ARMATA LESSA! AVVISATE TRUMP, LE TRUPPE RUSSE SONO BLOCCATE DA NATALE, KIEV RICONQUISTA 434 CHILOMETRI QUADRATI DI TERRITORIO. L’ESERCITO UCRAINO NON REGISTRAVA UN SUCCESSO SIMILE DAL 2022
IL PRIMO FRENO PER MOSCA È STATO IL GELO, CHE HA RIDOTTO L’ATTIVITÀ DEI DRONI. POI È ARRIVATA LA BOTTA DI STARLINK. ORA I TECNICI DI MOSCA STANNO LAVORANDO PER RISOLVERE IL BUCO NELLE TRASMISSIONI SATELLITARI PROVOCATO DALLO STOP DELLA COMPAGNIA DI ELON MUSK
Nel mondo all’incontrario di Donald Trump, l’armata di Putin sta marciando trionfale verso la
vittoria. Ma sul campo di battaglia sono gli ucraini ad attaccare e avanzare. Lo fanno senza sosta dall’inizio di gennaio e hanno appena chiuso un’offensiva nella regione di Dnipropetrovsk, riconquistando 400 chilometri quadrati di territorio. Per l’esattezza, sono 434 come ha dichiarato il presidente Zelensky questa mattina: il suo esercito non registrava un successo simile dal novembre 2022.
Le truppe di Mosca sono bloccate da Natale. Non sono riuscite neppure a espugnare completamente Prokovsk, la città fortezza sotto assedio dal giugno 2024.
Il primo freno è stato il gelo, che ha ridotto l’attività dei droni: un settore in cui attualmente sono in vantaggio, grazie soprattutto a quelli guidati via cavo. Poi è arrivata la botta di Starlink: la compagnia di Elon Musk ha tagliato le connessioni ai russi, paralizzando le comunicazioni tra i comandi e i sistemi di guida delle armi hitech.
A questo punto, i generali ucraini hanno studiato come sfruttare la situazione e si sono lanciati sulla zona grigia che può unire il fronte del Donetsk a quello di Zaporizhzhia: quella nell’angolo più orientale del Dnipropetrovsk. Lì hanno superato le postazioni nemiche – quattro villaggi restano isolati – procedendo su due direttrici e preso il controllo dei 400 chilometri quadrati. Il cuore degli scontri adesso è a Huliapole, che fa da cerniera tra questi territori.
Analisti come il generale australiano Mick Ryan la considerano una manovra preventiva, per impedire l’assalto in grande stile pianificato dal Cremlino per aprile.
Gli ucraini non hanno abbastanza fanti per infliggere un colpo decisivo ma ora possono tenere sotto tiro le retrovie russe e impedirgli di accumulare uomini e mezzi.
Contemporaneamente Kiev ha intensificato i raid notturni contro le industrie in tutta la Russia, sia contro gli impianti petroliferi che contro le fabbriche belliche. Il più importante è stato messo a segno lo scorso 10 marzo contro lo stabilimento Kremniy El microelectronics di Bryansk, centrato da una raffica di cruise europei Storm Shadow: produce le componenti per i sistemi di guida di tutti i missili russi.
In queste incursioni vengono utilizzati ordigni più potenti come i Flamingo FP5 che causano danni maggiori: riparare raffinerie e catene di montaggio diventa più complesso. Gli ucraini si sono focalizzati pure sulle navi che trasportano rifornimenti verso la Crimea superando lo stretto di Kerch: hanno colpito i due traghetti più capienti, usati per trasferire munizioni senza esporre il lungo ponte, e i moli di imbarco del porto di Kavkaz. Sempre più spesso i droni puntano sul distretto della capitale, protetto adesso da una massiccia rete di difese contraeree: ne lanciano anche cinquanta contemporaneamente.
(da La Repubblica)
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