AVVISATE VANNACCI E TUTTI I FILO-PUTINIANI D’ITALIA: IN UCRAINA L’ESERCITO DI KIEV STA RECUPERANDO TERRENO. IN MENO DI UNA SETTIMANA, LE TRUPPE DI ZELENSKY HANNO RICONQUISTATO 200 CHILOMETRI QUADRATI
SI TRATTA DELL’AVANZATA PIÙ COSPICUA DAL GIUGNO 2023… I RUSSI SONO IN PANNE DA QUANDO ELON MUSK HA TOLTO LORO LA TECNOLOGIA DI “STARLINK” E SONO RIMASTI SENZA INTERNET
Base della 157esima Brigata Droni, droni e ancora droni: sono l’arma del presente sul fronte russo-ucraino, preannunciano le guerre del futuro e dominano i pensieri di tutti gli esperti di questioni militari. Quasi l’80 per cento delle perdite nei due eserciti sono ormai dovute a quest’arma.
Sono ancora soprattutto i droni che stanno permettendo agli ucraini di resistere all’invasione a quattro anni dal suo inizio e negli ultimi giorni, sembra, persino di guadagnare terreno ricacciando le avanguardie russe. Forse sino a 200 chilometri quadrati strappati ai soldati di Mosca tra mercoledì e domenica scorsi.
La notizia rimbalza da inizio settimana tra i blogger militari nei due campi. Ma usiamo il condizionale perché si tratta di avanzamenti nella cosiddetta zona grigia, ossia quella parte di territorio che nessuna delle due parti controlla e perché le due propagande contribuiscono ad aggiungere le ambiguità della disinformazione al caos connaturato alla guerra.
Gli esperti di faccende militari citati dalla France Press utilizzando dati dello Institute for the Study of War di Washington e oggi ripresi da alcuni media ucraini segnalano che i 200 chilometri quadrati riconquistati in meno di una settimana rappresenterebbero l’avanzata ucraina più cospicua da quelle del giugno 2023 e sono simili per estensione ai successi russi nello scorso dicembre.
«I contrattacchi ucraini fanno leva sul recente blocco di Starlink alle forze armate russe, che i blogger militari di Mosca affermano avere creato enormi problemi alle comunicazioni tra le unità al fronte e anche all’utilizzo dei droni», riportano le fonti.
Il problema delle comunicazioni per i russi è stato accentuato anche dalla decisione di Putin di tagliare i collegamenti con Telegram. Il Cremlino tende a censurare le notizie diffuse in rete, specie quelle relative alle ingenti perdite.
Di recente il nuovo ministro della Difesa ucraino, Mykhailo Fedorov, ha sostenuto che tra morti, feriti e dispersi i russi avrebbero perso 35.000 soldati in gennaio e 30.000 in dicembre.
(da Corriere della Sera)
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