Marzo 15th, 2021 Riccardo Fucile
MEGHAN E LA REGINA RITRATTE COME FLOYD E L’AGENTE CHAUVIN
Charlie Hebdo torna a testare i limiti della satira. Nell’ultima edizione la rivista francese ha voluto
riprendere il caso delle accuse di razzismo nei confronti della famiglia Reale inglese dopo l’intervista di Oprah Winfrey a Meghan Markle in cui l’attrice aveva raccontato dei presunti timori da parte dei reali britannici per il colore della pelle del figlio avuto con il Principe Harry.
Sulla copertina si vede una rappresentazione della Regina Elisabetta che si sfrega le mani con fare diabolico mentre fa pressione con il ginocchio sul collo di Meghan Markle.
Un’immagine che evoca volutamente il soffocamento di George Floyd, l’uomo afroamericano di 46 anni la cui uccisione per mano dell’agente di polizia bianco Derek Chauvin il 25 maggio scorso aveva scatenato un’ondata di proteste per la tutela dei diritti dei cittadini afroamericani negli Stati Uniti.
Non a caso nel cartone intitolato «Perchè Meghan ha lasciato Buckingham Palace» l’attrice americana risponde: «Perchè non riuscivo più a respirare». Un’allusione all’ambiente asfittico e oppressivo della monarchia britannica, così come è stato raccontato e denunciato dalla stessa Markle.
La decisione di rappresentare in chiave ironica l’uccisione di Floyd non è piaciuta a molti. Intervenendo su The Guardian per esempio la presidente del think tank britannico sull’uguaglianza Halima Begum ha definito il cartone «offensivo». «Non fa ridere e non sfida il razzismo ma piuttosto banalizza il tema», ha dichiarato Begum. Come riporta un altro quotidiano, The Independent, sui social media non mancano i commenti da parte di utenti che considerano l’ultima vignetta di Charlie Hebdo un errore o, peggio ancora, una rappresentazione «palesemente razzista».
(da agenzie)
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Marzo 15th, 2021 Riccardo Fucile
IL LEADER DEI SEDICENTI GILET ARANCIONI “CONDANNA, MA…”
Ha trascorso la sua estate ad aizzare la folla contro le decisioni del governo per tentare di limitare la diffusione della pandemia da Covid. Ha organizzato manifestazioni che hanno chiamato in piazza migliaia di italiani che protestavano contro l’uso della mascherina e il distanziamento sociale.
Antonio Pappalardo, ex generale dell’Arma dei Carabinieri (ora in congedo), è uno dei personaggi socio-politici che ha offerto il peggio del peggio durante questo difficile anno. Eppure, oggi, riesce a condannare quanto accaduto davanti alla sede dell’Istituto Superiore di Sanità , ma. Sì, perchè per lui c’è sempre un però.
“Condanniamo fermamente questo atto di violenza, perchè non è ammissibile che in un paese democratico come il nostro, o che almeno dovrebbe esserlo, per imporre le proprie ragioni e lamentele si vada ad incendiare la porta di un’istituzione pubblica”, ha detto Antonio Pappalardo raggiunto telefonicamente da AdnKronos.
Fino a qui tutto bene e, forse, l’ex generale poteva riagganciare la cornetta e salutare. Senza proseguire. E invece: “Non è accettabile, ma c’è un malessere enorme della società , una sofferenza di tante persone. E il premier Draghi non può continuare a tempestare con il solo monito ‘vaccinatevi’ ‘vaccinatevi, ‘vaccinatevi’. Il vaccino è facoltativo, non obbligatorio”.
Il vaccino, infatti, è facoltativo e non obbligatorio. Non vi è alcuna legge, se non quella regionale in Puglia (e si sta valutando anche in Liguria) per gli operatori sanitari, che obblighi gli italiani a immunizzarsi.
Lo Stato si limita a sensibilizzare i cittadini alla vaccinazione, unica soluzione per uscire dalla pandemia. Sicuramente un rimedio migliore rispetto alle manifestazioni senza mascherine e senza distanziamento sociale, vestiti di arancione.
Il bue che dice…
Mesi e mesi, prima di un silenzio dettato dalle evidenze scientifiche (numero di contagi, decessi, ricoveri e terapie intensive affollate), ma poi il ritorno ai vecchi motti arancioni: Pappalardo torna a parlare di “annientamento del cervello delle persone” che “spesso si sortisce l’effetto contrario”.
