Giugno 3rd, 2020 Riccardo Fucile
IL RELATORE E’ UN LEGHISTA CHE AVEVA VOTATO PER IL RIPRISTINO DEL PRIVILEGIO UNA SETTIMANA FA
È iniziata a Reggio Calabria, la seduta del Consiglio regionale, convocato con urgenza dal
presidente dell’assemblea Domenico Tallini, con un unico punto all’ordine del giorno, per procedere all’abrogazione totale della norma con la quale sono state apportate modifiche a due articoli della Legge regionale sui vitalizi.
La convocazione èstata decisa dopo le polemiche seguite all’approvazione, nella scorsa seduta, delle modifiche alla legge regionale.
La nuova norma della legge aveva cancellato la norma che non ammetteva “alla contribuzione volontaria il consigliere regionale la cui elezione sia stata annullata”.
Oggi il presidente Tallini presenta una proposta di legge di abrogazione della nuova norma. Relatore in Aula è il consigliere della Lega-Salvini, Filippo Mancuso.
La seduta si svolge a porte chiuse per l’emergenza Covid. L’acceso in aula è consentito solo ai consiglieri regionali, ai componenti della Giunta e al personale d’aula.
Ora, non sfuggirà che all’epoca la legge è stata votata anche dal gruppo della Lega: e proprio oggi il gruppo della Lega, con Mancuso relatore, cambia ufficialmente idea nel giro di una settimana.
Ovviamente non bisogna prendersela tanto con la Lega della Calabria. Perchè persino il suo segretario Matteo Salvini è andato in tv (da Giletti) a dire che “La politica deve riprendere spazio, ma se in Calabria anzichè pensare alla Statale 106 si occupano di vitalizi….facciamo che non hanno letto bene…Per quello che riguarda la Lega va ritirata quella roba lì”.
Dopo che loro l’avevano votata, come era scritto su tutti i giornali.
Non è tutto così meraviglioso?
(da “NextQuotidiano”)
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Giugno 3rd, 2020 Riccardo Fucile
“QUI NON C’ABBIAMO UNA LIRA E TU TI METTI A FARE I SELFIE, E BASTA…”
Salvini dà ordine ai suoi di far entrare chi voglia foto con lui, ma dalle transenne c’è chi si
innervosisce: «E basta con queste cose, non servono a niente, vieni a parlare col popolo, qui non c’abbiamo più una lira e tu ti metti a fare i selfie!»
Paola De Caro sul Corriere della Sera racconta oggi un retroscena divertente sulla manifestazione del centrodestra per il 2 giugno, che ha portato agli assembramenti ben noti e a fare un pronostico a Ignazio La Russa: “Se qualcuno rischia di prendere il COVID, quello è Salvini”.
Meloni e Tajani però non rispondono al richiamo della folla: restano nel recinto, parlano ai giornalisti per qualche minuto, pochi i selfie, molta la voglia di evitare ogni immagine che, lo sanno, si ritorcerebbe loro contro. Salvini invece domina la scena. Si mette al centro, si cala la mascherina, si offre alle foto. Gli alleati hanno capito che non è cosa: dopo dieci minuti, escono dal recinto: «Basta, andiamo, qui è finita». Si allontanano in fretta.
Salvini resta almeno altri venti minuti e dà ordine ai suoi di far entrare chi voglia foto con lui, ma dalle transenne c’è chi si innervosisce: «E basta con queste cose, non servono a niente, vieni a parlare col popolo, qui non c’abbiamo più una lira e tu ti metti a fare i selfie!», grida una signora, poi un altro se la prende col leader: «Ancora con questi selfie?!» e lui lo sente: «Beh, che fastidio ti dà , che problema hai?». E, alla fine, è quasi showdown: «Io la mascherina la metto, ce l’ho – rivendica – ma sono felice di sapere che i contagi sono bassi e che gli esperti dicono che il virus sta morendo…».
Alla fine anche Tajani è molto imbarazzato, tanto da far finta di non aver visto:
Era necessario fare questa manifestazione in tempi di distanziamento?
«Noi avevamo un solo obiettivo: abbiamo aderito alla manifestazione che ci è stata proposta per dare il senso dell’unità del centrodestra, e abbiamo chiesto a tutti di rispettare ogni regola. Abbiamo anche, con Maurizio Gasparri, fatto allontanare alcuni manifestanti che non ci sembrava avesse senso partecipassero proprio per evitare ogni problema…».
