AVVERTITE SALVINI, RICOMINCIA LA CAMPAGNA ACQUISTI DI TAJANI: DUE DEPUTATI DELLA LEGA SAREBBERO PRONTI A PASSARE IN FORZA ITALIA, ATTILIO PIERRO E DAVIDE BERGAMINI
POCO MENO DI UN ANNO FA, AVEVA FATTO LA STESSA COSA DAVIDE BELLOMO… NELLA SFIDA TRA I DUE PARTITI, TESTA A TESTA NEI SONDAGGI, SI APRONO LE DANZE IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027
Anno nuovo, partito nuovo. In casa Lega e Forza Italia si rincorrono le voci di nuovi cambi di casacca, con due deputati del Carroccio pronti a transitare fra gli azzurri: il campano Attilio Pierro e l’emiliano Davide Bergamini. Poco meno di un anno fa, aveva fatto la stessa cosa il marchigiano Davide Bellomo.
«Non c’è nulla di definito, certo registro attenzione generale nei nostri confronti», dice il capogruppo forzista alla Camera, Paolo Barelli.
Di certo avviandoci veloci verso la fine della legislatura (2027) ognuno comincia a fare i suoi calcoli per le prossime elezioni. E Fi sembra passarsela un po’ meglio rispetto alla Lega, perlomeno secondo i sondaggi.
Comunque, se effettivamente la coppia leghista passasse a Fi, per il partito guidato da Antonio Tajani sarebbe un piccolo record: il gruppo che da inizio legislatura ha conquistato più parlamentari, cioè 13, e perdendone nessuno.
Il fenomeno generale del trasformismo è comunque in radicale diminuzione rispetto alla scorsa legislatura, quando l’iniziale gruppone del M5S (primo partito nel 2018) si scompose sin da subito, con eletti finiti in altri partiti, da destra a sinistra; oppure crearono nuovi gruppi.
Anche in questa legislatura Openpolis tiene fedelmente il conto dei passaggi da un gruppo parlamentare all’altro e i numeri sono davvero limitati: la coalizione di maggioranza ha guadagnato sei
seggi alla Camera, quattro al Senato.
Sia alla Camera che al Senato l’indice di compattezza – cioè quanto i parlamentari di maggioranza e opposizione hanno partecipato alle votazioni e quanto hanno votato in linea con il proprio schieramento – premia il centrodestra: 64,2 contro il 62,9 a Montecitorio, 72,6 contro il 66 per cento a Palazzo Madama.
(da La Repubblica)
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