “la decisione di non decidere”. Ed esprime le sue perplessità : “Sia chiaro che anche in questo caso gli iscritti non potranno scegliere se fare questa alleanza o no perchè Mattarella deciderà oggi in base a cosa gli comunicherà la delegazione 5 stelle. A cosa serve quindi questo annuncio in piena notte ? Un richiamo a una democrazia diretta mai attuata e solo sbandierata maldestramente a buon bisogno per deresponsabilizzazione in scelte controverse e mantenere un consenso che comunque scivola via o un modo altrettanto maldestro per riservarsi una via di fuga nel caso in cui non si abbiamo i ruoli desiderati nei ministeri richiesti?
Su Facebook il deputato Michele Nitti si dice “sorpreso” che “si sia fatta passare per una decisione deliberata in assemblea ciò che non è stato affatto deliberato”.
Ed evidenzia come “la votazione sulla piattaforma non sia, in questo delicato momento, lo strumento più opportuno, viste la tempistica e l’urgenza dei passaggi da esperire con il Quirinale, peraltro regolamentati dalla Costituzione”.
Il post incassa il like, tra gli altri, della senatrice Orietta Vanin e delle deputate Rina De Lorenzo e Francesca Galizia.
Tra i contrari alla votazione su Rousseau anche Luigi Gallo, fedelissimo del presidente della Camera Roberto Fico, e la deputata Doriana Sarli, che per ora si trincera dietro un no comment senza però nascondere il proprio stato d’animo: “Sono stanca e amareggiata”.
E nel dibattito interviene anche Paola Nugnes, che dal Movimento 5 stelle è stata espulsa a fine giugno. Per la senatrice l’utilizzo della piattaforma Rousseau è un modo per controllare il consenso: “Naturalmente la piattaforma Rousseau, nello specifico, manca di terzietà , di trasparenza, di accesso alle informazioni, di dibattito e finanche, come conseguenza, di una adeguata partecipazione, non è strumento neutro e da tempo viene utilizzato non per la partecipazione ma per il controllo del consenso”.
Critico anche il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti: “Un video di Grillo che dice ‘Dobbiamo farlo per il bene dell’Italia, solo così taglieremo i parlamentari, eccetera’, dice una sfilza di ovvietà , che però piacciono a quelli che vanno a votare, seppure sono sempre meno. Però il voto passa anche se non sapremo mai se queste votazioni siano fedeli o meno. Sono anni che si chiede un ente certificatore terzo sennò ci fidiamo sulla parola ma in questi anni fidarsi sulla parola non ha dato sempre gli esiti sperati. È vero che c’è una base anti-PD ma è anche vero che l’hanno fatta spostare: per senso di responsabilità , contro qualcuno, trovando una scusa qualsiasi”.
(da agenzie)
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