O, forse, è la propaganda antiscientifica sua e dei gilet arancioni ad aver dato adito a un pessimismo scettico nei confronti di dati — purtroppo — reali.
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 14th, 2021 Riccardo Fucile
“SERVONO PER FAR RIPARTIRE IL PAESE”
La guida su come cambiare idea su uno stesso tema viene fornita direttamente da quei politici che
prima criticavano le chiusure, ma una volta al comando le giustificano e le ritengono necessarie.
Lega e Fratelli d’Italia hanno fatto scuola in questo senso, adesso si accoda anche Mariastella Gelmini (da Forza Italia), che magicamente sostiene come le chiusure adesso siano utili per ripartire in futuro.
“Purtroppo l’Rt ha superato l’1 in tutto il Paese, venerdì abbiamo contato 27 mila nuovi contagi e quasi 400 morti. Senza misure così rigorose, fra due settimane ci saremmo ritrovati con 40 mila casi al giorno e il doppio delle vittime. Il governo non ha potuto fare altro che prendere atto, con rapidità , del drammatico impatto delle varianti”.
Il ministro per gli Affari regionali e le autonomie: “Avremmo preferito certamente parlare di riaperture e ci toglie il sonno aver dovuto sospendere le lezioni in presenza per moltissimi ragazzi, ma mi sentirei in imbarazzo a dire che va tutto bene, quando da inizio anno abbiamo avuto oltre 25 mila morti”
Appunto, i morti prima non contavano, oggi sì perchè è ministra.
(da agenzie)
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Marzo 1st, 2021 Riccardo Fucile
POSTA SU FB CAGNOLINI, BUD SPENCER E PAUSINI, LE PROVA TUTTE MA ANNASPA: COME FARE SENZA DARE LA COLPA AL GOVERNO PER LA CHIUSURA DI BAR E RISTORANTI?
Difficile stare al governo e non poter dire che è tutto sbagliato quando la terza ondata incombe e mezza
Italia diventa arancione.
Ancora più difficile se poi il presidente del Consiglio Draghi è d’accordo con la linea del rigore portata avanti dal ministro della Salute Speranza.
Salvini non riesce a parlare quasi più di niente. E sui social si trova in grandissima difficoltà .
Da quando si è insediato il governo, anzi ancora prima, da quando ha iniziato la sua svolta europeista, il leader della Lega ha visto crollare i suoi numeri su Facebook: in 15 giorni, la pagina Facebook di Salvini è passata (Insight alla mano) dagli oltre 10 milioni di interazioni settimanali agli attuali 5,7 milioni, con un calo di quasi il 100% che ha, di fatto, dimezzato l’engagement del “capitano”.
Non solo. Il tasso di interazione è crollato: i 61 post pubblicati nell’ultima settimana (alla data di oggi) hanno “ingaggiato” appena 5,7 milioni di persone, il che significa che il numero medio di interazione a post è sceso sotto la soglia psicologica dei 100k a post.
E cosa può fare il “Capitano”?
Prova a parlare della qualunque. Di temi che spera sia condivisi dal suo pubblico e non gli facciano arrivare critiche. Oltre alla sua bimba che prima appariva solo in occasioni speciali sui social, mentre ormai la piccola Mirta è presente con il suo papà ogni giorno, Salvini in questi giorni ci ha deliziato con il suo apprezzamento a Bud Spencer. E che dire delle pucciosisime foto di animaletti che scaldano i cuori di tutti? Ultima della serie è stata Laura Pausini, che ha vinto il Golden Globe: Salvini la esalta con un post patriottico al grido di ” l’Italia dell’arte e della musica che vince nel mondo”:
A parte le condivisioni bassine per la pagina Facebook che la Bestia aveva portato a essere una corazzata social però è divertente notare come insieme ai complimenti alla cantante tra i commenti ci sia qualcuno che ha mangiato la foglia: “Brava Laura…ma sinceramente abbiamo bisogno di uscire da sta pandemia. Zero distrazioni e cercate di organizzare in tempo zero la campagna vaccinale”, scrive qualcuno.
