AMICHETTI D’ITALIA: DOPO L’INCHIESTA DI FANPAGE, LA PROCURA INDAGA SUL SISTEMA DI APPALTI DEL SAN MICHELE
SONO STATE RISPETTATE LE REGOLE O GLI INCARICHI SONO STATI AFFIDATI SU CRITERI PERSONALI E POLITICI?
Sull’Istituto Romano di San Michele adesso indaga la procura. In seguito all’inchiesta di
Fanpage.it, che ha portato alla luce una serie di appalti, consulenze e contributi affidati tutti a persone molto vicine a Fratelli d’Italia, i magistrati hanno deciso di vederci chiaro e passare al setaccio gli ultimi anni di gestione dell’ente. Al momento non risultano persone indagate. L’obiettivo è capire se queste scelte – che hanno portato un ritorno economico importante nelle tasche di persone gravitanti in orbita Fratelli d’Italia – siano state fatte in modo legale e trasparente o se abbiano seguito logiche di ‘amichettismo’. In quest’ultimo caso, presto sul registro degli indagati potrebbero cominciare a comparire i primi nomi.
Al vaglio gli anni della gestione Libanori
Sotto la lente d’ingrandimento della procura, è soprattutto il
periodo il cui Giovanni Libanori – attuale vicesindaco di Nemi e dirigente di Fratelli d’Italia – ha gestito l’ente. In seguito all’inchiesta di Fanpage.it, che ha come fulcro proprio la gestione di Libanori del San Michele, la giunta Rocca aveva deciso di bloccare la riconferma di Libanori, il cui mandato era scaduto il 26 novembre scorso. Ma proprio nei giorni scorsi, il presidente della Regione Lazio ha firmato la sua nomina, riconfermata dalla maggioranza di destra.
Il sistema San Michele, tra amicizie personali e legami politici
L’Istituto San Michele è un’azienda pubblica di servizi alla persona con un patrimonio di oltre 110 milioni di euro. Gestisce soprattutto strutture e attività che riguardano persone in condizioni di fragilità, di cui case di riposo ed Rsa sono solo una piccola parte. L’assistenza ai fragili però, sotto Libanori, sembra essere passata in secondo piano: prioritario sarebbero piuttosto la gestione di appalti e consulenze, da centinaia di migliaia di euro, affidate a persone amiche e vicine a Libanori.
Gli appalti e le consulenze sono state affidate soprattutto a persone vicine al deputato di Fratelli d’Italia Luciano Ciocchetti e all’assessore della Regione Lazio Massimiliano Maselli, che fa parte della stessa corrente politica di Libanori. Ad esempio, la ristrutturazione del terzo piano della Palazzina Tori, che fa parte del plesso San Michele: 600mila euro alla società Euroscavi di Gianluca Culia, impresa molto nota proprio a Nemi, che negli anni – quando Libanori era anche presidente del Cynthia, la squadra di calcio locale, ha effettuato la maggior parte degli interventi di manurenzione del comune. La direzione dei lavori è stata affidata a Giovanni Cocco, geometra vicino politicamente e
personalmente a Libanori. Entrambi hanno sostenuto politicamente Libanori alle elezioni regionali del 2018. Cocco, invece, proprio di recente è diventato dirigente di Fratelli d’Italia ad Ariccia, e ha ottenuto un incarico per i cantieri del San Michele.
Per quanto riguarda gli arredi per il reparto, l’affidamento di 149mila euro è stato affidato alla XOffice Srl, società riconducibile a Michelangiolo Bernabei. Anche qui, non uno sconosciuto, non un nome qualsiasi, ma un amico di Luciano Ciocchetti. Circa 400mila euro sono stati poi stanziati dalla Regione a sostegno di questo servizio: che, però, almeno fino alla fine di ottobre, non era ancora operativo. C’è poi la gara per la progettazione dei lavori di una nuova Rsa, alla quale hanno partecipato tre società. Si tratta però di aziende che collaborano da anni tra loro. L’appalto, di circa 270mila euro, è stato vinto da BM Studio, società amministrata da Sabina Brinati: Brinati è stata candidate alle ultime elezioni comunali di Roma non con un partito qualsiasi, ma con Fratelli d’Italia. Sempre BM Studio è stata fondata dall’architetto Valter Macchi, collaboratore di lunga data di Luciano Ciocchetti che per anni ha svolto la funzione di consulente quando quest’ultimo era assessore all’Urbanistica della Regione Lazio. Non li lega solo un rapporto lavorativo e politico: Ciocchetti ha infatti officiato il rapporto tra Macchi e Brinati.
Le onlus fantasma e i 35mila euro per progetti mai realizzati
Non solo: l’Asp aveva erogato 35mila euro alle associazioni Comitato Italiano Carta della Terra, Scilla International e Aventia Aps per realizzare due progetti dedicati agli anziani.
Questi progetti non sono però mai stati realizzati. Ma la cosa che più desta sospetto è che due delle associazioni avrebbero la sede nello stesso indirizzo, in via Sardegna 55 a Roma. Ma non c’è nessun campanello con il loro nome in quell’edificio, e il portiere del palazzo ha dichiarato che nessuna associazione con quei nomi ha mai avuto sede lì. L’Istituto San Michele, l’indomani della pubblicazione della notizia, ha richiesto indietro i soldi alle due associazioni. Ma la domanda sul come sia stato possibile e con quali criteri siano stati erogati i fondi, resta senza risposta.
(da Fanpage)
Leave a Reply