BYE BYE “PITONESSA”! LA SANTANCHÈ NON HA RETTO DI FRONTE ALLA PRESSIONE DI GIORGIA MELONI (E LA RUSSA), CHE IERI L’AVEVA CACCIATA CON UNA NOTA (MODALITÀ MAI VISTA PRIMA), “AUSPICANDO” UN PASSO INDIETRO DELLA MINISTRA DEL TURISMO
LA LETTERA VELENOSA DELLA “SANTADECHE’” A MELONI, MA COME CAPO DEL PARTITO, NON DEL GOVERNO: “CARA GIORGIA TI RASSEGNO, COME HAI UFFICIALMENTE AUSPICATO, LE MIE DIMISSIONI. HO VOLUTO CHE FOSSE PUBBLICAMENTE CHIARO CHE ERI TU A CHIEDERMI DI LASCIARE PERCHÉ VOLEVO FOSSE CHIARO, PER LA MIA ONORABILITÀ, CHE FACCIO UN PASSO INDIETRO, NON DOVUTO, SOLO DI FRONTE ALLA RICHIESTA CHE IL CAPO DEL MIO PARTITO RITIENE UTILE E OPPORTUNA” … ULTIMA STILETTATA TACCO 12: “NON VORREI ESSSERE IL CAPRO ESPIATORIO DI UNA SCONFITTA CHE NON È CERTO STATA DETERMINATA DA ME”
Daniela Santanché, ministra del Turismo, si è dimessa. La decisione arriva oggi, 25 marzo 2026, dopo il pressing della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Ieri la premier ha auspicato il passo indietro della ministra, che ha atteso 24 ore per formalizzare la decisione
Santanché stamattina si è recata nella sede del ministero per una giornata di lavoro apparentemente normale
Alle 15.05 la ministra ha lasciato il dicastero e si è infilata in macchina senza rispondere alle domande dei giornalisti. Poco dopo le 18, l’annuncio con messaggio alla premier: “Ti rassegno le mie dimissioni come hai ufficialmente auspicato. Obbedisco ma c’è amarezza”.
Cara Giorgia ti rassegno, come hai ufficialmente auspicato, le mie dimissioni dal ruolo di ministro che avevi voluto affidarmi e che credo di avere svolto al meglio delle mie possibilità e senza alcuna controindicazione.
Ti ringrazio per i riconoscimenti e per la fiducia che mi hai dimostrato in questi anni di guida del ministero del turismo. Ho voluto (e spero mi capirai) che fosse pubblicamente chiaro che eri tu a chiedermi di lasciare questo ruolo perché, come ho sempre detto, mi sarei dimessa solo di fronte ad una tua esplicita e pubblica richiesta.
Volevo fosse chiaro, per la mia onorabilità, che faccio un passo indietro, non dovuto solo di fronte alla richiesta che il capo del mio Partito ritiene utile e opportuna
Mi premeva e mi preme sottolineare che ad oggi il mio certificato penale è immacolato e che per la vicenda della cassa integrazione non vi è nemmeno un semplice rinvio a giudizio.
Ieri forse bruscamente (capirai il mio stato d’animo) ti ho rappresentato la mia non disponibilità ad una mia immediata dimissione perché volevo fosse separata sia dai commenti sul referendum perché non vorrei esssere il capro espiatorio di una sconfitta che non è certo stata determinata da me, atteso anche il risultato in Lombardia e sinanche nel mio municipio.
Volevo che le mie dimissioni inoltre fossero separate dalla vicenda contingente ed assai diversa che ha riguardato l’On Del Mastro che pure paga un prezzo alto.
Chiarito questo non ho difficoltà a dire “obbedisco“ e a fare quello che mi chiedi.
Non ti nascondo un po’ di amarezza per l’esito del mio percorso ministeriale ma nella mia vita sono abituata a pagare i miei conti e spesso anche quelli degli altri.
Tengo di più alla nostra amicizia e al futuro del nostro movimento.
Cari saluti.
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