Altri sono ancora più espliciti: “A me di Laura Pausini non mi frega nulla. Pensa a noi che ti abbiamo eletto e che probabilmente non lo faremo più”, ma anche “Con questo post sulla Pausini, totalmente fuori luogo, hai proprio cacato fuori dal vasetto…”. C’è chi chiama addiruttura “ipocrita” il “Capitano”
(da “NextQuotidiano”)
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Febbraio 27th, 2021 Riccardo Fucile
ORA CASAPOUND, SCIOLTO IL PARTITO E RESTATO SOLO MOVIMENTO, APPOGGIA FRATELLI D’ITALIA
L’ultimo velo su CasaPound cade a Maccarese, quattromila anime sul litorale laziale. Quando l’altro giorno i poliziotti sono entrati nella sede dell’associazione Fons Perennis – collegata a CasaPound e, di fatto, la base del movimento in zona – la scena ha lasciato spazio a pochi dubbi: accanto a un busto di Benito Mussolini e a stampa neonazista inneggiante agli squadroni della morte di Hitler, c’era un tabernacolo, utilizzato – ritengono gli investigatori – per delle messe in omaggio ai criminali di guerra nazisti.
Quel Priebke morto (“mai pentito”) l’11 ottobre 2013 all’età di cento anni a Roma e sepolto in gran segreto dallo Stato nel cimitero all’interno di un carcere. E Heinrich Himmler, il vice del Fà¼hrer, nonchè organizzatore della Soluzione finale all’origine dell’Olocausto.
Al momento del blitz degli agenti nello stabile di Maccarese, di proprietà dell’Asl e sgomberato sulla base di un decreto di sequestro del gip di Civitavecchia, c’era solo il guardiano: ma è il materiale rinvenuto dagli agenti che interessa.
Scopre, fuor di metafora, gli altarini di CasaPound. La sede di Fons Perennis – stando a quanto riportato dalla polizia – veniva utilizzata per incontri dai “leader nazionali” dell’ex partito (oggi di nuovo movimento). Ai vertici di CasaPound Italia ci sono il fondatore e presidente Gianluca Iannone, i due vice Andrea Antonini e Marco Clemente e il portavoce ed ex segretario politico Simone Di Stefano (Iannone e Di Stefano sono pregiudicati).
A processo a Bari per tentata ricostituzione del partito fascista e violenze, le tartarughe frecciate dal 2003 occupano abusivamente a Roma la loro sede principale, in via Napoleone III, quartiere Esquilino, centro storico. Un edificio pubblico di 60 vani, composto da almeno una ventina di appartamenti. Una costante, quella delle occupazioni abitative. E occupata era anche la sede di Fons Perennis a Maccarese.
Chi sono, quelli di Fons Perennis? Il simbolo è formato da due rune incrociate. “Lo scopo dell’associazione è promuovere la ricerca culturale tradizionale e l’incontro tra le persone al fine della crescita degli individui”, si legge sul sito dove compaiono immagini di bandiere e di iniziative di CasaPound.
“In una società come quella contemporanea, proponiamo un approfondimento al fine della conoscenza di noi stessi”. Insomma, “un percorso di conoscenza” interiore. Che passava anche dall’ammirazione e dalla devozione per i boia nazisti.
L’attività di Fons Perennis ruota intorno alla runologia esoterica e alla mistica del culto solare (un tempo rappresentata dalla svastica, simbolo della salvezza dalle tenebre portate dal male), e dunque gli immancabili solstizi d’inverno e d’estate, i campi invernali.
Un programma che prevede anche alcuni rituali buddhisti. Il calendario 2015 di Fons Perennis? Una grafica con le due rune e la bandiera della tartaruga di CasaPound.
Da parte dei vertici del movimento, per ora, non è arrivato nessun commento alla vicenda. La sensazione è che questa storia di pane, vino e nazismo rappresenti l’ennesima tegola sui “fascisti del terzo millennio” (“sì, siamo gli eredi del fascismo”, disse Di Stefano). Dopo i flop elettorali, a giugno del 2019 i capi di Cpi hanno dichiarato conclusa l’esperienza politica come partito: le tartarughe nere sono tornate ad essere un movimento. Sempre più lontani dalla Lega di Matteo Salvini (con la quale dal 2014 al 2016 strinsero un’alleanza sovranista) e sempre più vicini a FdI. Che sosterranno alle prossime elezioni amministrative a Roma con la lista “Volontà romana”.
