SUPERATA QUOTA 100.000 MIGRANTI SBARCATI IN ITALIA, PIANTEDOSI E MELONI ENTRANO NELLA STORIA
ACCORDI BURLA CON LA TUNISIA, FINANZIAMENTI AI CRIMINALI DELLA GUARDIA COSTIERA LIBICA, RIMPRATRIATO SOLO IL 3% DI CHI ARRIVA: UN FALLIMENTO TOTALE… E CHI ARRIVA NON VIENE INTEGRATO MA LASCIATO IN MEZZO A UNA STRADA
Superata la soglia delle 100mila persone arrivate in Italia
navigando il Mediterraneo. Proprio il 15 agosto 2023 (fino a ieri il Viminale segnalava 99.771 persone) è arrivata la cifra tonda negli sbarchi.
Un anno fa nello stesso periodo erano stati 48mila, l’anno prima ancora 33mila.
E il numero di 105mila migranti (cioè quanti ne sono arrivati in Italia in tutto il 2022) verrà raggiunto nelle prossime ore.
I morti nel tentativo di completare la traversata, invece, sono già stati più di 2mila dall’inizio dell’anno.
In un’intervista al Messaggero, il ministro dell’Interno Piantedosi ha detto che il record di sbarchi è dovuto alla situazione eccezionale in Tunisia, e che se non fosse per quella i numeri sarebbero in calo.
Peccato che da tempo è noto a tutti che è dalla Tunisia che avvengono gli imbarchi della massa di disperati che cercano di raggiungere l’Europa.
Ma il governo non aveva pubblicizzato un mese fa i nuovi accordi con la Tunisia per contenere il flusso, in cambio di milionate di finanziamento?
E come mai allora gli arrivi sono aumentati, invece di diminuire?
Piantedosi retromarcia sulle Ong
Il ministro parlando Ong ha fatto retromarcia sulla teoria fasulla del ‘pull factor‘, secondo cui la presenza delle navi aumenterebbe le partenze.
Il governo “non ha mai avuto pregiudizi” nei confronti delle navi di Ong, ha detto il ministro, nonostante in passato gli attacchi a queste organizzazioni siano arrivati più volte e da diversi esponenti del governo, incluso Piantedosi. Con il decreto Ong di febbraio, però, il governo “ha voluto solo affermare che, in uno scenario così complesso, non ci fossero soggetti privati che si muovessero autonomamente, sottraendosi al doveroso coordinamento delle autorità nazionali stabilito dall’ordinamento internazionale”.
Il ministro ha poi ribadito che “se guardiamo comunque ai numeri dei salvataggi in mare, non c’è nessuna opera particolare di supplenza da parte delle Ong. Il soccorso in mare è assicurato dallo Stato: su 72.046 salvataggi in zona Sar, quasi tutti sono stati fatti dallo Stato mentre le Ong ne hanno effettuati 4.113″. Un dato spesso citato proprio da chi contestava il governo Meloni, che ha più volte sostenuto che la presenza delle Ong fosse un elemento di attrazione, o un “pull factor”, che aumentava le partenze.
Il ministro ha anche ribadito di aver già “ottenuto nell’ultimo anno un incremento delle espulsioni del 30%”, un dato corretto sulla carta ma che in realtà è molto meno positivo di quanto sembri, considerando che gli sbarchi sono aumentati del 150% circa.
I dati ufficiali che abbiamo disposizione da Eurostat mostrano che, nei primi tre mesi di quest’anno, ci sono stati effettivamente 190 rimpatri in più rispetto allo stesso periodo del 2022: 885 contro 675.
Basta guardare i numeri in percentuale. Nel primo trimestre del 2022, il numero di rimpatri fu pari al 9,9% delle persone sbarcate in Italia dal Mediterraneo. Nel primo trimestre del 2023, la percentuale è scesa al 3,2%.
Questo non significa esattamente che il 3,2% dei migranti arrivati dal mare sono stati rimpatriati perché, come detto, il numero di rimpatri non riguarda solo le persone che arrivano dal Mediterraneo. Ma rende l’idea delle proporzioni del fenomeno.
La stima di Piantedosi: anche restando larghi, la percentuale di rimpatri è calata
Il periodo da aprile a giugno del 2023 non ha ancora un dato ufficiale sul numero di ordini di rimpatrio, né sui rimpatri effettivi effettuati dall’Italia. Ci si può solo basare sulla cifra citata dallo stesso ministro Piantedosi: “Circa seicento persone in più rimpatriate”, nel primo semestre dell’anno.
Facendo i dovuti calcoli, si può quindi stimare che mentre da aprile a giugno 2022 furono rimpatriati circa 670 migranti, la cifra per il secondo trimestre del 2023 superi di poco le mille persone.
Tuttavia, facendo un’ipotesi generosa e per eccesso, si può ipotizzare che i rimpatri siano stati 2mila, complessivamente, nei primi sei mesi del 2023. Esattamente 655 in più dei 1345 avvenuti nel 2022.
Ma anche in questo caso, le percentuali saltano all’occhio. Nel 2022, il numero di rimpatri nei primi sei mesi dell’anno fu pari al 4,9% degli arrivi via mare. Nel 2023, anche con la stima più ‘benevola’ basata sulle parole di Piantedosi, si parla di un 3%. Insomma, il miglioramento vantato dal ministro non torna, se si guardano i numeri per bene.
(da agenzie)
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