Salvini si è tolto la mascherina ealla fine del corteo ha fatto decine e decine di selfie. Come lo giudica?
«Ah non lo so, me lo dice lei. Io non ho neanche visto, ho parlato alle telecamere, ho tenuto sempre la mascherina e a fine corteo sono subito andato via… Io assieme alla Meloni».
(da “NextQuotidiano”)
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Maggio 31st, 2020 Riccardo Fucile
L’ASSESSORE CHE SMENTISCE IL GOVERNATORE, BERTOLASO CHE SI ARRAMPICA SUGLI SPECCHI: I DETTAGLI DELLA COMMEDIA DEI PUPI
Alla fine spunta una nota, una lettera d’invito con la data del 20 maggio. C’è la firma del presidente
della Regione Nello Musumeci e un numero di protocollo, 12087.
È giallo però sulla presenza in Sicilia dell’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso e su una consulenza che gli sarebbe stata affidata dalla Regione:
Bertolaso è stato avvistato a Palermo il 27 maggio, ha mangiato in un’osteria del centro storico di Palermo con una tavolata della quale facevano parte anche il presidente della Regione Nello Musumeci e l’assessore regionale alle Attività produttive Girolamo Turano. “Prenderà il posto di Antonio Candela”, ha ricostruito il giorno dopo il Giornale di Sicilia. “No, non è vero”, ha detto giovedì in conferenza stampa lo stesso Musumeci.
“Si trovava in Sicilia per ragioni di lavoro”, ha corretto ieri pomeriggio l’assessore alla Salute Ruggero Razza.
La versione ufficiale, suffragata adesso dalla presunta lettera del 20 maggio, è che Bertolaso sia stato invitato da Musumeci in Sicilia per “partecipare ad una riunione inerente l’emergenza Covid-19”.
Nella lettera c’è anche un passaggio esplicito sulla possibilità di aggirare la quarantena, imposta invece a chiunque venga nell’Isola per motivi turistici: e non è un dettaglio, perchè giovedì in conferenza stampa il governatore aveva evocato apertamente la natura turistica della presenza di Bertolaso nel Trapanese.
“Sapevo che Bertolaso andava a Trapani dove ormeggia la sua barca – ha detto il governatore all’agenzia Agi – così ci siamo incontrati e abbiamo mangiato assieme qualcosa. Abbiamo affrontato tanti temi, ma mai parlato di affidargli il posto di Candela”. Così, ieri mattina, il quotidiano La Sicilia si era chiesto perchè a Bertolaso fosse concessa la possibilità di venire in Sicilia per motivi turistici mentre a tutti gli altri, residenti di ritorno inclusi, è imposto l’auto-isolamento per 14 giorni.
“Giolitti – attaccava così il presidente dell’Antimafia Claudio Fava – diceva che ‘per gli amici le leggi si interpretano’ e oggi lo dicono anche Musumeci e Razza.
Costretto, quest’ultimo, a smentire il suo stesso presidente pur di salvare la faccia.
Infatti, se per uno Bertolaso era qui ‘per motivi personalì e, quindi, avrebbe dovuto osservare la quarantena, per l’altro era qui per lavoro, pur di non ammettere l’evidenza”.
L’ex capo della Protezione civile ora sostiene di essere stato chiamato nell’Isola per “studiare il modo migliore per consentire ai turisti di venire qui tranquilli e sicuri e ai siciliani di evitare di essere contaminati”
Evidentemente per la Regione sarà stato impossibile organizzare una semplice video-conferenza.
(da agenzie)
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Maggio 31st, 2020 Riccardo Fucile
LA GRANDE ETICA DI TOTI: “QUESTA E’ POLITICA, ALTRIMENTI UNO FA IL PRETE O IL VOLONTARIO”…OPPURE NON VOTA PER UN SOGGETTO COME TE
C’è un piccolo caso mediatico-giudiziario già ribattezzato dalla stampa locale “Serafini-leaks” che sta smuovendo ambienti politici della regione Liguria e che riguarda un’indagine che è stata aperta con l’ipotesi di reato di abuso d’ufficio, a carico di ignoti, avviata a seguito di un esposto presentato da Elisa Serafini, collaboratrice di TPI ed ex Assessora al Marketing Territoriale e alla cultura del Comune di Genova, eletta con una lista civica a sostegno del Sindaco Marco Bucci (Lega).
