Giugno 26th, 2020 Riccardo Fucile
PER ADESSO E’ SOLO UNA PROMESSA, QUINDI NON ILLUDETEVI
Matteo Salvini quest’estate “lavora”. O meglio: andrà al Papeete, come ha detto oggi alla
conduttrice di Agorà Serena Bortone, ma soltanto perchè l’ha promesso al figlio: “Se posso, visto che è un regalo che faccio a mio figlio assolutamente sì, ma solo per pochi giorni perchè abbiamo chiesto come Lega che il Parlamento lavori luglio, agosto e settembre”
Ora, evidentemente qualcosa è cambiato rispetto all’estate scorsa, quando il Capitano era ministro dell’Interno: all’epoca convocava conferenze stampa al Papeete e faceva anche suonare l’inno d’Italia mentre ballavano le cubiste; oggi dice che quello è soltanto un luogo di relax.
In più, quando prima gli chiedevano conto del fatto che fosse sempre in giro a far comizi e non al ministero o al Senato, rispondeva che oggi si lavora con i telefonini. Non è più vero? Evidentemente a Salvini è presa soltanto questa estate la voglia di lavorare a Palazzo Madama. O gli va soltanto di prometterla.
I dati delle presenze, anche a Ferragosto, ci sapranno dire se fa sul serio o, come spesso gli capita, scherza.
(da “NextQuotidiano”)
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Giugno 25th, 2020 Riccardo Fucile
LA MELONI RIESCE A POLEMIZZARE ANCHE SU QUESTO: “ROBA DA MATTI”… SALVINI INVECE (PER ADESSO) SE NE STA
“Roba da matti. Per la manifestazione del centrodestra, prevista a Roma per il prossimo 4 luglio, la prefettura ha autorizzato l’ingresso di sole 2000 persone”.
Lo scrive su Facebook, la leader di Fdi, Giorgia Meloni, riferendosi all’appuntamento del centrodestra di sabato 4 luglio, a piazza del Popolo a Roma, un mese dopo il corteo del centrodestra del 2 giugno che era finito al centro delle polemiche per le poche mascherine e le distanze ridotte
“In una piazza di 14mila metri quadrati. Una persona ogni 7 metri quadrati. Di grazia, seguendo quali protocolli? È ufficiale: le mascherine sono diventate un bavaglio”, conclude la leader di Fratelli d’Italia.
Matteo Salvini invece commenta: “Il 4 luglio rispetteremo le indicazioni della Questura. Ci dicono duemila? Bene, in piazza del Popolo saremo in duemila”
La Meloni dimentica che il distanziamento di un metro e mezzo sia lateralmente che verticalmente (quello che vale nelle spiagge) corrisponde a 9 metri quadri, qua li hanno pure ridotti a 7.
Quindi o non si lamenti o impari a fare i conti.
(da agenzie)
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Giugno 25th, 2020 Riccardo Fucile
“E’ UN POVERO TEATRANTE SENZA PRESENZA SCENICA”
Bell’atmosfera. I primo caldi estivi diventano sempre più torridi vedendo quel che sta già
accadendo con l’avvio delle campagne elettorali in vista delle Regionali di settembre (a breve dovrebbe essere comunicato il giorno ufficiale).
Il centrodestra ha già deciso tutti i sei candidati, mentre nel centrosinistra i giochi sembrano esser fatti (con l’incognita pentastellata in alcune realtà ), anche se con qualche inevitabile tensione interna, come in Puglia.
Nel frattempo si è accesa un’elevata diatriba tra due personaggi: Clemente Mastella contro Salvini, e viceversa
A infiammare gli animi ci ha pensato il leader della Lega che, in occasione della presentazione del candidato del Centrodestra in Campania — Stefano Caldoro -, ha attaccato il sindaco di Benevento. Il tema? Quello dell’anzianità .
Già da questo possiamo capire come i toni del dibattito siano ben lontani dal concetto più puro di politica, ma purtroppo questo è un declivio a cui siamo tristemente abituati. Ma se gli insulti per l’età , politica e non solo, sono il simbolo dei tempi che corrono, la risposta di Mastella non è da meno.
