ALTRO CHE “MILITANTE PACIFISTA”, DALLE INDAGINI EMERGE CHE IL GRUPPO DI QUENTIN DERANQUE, RIMASTO UCCISO NELLA RISSA CON ANTIFASCISTI, AVEVA INIZIATO LE OSTILITA’ CON UNA SPRANGA DI FERRO E BOMBOLETTE DI GAS LACRIMOGENO
COME MAI GIORGIA MELONI NON HA MAI CONDANNATE VIOLENZE NEONAZISTE COME L’UCCISIONE DI UN GIOVANE DI SINISTRA IN GRECIA AD OPERA DI ALBA DORATA?
A neanche due mesi dall’atteso vertice Francia-Italia di Tolosa, il primo dopo sei anni, nuovo
screzio tra i leader dei due Paesi uniti dal Trattato del Quirinale.
L’omicidio del militante di estrema destra Quentin Deranque a Lione fa sentire le sue conseguenze ormai anche sui rapporti tra partner europei. Durante uno scambio con i giornalisti a New Delhi, in visita ufficiale in India, il presidente Emmanuel Macron ha risposto con durezza a un precedente intervento della premier italiana Giorgia Meloni: «Sono colpito nel vedere i nazionalisti, che non vogliono essere infastiditi a casa loro, sempre pronti a commentare quel che succede in casa degli altri. Che ognuno resti a casa propria e le pecore saranno ben custodite».
Proverbio di ispirazione rurale, e in sostanza un netto invito a che «ognuno si faccia gli affari propri». «È rivolto a Giorgia Meloni?», chiede un giornalista, a scanso di equivoci, e Macron conferma: «Avete capito bene».
Ma che cosa aveva detto la presidente del Consiglio? Due giorni fa ha pubblicato su X un messaggio nel quale definisce l’uccisione di Quentin Deranque in Francia «un fatto che sconvolge e addolora profondamente».
«La morte di un ragazzo poco più che ventenne, aggredito da gruppi riconducibili all’estremismo di sinistra e travolto da un clima di odio ideologico che attraversa diverse Nazioni, è una ferita per l’intera Europa»
In Francia da giorni il clima politico è estremamente teso perché tra gli 11 ventenni arrestati per il feroce pestaggio di Quentin Deranque ci sono alcuni membri del disciolto gruppo estremista di sinistra Jeune Garde Antifasciste, vicino al partito la France insoumise (Lfi) fondato da Jean-Luc Mélenchon.
Rispetto alla ricostruzione iniziale, che indicava Quentin Deranque come un giovane «militante pacifista», è poi emerso che il 23enne ucciso era un attivista neofascista, e che il suo gruppo ha aperto le ostilità usando una bomboletta di gas lacrimogeno e una sbarra di ferro.
(da “Corriere della Sera”)
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