Ma la parabola di CasaPound dipenderà molto dall’esito del processo a Bari: un’eventuale sentenza che dovesse accertare la tentata ricostituzione del partito fascista potrebbe decretarne il definitivo tramonto. Forse le messe dedicate ai miti nazisti servivano a propiziare buona sorte.
(da “La Repubblica”)
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Febbraio 15th, 2021 Riccardo Fucile
“STAI ZITTO, HAI ROTTO LE PALLE A TUTTE LE DONNE, DOVRESTI ESSERE RADIATO DALL’ORDINE DEI GIORNALISTI”: FINALMENTE UNA CHE GLI HA RISPOSTO COME MERITA
Asia Argento vs Pietro Senaldi. “Quello che fai col tuo giornale è giornalismo da quattro soldi, dovresti essere radiato dall’ordine”.
Questo perchè Senaldi ha continuato a ripetere una frase della donna che — se estrapolata dal contesto — può sembrare quantomeno “strana”. E ovvero: “Lo stupro mi ha arricchito”, dando il là al direttore di Libero.
Da lì la bufera: lui l’attacca per aver pronunciato una frase del genere. E dice: “Come si fa a dare questo messaggio alle donne? Lo stupro non può arricchire”.
E lei: “Come al solito estrapoli una frase da un contesto già ampio e ci fai un titolo”. Quello che infatti intendeva dire l’attrice — e lo ha più volte poi ripetuto in studio — era che dopo aver denunciato pubblicamente lo stupro ha avuto la possibilità di conoscere molte donne abusate. E vivere le loro storie e poterle aiutare le ha dato l’opportunità di crescere come persona.
Una discussione con lei che si toglie dal piede una scarpa e dice a Senaldi: “Stai zitto, hai rotto le palle a tutte le donne, ti infilo il tacco in bocca come in un film di Dario Argento. Hai un’anima sporca”. E lui che urla: “Sei una donna violenta”.
A porre fine alla parentesi (che era dedicata all’affaire Genovese), è stata l’avvocata di Asia Argento, che ha chiarito che “lei ha detto che quell’esperienza negativa le ha consentito di avere la forza di tirare fuori questo dramma che ha vissuto e di condividerlo con altre persone, perchè il silenzio è un’altra forma di violenza. Questo è importante”.
(da agenzie)
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Febbraio 4th, 2021 Riccardo Fucile
UNA CACCIA ALLE QUALITA’ SUPERFLUEE CHE FANNO SCOLORIRE IL CURRICULUM
Il look “istituzionale” scelto per la convocazione al Quirinale, come se i precedenti presidenti incaricati fossero andati dal capo dello Stato in infradito e bermuda. La preghiera delle suore clarisse. L’apprezzamento per i piatti comuni della tradizione, roba frugale: ravioli e salsiccia. L’uomo “normale” che compra i croccantini per il suo cane, un bracco ungherese, al supermercato. Ancora più “normale” la first lady designata, “origini aristocratiche ma modi semplici”. E poi la dirittura morale: non faceva la “spia” con i professori. L’intelligenza: “Era bravo in matematica”. Non solo la rapidità a far di calcolo, ma anche un certo atletismo: “Giocava bene a basket”. Perfino qualche potere taumaturgico, rintracciabile nelle coincidenze: ha ricevuto l’incarico nel giorno di San Biagio, che guarì un bambino salvandogli la vita e quindi, ecco, “ci auguriamo che e gli auguriamo che possa aiutarci a guarire l’Italia e noi da queste due terribili pandemie: quella sanitaria e quella economica che ne deriva”.
