CASI SOSPETTI VARIANTE INGLESE COVID A ROMA, BARI E PALERMO
COSA SI SA DELLA VARIANTE E COSA FARE… IDENTIFICARE, ISOLARE E TRACCIARE
Identificare, isolare, tracciare: ecco l’invito che i Paesi europei hanno ricevuto dal Centro
Europeo per il controllo delle Malattie (ECDC) per affrontare l’allerta generata dalla “variante inglese” del Covid-19.
Le autorità sanitarie pubbliche e i laboratori del Vecchio Continente sono stati chiamati ad analizzare i virus isolati in modo tempestivo per identificare i casi della nuova variante, chi ha avuto contatti con persone positive ad essa o ha viaggiato nelle aree colpite.
In queste ore la cosiddetta “VUI-202012/01″ (variant under investigation), identificata originariamente Regno Unito, sta generando interrogativi e incognite. Dalla trasmissibilità , passando per l’efficacia di vaccini e metodi diagnostici, fino alla sospensione dei voli e alle misure di contrasto varate dai governi europei: ecco cosa sappiamo finora.
Che cos’è una “variante” e quali specificità presenta quella “inglese”?
Il documento diffuso nelle scorse ore dal Centro Europeo per il controllo delle Malattie (ECDC) fa chiarezza sul concetto di “variante”, che non è una mutazione, ma il risultato della somma di diverse mutazioni. La variante identificata per la prima volta a settembre in Uk, tra le varie, presenta una mutazione principale (N501Y) a livello della proteina Spike, che il virus utilizza per legarsi alle cellule umane mediante il recettore ACE2. Un aspetto che genera potenziale allerta, perchè tutti i vaccini disponibili o in arrivo hanno l’obiettivo di indurre produzione di anticorpi neutralizzanti proprio contro la proteina Spike. A ogni modo, fino ad ora la comunità scientifica pare concordare sul fatto che sia improbabile che i vaccini risultino inefficaci contro il nuovo ceppo di Sars-CoV-2.
La “variante inglese” è più pericolosa e/o più contagiosa?
“Allo stato attuale non ci sono indicazioni di una maggiore gravità dell’infezione associata alla nuova variante”, sottolinea il Centro Europeo per il controllo delle Malattie. Per quanto riguarda l’aumento della sua trasmissibilità , invece, anche il premier Boris Johnson ha affermato che è stata quantificata attorno al 70% in più: si tratta del dato che più preoccupa autorità e cittadini. Secondo il documento diffuso dall’ECDC, sembra che all’R0 della variante del virus prevalente a livello globale si debba aggiungere un valore minimo di 0,4. Quest’ultimo elemento pone l’accento sulla maggiore attenzione da adottare nei confronti delle misure anti-Covid e di distanziamento sociale dinanzi alla “variante inglese”.
Potrebbero essere necessari ulteriori studi sui vaccini anti-Covid?
“Le prime informazioni dicono che sembra non fare maggiori danni ma produce più contagiati e questo resta un problema molto serio. Da primissime informazioni sembra che i vaccini possano funzionare ugualmente ma servono informazioni più solide”, sono state le parole del ministro della Salute Roberto Speranza. A sottolinearlo anche il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza: “La variante di Sars-CoV2 che sta circolando in questo momento a Londra e nel Sud-Est dell’Inghilterra, presenta delle mutazioni sulla proteina di superficie del virus, la cosiddetta Spike. Nonostante si ipotizzi che queste mutazioni possano aumentare la trasmissibilità del virus, non sembrano alterare nè l’aggressività clinica nè la risposta ai vaccini”. “La variante inglese del Sars-Cov-2 non dovrebbe sfuggire alla protezione della vaccinazione. Nella peggiore delle ipotesi, non bisognerebbe dover ricominciare da zero con la sperimentazione ma fare un aggiornamento della composizione del vaccino, in modo simile a quanto avviene ogni anno con quello influenzale”, è il parere del virologo Fabrizio Pregliasco.
Gli attuali metodi diagnostici sono adeguati all’individuazione della “variante inglese”?