«Salvini non è un leader vero è un teatrante che non ha nulla, non ha presenza scenica e non sa nulla della dimensione napoletana e campana e quindi cerca di fare a cazzotti con me. Mi meravigliano molto quelli che lo votano — ha detto Clemente Mastella nella sua intervista a Il Mattino -. Io appartengo alla fiera stirpe dei sanniti, lo accoglierò alle forche caudine con una grossa e sonora pernacchia».
Mastella contro Salvini, con il leader della Lega che ha già annunciato la sua visita a Benevento proprio per la campagna elettorale a sostegno di Stefano Caldoro. Le premesse per un dibattito politico sembrano essere del tutto disattese. Ma tempora currunt per la vera ‘politica’, trasformata in teatro dell’assurdo con reazioni alla ‘Bagaglino’ (con tutto il rispetto per Pippo Franco e il suo gruppo di comici).
(da “Giornalettismo”)
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Giugno 24th, 2020 Riccardo Fucile
FORSE PER PROTEGGERSI DAL CORONAVIRUS BISOGNA RIADATTARE LA BIANCHERIA INTIMA?
Susanna Ceccardi, candidata leghista alle regionali in Toscana, è stata immortalata in compagnia di Matteo Salvini con una mascherina di pizzo traforata.
In una serie di scatti apparsi sulla pagina Facebook della candidata a Santa Croce sull’Arno si può notare la mascherina della candidata che si è prestata a diversi selfie con i suoi sostenitori.
Nel 2017 Susanna Ceccardi era balzata agli onori della cronaca quando aveva sostenuto che la differenza tra gli stipendi dei medici calabresi più bassi rispetto a quelli dell’Emilia Romagna fosse giusta e che “non dovrebbero essere uguali”.
““Ho visto i dati della differenza degli stipendi tra i medici calabresi e i medici dell’Emilia Romagna. Ci saremmo tutti stupiti negativamente se gli stipendi dei medici calabresi fossero stati più alti di quelli dell’Emilia Romagna. Meno male che non è così”, aveva detto ospite ad Agorà la candidata leghista alle regionali toscane.
Il 16 maggio aveva poi attaccato Silvia Romano pubblicando una vecchia notizia del 2019 in cui si parlava di un attacco da parte del gruppo Al-Shabaab contro alcuni militari italiani a Mogadiscio. “Vedo che i 4 milioni di euro pagati per il riscatto di Silvia Romano sono stati subito messi a frutto!”, aveva detto la candidata lasciando intendere che quei soldi fossero stati usati dal gruppo terroristico per finanziare l’attentato.
Peccato che l’attentato fossse di un anno prima rispetto al rapimento di Silvia.
Dopo le numerose critiche aveva cancellato il post originale
(da agenzie)
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Giugno 24th, 2020 Riccardo Fucile
MENO PARLA DI POLITICA, MEGLIO E’ PER TUTTI
Da Ballarò a Ballando con le stelle il passo è breve. Alessandra Mussolini a Ballando con le
stelle è la notizia del giorno, secondo quanto confermato a Libero: l’ex parlamentare del centrodestra (in varie sfumature) parteciperà al talent show di Milly Carlucci che andrà in onda prossimamente su Raiuno. Con l’edizione 2020 non andata in onda a causa del coronavirus, l’appuntamento è stato rinviato nell’autunno prossimo. Per questo si sta definendo il cast e l’ex europarlamentare di Forza Italia ne farà parte.
Non sarà un’edizione semplice. Oltre che in pista da ballo, Alessandra Mussolini dovrà confrontarsi con persone che, politicamente, la pensano molto diversamente da lei. Personaggi storici di Ballando con le Stelle come Selvaggia Lucarelli o Guglielmo Mariotto sono pronti a confrontarsi con l’inedita partecipazione di Alessandra Mussolini al talent show.
Una scelta ponderata, come ha detto a Libero, che è stata alternativa rispetto alla proposta — che pure le era stata avanzata — per entrare nella casa del Grande Fratello Vip. Probabilmente, un modo per avere una visibilità legata alla televisione pubblica (Ballando con le stelle è uno dei programmi tv più visti della Rai) e di avere un palcoscenico e un target di spettatori diverso al quale rivolgersi.
Negli ultimi tempi, Alessandra Mussolini aveva frequentato altre trasmissioni televisive, non facendo mai mistero di avere una particolare predilezione per il dibattito in tv. Fino a questo momento, si era trattato però di un dibattito che aveva sempre uno sfondo di natura politica. Adesso siamo all’intrattenimento puro.