Nel 2011 fu il loden di Mario Monti, oggi — dieci anni dopo — sono bastate 24 ore perchè si siano moltiplicati simboli e azioni che farebbero di Mario Draghi l’uomo giusto per salvare l’Italia dalla crisi di governo e gestire il mondo nuovo che si schiuderà dopo la fine della pandemia. Approfondite indagine sulle qualità — superflue per un presidente del Consiglio — che fanno quasi scolorire il curriculum dell’ex numero uno della Banca Centrale Europea. Così mentre a Volturara Appula, paese di Giuseppe Conte, si grida al “complotto”, ci informa La Stampa, a Città della Pieve è tutto un fremito per l’illustre concittadino che, dopo aver salvato l’euro, ora è chiamato a salvare l’Italia. E anche nel quartiere Parioli, casa romana dell’ex presidente della Bce, sono tutti convinti che “può fare solo bene al Paese”. La signora Margherita racconta all’Ansa che le qualità di Supermario sono percepibili da distanza siderale, basta solo guardarlo: “Io abito a duecento metri da casa sua, l’ho visto spesso. È una persona di una dirittura morale eccezionale”. La dirittura morale si respira nell’aria, dato che pare di capire che la signora Margherita con il presidente incaricato non ci abbia mai parlato.
Ed è probabile che in effetti la conoscenza non esista, visto che don Augusto Panzanelli, parroco di Città della Pieve, nella cui chiesa spesso Draghi va a messa, ha raccontato a Un Giorno da Pecora: “Draghi non si fa mai notare, si mette sempre in disparte in chiesa, e viene spesso alle funzioni delle 18 oppure, qualche volta, va la mattina dalle suore, abbastanza presto, alle 7.30″. È “decisamente” un buon cattolico e poi “è molto riservato”. Di più: “È umile, si mette in fila quando va a fare la spesa, al supermercato, è molto rispettoso”. L’uomo giusto, insomma, lo indica anche il calendario con l’incarico conferito proprio il 3 febbraio: “È san Biagio — racconta il don a La Nazione — che guarì un bimbo salvandogli la vita. Ecco, ci auguriamo che e gli auguriamo che possa aiutarci a guarire l’Italia e noi da queste due terribili pandemie: quella sanitaria e quella economica che ne deriva”. Così le suore clarisse della cittadina umbra hanno pregato per lui: “Nella messa di oggi — racconta all’Ansa la vicaria, suor Barbara Agnese — abbiamo portato un’intenzione particolare proprio per il presidente Draghi”
Immancabile il capitolo della bravura a scuola. Il rettore dell’Istituto Massimo, Giovanni La Manna, è andato a scartabellare negli archivi: “Ho trovato indici molto soddisfacenti del suo percorso, come anche viene fuori una bravura in matematica che del resto ha dimostrato poi nella sua carriera professionale”. L’educazione gesuitica ha sviluppato la sua “onestà ” e La Manna si dice certo che la missione del presidente del Consiglio incaricato sarà orientata “al bene comune”. Il rettore non si sbilancia sui voti in pagella (“C’è la privacy”), ma a confermare tutto ci sono i compagni di classe. Il più famoso è Giancarlo Magalli che lo ricorda come “intelligente”, “simpatico” e “molto corretto”. Per intendersi: “Non era uno di quelli che faceva la spia al professore”. Draghi è anche uno che sente poco l’incedere degli anni: “Da ragazzino era come adesso, con la sua riga, pettinato come adesso e sempre con quel sorriso che era il suo biglietto da visita”. Renato Andrich, altro compagno di classe, la dice papale papale: “Era uno dei migliori a scuola, eccelleva in tutte le materie”. Più intelligenza che ore e ore sui libri: “Non era affatto un secchione”.
Anzi, aveva anche altri interessi: “Era anche uno sportivo, al Massimo lo eravamo tutti, facevamo tantissime attività sportive”. La pallacanestro, in particolare, la sua passione. Tanto che l’elogio collettivo arriva a coinvolgere anche la Legabasket. Il suo idolo cestistico, racconta, era Bill Bradley, fuoriclasse americano che portò Milano sul tetto d’Europa per poi passare in Nba con la maglia dei New York Knicks. E ora l’evoluzione delle loro strade sembrano intersecarsi di nuovo, visto che Bradley divenne senatore democratico e sfiorò la nomination alla Casa Bianca. Una situazione simile a quella in cui si trova ora Draghi, alla caccia dell’appoggio dei partiti per poi insediarsi a Palazzo Chigi. A capire tutto, raccontano a Monteverde, paese irpino di 750 abitanti, era stato lo zio Fulvio: “Sentirete molto parlare di Mario”. Nel paese natale di sua madre, Draghi ci è andato l’ultima volta dieci anni fa. Ma il gestore di un agriturismo dove si fermò a pranzo, lo ricorda ancora bene. “Apprezzò con gusto i piatti della comune tradizione: ravioli, orecchiette fatte in casa, braciola al sugo”. Occupava già una posizione pubblica di grande rilievo, ma il suo animo non ne aveva risentito: “Riuscì a sciogliere la nostra impacciata deferenza con parole semplici e umili”.
