A VANNACCI È ESPLOSO IL GIOCATTOLINO IN MANO: I PRINCIPALI “TEAM” DEL GENERALE RIUNITI NELL’ASSOCIAZIONE “IL MONDO AL CONTRARIO”, VERGANO UN DOCUMENTO DURISSIMO CONTRO L’EX MILITARE: “È STATO UN BLUFF POLITICO E ORGANIZZATIVO. L’UNICO VERO INTERESSE DIMOSTRATO È STATO QUELLO DI ORGANIZZARE INCONTRI PUBBLICI A PAGAMENTO, TRASFORMANDO UN MOVIMENTO POLITICO IN UN CIRCUITO COMMERCIALE”
LA LETTERA DI UNA MILITANTE: “NESSUNO HA MAI VISTO UN RENDICONTO”. E POI ACCENNA ALLE DONNE DEL MOVIMENTO, CHE PREFERISCONO “USARE O ALLUDERE A MODI BEN PIÙ ANTICHI PER ‘FARE STRADA’, CHE SGOMITANO PER SEDERSI AL TAVOLO A FIANCO DI VANNACCI…”
Proprio nel momento in cui sembra a un passo la trasformazione in partito dei Team Vannacci, ecco che arriva l’addio di quelli che sono tra i principali gruppi a sostegno dell’eurodeputato della Lega. Con accuse molto dure e pesanti verso lo stesso ex generale. Milano, Verona, Varese, Busto Arsizio: il Mondo al contrario, scrivono, «è stato un bluff politico e organizzativo».
Nella contestazione si aggiungono passaggi sulla scarsa trasparenza finanziaria dell’associazione ma non solo: in queste ore sta girando una lettera di dimissioni di una militante, risalente a qualche settimana fa, in cui si scrive di «seguaci del potere, pronti a scodinzolare quando il Signore accenna a far cadere dal suo tavolo qualche briciola di pane, e a donne che preferiscono usare o alludere a modi ben più antichi per “fare strada”, che sgomitano per sedersi al tavolo con affianco Vannacci, […] calpestando la dignità non solo delle altre signore presenti nell’associazione ma anche delle madri e mogli che, solo per il ruolo che hanno, meriterebbero il giusto rispetto».
Insomma, una piccola bomba interna.
Ma andando con ordine. I team in questione, di cui sono intitolati alla Decima, hanno redatto un documento congiunto: «Quello che negli slogan viene raccontato come un movimento organizzato, strutturato e combattivo, nella realtà dei fatti si è rivelato l’esatto opposto: un caos permanente, privo di guida, di metodo e di credibilità».
Tutto, scrivono, «è stato lasciato al caso, all’improvvisazione e all’arbitrio di pochi. Altro che disciplina, altro che modello “militare”».
La rappresentazione plastica «di questo fallimento è il ridicolo flash mob davanti al Parlamento in occasione del voto sull’invio di armi all’Ucraina: otto persone. Otto. Un’umiliazione pubblica che certifica la distanza abissale tra la retorica dei vertici e la realtà sul territorio».
L’atto di accusa continua: «L’unico vero interesse dimostrato dalla dirigenza è stato quello di organizzare incontri pubblici a pagamento, trasformando quello che avrebbe dovuto essere un movimento politico in una sorta di circuito commerciale, mentre i Team venivano lasciati soli, senza strumenti, senza indicazioni e senza risposte».
Il tema va di pari passo con «la totale opacità sulla campagna tesseramento 2026: nessun dato ufficiale, nessuna comunicazione sui numeri degli iscritti, nessuna trasparenza sul confronto con il 2025».
L’esperienza del Mondo al Contrario viene quindi definito un «fallimento conclamato, politico, organizzativo e morale». Non è un nuovo addio, com’è noto. Il fondatore Fabio Filomeni e il suo gruppo se n’era andato da tempo, anche una delle più strette collaboratrici di Vannacci, la cosiddetta “bersagliera” Stefania Bardelli, aveva mollato denunciando dinamiche simili.
Altro tema, è la lettera di addio di un’altra militante degli esordi. Anche lei citava un argomento ricorrente nei dietro le quinte che riguardano le creature del generale: «Nessuno ha mai visto un rendiconto» di tutta l’attività pubblica di Vannacci, fatta soprattutto di eventi e cene a pagamento. Parole velenose, con questa conclusione: «Vi auguro di svegliarvi e, se davvero volete cambiare questo Paese, andate a fare politica nei modi e nei luoghi consoni a tale arte».
(da agenzie)
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