(da agenzie)
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Giugno 24th, 2020 Riccardo Fucile
LO STUDIO CENSIS CONFERMA IL CINISMO CHE ORMAI IMPAZZA NEL NOSTRO PAESE
Chi pensava che saremmo usciti migliori dalla pandemia di Covid-19 deve fare i conti con
quanto emerge dal rapporto “La silver economy e le sue conseguenze nella società post Covid-19” dell’Osservatorio Censis-Tendercapital.
Lo studio registra un nuovo rancore sociale e generazionale dei più giovani contro i più anziani, esploso con violenza proprio a seguito della pandemia.
Nel dettaglio, un giovane su due in emergenza vorrebbe penalizzare gli anziani nell’accesso alle cure e nella competizione sulle risorse pubbliche: il 49,3% dei millennial (il 39,2% nel totale della popolazione) ritiene che nell’emergenza sia giusto che i giovani siano curati prima degli anziani.
Un cinismo confermato da quel 35% dei giovani (il 26,9% nel totale della popolazione) convinto che sia troppa la spesa pubblica per gli anziani, dalle pensioni alla salute, a danno dei giovani.
In sostanza monta nella generazione più giovane un’inedita voglia di preferenza generazionale nell’accesso alle risorse e ai servizi pubblici, legata all’idea che l’anziano sia una sorta di privilegiato dissipatore di risorse pubbliche.
Il presidente di Tendercapital, Moreno Zani, si augura che i dati emersi possano dare “un contributo positivo al decisore politico che dovrà adottare scelte più rispondenti alle nuove esigenze emerse a seguito della pandemia”.
Gli risponde il sottosegretario all’EconomiaPier Paolo Baretta dicendo che le politiche pubbliche “devono tener conto dell’alto numero di persone anziane che hanno una notevole capacità di spesa, oltre che un ruolo sociale considerevole nei confronti dei giovani”.
Secondo lui, visto il clima teso, occorre “rimarginare la rottura generazionale” attraverso politiche che da un lato favoriscano l’occupazione e, dall’altro, “contribuiscano a sviluppare un nuovo modello di welfare orientato alla tutela della salute”.
Dal Rapporto emerge che nella fase post-Covid-19, gli anziani guardano al proprio futuro e a quello della propria famiglia con più fiducia degli altri: il 32,8% si dice ottimista, contro il 10,4% dei millennial e il 18,1% degli adulti.
Sono anche i più positivi sulle chance di ripresa dell’Italia (20,9%), mentre crolla in questo caso la fiducia dei millennial (4,9%).
Secondo Giuseppe De Rita, presidente del Censis, la sfida ora è quella di leggere queste evidenze “alla luce di un ciclo di lungo periodo, tenendo conto che prima del contagio gli anziani erano più predisposti a cedere parte del loro reddito ai figli o ai nipoti, mentre il quadro che sembra ora emergere è quello di un atteggiamento di maggiore controllo da parte dei primi volto a riprendere padronanza della propria capacità finanziaria”.
Questa però non è la sola novità che emerge dallo studio.
Si smentisce ad esempio la relazione tra l’alta presenza di anziani e l’alta incidenza dei contagi. Il Covid non ha colpito solo gli anziani, lo dicono i dati a livello geografico: nelle province con i più alti tassi di contagio l’incidenza degli anziani è contenuta, come accade a Cremona (1° per tasso di contagio, ma al 45° posto della graduatoria per anzianità ) e Piacenza (rispettivamente al 2° e al 36° posto).
Al contempo, la provincia di Savona (1° per anzianità ) si colloca al 30° posto nella graduatoria per contagio, così come Biella (2° nella graduatoria per anzianità e 28° in quella per contagio).
(da agenzie)
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Giugno 23rd, 2020 Riccardo Fucile
IL VICEMINISTRO NEANCHE SI ERA ACCORTO CHE ERA LA MOBY ZAZA’, USATA PER ISOLARE I MIGRANTI SALVATI DALLA SEA WATCH
“Ho visto che c’è una nave ormeggiata, questo significa che arrivano turisti e che ci sono prospettive”. Il viceministro delle Infrastrutture Giancarlo Cancelleri ieri ha confuso la Moby Zazà – cioè una nave usata per mettere in quarantena i migranti appena sbarcati – con una nave da crociera.
