Gennaio 28th, 2010 Riccardo Fucile
LA POLI BORTONE HA DECISO POCO FA: “VADO AVANTI DA SOLA, RAPPRESENTO I VALORI DELLA SOCIALITA’ PROPRI DEL MERIDIONE”, E IL PDL RESTA COL CULO PER TERRA…SOLO ADRIANA RIESCE A INCALZARE VENDOLA A TRE PUNTI, GLI ALTRI CANDIDATI STACCATI DA NICHI…IN LIGURIA, MARCHE E BASILICATA L’UDC CON IL CENTROSINISTRA
Ieri, al termine di un interminabile Ufficio di presidenza del Pdl a Palazzo Grazioli, di fronte a un Raffaele Fitto inferocito di fronte alla prospettiva di dover far rientrare la candidatura del suo pupillo Rocco Palese nella corsa alla presidenza della Regione Puglia, il premier è andato giù duro: “Sei tu che ci hai messo nei guai, hai imposto il tuo uomo come fatto compiuto. Lo capisci o no che perdere la Puglia potrebbe essere decisivo e portarci, a livello nazionale, a un 7 a 6 per sinistra?”.
A quel punto Fitto ha dovuto accettare: Palese fa un passo indietro e il premier lancia un appello affinchè lo faccia anche la Poli Bortone.
Nella prospettiva di cercare un terzo nome di comune gradimento sia al Pdl che all’Udc.
L’Udc fa capire subito che è disponibile solo a una convergenza del Pdl sul nome della Adriana.
Ma poi chi sarebbe questo terzo candidato se da mesi non se n’è trovato uno che andasse bene a tutto il Pdl?
Qualcuno propone l’imprenditore Francesco Divella (ramo pasta), peccato che l’interessato non ci pensi neppure lontanamente a buttarsi in politica. Ritornano nomi consueti: il presidente della locale Confindustria, il direttore della Gazzetta del Mezzogiorno, il solito giudice.
Mentre Fitto accusa Quaglieriello di aver tramato contro di lui (ma non era diventato il Pdl il “partito dell’amore”?), emerge il sondaggio segreto che Silvio nascondeva in tasca.
Attendibile o meno che sia, dà Vendola con il vento in poppa, l’unica che riesce a stargi dietro di 3 punti è la Poli Bortone, gli altri sono distaccati di brutto. Continua »
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Gennaio 20th, 2010 Riccardo Fucile
LE DODICI CANZONI SARANNO L’IDEALE COLONNA SONORA DEL PARTITO DELL’AMORE…”MA SE TI PERDO” E’ DEDICATA A FINI? …”STAY WITH ME” FORSE A CASINI? …IL BRANO FORTE “C’E’ AMORE” FORSE NON E’ DEDICATO AI MAGISTRATI
Notoriamente Silvio è più per “il fare” che per il “pensare cosa fare” e notoriamente dà il meglio di sè quando si tramuta in ferroviere, operaio, capomastro.
Per non parlare di quando, accompagnato dal fido Apicella, intrattiene i commensali tra video documentaristici e apologetici ed esibizioni canore.
Ci piace pertanto poter annunciare da queste modeste colonne che a breve, per la goduria dei suoi fans, uscirà il nuovo cd targato Silvio-Apicella: otto canzoni ci sono già , ne mancano ancora quattro, ma “ci stiamo lavorando”, direbbe Silvio.
L’uscita è prevista per marzo, prima delle elezioni regionali, così potete prenotarvi in tempo presso il negozio di fiducia.
Si preannuncia una perfetta colonna sonora del neopartito dell’amore: i brani infatti, come le precedenti incisioni, parlano di sentimenti e si adatteranno perfettamente al nuovo corso del Pdl: un partito senza falchi, pronto a dialogare sulle riforme con l’opposizione, a non ad alzare i toni dello scontro politico, fino ad arrivare a perdonare gi alleati che sbagliano.
Sulle nuove canzoni scritte e musicate con il fido Apicella c’è ancora il massimo riserbo, ma alcuni titoli siamo in grado di anticiparveli.
“Se tu non fossi tu”, ad esempio, parla d’amore, chissà forse sarà dedicata a Bossi e alla sua raffinata sensualità .
“Ma se ti perdo” sembra invece ispirata da Gianfranco Fini, negli ultimi mesi spina nel fianco del Cavaliere.
Magari è un romantico tentativo di ricomporre le divergenze quello che emerge nell’afflato del testo. Continua »
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Settembre 15th, 2009 Riccardo Fucile
MENTRE DUE MINISTRI DELLA REPUBBLICA COMMETTONO UN REATO INVOCANDO LA SECESSIONE, CALDEROLI, DOPO AVER BENEDETTO CON IL PITALE DEL PO LE TRUPPE PADANE, FA DUE CONTI E CAPISCE… CON FINI CI SONO ALMENO 50 DEPUTATI CHE NE HANNO LE SCATOLE PIENE: SE VOTANO CONTRO, IL GOVERNO NON RIESCE PIU’ A FAR PASSARE NEANCHE UNA LEGGE SUGLI ORINATOI
Strano Paese il nostro, forse anche unico: avete mai visto due ministri della
Repubblica, di cui uno pure ministro degli Interni, invocare da un palco la secessione di una parte del Paese o urlare “Padania libera, con le buone o meno buone”, violando il giuramento sulla Costituzione che pur avevano fatto dinanzi al presidente della Repubblica, all’atto di cuccarsi 17.000 eurini al mese dalla “Roma ladrona”?
In altri Paesi democratici se la sarebbero cavata con una denuncia a piede libero e un’immediata richiesta di dimissioni, in altri meno democratici ( una a caso, la Cina) sarebbero finiti, nella migliore delle ipotesi, in un campo di lavoro a spaccare le pietre per tutta la vita.
In Italia si fa finta di nulla, fa parte del “dibattito politico”, che volete che sia.
Severi con i poveretti, tolleranti verso i potenti.
D’altronde chi non si “uniforma”, rischia: è di ieri un attacco del comandante dell’antiaerea Feltri a Fini: ” O cambia rotta o lascia il Pdl”.
Forse che Feltri è diventato coordinatore unico del Pdl nottetempo?
Siamo agli avvertimenti: “Sulla giustizia oggi tocca al premier, domani a qualcun altro” minaccia Feltri e rispolvera una vecchia vicenda di un giro di escort che nel 1999 avrebbero avuto accesso a Montecitorio per “soddisfare” alcuni parlamentari e i loro amici.
A suo tempo D’Alema e Cesa avevano querelato il giornale, amen.
E mentre Casini rispolvera l’orgoglio del “Grande Centro” e catalizza l’attenzione di tutti gli scontenti a Chianciano, ponendosi come alternativa al governo e ricordando che “della Lega si può fare a meno in un battito di ciglia”, alla fine il più lucido appare Calderoli che, espletata la formalità a Venezia di versare il contenuto del pitale del Po sulla testa di Bossi e delle truppe padane, irrorate di essenza, si mette a fare due conti. Continua »
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