Elisa Serafini aveva reso pubbliche alcune vicende all’interno del suo libro “Fuori dal Comune”, pubblicato in maniera indipendente pochi giorni fa, denunciando di aver subito “numerose pressioni per assegnare fondi pubblici a soggetti non legittimati a beneficiarne”. Parenti di politici, sostenitori delle campagne elettorali ed ex candidati: tutti soggetti che avrebbero ricevuto poi incarichi di consulenza e fondi dal Comune di Genova o da soggetti legati politicamente agli enti locali.
Dagli atti pubblicati dal Fatto Quotidiano risultano messaggi inviati da Serafini al governatore della Regione Liguria Giovanni Toti:
Elisa Serafini: “Darò le mie dimissioni: mi è stato chiesto di fare cose contro la mia coscienza e contro la legge”.
Giovanni Toti: “In che realtà vivi? Per fare il bene bisogna sapere coltivare il male. E’ politica, sennò uno fa il prete o il volontario”.
Uno degli episodi contestati riguarderebbe l’assegnazione di una consulenza da 30mila euro a una ex candidata della Lista Civica a sostegno del Sindaco. Inizialmente proposta sotto forma di progetto “culturale” con la stampa di 500 copie di un libro al costo di 50mila euro (come aveva rilevato Il Secolo XIX), poi trasformata in una consulenza per un fantomatico progetto con i giovani e, infine, in una mostra temporanea di fotografie costata 30mila euro di cui più della metà versati in consulenze.
Pressioni simili erano state denunciate anche da un altro consigliere comunale di maggioranza: Ubaldo Santi, il cui esposto ha dato il via ad un’inchiesta per turbativa d’asta in una vicenda che coinvolge la vendita delle farmacie comunali.
Serafini ha pubblicato su un sito apposito centinaia di fonti (omettendo dati sensibili), accessibili con una password indicata nel libro “Fuori dal Comune”, scegliendo una strada simile a quella degli “hacktivist” di Wikileaks.
Il Magistrato che sta indagando sui fatti presentati nell’esposto è Francesco Paolo Cardona Albini, è stato Pubblico Ministero al Processo relativo all’irruzione all’interno della scuola Diaz, all’epoca del G8 di Genova, nel 2001.
Il caso sollevato da stampa locale e nazionale è destinato a far discutere a lungo
(da TPI)
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Maggio 31st, 2020 Riccardo Fucile
“MILLE PERSONE DIETRO A UNO ZIMBELLO DEL WEB, SIAMO MESSI MALE. MA PARECCHIO MALE”
“Se ci avessero detto che questo ospite minore della Zanzara avrebbe portato le masse in piazza,
per giunta in tempo di pandemia, ci saremmo messi a ridere. E invece non c’è nulla da ridere, perchè — conclude Vasco — in questo paese la farsa ha preso ormai il posto della realtà . L’ignoranza regna, la rabbia a caso domina”
“Il problema non è solo che un migliaio di persone abbiano manifestato fregandosene del distanziamento sociale, e dunque sputando in faccia alla loro (e sticazzi) e alla nostra salute, ma che migliaia di persone — non solo a Milano — siano scese in piazza per seguire un personaggio caricaturale e marginale, da anni zimbello del web e della “politica”, convinto che il covid si curi con lo yoga e che il futuro sia il ritorno alla lira italica (io preferirei i sesterzi: li trovo più moderni)”.
Lo scrive Vasco Rossi in un post sul suo profilo Instagram riferendosi alla manifestazione promossa da Antonio Pappalardo.
“Se ci avessero detto che questo ospite minore della Zanzara avrebbe portato le masse in piazza, per giunta in tempo di pandemia, ci saremmo messi a ridere. E invece non c’è nulla da ridere, perchè — conclude Vasco — in questo paese la farsa ha preso ormai il posto della realtà . L’ignoranza regna, la rabbia a caso domina. E il buon senso è più fuori moda del mangianastri. Siamo messi male. Ma parecchio”.
(da agenzie)
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Maggio 30th, 2020 Riccardo Fucile
TUTTI I GUAI DEL CARROCCIO IN CALABRIA, LA PEDINA DI SALVINI FINISCE NELL’INCHIESTA PER MAFIA
Nella giornata di ieri, 28 maggio, l’operazione ‘Waterfront’ condotta dalla Dda di Reggio Calabria e
coordinata dal procuratore di Reggio Calabria Giovanni Bombardieri ha portato il G.I.P. Filippo Aragona a disporre provvedimenti cautelari nei confronti di 63 persone, imprenditori e pubblici ufficiali, ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d’asta, frode in pubbliche forniture, truffa aggravata per il conseguimento di erogazione pubbliche con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa, nonchè abuso d’ufficio e corruzione.
