ADDIO ALL’AVVOCATO DEL DIAVOLO: È MORTO A 86 ANNI GIULIANO SPAZZALI, CHE NEL PIENO DI TANGENTOPOLI FU “L’ANTAGONISTA” DI ANTONIO DI PIETRO, FU IL LEGALE DI SERGIO CUSANI NEL CASO DELLA MAXI TANGENTE ENIMONT… ERA STATO L’AVVOCATO DI SOCCORSO ROSSO, ASSISTENDO MOLTI MILITANTI DELLA SINISTRA EXTRAPARLAMENTARE E AVEVA DIFESO L’ANARCHICO PIETRO VALPREDA
IL RICORDO COMMOSSO DI DI PIETRO: “ONORE ALL’AVVOCATO SPAZZALI, HO RISPETTATO LE SUE ARRINGHE, ANCHE MOLTO DETERMINATE, QUANDO ERA IN VITA E LE RISPETTO ANCORA DI PIÙ ADESSO CHE SE NE È ANDATO”… UN AVVOCATO D’ALTRI TEMPI CHE RICORDIAMO INSIEME A MARCO BEZICHERI, AVVOCATO DI DESTRA CHE DIFESE TANTI GIOVANI DI DESTRA
Il suo è un nome che ha fatto storia due volte nel nostro Paese, durante gli Anni di Piombo e, un ventennio dopo, durante quelli agitatissimi di Mani Pulite.
Evocare Giuliano Spazzali – il legale di Soccorso ma anche dell’anarchico Pietro Valpreda e poi successivamente di Sergio Cusani nel processo Enimont spentosi ieri a Milano a ottantasette anni – significa evocare uno dei maggiori protagonisti nelle aule giudiziarie italiane per le difese memorabili e per il modo di contrapporsi all’accusa.
Rappresentò anche il contraltare dell’allora pubblico ministero Antonio Di Pietro che oggi lo ricorda con parole serie e commosse: «Onore all’avvocato Spazzali, ho
rispettato le sue arringhe, anche molto determinate, quando era in vita e le rispetto ancora di più adesso che se ne è andato».
Negli anni’60 si trasferisce a Milano dove diventa il legale di Soccorso Rosso, assistendo molti militanti della sinistra extraparlamentare. In quasi mezzo secolo di carriera, difende a più riprese gli anarchici milanesi tra cui Valpreda, ingiustamente accusato per la strage di piazza Fontana, e anche il leader di Autonomia Operaia Toni Negri.
Suo fratello Sergio Spazzali, anche lui avvocato e difensore di molti esponenti delle Brigate Rosse, morirà esule in Francia il 22 gennaio 1994.
Passato il clima di piombo dei 70′ lo ritroviamo in piena Tangentopoli alla ribalta nel Foro meneghino come difensore di Sergio Cusani, imputato nel processo Enimont, il primo a diventare anche mediatico e spettacolarizzato.
In questo contesto diventa la toga antagonista di Antonio Di Pietro, l’ex pm simbolo di Mani Pulite con cui sovente intavola duelli giudiziari.Quando va in pensione, nel 2008, si dedica alle sue passioni, dai libri ai viaggi fino ai geroglifici e alla pittura, ma non dimentica l’antico amore e più di una volta si concede critiche severe al sistema giudiziario in metamorfosi («Ormai l’aula, il dibattimento, non esistono più – diceva-. Esistono i riti alternativi, il giudizio abbreviato, il patteggiamento, che comportano la totale rinuncia alla ricostruzione della verità»
(da La Stampa)
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