Stesse qualità della moglie, Maria Serena Cappello. La Repubblica informa che le origini sono aristocratiche ma i “suoi modi semplici”. Una coppia riservata e salda. E così anche un momento di nervosismo, come quello fuori dal seggio elettorale nel 2018, viene alleggerito. Il “Dai, sta’ zitta!” urlato da Draghi all’indirizzo della consorte che si intratteneva con i cronisti (vedere per credere) diventa un “discretamente fulminata dallo sguardo di lui”. Una voce dal sen fuggita, nota stonata di una vita in ordine per Supermario come per sua moglie. Sempre Repubblica, ricorda la sua presenza al G7 di Bari, giorni di grandi strappi alle regole: “Si arrotola perfino le maniche del tailleur per omaggiare la preparazione di cavatelli e orecchiette”. Un gesto straordinario, umile, come la fila al supermercato. Sembra di sentire Ugo Fantozzi e il ragionier Filini: “Un santo, un apostolo”.
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Febbraio 2nd, 2021 Riccardo Fucile
COSI’ I SOCIAL SE LA RIDONO
Dopo il fallimento del mandato esplorativo affidato a Roberto Fico per tentare di ricomporre la
crisi di Governo, la risposta dei social è sulle richieste di Matteo Renzi per rientrare in maggioranza.
E l’hashtag più popolato su Twitter è #Renzipretendecose, in cui all’ex premier vengono associate richieste di ogni tipo, dalla “pace nel Mondo” stile miss Italia a una stella sulla Walk of fame.
Ancora, ” Mio volto sul Monte Rushmore o governino senza Italia Viva” e “Rivoglio il mio Airforce Renzi che i 5 stelle mi hanno fregato”.
Ancora, “Aggiornare in tutti i dizionari di inglese la pronuncia ufficiale di because”, “Il Monte Olimpo o non se ne fa niente”, “Ricontare i voti del referendum”.
Sono centinaia i contributi, alcuni con immagini e fotomontaggi, che in queste ore monopolizzano il social dell’uccellino.
(da “La Repubblica”)
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Febbraio 1st, 2021 Riccardo Fucile
LA RAI PRESENTA IL PROTOCOLLO SANITARIO E SI ADEGUA
La Rai accetta le regole di tutti i teatri e il direttore artistico Amadeus sembra aver compreso che il festival di Sanremo non può essere un’isola a sè perchè il virus non si ferma certo davanti all’Ariston e dintorni se non ha il classico “pass”.
Non ci sarà pubblico nel teatro, neanche figuranti, non ci saranno eventi esterni che richiamano immancabilmente folle festanti e niente programmi collegati alla kermesse. così l’Ansa sintetizza i punti fondanti del protocollo sanitario della radio-tv di Stato concordato con Amadeus e che verrà mandato al Comitato tecnico scientifico domani 2 febbraio.
Scrive la Rai nel comunicato: “La Rai, al termine di una riunione con il direttore artistico in cui sono stati esaminati in dettaglio i vari scenari, ritiene che la 71a edizione del Festival di Sanremo, prevista dal 2 al 6 marzo debba concentrarsi esclusivamente sull’evento serale al Teatro Ariston. Per tale motivo domani l’azienda presenterà al Cts il protocollo organizzativo-sanitario che non prevede la presenza del pubblico al Teatro Ariston. La Rai ha dato pertanto indicazioni al direttore artistico per lavorare su idee creative compatibili con questa impostazione”. Amadeus deve quindi adeguarsi come è giusto che sia.
“Non sono previsti eventi esterni e la presenza a Sanremo di programmi collegati al Festival, che negli ultimi anni hanno animato la rassegna canora. Con tale impostazione – scrive ancora l’azienda – la Rai intende produrre il massimo sforzo per realizzare un Festival in sicurezza e portare lo show ai suoi telespettatori nel rispetto del mondo della musica e della storia del Festival”.
(da agenzie)
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