La notizia dell’operazione ha avuto ampia eco nazionale perchè tra gli indagati (con la sola accusa di reato, in concorso, di ‘turbata libertà degli incanti’ in riferimento ad una gara d’appalto indetta dal Comune di Polistena per la realizzazione di un eliporto a supporto dell’ospedale) c’è l’unico parlamentare calabrese della Lega, Domenico Furgiuele.
Il deputato, nell’unica dichiarazione resa ieri, si è detto tranquillo e ha annunciato che avrebbe sentito direttamente il Capitano in serata. Non si sa se il telefono sia squillato a vuoto, quel che è certo è che Matteo Salvini in Calabria non sa’ proprio più come raccapezzarsi.
Il leader leghista aveva già commissariato il Partito (a scapito dello stesso Furgiuele che ne era a capo) alla vigilia delle elezioni europee dell’anno scorso catapultando all’estremo sud il deputato bergamasco Cristian Invernizzi (tendenzialmente a causa delle contrapposizioni tra la fronda lametina che fa capo al deputato e quella di Reggio Calabria, con a bordo i fedelissimi dell’ex Presidente di Regione Peppe Scopelliti), poi promosso lo scorso febbraio ‘segretario regionale’ per tre anni, forse proprio per ‘occupare’ il posto in lista che fu di Furgiuele, in vista delle prossime elezioni politiche.
Ad inizio anno, Salvini aveva mandato in Calabria un altro dirigente nazionale, Walter Rauti, vice-responsabile nazionale enti-locali della Lega, a dare manforte a Invernizzi, accusato dai delusi militanti calabresi ‘della prima ora’ di aver ‘estromesso i giovani, i militanti e gli amministratori della Lega per inserire i trasformisti provenienti da altre formazioni politiche’.
E già , perchè, nonostante la promessa di vento di novità (datata dicembre 2018) decantata dal vice segretario nazionale della Lega Andrea Crippa, che affermava di farsi garante nel mettere alla porta gli ex sodali di Peppe Scopelliti e Mario Oliverio che nel loro partito volevano riciclarsi, il ‘caos liste’ per le scorse elezioni regionali ha portato all’estromissione di militanti storici, tra cui il segretario regionale della Lega Giovani Carmine Bruno ed il coordinatore provinciale Michele Gullace per favorire a Reggio Calabria l’elezione della attuale capogruppo Tilde Minasi, già consigliera regionale con la lista ‘Scopelliti Presidente’ ed espressione del Movimento per la sovranità di Gianni Alemanno.
A Cosenza, al netto degli imbarazzi causati dall’ex consigliere comunale di Corigliano Alfio Baffa per l’ormai noto video col sigaro nella vasca da bagno dove saluta il gruppo ‘Revenge porn’, è stato eletto un rappresentante della Coldiretti, Pietro Molinaro; mentre, a Catanzaro, si è preferito puntare su Filippo Mancuso, fedelissimo del ventennale Sindaco e Presidente della Provincia Sergio Abramo (vicino, ma mai troppo, a Fi), a scapito del coordinatore cittadino della Lega Antonio Chiefalo.
Sarà per questo che alle regionali calabresi Via Bellerio ha partorito un topolino: il 12,3% e 4 consiglieri, per l’appunto, non proprio ‘leghisti doc’.
Tant’è che pare, addirittura, che di recente il dirigente nazionale leghista Walter Rauti sia venuto alle mani con uno dei consiglieri eletti in un’ascensore nel palazzo della Regione (per motivi personali poi sfociati nella ‘ripicca’ annunciata dal consigliere di non voler più pagare la quota mensile al Partito).
Inoltre, oggi le federazioni, quando presenti, sono allo sfascio: a Crotone è faida tra il ‘pro-vita’ ed ex fedelissimo di Giancarlo Giorgetti, Giancarlo Cerrelli e l’attuale fedelissimo di Cristian Invernizzi, Salvatore Gaetano, mentre a Reggio Calabria è catfight quotidiano tra la capogruppo Tilde Minasi e l’anti-scopellitiano, primo dei non eletti ed ex Sindaco di Taurianova Roy Biasi.