La nave sta ospitando 211 migranti che erano stati salvati dalla Sea Watch 3.
Cancelleri si trovava a Porto Empedocle per presentare dei progetti per un valore di 70 milioni di euro di investimenti, volti a potenziare ancora di più il porto e a renderlo meta proprio delle navi da crociera.
/da agenzie)
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Giugno 22nd, 2020 Riccardo Fucile
ACQUAROLI ERA PRESENTE AD ACQUASANTA TERME ALLA FESTA PER IL VENTENNIO MA POI DISSE CHE ERA “PASSATO SOLO PER SALUTARE”… CI FOSSE MAI UNO CHE NON RINNEGHI PER CONVENIENZA LE PROPRIE IDEE
“Sollevato? Piuttosto mi sento ancora di più responsabilizzato”: queste sono le prime
parole dette all’ANSA da Francesco Aquaroli, deputato di Fratelli d’Italia, indicato come candidato presidente della Regione Marche per il centrodestra nell’accordo raggiunto dai leader nazionali, dopo mesi di incertezza.
Giorgia Meloni aveva indicato il suo nome, già lo scorso novembre, e ha continuato a sostenerlo senza cedimenti.
Quarantacinque anni, consigliere regionale del Pdl e poi di Fratelli d’Italia dal 2010 al 2014 e in seguito sindaco della sua città , Potenza Picena (Macerata) fino all’elezione alla Camera nel 2018, Acquaroli è però tornato di recente alla ribalta per un episodio
Ovvero per la festa dedicata al Ventennio ad Acquasanta Terme cui hanno preso parte (ma sono solo passati “a salutare”) due esponenti di Fratelli d’Italia: il sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti e, appunto, proprio l’allora “semplice” deputato marchigiano Francesco Acquaroli.
La cena è stata organizzata il giorno dell’anniversario della marcia su Roma. Sulle tavole c’erano menù con fasci littori e foto del Duce ed altri riferimenti al fascismo accostati a quello del partito di Giorgia Meloni.
Alla fine a prendersi la responsabilità per l’accaduto era stato il segretario provinciale Fdi di Ascoli Piceno Luigi Capriotti che in una nota chiede scusa e si assume “tutte le responsabilità in merito alla vicenda della cena ad Acquasanta Terme”.
E venne così fuori che la cena era in realtà un’assemblea di Fratelli d’Italia organizzata da Capriotti “per parlare, insieme ad alcuni militanti del partito, dei principali problemi del nostro territorio, con un’attenzione particolare alla questione relativa alla ricostruzione post sisma”.
Insomma, era tutto un equivoco. Come al solito, come sempre.
Com’è che diceva Ezra Pound? “Se un uomo non ha il coraggio di combattere per le sue idee, o le sue idee non valgono niente o non vale niente lui”
(da “NextQuotidiano”)
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Giugno 21st, 2020 Riccardo Fucile
IL GENERALE FU A CAPO DELLE TRUPPE ITALIANE NEL 1888 INVIATE DAL GOVERNO CRISPI A COLONIZZARE L’ERITREA
A casa ha ancora una sciabola del trisavolo in cantina: «Il razzismo? Stiamo andando in
una direzione preoccupante: proprio per questo parlarne, e parlare anche della nostra storia coloniale, è importante»
Quando ha visto il busto del suo trisavolo, il generale Antonio Baldissera ricoperta di vernice rossa per l’azione di alcuni attivisti anti-razzisti a Roma, ha alzato le spalle.
E sorriso. «In un momento come questo, le azioni simboliche e non violente sono da capire», dice Luca Baldissera, trisnipote del generale che fu a capo delle truppe italiane nel 1888 e la cui effige — uno dei 229 busti di italiani illustri della passeggiata del Pincio a Roma — è stato ricoperto di vernice rossa dagli attivisti della Rete Restiamo Umani sulla scia del movimento Black Lives Matter.
«Se questi gesti fanno riflettere lo scopo è raggiunto, e vale più di un busto che — tra l’altro — con 10 minuti di idropulitrice ritorna come nuovo», sorride. Antonio Baldissera «era il fratello del mio trisnonno».