L’Oms Europa ha spiegato che le “informazioni preliminari” sulla variante del coronavirus suggeriscono che “potrebbe anche incidere sull’efficacia di alcuni metodi diagnostici”. Inoltre, sottolinea il Centro Europeo per il controllo delle Malattie, la “variante inglese” potrebbe dare risultati falsi negativi del tampone sul gene S cercato con la PCR: un elemento di cui tenere conto in fase di analisi da parte dei laboratori.
Perchè molti Paesi, compresa l’Italia, hanno sospeso i voli da e per il Regno Unito?
La decisione è stata presa in virtù della riscontrata maggiore trasmissibilità di questa variante del virus (+70%). Per prevenire l’aumento dei casi, tutti i voli tra l’Italia e la Gran Bretagna sono stati sospesi, sia in arrivo che in partenza fino al 6 gennaio. Per gli ultimi voli in arrivo, prima dello stop, è stato ripristinato l’obbligo del tampone in aeroporto. Anche in altre parti del Vecchio Continente sono state prese decisioni simili: stop ai voli da e per il Regno Unito in Germania, Olanda, Belgio, Austria, Lussemburgo, Bulgaria. Anche la Francia valuta la sospensione di voli e i treni provenienti dalla Gran Bretagna. La Spagna ha chiesto una risposta coordinata da parte dell’Unione Europea. Intanto Bruxelles si muove: “La presidenza tedesca dell’Unione Europea ha invitato lunedì 21 alle 11 i rappresentanti dei Paesi membri ad una riunione d’emergenza del meccanismo di risposta alla crisi (Ipcr). In agenda, il coordinamento della risposta alla nuova variante del coronavirus nel Regno Unito”, ha twittato il portavoce della presidenza tedesca, Sebastian Fischer.
Quanto è diffusa la variante fuori dal Regno Unito? Com’è la situazione in Italia?
Oltre ai casi inglesi, registrati anzitutto a Londra e nel Sud-Est dell’Inghilterra, la variante del Covid-19 è già stata riscontrata in pazienti di altre zone del mondo. Al momento, secondo l’Oms, sono 9 i casi individuati in Danimarca. Ulteriori casi sono stati registrati in Olanda, Australia e, secondo alcuni media internazionali, in Sud Africa.
Intanto, in Italia la variante è stata riscontrata all’ospedale Celio di Roma su un paziente italiano proveniente dal Regno Unito. Secondo l’Ansa, è stata avviata allo Spallanzani di Roma la procedura per l’isolamento della sequenza del virus per verificare la cosiddetta variante. Gli accertamenti saranno fatti sul test eseguito su un passeggero sbarcato ieri a Fiumicino e positivo al tampone. Si avranno nei prossimi giorni i risultati degli accertamenti per stabilire se il passeggero, positivo al Covid, abbia la cosiddetta variante inglese. Secondo quanto si apprende, si tratta di un giovane medico. Su 351 passeggeri atterrati ieri a Fiumicino dall’Inghilterra è l’unico risultato positivo al Covid. Sta bene ed è asintomatica la donna risultata positiva alla variante britannica del Covid. A quanto si apprende, la donna non è ricoverata ma è in isolamento con il compagno nella loro abitazione nella zona di Roma. Quest’ultimo, di orgini britanniche, è anche lui positivo ed asintomatico ed era rientrato alcuni giorni fa dal Regno Unito ma su di lui non è stata ancora conclamata la variante. La sua compagna invece ha una forte carica virale. Elemento, quest’ultimo, che avrebbe aiutato a sequenziare il genoma del virus SARS-CoV-2 con la variante riscontrata nelle ultime settimane in Gran Bretagna. Un caso sospetto della nuova variante inglese del Covid si trova a Bari: è all’esame delle autorità sanitari pugliesi e riguarda una ragazza 25enne rientrata giovedì scorso a Bari da Londra con la febbre. La giovane, sottoposta a tampone nel capoluogo pugliese, è risultata positiva al Coronavirus: la notizia è riportata da Repubblica.
Tre tamponi positivi e due dubbi: è invece il risultato dei test molecolari sui 134 passeggeri e sei componenti dell’equipaggio del volo Ryanair da Londra atterrato ieri sera a Palermo. I tamponi antigenici rapidi effettuati dai medici dell’Asp di Palermo e dell’Usmaf avevano dato esito negativo. I successivi controlli hanno purtroppo accertato la presenza di tre contagiati tra i passeggeri, che si trovano tutti in quarantena.
(da agenzie)
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