ANNO NUOVO, NUOVI SCAZZI TRA LEGA E FRATELLI D’ITALIA: I MELONIANI BLOCCANO LA NOMINA DI CLAUDIO ANDREA GEMME, L’AD DI ANAS CHE SALVINI VUOLE COME SUPER COMMISSARIO PER LE STRADE, AL POSTO DEI 13 MANAGER CHE ORA GESTISCONO 93 MAXI-CANTIERI SPARSI PER L’ITALIA
FDI HA PUNTATO I PIEDI (“LA CENTRALIZZAZIONE DI SALVINI NON HA SENSO”) ANCHE COME RIPICCA, PERCHE’ IL CARROCCIO È CONTRARIO AL DOPPIO INCARICO PER MASSIMO SESSA, PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SUPERIORE DEI LAVORI PUBBLICI CHE IL MINISTRO DELLO SPORT, ANDREA ABODI, HA INDICATO COME COMMISSARIO STRAORDINARIO PER GLI STADI PER GLI EUROPEI DI CALCIO 2032
Doveva essere il grande giorno di Claudio Andrea Gemme, l’amministratore delegato di Anas
cheMatteo Salvini, suo “sponsor” politico, voleva nominare super commissario per le strade. A lui «compiti, funzioni e poteri» dei 13 manager straordinari che attualmente gestiscono 93 maxi-cantieri sparsi per l’Italia. Così c’è scritto nel decreto, anticipato da Repubblica, che ieri pomeriggio era atteso sul tavolo del Consiglio dei ministri.
Al mattino è tutto pronto: il provvedimento figura nell’ordine del giorno della sessione preparatoria. Ma quando Palazzo Chigi mette giù il “menù” del Cdm, in programma tre ore dopo, il decreto scompare. Nel mezzo esplode una lite tra Fratelli d’Italia e Lega. Ecco perché le norme vengono rinviate.
I meloniani puntano i piedi: «La centralizzazione di Salvini – annotano fonti di partito – non ha senso». È una contrarietà al disegno del Carroccio, ma anche una ripicca. Nelle stesse ore, infatti, i leghisti protestano sotto traccia contro un’altra norma del decreto, gradita invece ai Fratelli.
È quella che autorizza il doppio incarico per Massimo Sessa, il presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici che il ministro dello Sport, Andrea Abodi, ha indicato come commissario straordinario per gli stadi in vista degli Europei di calcio del 2032.
Il decreto che ha avviato l’iter della nomina prevede che il commissario straordinario, se dipendente pubblico, sia collocato fuori ruolo o in aspettativa per tutta la durata del nuovo incarico.
Sessa è un dipendente pubblico e non può quindi ricoprire i due ruoli. La questione intercetta anche l’impossibilità di cumulare gli stipendi.
Tra l’altro, quello da commissario per gli stadi è pari a 132mila euro, più basso di circa 50mila euro rispetto a quello che il manager percepisce al Mit. Nell’area governativa di FdI si pensa a una soluzione, appunto a una norma per rendere possibile la doppia mansione.
Un bel problema vista l’urgenza di avviare i lavori per la costruzione degli impianti sportivi. Da qui, la necessità di «consentire una maggiore flessibilità nella procedura di nomina del commissario di cui trattasi». Ma la misura non è gradita al partito di via Bellerio. Salvini vuole che Sessa scelga tra i due incarichi.
Nasce così il dissidio con i meloniani che risponderanno appunto contestando la nomina di Gemme. Le opposizioni vanno all’attacco. «Il governo – incalzano i deputati del Pd Marco Simiani e Andrea Casu – sceglie di concentrare tutto su un’unica figura, ammettendo di fatto il proprio fallimento».
Il Mit riferisce all’Ansa che lo slittamento del decreto è dovuto a un affinamento delle norme per il Ponte sullo Stretto. Ma nel testo – validato dal ministero il 9 gennaio attraverso uno scambio di mail – non si fa alcun riferimento al Ponte. Anche il cosiddetto concerto trasmesso in serata da Salvini e dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ad Abodi per la nomina di Sessa non risolve la questione del doppio incarico.
Ma nel frattempo emerge un altro elemento che conferma la contrarietà di Salvini alla soluzione desiderata dai Fratelli per Sessa. Al suo posto, alla guida del Consiglio superiore dei lavori pubblici, il leader della Lega vuole piazzare Elisabetta Pellegrini, coordinatrice della struttura tecnica di missione al Mit e sua fedelissima.
(da agenzie)
Leave a Reply