BERLUSCONI SHOW ALLE CONSULTAZIONI, RUBA LA SCENA A SALVINI
SI SIEDE ACCANTO A MATTARELLA, TIENE IL CONTO DEI PARAGRAFI, ATTACCA FRONTALMENTE I CINQUESTELLE PRIMA DI ANDAR VIA… LA LEGA SI DISSOCIA
A un certo punto, nel bel mezzo dello show, tutti si aspettano il gesto delle corna, come nel celeberrimo
vertice Ue del febbraio del 2002. Non ostentate, ma nemmeno troppo nascoste, arrivano anche quelle.
Quando Salvini legge il decimo punto del programma del centrodestra per il governo che verrà , lui, Silvio Berlusconi, invece che indicare il numero dieci con entrambe le mani aperte, fa proprio quello. Pollice e mignolo della mano destra. Il gesto delle corna.
È l’ennesimo effetto speciale della «prima» di Silvio Berlusconi da secondo. Un inedito storico, il leader per antonomasia che cede lo scettro a uno che, semplicemente, ha preso più voti di lui.
Ma visto che, nella testa dell’ex Cavaliere, un paio di punti percentuali alle elezioni non possono eguagliare Milano Due, Milano Tre, il colosso Mediaset, le case editrici, gli scudetti, le coppe dei campioni, nove anni a Palazzo Chigi e altro ancora, ecco che il leader di Forza Italia estende il perimetro scenico del «numero due» come la pasta della pizza, arrivando a farlo più grande di quello di Salvini.
Si siede accanto al capo dello Stato. È il primo entrare nell’uscita della Vetrata e l’ultimo ad andarsene. Tiene il conteggio dei paragrafi concordati nel comunicato congiunto. E attacca frontalmente i Cinquestelle, senza mai citarli, prima di andare via.
Tutta l’irritazione di Salvini, sulle prime viaggia di bocca in bocca tra le voci di corridoio dei leghisti. Ma pochi minuti prima delle 20 prende corpo in una dichiarazione ufficiale del capogruppo a Palazzo Madama Gianmarco Centinaio che si dissocia dalle parole del Cavaliere: «I veti non ci piacciono a prescindere dalla provenienza. Non era condiviso e non lo sarà mai da parte nostra un no al dialogo con il Movimento 5 Stelle, seconda forza politica in Parlamento. Le parole finali di Berlusconi oggi al Colle non rispecchiano la posizione della Lega, nè quella del centrodestra che oggi si è espresso in maniera unitaria e concordata».
(da “Il Corriere della Sera”)
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