50 anni, Luca si occupa della comunicazione per un’azienda di abbigliamento sportivo. Scrive anche per testate specializzate nel tennis, sport di cui è anche allenatore. È di Udine, lì dove la famiglia ha le sue origini, e oggi vive a Trieste. «Il generale ha avuto due figlie che a loro volta non hanno avuto figli. Suo fratello invece sì e ora quella linea Baldissera finisce con me, non ci sono altri discendenti», racconta. «Ai figli — che non ho — racconterei quello che si sa. Contestualizzando ma non edulcorando, ecco».
Cosa ha provato quando ha visto ha visto il busto del trisavolo ricoperto di vernice rossa?
«Ho pensato che la storia di quel periodo andrebbe studiata di più: Antonio Baldissera non era il negriero peggiore. Anzi, per il suo approccio più volto alla diplomazia con le tribù, rispetto al cieco massacro a occhi chiusi che andava tanto di moda, era stato pesantemente criticato in Italia. Però, come ho scritto su Facebook: alla fine chi se ne importa. Pure se illuminato per l’epoca, il trisavolo sempre un negriero restava. Se passa il messaggio, per me va bene così. E pace per le statue: è un gesto, quello degli attivisti, che capisco perfettamente».
In famiglia avete parlato di quell’epoca storica, dell’Eritrea, del passato colonialista italiano?
«Poco. Più che altro al liceo ho avuto professori di storia molto interessati a questo mio avo illustre. Ho letto qualche documento originale dell’epoca che avevamo a casa, per capire personalmente come si erano svolte le vicende. Ma alla fine non era un grande argomento».
Cosa ha scoperto da quei documenti?
«Avevo a casa una prima pagina della Domenica del Corriere con una vignetta satirica che raffigurava il generale come un re nero, con le collane di oro e tutto, e le schiave con i ventagli di pavone, per criticarne l’atteggiamento non abbastanza intransigente. Anche la famosa filastrocca citata da Silone in Fontamara (“Non ti fidar della gente nera, o Baldissera”) era figlia delle posizioni politiche di Francesco Crispi e compagnia bella. E poi a casa ho ancora qualche cimelio del Generale, conservato da mio padre. La sciabola da parata, per esempio, che credo sia in cantina», spiega».
E perchè secondo lei se ne parlava poco?
«Per me era interessante. Per altri in famiglia — per esempio per i nonni che avevano fatto due guerre — forse meno. Non so perchè, alla fine. In generale il colonialismo italiano è sempre passato sotto traccia, anche a livello di divulgazione. I militari però sanno tutto. Ricordo quello che mi è successo alla visita di leva: ‘Beh, Baldissera, vista la storia della tua famiglia, farai sicuramente la carriera militare, vero?’, mi ha chiesto un colonnello. Ho dovuto trattenermi dal ridergli in faccia».
Cosa pensa di tutta la polemica che si è sviluppata intorno al movimento Black Lives Matter e delle statue abbattute?
«Per lavoro mi capita di andare per alcuni mesi all’anno negli Stati Uniti: seguo il tennis professionistico, vado a New York, California, Florida. Il razzismo è evidente e impressionante. Non vedi mai, mai, una persona che non sia nera o messicana a girare hamburger, fare le stanze e le pulizie negli alberghi, stare alla cassa dei 7-Eleven nei turni di notte. C’è anche molta ghettizzazione: i quartieri bianchi e belli stanno da una parte, i “black neighbourhoods” dall’altra, così ben separati che è capitato che ci fossero incidenti anche gravissimi (hanno sparato) solo perchè un nero “passava dove non doveva”. Parlo di Miami, Los Angeles… Nel Midwest non sono mai stato, ma mi dicono sia anche peggio. Sono al 100% un sostenitore di BLM, e francamente ci mancherebbe altro».
E cosa pensa del dibattito in Italia sulla statua di Indro Montanelli, pure imbrattata da un collettivo di studenti?
«Trovo Montanelli e quello che racconta di avere fatto stomachevole, così come chi lo difende. Le statue… Mah, dipende dal contesto. In ogni caso una statua è nulla rispetto alla vita reale della gente. In Italia il razzismo mi sembra più un discorso di propaganda per la destra che un problema reale: proprio perchè i numeri sono ben diversi. Certo, stiamo andando su una strada preoccupante anche noi: proprio per questo parlarne, e parlare anche della nostra storia coloniale, è importante».
(da “Open”)
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