A risolvere le beghe della Lega ci sta pensando Jole Santelli. Già , la Presidente di Regione, che nel portfolio-social vanta innumerevoli selfie con Domenico Furgiuele, qualche settimana fa ha chiamato il leader leghista per far prenotare un volo di solo andata per Milano allo ‘scomodo’ Walter Rauti, mentre in precedenza aveva risolto il ‘toto-assessori regionali’ in quota Lega facendo indicare dallo stesso Salvini per la nomina l’ex Fi e Fdi Nino Spirlì, suo grande amico; ha calmato i bollenti spiriti di Pietro Molinaro (e della Coldiretti) per la mancata nomina ad assessore all’agricoltura creando una nuova commissione regionale ad hoc (con un costo annuale di 500.000 euro) apposta per lui. Insomma, un lavorone che le farebbe meritare la doppia-tessera Fi-Lega, come fece il suo romano collega di Partito Francesco Giro qualche mese fa.
Jole Santelli ha ridimensionato prima elettoralmente e poi politicamente gli ‘invasori del nord’ che avevano il vento in poppa, ‘sventolando’ il suo supporter numero uno, il deputato di Fi Francesco Cannizzaro, che nei corridoi della Regione Calabria non fa mistero nel dire ‘finchè ci siamo noi la Lega non tocca palla’.
(da TPI)
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Maggio 29th, 2020 Riccardo Fucile
RACCOGLIE L’INVITO DI UN ASCOLTATORE E SALUTA PURE IL COMUNE INVENTATO CHE E’ UNA DELLA PARODIE PIU’ FAMOSE DI TWITTER
Chissà come si starà esaltando Matteo Doroteo, il consigliere di minoranza leghista del comune di
Bugliano, visto che Matteo Salvini — nel corso di una diretta Instagram— ha rivolto un saluto caloroso al comune inventato in provincia di Pisa.
Inventato, avete capito bene.
Perchè il Comune di Bugliano è uno degli account parodici più famosi di Twitter, che ha costruito una vera e propria realtà parallela al suo interno, fatta di bizzarri consigli comunali, di ordinanze strampalate e di iniziative al confine della realtà .
L’azione di trolling è una delle più incisive dell’intera bolla di Twitter in Italia. Molto spesso, diverse testate giornalistiche o diversi politici prendono molto sul serio i tweet del comune inventato in provincia di Pisa, amministrato dall’infallibile sindaco Fabio Buggiani, sempre attento a bilanciare le iniziative della parrocchia con quelle del locale circolo Arci. Lo ha fatto anche Matteo Salvini, quando un followers della sua diretta su Instagram, lo ha invitato a salutare Bugliano (Pisa).
Il leader della Lega, che con il territorio ha un rapporto viscerale, che conosce benissimo l’Italia per averla girata in lungo e in largo nel corso della sua campagna elettorale permanente, non se l’è fatto ripetere due volte: «Saluto gli amici del comune di Bugliano, in provincia di Pisa».
Ovviamente, l’account parodico del comune non aspettava altro e ha risposto con la solita ironia, proponendo il video dei saluti di Matteo Salvini: «Anche se in ritardo e se siamo di diversa visione politica — scrivono dalla fantomatica Sala consiliare Romeo Anconetani — salutiamo anche lei, sig. Salvini e le auguriamo ogni bene». Sipario.
(da agenzie)
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Maggio 24th, 2020 Riccardo Fucile
“CI PENSO IO A RISOLLEVARE LE SORTI DELLA LEGA”… TUTTI A SCULETTARE IN SPIAGGIA (LE MOTO D’ACQUA DELLA POLIZIA SONO AVVISATE)
Matteo Salvini si è messo in testa un’idea meravigliosa per risalire nei sondaggi che lo danno in
picchiata da quando è cominciata l’emergenza Coronavirus.
Un’idea necessaria perchè presto si andrà a votare nelle Regioni, ovvero Puglia, Campania, Toscana, Veneto e Liguria.
E se queste ultime due resteranno saldamente in mano al centrodestra, le altre tre potrebbero essere appannaggio facile del centrosinistra e la spallata al governo, rimandata dopo la sconfitta in Emilia-Romagna, dovrebbe essere ancora rimandata.
In più, la Lega nei tre mesi di emergenza è in costante caduta.
Il 34 di un anno fa esatto, Europee 2019, si è ridimensionato fino al 24,9 per cento che Euromedia Research di Alessandra Ghisleri ha accreditato due giorni fa.
Con quell’1,1 per cento perso solo nelle ultime due settimane che ha scosso parecchio i leghisti. Per questo, spiega oggi Carmelo Lopapa su Repubblica, Salvini ha un’ideona per invertire il trend:
«Ci penso io, questa estate, a risollevare le sorti della Lega, ci ripresenteremo più forti di prima proprio a ridosso delle amministrative e delle regionali», ha spiegato Matteo Salvini a tutto lo stato maggiore, in questi giorni, e allo stesso Zaia.
Il quale, ancora venerdì, sparava a pallettoni giudicando «inspiegabile il motivo per cui il governo dica che non si può andare a votare a luglio, ci sarebbero tutti i presupposti. Settembre significherebbe preparare le liste e fare campagna a Ferragosto. Io continuo a dire che non votare a luglio è una sospensione della democrazia».
Il capo invece ha studiato a tavolino con i responsabili della “Bestia” — Luca Morisi in testa — una vera e propria strategia di rilancio. I capi della macchina della propaganda social ed elettorale ritengono, come lui, che se la Lega è andata male è perchè il frontman ha dovuto interrompere la campagna porta a porta permanente portata avanti per due anni ininterrottamente in tutta Italia, perfino nei panni — anzi nei giubbotti militari — da ministro dell’Interno.
È stata una marcia trionfale almeno fino alle Europee di maggio di un anno fa e al tracollo agostano del Papeete (e del governo).
Per questo ha detto in questi giorni al fedelissimo patron del Papeete, l’eurodeputato Massimo Casanova, di prepararsi, perchè una puntata di qualche giorno a Milano Marittima intende farla anche quest’anno, tra fine luglio e inizio agosto.
Primo, per non darla vinta «ai radical chic che per un anno lo hanno bollato come quello del Papeete». Secondo, per dimostrare che bisogna far ripartire il turismo e aiutare gli imprenditori italiani. Evidentemente non si rende conto che rischia un clamoroso autogoal.
(da “NextQuotidiano”)
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Maggio 23rd, 2020 Riccardo Fucile
LA SOCIALITA’ SARA’ VISSUTA IN MODO DIVERSO
Un sondaggio condotto da Facile.it ha fatto emergere una serie di realtà sulla vita che gli italiani
sono disposti a condurre dopo la fine del lockdown.
La crisi sanitaria causata dal coronavirus ci ha cambiati, su questo non c’è dubbio. Mentre studiosi, sociologi, economisti e scienziati cercano di spiegarci in che direzione andrà la nostra società , da un semplice sondaggio emergono realtà molto interessanti.
Come quella delle vacanze, che non ci saranno per 7 milioni di italiani la prossima estate. O come la dimensione del divertimento, che subirà radicali cambiamenti con un emblematico 60,4% degli intervistati che si dice disposto a tornare a mangiare nei ristoranti solo a partire dal prossimo anno.
Stiamo vivendo un «momento di transizione, non è scattato ancora il totale ritorno alla normalità », spiega il sociologo Nicola Ferrigni in un’intervista rilasciata ad HuffPost. «Siamo dubbiosi, perplessi, abbiamo giustamente paura. Ma non è solo questo», aggiunge. Durante il lockdown abbiamo sperimentato una «riscoperta di noi stessi», un «ritorno alla vera ‘normalità ‘, quella fatta di rapporti più autentici. Abbiamo riscoperto i profumi, gli odori, i sapori, ponendoci in una dimensione di silenzio e di ascolto di noi stessi».
Di tutto questo cambiamento entra a far parte anche la nostra concezione di divertimento, con solo il 13,3% delle persone che si dice non solo pronto, ma anche desideroso di tornare a mangiare fuori.
In questi due mesi «credo che ciascuno abbia fatto delle riflessioni interne e il silenzio sia stata la dimensione che ci ha portato a ripensare il modo di vivere. Non so a quanti interessi tornare a quel ritmo che era di fatto un’aritmia sociale, anche nel tempo dello svago», dice il professore associato di Sociologia presso l’Università degli Studi “Link Campus University”.
«Non c’è dubbio che le regole anti-covid, che sono sacrosante, un po’ scoraggiano ad esempio il desiderio di andare al ristorante. Ma credo che abbiamo riscoperto un nuovo modo di divertirci e di passare il tempo. Cucinare in casa, ad esempio. Il corpo, la gola hanno provato sensazioni nuove», sottolinea. Una nuova realtà dello svago fatta dall’assaporare momenti che, fino ad oggi, erano privilegi come «una colazione o un pranzo o una cena in casa ».
Si tratta di nuove possibilità che molti stanno esplorando grazie allo smart working.
(da “Huffingtonpost”)
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